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Orazio Coclite VERSIONE DI GRECO DI POLIBIO
TRADUZIONE DAL LIBRO REMATA

Si tramanda che Orazio, detto Coclite, mentre gareggiava contro due nemici sull'estremità del ponte sul Tevere che giace in prossimità di Roma, non appena vide la moltitudine di coloro che soccorrevano i nemici incombere, avendo temuto che, forzati, irrompessero in città, gridò, voltatosi indietro, che coloro che si erano ritirati spezzassero il ponte. Quando quelli ebbero obbedito, fino a quando quelli non lo spezzarono, aspettò subendo una moltitudine di danni, e fermò l'attacco dei nemici, che avevano temuto la sua prontezza e il coraggio. Una volta che il ponte fu spezzato, ai nemici fu impedito l'attacco, Coclite, dopo essersi gettato nel fiume armato, secondo la sua volontà, morì, avendo dato più importanza alla salvezza della patria e alla gloria che avrebbe ottenuto del presente che del passato.
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La minaccia dei galli
VERSIONE DI GRECO di POLIBIO
i romani poiché erano venuti a sapere piuttosto velocemente che i celti avevano valicato le Alpi inviarono il console Lucio Emilio con le truppe per aspettare a Rimini l assalto dei nemici da questa parte uno dei pretori in tirrenia. Infatti l altro dei consoli Gaio Attilio ottenne di uscire prima fuori verso la Sardegna con le legioni e tutti a Roma erano pieni di paura poiché pensavano che un terribile flagello incombesse su di loro. E pensavano questo a ragione poiché un antico terrore per i galli persisteva nei loro animi. Perciò radunavano alcune legioni e ne arruolavano altre ed altre pronte davano il comando di stare fra gli alleati fecero i preparativi dell approvvigionamento delle frecce e dell altro materiale per una guerra così importante e tanti ( preparativi) come nessuno prima ricorda
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La città di Agrigento
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Meletan
Ἡ δὲ τῶν Ἀκραγαντίνων πόλις οὐ μόνον κατὰ τὰ προειρημένα διαφέρει τῶν πλείστων πόλεων, ἀλλὰ καὶ κατὰ τὴν ὀχυρότητα, καὶ μάλιστα κατὰ τὸ κάλλος καὶ τὴν κατασκευήν. Ἔκτισται μὲν γὰρ ἀπὸ θαλάττης ἐν ὀχτωκαίδεκα σταδίοις, ὥστε μηδενὸς ἀμοιρους εἶναι τῶν ἐκ ταύτης χρησίμων Ὁ δὲ περίβολος αὐτῆς καὶ φύσει καὶ κατασκευῇ διαφερόντως ἠσφάλισται. Κεῖται γὰρ τὸ τεῖχος ἐπὶ πέτρας ἀκροτόμου καὶ περιρρῶγος, ᾗ μὲν αὐτοφυοῦς, ᾗ δὲ χειροποιήτου· περιέχεται δὲ ποταμοῖς. Ῥεῖ γὰρ αὐτῆς παρὰ μὲν τήν νότιον πλευρὰν ὁ συνώνυμος τῇ πόλει, παρὰ δὲ τὴν ἐπὶ τὰς δύσεις καὶ τὸν λίβα τετραμμένην ὁ προσαγορευόμενος Ὕψας. Ἡ δ' ἄκρα τῆς πόλεως ὑπέρκειται κατ' αὐτὰς τὰς θερινὰς ἀνατολάς· κατὰ μὲν τὴν ἔξωθεν ἐπιφάνειαν ἀπροσίτω φάραγγι περιεχόμενη, κατὰ δὲ τὲν ἐντὸς μίαν ἔχουσα πρόσοδον ἐκ τῆς πόλεως. Ἐπὶ δὲ τῆς κορυφῆς Ἀθηνᾶς ἵερον ἔκτισται, καὶ Διὸς Ἀταβυρίου, καθάπερ καὶ παρὰ Ῥοδίοις.
La città di Agrigento differisce dalla maggior parte delle altre città non solo per quanto ho detto, 98 ma anche per le fortificazioni naturali e soprattutto per la bellezza dei suoi edifici. ] Infatti è stata fondata a diciotto stadi dal mare, cosicché nessuno dei cittadini è privo dei vantaggi che vengono da esso: il suo perimetro è eccezionalmente fortificato sia dagli elementi naturali, sia da quelli artificiali. Le mura sorgono su una roccia dirupata e scoscesa, così conformata in parte dalla natura, in parte dall'intervento dell'uomo, e sono circondate da fiumi: 100 infatti scorre lungo il fianco meridionale della città il fiume omonimo, mentre lungo il lato occidentale e quello esposto a libeccio scorre il fiume chiamato Ipsa. La rocca che domina la città guarda verso il solstizio d'estate è circondata sul lato esterno da un inaccessibile baratro, ed ha all'interno una sola via di accesso proveniente ddalla citta. Sulla sommità vi è il tempio di Atena e quello di zeus atabirio come è chiamato anche dai rodi. infatti essendo stata agrigento fondata dai Rodi è ovvio che questo dio abbia lo stesso nome che ha presso i rodi
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Straordinaria stima di Navarra per Amilcare
VERSIONE DI GRECO di Polibio
Διὸ καὶ νομίσας ἔχειν εὐφυῆ καιρὸν πρὸς ἔντευξιν αὐτῷ καὶ σύστασιν, ἧκεν εἰς τὴν στρατοπεδείαν ἔχων περὶ αὑτὸν Νομάδας εἰς ἑκατόν. Καὶ συνεγγίσας τῷ χάρακι τολμηρῶς ἔμενε, κατασείων τῇ χειρί. Τοῦ δ´ Ἀμίλκου θαυμάσαντος τὴν ἐπιβολὴν καὶ προπέμψαντός τινα τῶν ἱππέων, εἰς λόγους ἔφη βούλεσθαι συνελθεῖν τῷ στρατηγῷ. Διαποροῦντος δ´ ἀκμὴν καὶ διαπιστοῦντος τοῦ τῶν Καρχηδονίων ἡγεμόνος, παραδοὺς ὁ Ναραύας τὸν ἵππον καὶ τὰς λόγχας τοῖς μεθ´ αὑτοῦ παρῆν ἄνοπλος εὐθαρσῶς εἰς τὴν παρεμβολήν. Οἱ δὲ τὰ μὲν ἐθαύμαζον, τὰ δὲ κατεπλήττοντο τὴν τόλμαν· ὅμως δὲ προσεδέξαντο καὶ συνῆλθον εἰς τὰς χεῖρας. Ὁ δὲ παραγενόμενος εἰς λόγους ἔφη πᾶσι μὲν Καρχηδονίοις εὐνοεῖν, μάλιστα δ´ ἐπιθυμεῖν Βάρκᾳ γενέσθαι φίλος· διὸ καὶ νῦν παρεῖναι συσταθησόμενος αὐτῷ καὶ κοινωνήσων ἀδόλως παντὸς ἔργου καὶ πάσης ἐπιβολῆς. Ἀμίλκας δὲ ταῦτ´ ἀκούσας οὕτως ἥσθη μεγάλως ἐπί τε τῷ κατὰ τὴν παρουσίαν θάρσει καὶ τῇ κατὰ τὴν ἔντευξιν ἁπλότητι τοῦ νεανίσκου, ὡς οὐ μόνον εὐδόκησε κοινωνὸν αὐτὸν προσλαβέσθαι τῶν πράξεων, ἀλλὰ καὶ τὴν θυγατέρα δώσειν ἐπηγγείλατο μεθ´ ὅρκου, διαφυλάξαντος αὐτοῦ τὴν πρὸς Καρχηδονίους πίστιν.
TRADUZIONE
Perciò, stimando di avere una buona occasione d'incontrarsi ed entrare in relazione con lui, venne al campo con un séguito d'un centinaio di Numidi Ed avvicinatosi allo steccato, arditamente vi restava, facendo segni con la mano; e quando Amilcare, Meravigilato di quell'atto audace, mandò fuori qualcuno del suoi cavalieri, egli disse che voleva venire a colloquio con il generale; e poiché il capo dei Cartaginesi era molto incerto e diffidente, Narava, ' consegnato il cavallo e le lance ai suoi compagni, disarmato avanzò impavido. ell'accampamento. Quelli, in parte stupirono, in patte sbigottiron di tale audacia; pure l'accolsero e gli si lecer dappresso; ed egli, venuto con loro a colloquio, disse che nutriva benevolenza per tutti i Cartaginesi, ma particolarmente desiderava di farsi amico di Barca, e per questo era ora venuto, per essere a lui presentato e parte* cipare, senza inganno alcuno, ad ogni sua impresa e ad ogni disegno. Amilcare, saputo questo, tanto si compiao, que, e dell'ardire del giovine nel presentarsi, , e della sua schiettezza durante il colloquio, che non solo fu contento di accettarlo come compagno delle sue imprese, ma anche gli promise con giuramento che, se egli avesse serbato fede ai Cartaginesi, gli darebbe in moglie la sua figliola
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Gerone tiranno di Siracusa fa pace con i Romani
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro taxis
ὁ δ´ Ἱέρων θεωρῶν τὴν διατροπὴν καὶ κατάπληξιν τῶν Σικελιωτῶν, ἅμα δὲ τὸ πλῆθος καὶ τὸ βάρος τῶν Ῥωμαϊκῶν στρατοπέδων, ἐκ πάντων συνελογίζετο τούτων ἐπικυδεστέρας εἶναι τὰς τῶν Ῥωμαίων ἢ τὰς τῶν Καρχηδονίων ἐλπίδας. διόπερ ἐπὶ τοῦτο τὸ μέρος ὁρμήσας τοῖς λογισμοῖς διεπέμπετο πρὸς τοὺς στρατηγούς, ὑπὲρ εἰρήνης καὶ φιλίας ποιούμενος τοὺς λόγους. οἱ δὲ Ῥωμαῖοι προσεδέξαντο, καὶ μάλιστα διὰ τὰς χορηγίας· θαλαττοκρατούντων γὰρ τῶν Καρχηδονίων εὐλαβοῦντο μὴ πανταχόθεν ἀποκλεισθῶσι τῶν ἀναγκαίων διὰ τὸ καὶ περὶ τὰ πρὸ τοῦ διαβάντα στρατόπεδα πολλὴν ἔνδειαν γεγονέναι τῶν ἐπιτηδείων. διόπερ ὑπολαβόντες τὸν Ἱέρωνα μεγάλην εἰς τοῦτο τὸ μέρος αὑτοῖς παρέξεσθαι χρείαν ἀσμένως προσεδέξαντο τὴν φιλίαν. ποιησάμενοι δὲ συνθήκας ἐφ´ ᾧ τὰ μὲν αἰχμάλωτα χωρὶς λύτρων ἀποδοῦναι τὸν βασιλέα Ῥωμαίοις, ἀργυρίου δὲ προσθεῖναι τάλαντα τούτοις ἑκατόν, λοιπὸν ἤδη Ῥωμαῖοι μὲν ὡς φίλοις καὶ συμμάχοις ἐχρῶντο τοῖς Συρακοσίοις