- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
La più importante casta indiana versione di greco di Diodoro Siculo
traduzione dal libro versioni di greco triakonta n. 9
Το δε παν πληθος των Ινδων εις επτα μερη διηρηται ων εστι το μεν ... και νοσων και των αλλων των συναμενων τους ακοζοντος ωψελησαι

L'intera popolazione degli indiani è divisa in sette parte. Fra le quali la prima è dei filosofi che è inferiore per entità numerica alle altre, ma primeggia su tutte per distinzione. Infatti dal momento che sono esentati dal prestare qualsiasi servizio allo stato, i filosofi non sono padroni di altre persone de da altre persone sono dominati. A loro ricorrono i singoli cittadini sia per i sacrifici che vanno offerti nel corso della vita, sia per il culto dei morti, perché essi sono carissimi agli dei e hanno la massima esperienza delle questioni relative all'Ade e per questo servizio ricevono doni e onori notevoli. All'intera comunità degli indiani offrono grandi servigi perché ad essi si ricorre all'inizio di ogni nuovo anno per la grande adunanza solenne in quanto predicono alla moltitudine siccità e grandi piogge e ancora felice spirare di venti e malattia e tutti gli altri fenomeni che possono recare vantaggio o danno a quanti li ascoltano.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Λέγεται γάρ τὸ παλαιὸν αἶγας εὑρεῖν τὸ μαντεῖον· οὗ χάριν αἰξί μάλιστα χρηστηριάζονται μέχρι τοῦ νῦν οἱ Δελφοί. Τόν δέ τρόπον τῆς εὑρέσεως γενέσθαι φασì τοιοῦντον. Ὄντος χάσματος ἐν τούτῳ τῷ τόπῳ καθ' ὃν ἐστι νῦν τοῦ ἱεροῦ το καλούμενον ἂδυτον, και περì τουτο νενομένων αἰγῶν διά τò μήπω κατοικεῖσθαι τους Δελφούς αἰεί τήν προσιοῦσαν τῷ χάσματι και προσβλέψασαν αὐτῷ σκιρτᾶν θαυμαστῶς και προΐεσθαι φωνήν διάφορον ἢ πρότερον ειώθει φθέγγεσθαι. Τον δ' επιστατοῦντα ταις αἰξί θαυμάσαι τὸ παράδοξον και προσελθόντα τω χάσματι και κατιδόντα οἷόνπερ ἦν ταὐτό παθεῖν ταις αἰξίν· εκείνας τε γαρ ὄμοια ποιεῖν τοις ενθουσιάζουσι και τοῦτον προλέγειν τά μέλλοντα γίνεσθαι. Μετά δέ ταῦτα της φήμης παρά τοις εγχωρίοις διαδοθείσης περì του πάθους των προσιόντων τῷ χάσματι πλείους απαντᾶν επì τον τόπον· διά δέ τό παράδοξον πάντων αποπειρωμένων τους αιεί πλησιάζοντας ενθουσιάζειν. Δι ' ἃς αιτίας θαυμαστωθῆναί τε τό μαντεῖον και νομισθῆναι της Γῆς εἶναι τό χρηστήριον.
traduzione dal libro phrasis numero 478 pagina 299
Si racconta infatti che le capre abbiano scoperto l’antico oracolo; per il quale gli abitanti di Delfi fino ad oggi sacrificano specialmente capre. Si dice che ci sia un luogo ben preciso della scoperta. Essendoci in questo luogo un’apertura su cui ora c’è quello che è chiamato sacrario del tempio, e intorno a questo posto poiché le capre avevano pascolato per stanziarsi a Delfi ogni volta dopo essersi accostati all’apertura e averla fissata saltellavano straordinariamente ed emettevano una voce diversa di quella che prima di solito emettevano. E che la cosa strana stupiva chi sorvegliava le capre e che avvicinandosi all’apertura e guardando giù era proprio questo che faceva accadere alle capre; che quelle si comportavano anche allo stesso modo a coloro che sono invasati dalla divinità e che costui preannuncia le cose future che devono accadere. Dopo queste cose diffusasi la notizia presso gli abitanti del luogo sui numerosi influssi tra quelli che si avvicinavano all’apertura andavano sul posto; per il fatto straordinario di tutti quelli che facevano l’esperienza ogni volta che avvicinandosi di guardare giù. E per questi motivi che l’oracolo viene considerato meraviglioso e si pensa che sia il responso della Dea Terra.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
κρης ο ελθων προς Ιουλιον τον υπατον... Της επιβολης χαρισομαι σοι χίλιες δραχμας
Κρής ό έλθών πρός Ίουλιον τόν ὒπατον επί προδοσίαν εἶπεν, «"Αν διʹέμοῦ κράτησῃς τῶν πολεμίων, τίνα δώσεις μισθόν τῆς ευεργεσίας; ». Ό στρατηγός εἶπε, «Ποιήσω σε πολίτην 'Ρωμαῖον καί ἒσῃ παρ' έμοί τίμιος». Ό δε Κρής διαχυθείς επί τῷ ρηθέντι, «Πολιτεία, φησί, παρά Κρησίν εύφημούμενός έστι λῆρος. Τοξεύομεν γάρ ήμεῖς επί τό κέρδος, και πᾶν βέλος ημῶν χάριν αργυρίου, νεμόμενοι πᾶσαν χώραν και θάλατταν. Διό κάγώ νῦν αργυρίου χάριν ἢκω * τά δέ τῆς πολιτείας τίμια τοῖς περί ταύτης νῦν διαφερομένοις παραχωρεί, οἳτινες αἳματος αγοράζουσι λῆρον περιμάχητον». Πρός ὂν γελάσας ό ἃλλος εἶπε, «Γενομένης ήμῖν τῆς επιβολῆς χαρίσομαί σοι χιλίας δραχμάς».
Un Cretese essendo andato davanti al console Giulio disse per la consegna a tradimento, “a causa del mio dominio sui nemici, tu daresti un compenso della buona azione?”. Lo stratega rispose: “renditi cittadino di Roma e sii ragguardevole accanto a me”. Quindi il Cretese essendosi rallegrato per la risposta, disse “per acclamare la cittadinanza presso Cesare è una sciocchezza. Noi colpiamo per profitto e ogni nostro colpo a causa dell’argento, rimanendo per ogni paese e mare. Perciò ora proprio io sono arrivato per l’argento: concedi dunque gli onori della cittadinanza a quelli che contendono per questa stessa, alcuni si aggirano in piazza dopo una sciocca contesa di sangue”. Avendo riso davanti a lui e l’altro disse, “multandoci ti offrirò 1000 dramme”
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Splendidi inizi del regno di Alessandro Magno
VERSIONE DI GRECO d a Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro n. p.
᾿Εν ὁλìγω χρὁνω μεγἁλασ πρἁξεισ ... μελετασ τε καἱ γυμϜασιασ πολεμικασ ευπειθη κατεσκευασε τηv δυναμιν
Έν όλίγῳ χρονῳ μεγάλος πραξεις "Αλέξανδρος κατειργάσατο και διά τήν ὶδίαν σύνεσίν τε και ανδρειάν υπερεβάλετο τῷ μεγέθει τῶν ἒργων πάντας τούς τῇ μνήμῃ παραδεδομένους βασιλεΐς. Έν ἒτεσι γάρ δώδεκα καταστρεψάμενος τῆς μέν Ευρώπης ούκ ολίγα, τήν δέ Άσίαν σχεδόν άπασαν, ώς ἒοικεν, περιβόητον ἒσχε τήν δόξαν και τοΐς παλαιοΐς ἢρωσι και ήμιθέοις ὶσαζουσαν. Αλέξανδρος οΰν γεγονώς κατά πατέρα μέν άφʹΗρακλέους, κατά μητέρα τῶν Αίκιδῶν οίκειαν έσχε τήν φύσιν και τήν άρετήν τῆς τῶν προγόνων εύδοξίας. Έπʹ ἃρχοντος Άθήνησιν Εύαινετου Ροιμαΐοι κατέστησαν ύπάτους Λεύκιον καί Γάίον Μαίνιον, έπι δέ τούτων Αλέξανδρος διαδεξάμενος τήν βααιλείαν, πρῶτον μέν τούς φονεΐς τοΰ πατρός τῆς άρμοζούσης τιμωρίας ήξίωσε• μετά δέ ταΰτα τῆς ταφῆς τοΰ γονέως έπιμέλεαιν ποιησάμενος, κατέστησε τά κατά τήν άρχήν πολύ κάλλιον ἢ πάντες προσεδόκησαν. Νέος γάρ ὣν παντελῶς καί διά τήν ήλικίαν ύπο τινων καταφρονούμενος πρῶτον τά πλήθη οικείοις λόγοις παρεστήσατο πρός εὒονοιαν. Έπειτα τῶν δέ στρατιωτῶν πυκνάς ποιησάμενος έξοπλισίας, μελέτας τέ καί γυμνασίας πολεμικός εύπειθῆ κατεσκεύασε τήν δύναμιν.
TRADUZIONE
In poco tempo Alessandro portò a termine grandi imprese e per la propria perspicacia ed il coraggio anche superava per la grandezza delle opere tutti i re che abbiamo tramandato ai posteri con il ricordo. In 12 anni infatti avendo sottomesso l’Europa per poco, quasi tutta l’Asia, come sembra, ebbe famosa gloria e pareggiarono agli antichi eroi e semidei. Alessandro dunque nato secondo il padre da Eracle, secondo la madre dagli Achei aveva propio la natura e la virtù della gloria degli antenati. I Romani presentarono ad Atene davanti all’arconte Eveneto i consoli Licio e Gaio Mainio, essendo Alessandro succeduto al regno su di essi, per prima cosa stimò degne di castigo gli eccedi essendo d’accordo il padre; dopo questi fatti essendosi preso cura della sepoltura del padre, dispose queste cose da principio molto bene che tutti attesero. Infatti essendo completamente giovane e disprezzato da alcuni per la giovane età prima indusse il popolo con parole adatte al rispetto della giustizia e delle leggi. In seguito avendo allestito armamenti compatti di soldati, anche docili all’esercitazioni della guerra costruì il potente esercito.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Dionisio conquista Reggio
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro greco antico versione n. 381 pagina 294
TRADUZIONE
Dopo che costui si era mosso in direzione di Reggio e mentre si stava preparando ad assediare la città con l’esercito, una grande angoscia prendeva gli abitanti: infatti non avevano né alleati, né un esercito in grado di sostenere la lotta, e oltre a ciò capivano che, una volta presa la città, per loro non rimaneva né pietà né possibilità di preghiera. Perciò decisero di inviare come ambasciatori coloro che chiedessero a Dionisio di trattarli con giustizia e di pregarlo di non decidere nulla riguardo a loro che andasse al di là di ciò che è sopportabile per un uomo. E Dionisio, dopo essersi fatto pagare trecento talenti e dopo aver preso tutte le navi che erano settanta, ordinò loro di consegnargli cento ostaggi e si diresse verso Caulonia. Deportò i suoi abitanti a Siracusa e, dopo aver concesso loro la cittadinanza, concesse che per cinque anni non pagassero tasse e, dopo aver raso al suolo la città, donò il territorio dei Cauloniati ai Locresi.
- Roma interviene per sedare una ribellione - Diodoro Siculo versione greco
- Tucidide e l'inizio della guerra del Peloponneso - Diodoro Siculo versione greco Sapheneia
- Roma contro i Fidenati - Diodoro siculo versione greco Triakonta
- Asprezza e fortezza d'animo dei liguri - Versione greco Diodoro Siculo