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Cimone un esempio di generosità e di liberalità
Libro: Verso Itaca Si dice che l'ateniese Cimone non aveva guardie nei campi e negli orti, affinche' gli stranieri e i cittadini bisognosi raccogliessero facilmente i frutti dei campi. Poi, dava ospitalita' ai cittadini, e diceva di preparare il pranzo su misura e di invitare a pranzo i bisognosi tra gli ateniesi. E si dice anche che portava sempre con se' i giovani per distribuire monete ai bisognosi. Anche Cimone diceva che ogni volta che si vede un cittadino che indossa abiti logori, di comandare all' uomo di spogliarsi e di prendere nuove vesti dai giovani. Perciò gli Ateniesi aprezzavano molto Cimone e lo ritenevano un uomo buono e un nobile cittadino.
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Dario III fa appello alla magnanimità di Alessandro
versione greco traduzione libro Verso Itaca 2 pag. 45 n° 37
Mentre Alessandro si trovava a Maratona degli ambasciatori giunsero portando un messaggio da parte di Dario per chiedere che Alessandro consegnasse a Dario la madre, la moglie e i figli. La lettera evidenziava che anche Artaserse aveva stipulato un’amicizia e un’alleanza con Filippo e che poiché Arse, il figlio di Artaserse comandava, Filippo fu il primo a muover guerra contro il re arse; sebbene non avesse offerto niente di cattivo da parte dei Persiani. Il re Dario diceva, fin da quando era lui stesso a governare i Persiani, che da una parte Alessandro non mandava qualcuno da lui a garanzia dell’antica amicizia e dell’alleanza e dall’altra parte volò a Persia con L’esercito e lì fece molte cose non buone. A causa di ciò, poiché era disceso\dopo essere disceso dalla regione e aver salvato il regno del padre, lo stesso se chiese al re sia sua moglie che la madre e che figli e decise di stipulare un amicizia con Alessandro e diventarne altresì alleato.
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Figure famose della mitologia
Libro: Verso Itaca
E' chiaro che gli antichi miti raccontano di belve terribili e gloriose. Si diceva che Cadmo il Tebano uccidesse un serpente, egli in seguito secondo l' ordine di Atena seminava i denti del serpente e dai denti nascevano i soldati. Euristeo ordinava ad Eracle in cambio dell' immortalità, dodici fatiche: come prima fatica imponeva al glorioso Alceide di uccidere il leone di Nemea, come seconda (di uccidere) l' idra di Lerna e come terza il cinghiale di Erimante. E dicevano che la Sfinge fosse un animale. Essa aveva la testa e il volto di donna, il corpo di leone e le ali di uccello. E si diceva anche che il vello d' oro era custodito da un terribile serpente. Gli uomini greci e gli eroi combattevano sempre contro animali enormi e paurosi per mettere alla prova il proprio valore.
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Alessandro e il presagio della rondine
Autore: Arriano Libro Verso Itaca
La versione è stata tradotta dal testo Gymnasion vol. 2 n. 160 pag. 107 di Giuseppe De Micheli editore principato Traduzione italiana di Anna Maria Di Leo per il sito Skuolasprint. it
Mentre assediava Alicarnasso, si dice che che (egli) a mezzogiorno si riposò, si dice (anche) che una rondine (gli) svolazzò sopra la testa garrendo molto e che si posò qua e la intorno al giaciglio, cantando più romorosamente del solito. Si racconta (lett. dice) che (egli) si risvegliò dal sonno per la pena che aveva debolmente, (essendosi infastidito) infastiditosi dal verso scacciò la rondine con la mano non a stento: quella essendo colpita ebbe bisogno di sottrarsi così che non se ne andò non prima di svegliare Alessandro interamente, essendosi posata sopra la stessa testa di Alessandro. E si diche che Alessandro non avendo stimato di poco conto (il fatto) l'episodio della rondine, si consultò con il profeta Aristandro; si dice che Aristandro gli disse che (l'episodio) manifestava un complotto da (parte di) uno degli amici; si dice che rivelò anche che sarebbe stato evidente (chi). Infatti si dice che una rondine non solo sia un uccello familiare ma anche benevolo per gli uomini e più loquace degli altri uccelli.
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Il rapimento di Elena scatena la guerra di Troia
versione di greco e traduzione dal libro verso itaca 2
Αλεξανδρος, ο του Πριαμου, επλευσεν εις Σπαρτεν · επωκησε μεν παρα τη Εληνη͵ Μενελαου του οικου αποντος͵και ανεπεισεν αυτην ακολουθειν. Μενελαος μετα την αρπαγην της γυναικος ηκεν εις Μυκηνας προς Αγαμεμνονα͵και ητεσε στρατειαν εν Αυλιδι· ενθα θυοντων αυτων Απολλωνι, δρακων προσειρψε εκ του βωμου προς την πλησιον πλατανον και͵ουσης εν αυτη νεοττιας, κατανηλωσε τους εν αυτη στρουθους οκτω συν τη μητρι. Καλχας δε αποδειξας αυτοις σημειον εκ Διος τουτο ειναι ͵ ελεξε οτι εννεα ετη πολεμησαντες τω δεκατω αιρησουσι την Ιλιον. Επιπλευσαντες δε τη Τροια και προσορμισαντες, πρεσβεις απεστειλαν την Ελενην απαιτησοντες͵Τωων δε αντιλεξαντωυ͵πολεμον εποιησαν.
TRADUZIONE
Il figlio di Priamo Alessandro navigò verso Sparta, abitò presso Elena mentre Menelao era lontano da casa e la persuase a seguirlo. Menelao, dopo il rapimento della moglie, andò a Micene da Agamennone e chiese di organizzare una spedizione contro Troia e di arruolare tutta la Grecia. L’esercito si radunava in Aulide. Qua, mentre quelli sacrificavano ad Apollo, un serpente sbucato dall’altare strisciò verso un vicino platano e, essendoci su di esso un nido, uccise gli otto passeri che ci stavano dentro con la madre. Calcante, avendo mostrato loro che quello era un segnale proveniente da Zeus, disse che dopo aver combattuto per nove anni, al decimo avrebbero conquistato Ilio. Dopo aver navigato verso Troia ed essere approdati, mandarono ambasciatori per chiedere Elena ma, essendosi i Troiani rifiutati, fecero guerra.