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Gara di valore tra Alessandro e suo padre Filippo
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro n. p.
TRADUZIONE
sul far del giorno arruolati gli eserciti, il re avendo collocato su un'altra ale dell'esercito il figlio alessandro, che era ancora giovane di età, che aveva riconoscibile valore e acutezza di intelligenza, avendo collocato presso quella i più degni dei comandanti. poiché alessandro aspirava a mostrare al padre il suo valore, non trascurando il culmine dell'ambizione similmente ai molti degli uomini valorosi che combattevano insieme a quello per primo distrusse la continuità dello schieramento nemico e avendo abbattuto distruggeva molti che erano disposti in ordine contro lui. Dopo ciò il re stesso combattendo in prima fila e non cedendo l'onore della vittoria allo stesso alessandro per primo scacciò con violenza coloro che erano schierati, inseguito avendoli costretti anche a fuggire divenne autore della vittoria. Degli ateniesi fecero cadere un numero maggiore di 1000, catturarono un numero non inferiore a 2000.
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Conseguenze della sconfitta dei Romani contro i Galli
VERSIONE DI GRECO di Polibio
Οι Ρωμαϊοι, τήν ἦτταν γνόντες, οί μέν τήν πόλιν έκλιμπάνοντες ἒφευγον, οί δέ σύν γυναιξί καί τέκνοις είς τό Καπιτώλιον άνέτρεχον. Μόνοι δ' όγδοήκοντα ἃνδρες, ούς οί μέν Ιερέας εΐναι λέγουσιν, οί δέ τούς τῶν Ρωμαίων πρώτους καθ* ήλικίαν καί πλοΰτον καί γένος, ιεράς ʹή πολυτελέστατος στολάς ένδύντες, έν τῇ άγορᾷ επί τῶν έλεφαντίνων δίφρων έκαθίζοντο, τήν τύχην προσμένοντες. Άλούσης τῇς πόλεως, οί Γαλάται μάλιστα έθαυμάζοντο, βλέποντες εκείνους τους άνδρας, και τολμήσας τις ένί παρέστην' καί τῇς τοΰ ἃνδρός ύπήνης άψάμενος, ταύτην βαθεΐαν οΰσαν κατῆγεν. Ό δέ τῇ βακτηρίᾳ τήν κεφαλήν έκείνου έπάταξε καί ό βάρβαρος τήν μάχαιραν σπασάμενος τόν ἃνδρα κατέκτεινεν. Ούτως οί βαρβαροι καί τούς λοιπούς άνῄρουν.
TRADUZIONE
I Romani, avendo saputo la sconfitta, alcuni abbandonando la città fuggivano, altri con le donne e i bambini correvano verso il Campidoglio. Solo ottanta uomini, alcuni dicono che essi sono sacerdoti, i quali con l’età da giovani in armi e la ricchezza e la famiglia indossando vesti sacre o preziosissime si fanno portare i più importanti dei Romani sulle sedie curule in piazza, aspettando la sorte. Poiché la città era agitata, i Galli si stupivano moltissimo, guardando quegli uomini e uno avendo coraggio si avvicinò contro e avendo toccato la barba di un uomo, la tirava essendo folta. Egli con il bastone colpì la testa di quello e il barbaro tirato fuori il coltello uccise l’uomo. In tal modo i barbari anche uccisero gli altri.
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La battaglia navale presso il promontorio Ecnomo 256 a. c.
Versione greco Polibio traduzione libro phrasis
οἱ δὲ τῶν Καρχηδονίων στρατηγοὶ κατὰ τὸν αὐτὸν καιρὸν παρακαλέσαντες τὰ πλήθη διὰ βραχέων καὶ συνυποδείξαντες αὐτοῖς ὅτι νικήσαντες μὲν τῇ ναυμαχίᾳ περὶ Σικελίας ποιήσονται τὸν πόλεμον, ἡττηθέντες δὲ περὶ τῆς σφετέρας πατρίδος κινδυνεύσουσιν καὶ τῶν ἀναγκαίων, οὕτως αὐτοῖς παρήγγειλαν ἐμβαίνειν εἰς τὰς ναῦς. προθύμως δὲ πάντων ποιούντων τὸ παραγγελλόμενον διὰ τὸ προορᾶσθαι τὸ μέλλον ἐκ τῶν εἰρημένων, εὐθαρσῶς ἀνήγοντο καὶ καταπληκτικῶς. θεωροῦντες δὲ τὴν τῶν πολεμίων τάξιν οἱ στρατηγοὶ καὶ πρὸς ταύτην ἁρμοζόμενοι τὰ μὲν τρία μέρη τῆς αὑτῶν δυνάμεως ἐπὶ μίαν ἔταττον ναῦν, πρὸς τὸ πέλαγος ἀνατείναντες τὸ δεξιὸν κέρας, ὡς κυκλώσοντες τοὺς ὑπεναντίους, πάσας ἱστάντες ἀντιπρώρρους τὰς ναῦς τοῖς πολεμίοις τὸ δὲ τέταρτον εὐώνυμον τῆς ὅλης τάξεως ἐποίουν, ἐν ἐπικαμπίῳ νεῦον πρὸς τὴν γῆν.
I generali Cartaginesi allora, esortate brevemente le ciurme, dimostrando loro che, se avessero vinto sul mare, avrebbero guerreggiato per la Sicilia, vinti, invece sarebbero poste in cimento la patria e le famiglie, ordinarono quindi loro d'imbarcarsi. Tutti eseguiro prontamente l'ordine, poiché traevano. , da quanto era loro stato detto, presagio per l'avvenire; e arditamente pieni di baldanza salparono. I generali, considerando lo schieramento nemico e ad esso conformando il proprio, ordinarono tre parti delle loro forze, sopra una sola linea, allungando l'ala destra verso l'alto mare, con l'intento di accerchiare gli avversari e disponendo tutte le navi rivolte con la prora contro i nemici. E la quarta parte la distesero a sinistra di tutto lo schieramento, piegata obliquamente verso la terraferma
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I cartaginesi non accettano le condizioni
di Marco Attilio Regolo
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro n p
ὁ μὲν γὰρ Μάρκος ὡς ἤδη κεκρατηκὼς τῶν ὅλων, ὅ, τι ποτὲ συνεχώρει, πᾶν ᾤετο δεῖν αὐτοὺς ἐν χάριτι καὶ δωρεᾷ λαμβάνειν· οἱ δὲ Καρχηδόνιοι θεωροῦντες ὅτι καὶ γενομένοις αὐτοῖς ὑποχειρίοις οὐδὲν ἂν συνεξακολουθήσαι βαρύτερον τῶν τότε προσταγμάτων, οὐ μόνον δυσαρεστήσαντες τοῖς προτεινομένοις ἐπανῆλθον, ἀλλὰ καὶ προσκόψαντες τῇ βαρύτητι τοῦ Μάρκου. τὸ δὲ συνέδριον τῶν Καρχηδονίων διακοῦσαν τὰ προτεινόμενα παρὰ τοῦ στρατηγοῦ τῶν Ῥωμαίων, καίπερ σχεδὸν ἀπεγνωκὸς τὰς τῆς σωτηρίας ἐλπίδας, ὅμως οὕτως ἀνδρωδῶς ἔστη καὶ γενναίως ὥστε πᾶν ὑπομένειν εἵλετο καὶ παντὸς ἔργου καὶ καιροῦ πεῖραν λαμβάνειν ἐφ' ᾧ μηδὲν ἀγεννὲς μηδ' ἀνάξιον τῶν πρὸ τοῦ πράξεων ὑπομεῖναι.
TRADUZIONE
Marco infatti, quasi già fosse padróne di tutto, credeva, qualunque concessione facesse loro, che la dovessero tenere come suo dono grazioso. Ma i Cartaginesi, considerando che, quand'anche venissero assoggettati, non ne sarebbe seguito nulla di più gravoso di quanto allora s'imponeva, tornarono indietro, non solo disgustati delle proposte, ma anche irritati per l'asprezza di Marco. Ed il senato cartaginese, udite le proposte fatte dal console romano, benché avesse quasi perduta ogni speranza di salvezza, pure resistette con tanto coraggio e nobiltà, che deliberò di tutto sopportare e di provare ogni travaglio ed ogni fortuna, pur di non tollerare condizione alcuna umiliante o indegna delle passate sue gesta.
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Il giovane Annibale assume il controllo
delle operazioni in Spagna
VERSIONE DI GRECO di Polibio
Άφικομένης δε της αγγελίας έκ των στρατοπέδων oτι συμβαίνει τάς δυνάμεις ομοθυμαδόν ήρήσθαι στρατηγόν Αννίβαν, παραυτίκα συναθροίσαντες τον δήμον μιφ γνώμη κυρίαν εποίησαν την των στρατοπέδων α'ίρεσιν. Αννίβας δε παραλαβών την αρχήν ευθέως ώρμησεν ως καταστρεψόμενος τό των Όλκάδων έθνος άφικόμενος δέ προς Άλθαίαν* την βαρυτάτην αυτών πόλιν κατεστρατοπέδευσεν. Μετά δέ ταύτα χρησάμενος ένεργοΐς άμα και καταπληκτικαΐς προσβολαΐς ταχέως έκράτησε της πόλεως. Ου συμβάντος οί λοιποί γενόμενοι καταπλαγεΐς ένέδωκαν αυτούς τοις Καρχηδονίοις. Άργυρολογησας δε τάς πόλεις και κυριεύσας πολλών χρημάτων ήκε παραχειμάσων εις Καινην πόλιν3. Μεγαλόψυχος δε χρησάμενος τοις ύποταττομένοις και τά μεν δούς των όψωνίων τοις συστρατευομένοις τα δ' ύπισχνούμενος πολλήν εύνοιαν και μεγάλος ελπίδας ένειργάσατο ταΐς δυνάμεσι.
Traduzione
Giunta la notizia dagli eserciti che si verificava che gli eserciti concordemente avevano scelto Annibale come stratega, subito i Cartaginesi, avendo convocato il popolo con una sola decisione, resero autorevole la decisione degli eserciti. Annibale allora, preso il comando, suibito si lanciò per assoggettare il popolo degli Olcadi giunto ad Altea, la città più forte degli Olcadi, si accampò. Dopo di ciò, essendosi servito degli uomini più vigorosi e contemporaneamente di assalti straordinari, si impadronì velocemente della città. Accaduto ciò gli altri che erano terrorizzati si consegnarono ai Cartaginesi. Avendo imposto tributi alle città ed essendosi impadronito di molte ricchezze giunse nella città nuova per svernare. Trovando con arroganza i sottomessi e distribuendo ai soldati una parte dei viveri, un'altra parte promettendola, infuse negli eserciti una grande benevolenza e una grande speranza.