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Una statua truccata a fin di bene
versione di greco di POlibio
Epaminonda guidava 6000 soldati tebani contro 40. 000 (soldati) spartani e alleati. Poiche’ i cittadini temevano il gran numero dei nemici, trovo’ il modo di guarirli dallo scoraggiamento. A Tebe vi era un simulacro di Atena che stringeva (aveva afferrato nella mano destra la lancia e aveva lo scudo deposto davanti alle ginocchia. Costui di notte, persuaso)un artigiano, fece trasformare la statua e la modifico’ in modo che tenesse lo scudo per l’impugnatura (fece trasformare la statua e la raffiguro’ con lo scudo afferrato per l’impugnatura). Quando era il momento opportuno per l’ uscita contro i nemici) apri’ tutti i templi come se volesse fare un sacrificio. I soldati, vista la statua della dea modificata, rimasero colpiti credendo che la stessa Atena si armasse contro i nemici e Epaminonda era molto in coraggiato ad avere fiducia, pensando che la dea aveva (avesse) posto davanti a se’ lo scudo contro i nemici. Cosi’ i Tebani ripresero coraggio e uniti combatterono con forza e vinsero i nemici
Traduzione di altro utente
Epaminonda guidava seimila Tebani contro quarantamila Spartani e (i loro) alleati. Dal momento che i cittadini temevano il grande numero di nemici, si abbandonarono alla sfiducia. A Tebe si trovava un simulacro di Atena che stringeva con la mano destra un giavellotto e aveva uno scudo deposto davanti alle ginocchia. Di notte egli indusse un artigiano a cambiare la forma della statua e raffigurò la dea che teneva lo scudo per l'impugnatura. Quando fu il momento opportuno per la spedizione, apri' tutti i templi come se volesse fare un'offerta sacrificale per la riuscita della spedizione militare. I soldati, vedendo la posizione della dea mutata, rimasero stupiti, come se Atena stessa si armasse contro i nemici. Per questa ragione i Tebani ripresero coraggio e uniti combatterono con forza e sconfissero i nemici.
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Annibale alle porte
versione di greco di Polibio
Traduzione dal libro gymnasion
Προσπεσοντος του Αννιβου εις την Ρωμην, εις ολοσχερη συνεβη ταραχην και φοβον εμπεσειν τους κατα την πολιν, ατε του πραγματος αιφνιδιου μεν οντος και τελεως ανελπιστου δια το μηδεποτε τον Αννιβαν επι τοσουτον απηρκεναι της πολεως, υποτρεχουσης δε τινος αμα και τοιαυτης εννοιας, ως ουχ οιον τε τους εναντιους επι τοσουτον εγγισαι και καταθαρρησαι μη ου των περι Καπυην στρατοπεδων απολωλοτων. Διοπερ οι μεν ανδρες τα τειχη προκατελαμβανον και τους προ της πολεως ευκαιρους τοπους, αι δε γυναικες περιπορευομεναι τους ναους ικετευον τους θεους πλυνουσαι ταις κομαις τα των Ιερων εδαφη· τουτο γαρ αυταις εθος εστι ποιειν, οταν τις ολοσχερης την πατριδα καταλαμβανη κινδυνος.
Quando Annibale assalì Roma accadde che tumulto e terrore in generale si abbatterono sulla città. Dato che ci fu un'azione improvvisa e completamente inattesa per il fatto che Annibale non si era mai trovato a così breve distanza dalla città, insinuandosi contemporaneamente un tale pensiero, che i nemici non si sarebbero avvicinati così tanto e sarebbero stati fiduciosi se gli eserciti non avessero perso vicino Capua. Perciò gli uomini occupavano le mura e i luoghi appropriati vicino la città, le mogli facendo il giro delle navi pregavano di pulire con i cappelli i terreni dei sacerdoti infatti è loro costume fare ciò, ogni volta che un pericolo generale si abbattesse sulla patria.
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LA CONQUISTA DI SAGUNTO
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Versioni di greco per il biennio
Πᾶσαν δὲ κακοπάθειαν καὶ μέριμναν ὑπομείνας τέλος ἐν ὀκτὼ μησὶ κατὰ κράτος εἷλε τὴν πόλιν. Κύριος δὲ γενόμενος χρημάτων πολλῶν καὶ σωμάτων καὶ κατασκευῆς τὰ μὲν χρήματ´ εἰς τὰς ἰδίας ἐπιβολὰς παρέθετο κατὰ τὴν ἐξ ἀρχῆς πρόθεσιν, τὰ δὲ σώματα διένειμε κατὰ τὴν ἀξίαν ἑκάστοις τῶν συστρατευομένων, τὴν δὲ κατασκευὴν παραχρῆμα πᾶσαν ἐξέπεμψε τοῖς Καρχηδονίοις. Ταῦτα δὲ πράξας οὐ διεψεύσθη τοῖς λογισμοῖς οὐδ´ ἀπέτυχε τῆς ἐξ ἀρχῆς προθέσεως, ἀλλὰ τούς τε στρατιώτας προθυμοτέρους ἐποίησε πρὸς τὸ κινδυνεύειν, τούς τε Καρχηδονίους ἑτοίμους παρεσκεύασε πρὸς τὸ παραγγελλόμενον, αὐτός τε πολλὰ τῶν χρησίμων μετὰ ταῦτα κατειργάσατο διὰ τῆς τῶν χορηγιῶν παραθέσεως.
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TRADUZIONE
Avendo Annibale affrontato ogni sofferenza e pericolo, dopo 8 mesi, alla fine conquistò a forza la città. Diventato padrone di molto denaro, prigionieri e suppellettili, depositò il denaro per le proprie imprese secondo l'obiettivo che aveva all'inizio, assegnò i prigionieri a ciascuno di coloro che lo accompagnavano nella campagna militare secondo il merito, e mandò immediatamente le suppellettili ai Cartaginesi. Dopo aver compiuto queste operazioni, non si sbagliò nei suoi calcoli né mancò l'intendimento che aveva fin dall'inizio, ma rese i soldati più audaci di fronte al pericolo, dispose i Cartaginesi pronti a ciò che veniva da lui ordinato, ed egli stesso allestì molti preparativi tra quelli utili dopo questi fatti grazie al deposito del denaro