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πόλεις ἔχειν κατὰ Λιβύην ἃς καὶ πρότερον εἶχον ἢ τὸν τελευταῖον πόλεμον ἐξενεγκεῖν Ῥωμαίοις, καὶ χώραν ἣν καὶ τὸ παλαιὸν εἶχον, κτήνη καὶ σώματα καὶ τὴν ἄλλην ὕπαρξιν, ἀπὸ δὲ τῆς ἡμέρας ἐκείνης ἀσινεῖς Καρχηδονίους ὑπάρχειν, ἔθεσι καὶ νόμοις χρῆσθαι τοῖς ἰδίοις, ἀφρουρήτους ὄντας. ταῦτα μὲν οὖν ἦν τὰ φιλάνθρωπα, τὰ δ' ἐναντία τούτοις πάλιν τὰ κατὰ τὰς ἀνοχὰς ἀδικήματα γενόμενα πάντα Καρχηδονίους ἀποκαταστῆσαι Ῥωμαίοις, τοὺς αἰχμαλώτους καὶ δραπέτας ἐκ παντὸς ἀποδοῦναι τοῦ χρόνου, τὰ μακρὰ πλοῖα παραδοῦναι πάντα πλὴν δέκα τριήρων, ὁμοίως καὶ πάντας τοὺς ἐλέφαντας. πόλεμον μηδενὶ τῶν ἔξω τῆς Λιβύης ἐπιφέρειν καθόλου μηδὲ τῶν ἐν τῇ Λιβύῃ χωρὶς τῆς Ῥωμαίων γνώμης· οἰκίας καὶ χώραν καὶ πόλεις, καὶ εἴ τι ἕτερόν ἐστι Μασαννάσου τοῦ βασιλέως ἢ τῶν προγόνων ἐντὸς τῶν ἀποδειχθησομένων ὅρων αὐτοῖς πάντα ἀποδοῦναι Μασαννάσᾳ· σιτομετρῆσαί τε τὴν δύναμιν τριμήνου καὶ μισθοδοτῆσαι μέχρι ἂν ἐκ Ῥώμης ἀντιφωνηθῇ τι κατὰ τὰς συνθήκας· ἐξενεγκεῖν ἀργυρίου τάλαντα μύρια Καρχηδονίους ἐν ἔτεσι πεντήκοντα, φέροντας καθ' ἕκαστον ἐνιαυτὸν Εὐβοϊκὰ τάλαντα διακόσια· ὁμήρους δοῦναι πίστεως χάριν ἑκατὸν οὓς ἂν προγράψῃ τῶν νέων ὁ στρατηγὸς τῶν Ῥωμαίων, μὴ νεωτέρους τετταρεσκαίδεκα ἐτῶν μηδὲ πρεσβυτέρους τριάκοντα.
"Voi avrete in Libia le cose che avevate prima di portare l'ultima guerra contro i Romani e avrete la terra che avevate anche anticamente. I bestiami, gli schiavi e tutte le ricchezze, da questo giorno saranno per voi indenni: apparterranno ai Cartaginesi. Userete tradizioni e leggi con i vostri antenati e sarete senza presidio. Vi spoglierete di prigionieri e di fuggitivi, darete le grandi navi ai romani, tutte eccetto 10 triremi, allo stesso modo tutti gli elefanti. Voi non recherete guerra a nessuno di quelli fuori dalla Libia e a nessuno di quelli nella Libia senza l'intenzione dei Romani. Le case, la regione, le città e le altre cose sono del re Massinissa o degli antenati, restituirete tutte le cose a lui. Pagherete ai Romani 10. 000 talenti di denari in 50 anni. Donerete schiavi per fiducia e 100 ostaggi non più giovani di 14 anni e non più vecchi di 30 anni. ".
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anthe pagina 311 numero 220
Γνους γαρ ο στρατηγος των Καρχηδονιων οτι προκατεχουσιν οι βαρβαροι τους ευκαιρους τοπους ... το πλειον μερος της δυνεμεως αυτου κατελιπε
Lo stratega dei Cartaginesi, venuto a conoscenza che i barbari avevano occupato in anticipo i luoghi strategici, egli stesso accampatosi ai piedi della salita che portava al valico, lì si fermò e inviò in avanscoperta alcuni tra i Galli che li avevano accompagnati per scoprire il progetto dei nemici e tutta la situazione. Costoro avendo eseguito quanto era stato loro ordinato, il generale, venuto a conoscenza che i nemici di giorno erano regolarmente appostati e sorvegliavano incessantemente i luoghi mentre di notte si ritiravano in una città vicina, adattandosi a questa situazione, escogitò il seguente piano. Messosi alla guida dell'esercito, avanzò apertamente. E, una volta giunto presso i luoghi impervi, si accampò non lontano dai nemici. Venuta la notte, dopo aver ordinato di accendere i fuochi, lasciò lì la maggior parte dell'esercito.
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LA BATTAGLIA DI CANNE
versione di greco di Polibio
traduzione dal libro Klimax
Ἡ μὲν οὖν περὶ Κάνναν γενομένη μάχη Ῥωμαίων καὶ Καρχηδονίων ἐπετελέσθη τὸν τρόπον τοῦτον, μάχη γενναιοτάτους ἄνδρας ἔχουσα καὶ τοὺς νικήσαντας καὶ τοὺς ἡττηθέντας. δῆλον δὲ τοῦτ' ἐγένετ' ἐξ αὐτῶν τῶν πραγμάτων. τῶν μὲν γὰρ ἑξακισχιλίων ἱππέων ἑβδομήκοντα μὲν εἰς Οὐενουσίαν μετὰ Γαΐου διέφυγον, περὶ τριακοσίους δὲ τῶν συμμάχων σποράδες εἰς τὰς πόλεις ἐσώθησαν· ἐκ δὲ τῶν πεζῶν μαχόμενοι μὲν ἑάλωσαν εἰς μυρίους οἱ δ' ἐκτὸς ὄντες τῆς μάχης ἐξ αὐτοῦ δὲ τοῦ κινδύνου τρισχίλιοι μόνον ἴσως εἰς τὰς παρακειμένας πόλεις διέφυγον. οἱ δὲ λοιποὶ πάντες, ὄντες εἰς ἑπτὰ μυριάδας, ἀπέθανον εὐγενῶς, τὴν μεγίστην χρείαν παρεσχημένου τοῖς Καρχηδονίοις εἰς τὸ νικᾶν καὶ τότε καὶ πρὸ τοῦ τοῦ τῶν ἱππέων ὄχλου. καὶ δῆλον ἐγένετο τοῖς ἐπιγενομένοις ὅτι κρεῖττόν ἐστι πρὸς τοὺς τῶν πολέμων καιροὺς ἡμίσεις ἔχειν πεζούς, ἱπποκρατεῖν δὲ τοῖς ὅλοις, μᾶλλον ἢ πάντα πάρισα τοῖς πολεμίοις ἔχοντα διακινδυνεύειν.
TRADUZIONE
Questo fu l'esito della battaglia di Canne fra i romani e i Cartaginesi, battaglia fatta da uomini valorosissimi dell'una e dell'altra parte come lo dimostra ad evidenza il fatto, di seimila fra i cavalieri si salvarono con Caio a Venosa solo settanta, quasi trecento degli alleati si rifugiarono chi in una e chi in un'altra città. Della fanteria furono presi diecimila, questi però non si trovarono al combattimento, e quelli che dalla battaglia si salvarono qua e là nelle vicine città, erano forse circa tremila. Tutti gli altri in numero di circa settantamila morirono da valorosi. I cartaginesi ebbero un grandissimo vantaggio dalla loro numerosa cavalleria, lasciando ai posteri un insegnamento chiarissimo, che in guerra giova più l'aver meno della metà di fanteria ed essere superiore in cavalleria, che l'aver forze uguali a quelle del nemico
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Orazio Coclite Versione di greco di Polibio Traduzione dal libro Euloghia
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Ὠράτιον λέγεται τὸν Κόκλην ἐπικληθέντα, διαγωνιζόμενον πρὸς δύο τῶν ὑπεναντίων ἐπὶ τῷ τῆς γεφύρας πέρατι τῆς ἐπὶ τοῦ Τιβέριδος, ἣ κεῖται πρὸ τῆς πόλεως, ἐπεὶ πλῆθος ἐπιφερόμενον εἶδε τῶν βοηθούντων τοῖς πολεμίοις, δείσαντα μὴ βιασάμενοι παρεισπέσωσιν εἰς τὴν πόλιν, βοᾶν ἐπιστραφέντα τοῖς κατόπιν, ὡς τάχος ἀναχωρήσαντας διασπᾶν τὴν γέφυραν. Τῶν δὲ πειθαρχησάντων, ἕως μὲν οὗτοι διέσπων, ὑπέμενε, τραυμάτων πλῆθος ἀναδεχόμενος, καὶ διακατέσχε τὴν ἐπιφορὰν τῶν ἐχθρῶν, οὐχ οὕτως τὴν δύναμιν ὡς τὴν ὑπόστασιν αὐτοῦ καὶ τόλμαν καταπεπληγμένων τῶν ὑπεναντίων διασπασθείσης δὲ τῆς γεφύρας, οἱ μὲν πολέμιοι τῆς ὁρμῆς ἐκωλύθησαν, ὁ δὲ Κόκλης ῥίψας ἑαυτὸν εἰς τὸν ποταμὸν ἐν τοῖς ὅπλοις κατὰ προαίρεσιν μετήλλαξε τὸν βίον, περὶ πλείονος ποιησάμενος τὴν τῆς πατρίδος ἀσφάλειαν καὶ τὴν ἐσομένην μετὰ ταῦτα περὶ αὐτὸν εὔκλειαν τῆς παρούσης ζωῆς καὶ τοῦ καταλειπομένου βίου.
Si tramanda che Orazio, detto Coclite, combattendo contro due nemici sull'estremità del ponte sul Tevere che giace dinanzi all'Urbe, non appena scorse la moltitudine di coloro che recavano soccorso ai nemici avanzare, giacchè temette che i nemici medesimi, incalzanti, irrompessero in città, gridò, voltosi indietro, che coloro che s'erano celermente ritirati spezzassero il ponte. Giacchè ubbidirono, finchè questi non ebbero spezzato il ponte, egli vi rimase sopra, subendo un gran numero di ferite, e bloccò l'assalto dei nemici, che avevano temuto non tanto la sua forza, quanto la sua resistenza e la sua audacia; spezzato che fu il ponte, da un lato ai nemici fu impedito l'assalto, dall'altro Coclite, gettatosi nel fiume completamente in armi, morì, secondo la sua volontà, giacchè diede maggior peso alla salvezza della patria ed alla gloria di cui egli si sarebbe ricoperto che alla vita presente ed a quella che abbandonava.
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L'utilità della storia per la vita
versione di greco di POLIBIO
Traduzione dal libro Triakonta
Πρὸς μὲν γὰρ τὸ παρὸν ἀεί πως ἁρμοζόμενοι καὶ συνυποκρινόμενοι τοιαῦτα καὶ λέγουσι καὶ πράττουσι πάντες ὥστε δυσθεώρητον εἶναι τὴν ἑκάστου προαίρεσιν καὶ λίαν ἐν πολλοῖς ἐπισκοτεῖσθαι τὴν ἀλήθειαν. τὰ δὲ παρεληλυθότα τῶν ἔργων, ἐξ αὐτῶν τῶν πραγμάτων λαμβάνοντα τὴν δοκιμασίαν, ἀληθινῶς ἐμφαίνει τὰς ἑκάστων αἱρέσεις καὶ διαλήψεις καὶ δηλοῖ παρ᾽ οἷς μὲν χάριν, εὐεργεσίαν, βοήθειαν ἡμῖν ὑπάρχουσαν, παρ᾽ οἷς δὲ τἀναντία τούτων. ἅπερ ἔχει μεγίστας ἐπικουρίας καὶ κοινῇ καὶ κατ᾽ ἰδίαν πρὸς τὸν ἀνθρώπινον βίον. ἱστορίας γὰρ ἐὰν ἀφέλῃ τις τὸ διὰ τί καὶ πῶς καὶ τίνος χάριν ἐπράχθη τὸ πραχθὲν καὶ πότερον εὔλογον ἔσχε τὸ τέλος, τὸ καταλειπόμενον αὐτῆς ἀγώνισμα μὲν μάθημα δ᾽ οὐ γίνεται, καὶ παραυτίκα μὲν τέρπει, πρὸς δὲ τὸ μέλλον οὐδὲν ὠφελεῖ τὸ παράπαν
Riguardo ai fatti contemporanei, dato che (gli storici) in qualche modo si adeguano sempre e dissimulano, dicono e fanno tutti cose tali che l'orientamento di ciascuno è difficile da intravedere e la verità in molti casi risulta molto oscura. Invece le azioni passate dato che ricevono la verifica dai fatti stessi, mostrano in modo veritiero le scelte e le propensioni di ciascuno, e manifestano da chi possiamo aspettarci favore, appoggio e aiuto, da chi (invece dobbiamo aspettarci) l'opposto di questo. E questo è di grandissimo aiuto per la vita umana, sia nella sfera pubblica che in quella privata. Infatti, se si elimina dalla storia (il) perché e (il) come e a vantaggio di chi fu fatto ciò che fu fatto, e sè abbia avuto un esito giusto, ciò che ne rimane è uno sfoggio di bravura, ma non un apprendimento, e sul momento fa piacere, ma non ha assolutamente nessuna utilità per il futuro