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I Nabatei
versione greco Diodoro Siculo
traduzione libro anthropon odoi
η αραβια κειται μεν μεταξυ τησ συριας και τησ αιγυπτου, πολλοισ δε εθνεσι οικεται. τα μεν ουν προσ την εω μερη κατοικουσιν οι αραβεσ οι ναβαταιοι ονομαζομενοι, νεμομενοι χωρασ την μεν ερημον, την δε ανυδρον, ολιγην δε καρποφορον. εχουσι δε βιον ληστρικον και πολλην τησ ομορου χωρασ κατατρεχοντεσ ληστευουσιν, οντεσ δυσμαχοι κατα τουσ πολεμουσ. κατα γαρ την ανυδρον χωραν ευκαιρα φρεατα κατασκευαζουσιν αγνωστα τοισ αλλοεθνεσιν και εν τοισ πολεμοισ εκει ακινδυνωσ συμφευγουσιν, δαψιλεσι ποτοισ απο των φρεατων χρωμενοι. οι δε αλλοεθνεισ επιδιωκοντεσ και σπανιζοντεσ τησ υδρειασ, οι μεν αποθνησκουσι, οι δε μογισ εισ την οικειαν χωραν σωζονται. διοπερ οι ναβαταιοι αδουλωτοι διατελουσιν.
L'Arabia si estende tra la Siria e l'Egitto ed è abitata da molti popoli. Gli arabi chiamati Nabatei si trovano nel territorio d'Oriente, disposti in una zona isolata, arida, piccola ma fertile della regione. Essi trascorrono una vita brigantesca e, essendo praticamente imbattibili in guerra, una volta assalita la regione confinante, la saccheggiano senza alcun problema. Infatti dislocano nell'arida regione cisterne d'acqua in posizioni favorevoli, non rintracciabili dagli stranieri; in questo modo durante le guerre si rifugiano là senza pericolo, servendosi delle cisterne d'acqua. Alcuni stranieri che li inseguono con accanimento, poiché hanno bisogno di approvvigionamenti d'acqua muoiono; altri tornano sani e salvi nella propria regione con fatica. Così i nabatei trascorrono una vita serena.
Passo originale
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Antipatro attacca Atene
versione greco Diodoro Siculo
traduzione libro alfa beta grammata
Ἀντίπατρος δὲ διὰ ταύτης τῆς στρατηγίας διαλύσας τὸ σύστημα τῶν Ἑλλήνων ἤγαγε τὴν δύναμιν πᾶσαν ἐπὶ τοὺς Ἀθηναίους. ὁ δὲ δῆμος ἐρημωθεὶς τῆς τῶν συμμάχων βοηθείας ἐν ἀπορίᾳ πολλῇ καθειστήκει· πάντων δὲ καταφερομένων ἐπὶ τὸν Δημάδην καὶ βοώντων τοῦτον ἐκπέμπειν πρεσβευτὴν πρὸς Ἀντίπατρον ὑπὲρ τῆς εἰρήνης οὗτος μὲν καλούμενος σύμβουλος οὐχ ὑπήκουσεν· ἦν γὰρ τρὶς ἡλωκὼς παρανόμων καὶ διὰ τοῦτο γεγονὼς ἄτιμος καὶ κωλυόμενος ὑπὸ τῶν νόμων συμβουλεύειν· ἀπολαβὼν δὲ τὴν ἐπιτιμίαν ὑπὸ τοῦ δήμου παραχρῆμα ἐξεπέμφθη πρεσβευτὴς μετὰ Φωκίωνος καί τινων ἑτέρων. τοῦ δ´ Ἀντιπάτρου διακούσαντος τῶν λόγων καὶ δόντος ἀπόκρισιν ὡς ἄλλως οὐ μὴ συλλύσηται τὸν πρὸς Ἀθηναίους πόλεμον, ἐὰν μὴ τὰ καθ´ ἑαυτοὺς ἐπιτρέψωσιν αὐτῷ (καὶ γὰρ ἐκείνους συγκλείσαντας εἰς Λάμιαν τὸν Ἀντίπατρον τὰς αὐτὰς ἀποκρίσεις πεποιῆσθαι πρεσβεύσαντος αὐτοῦ περὶ τῆς εἰρήνης) ὁ δῆμος οὐκ ὢν ἀξιόμαχος ἠναγκάσθη τὴν ἐπιτροπὴν καὶ τὴν ἐξουσίαν πᾶσαν Ἀντιπάτρῳ δοῦναι περὶ τῆς πόλεως
Antipatro avendo indebolito tramite questa strategia la confederazione degli Elleni, condusse tutto l’esercito contro gli Ateniesi. Il demo privato dal soccorso degli alleati si era trovato in grande mancanza di risorse; essendo tutti spinti verso Demade e gridando di mandare questi come ambasciatore ad Antipatro per la pace egli chiamato come consigliere non diede ascolto; infatti era condannato tre volte per illegalità e per ciò divenuto privo di diritti civili e impedito dalle leggi a consigliare; ricevendo la fruizione dei diritti civili dal demo all’istante fu mandato come ambasciatore insieme a Focione e alcuni altri. Antipatro ascoltato le parole e dato una risposta come diversamente non risolvesse la guerra contro gli Ateniesi, se non gli permettessero le condizioni secondo loro stessi (e infatti dopo aver quelli costretto a Lamia Antipatro avendo egli consigliato per la pace di eseguire queste decisioni) il demo non essendo capace di sostenere la lotta ritenne necessario di rimettere ad Antipatro il potere di decidere e tutta l’autorità sulla città. (by Stuurm)
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La battaglia di Mantinea: i cavalieri ateniesi riescono a riequilibrare lo scontro - Diodoro Siculo
versione greco e traduzione
ἅμα μὲν γὰρ κατὰ τὴν ἀποχώρησιν οὐκ ἐτάραξαν τὴν ἰδίαν φάλαγγα, ἅμα δὲ περιπεσόντες Εὐβοεῦσι καὶ μισθοφόροις τισὶν ἀπεσταλμένοις ἐπὶ τὴν κατάληψιν τῶν πλησίον λόφων, συνάψαντες αὐτοῖς μάχην ἅπαντας ἀπέκτειναν. οἱ δὲ τῶν Θηβαίων ἱππεῖς τοὺς μὲν φεύγοντας οὐκ ἐπεδίωξαν, ἐπὶ δὲ τὴν φάλαγγα τῶν ἀντιτεταγμένων ἐπελάσαντες ἐφιλοτιμοῦντο παραλλάξαι τοὺς πεζούς. ἰσχυρᾶς δὲ μάχης γενομένης, καὶ τῶν Ἀθηναίων καταπονουμένων καὶ πρὸς φυγὴν ὁρμησάντων, ὁ τῶν Ἠλείων ἵππαρχος ἐπὶ τῆς οὐραγίας τεταγμένος ἐπεβοήθησε τοῖς φεύγουσι, καὶ πολλοὺς τῶν Βοιωτῶν καταβαλὼν παλίντροπον ἐποίησε τὴν μάχην.
Traduzione libera
Ma poiché quella fuga succedeva fuori delle ali facile cosa fu rimediare al danno non avendo nel retrocedere disordinata la loro falange e spinti contro gli Eubei ed alcuni mercenari inviati ad occupare i colli vicini, effettuando con questi una battaglia, li uccisero tutti. i cavalieri tebani poi non inseguirono quelli che fuggivano - i fuggitivi - ma urtando l'opposto corpo di pedoni, cercava di sfondarlo e girare innanzi allora asprissimo diventò il combattimento E già gli ateniesi affaticati voltavano le spalle, quando il comandante degli Elei a cavallo che stava nelle schiere ultimem si accostò ai fugiaschi e profligati moltissimi fra i beozii rinnovò la battaglia
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Timoleonte di Corinto uccide il fratello Timofane
versione greco Diodoro Siculo Libro Euloghia
Ο δέ Τιμολέων άλλοτριώτατος ὣν μοναρχίας τό μέν πρῶτον έπεχείρει πείθειν τόν άδελφόν άποστῆναι τῆς επιβολῆς, ώς δ' οΰχ ύπήκουεν. άλλ' αίει και μᾶλλον έπετείνετο τῇ τόλμῃ, αδυνατῶν αυτόν λόγῳ διορθώσα-σθαι, περιπατοῦντα κατά τήν αγοράν άπέσφαξεν. Θορύβου δέ γενομένου και τῶν πολιτῶν συνδραμόντων διά τε τό παραδοξον και τήν δεινότητα τῆς πράξεως, στάσις έγίγνετο. Οί μέν γάρ έφασαν δεΐν ώς έμφύλιον φόνον πεπραχότα τόν Τιμολέοντα τυγχάνειν τῆς έκ τῶν νόμων τιμωρίας, οί δέ τουναντίον άπεφαίνοντο δεΐν έπαινεΐν τόν ἃνδρα ώς τυραννοκτόνον.

Timoleonte poiché era il più ostile alla monarchia prima si accingeva a convincere il fratello a desistere dal tentativo, in quanto non dava ascolto. Ma sempre più ritornava alla carica con audacia, non potendolo raddrizzare a parole, trucidò mentre passeggiava in piazza. Avvenuto un tumulto ed essendosi radunati i cittadini per il fatto strano e la veemenza dell’azione, avveniva una contesa. Alcuni infatti dissero che Timoleonte compiuto il delitto consanguineo doveva essere punito dalle leggi, altri al contrario dichiaravano che bisognava lodare l’uomo come l’uccisore del tiranno.
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La morte di Caronda
versione greco Diodoro Siculo e traduzione
Λείπεται δ' ήμΐν ειπείν υπέρ τῆς τοῦ Χαρώνδου τελευτής, καθ' ἢν ΐδιόν τι και παράδοξον αύτῷ συνέβη. Έπι γάρ τήν χώραν έξιών μετά ξιφιδίου διά τούς λῃστάς, και κατά τήν έπάνοδον εκκλησίας συνεστώσης και ταραχῆς έν τοῖς πλήθεσι, προσέστη πολυπραγμόνῶν τά κατά τήν στάσιν. Νενομο-θετηκώς δ' ἦν μηδένα μεθ' ὂπλου έκκλησιάζειν, και έπιλαθόμενος ὂτι τό ξίφος παρέζωσται, παρέδωκεν έχθρόῖς τισιν άφορμήν κατηγορίας. Ων ενός είπόντος "Καταλέλυκας τόν ϊδιον νόμον", "Μά Δι', εΐπεν, "αλλά κύριον ποιήσω"• και σπασάμενος τό ξιφίδιον εαυτόν άπέσφαξεν. 'Ένιοι δέ τῶν συγγραφέων τήν πράξιν ταύτην περιτιθέασι Διοκλεΐ τῷ Συρακοσίων νομοθέτῃ.
Ci rimane da dire sulla morte di Caronda, riguardo la quale a costui accadde un fatto particolare ed incredibile. Infatti uscendo verso il paese con un pugnale a causa dei briganti e durante il ritorno costituitasi (συνίστημι) un'assemblea ed un tumulto si avvicinò dandosi molto da fare (προσίστημι). Poichè egli aveva stabilito (νενομοθετηκως = νομοθετέω participio attiva perfetto maschile singolare nominativo) per legge che nessuno prendesse parte ad un'assemblea con un arma, e dimenticandosi che aveva con sé il pugnale, diede ad alcuni nemici un pretesto di un'accusa. Dicendo uno di questi “hai distrutto la personale legge (la legge che hai fatto tu)”, “Per Zeus”, disse, “ma io la renderò autorità”: ed estratto il pugnale si tagliò la gola. Alcuni tra gli storici attribuiscono quest’azione a Diocle legislatore dei Siracusani.
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