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ROMOLO UCCIDE REMO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca

TRADUZIONE
Romolo, che fondò Roma, collocò attorno al Palatino un fossato in fretta, affinché nessuno dei vicini ostacolasse la sua scelta. Ma Remo, essendo geloso del fratello per il (suo) successo, avvicinandosi a coloro che lavoravano li rimproverava dicendo che il fossato era stretto e che era facile per i nemici passarci sopra. E Romolo disse: "Comanderò a tutti i cittadini di evitare che gli assalitori (lo) attraversino. " Remo invece diceva sparlando ai lavoranti che loro facevano il fossato stretto, e dicendo egli stesso che (quelli) lo superavano con un salto. Il primo allora gridò: "Io respingerò chi lo supererà, secondo il comando del re" contemporaneamente dicendo le seguenti cose alzava la vanga e avendo colpito la testa (del fratello) uccise Remo.
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ENEA DESISTE DAL PROGETTO DI FONDARE UNA CITTà
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
INIZIO: Φαβιος ο τας Ρωμαιων πραξεις αναγραψας λεγει...
FINE: αριθμος ην αποσχεσθαι της προθεσεως.
TRADUZIONE
Fabio che scrisse delle Cose romane allega la seguente favola. Lui dice che fu dato ad Enea un oracolo di un animale quadrupede il quale gli sarebbe stato di guida nel fabbricare una città e che al momento in cui stava per sacrificare gli venne incontro una troia gravida e bianca e che questa scappata dalle mani del sacrificatore andò a ripararsi sopra un certo colle dove partorì trenta porcelletti e che Enea ammirando siffatto portento e ricordandosi la risposta dell'oracolo pensò di fondare in quel luogo la città che poi vide che ciò gli era chiarissimamente vietato e che gli diceva che soltanto dopo trent'anni come appunto quei porcelletti erano trenta dover fabbricare la città e cosi avere abbandonata l'opera.
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ATENE E SPARTA, MINACCIATE DA TEBE, STIPULANO LA PACE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca - pag. 32 n. 144
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ENEA DESISTE DAL PROGETTO DI FONDARE UNA CITTà
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
INIZIO: Φαβιος ο τας Ρωμαιων πραξεις αναγραψας λεγει...
FINE: αριθμος ην αποσχεσθαι της προθεσεως.
TRADUZIONE
Fabio che scrisse delle Cose romane allega la seguente favola. Lui dice che fu dato ad Enea un oracolo di un animale quadrupede il quale gli sarebbe stato di guida nel fabbricare una città e che al momento in cui stava per sacrificare gli venne incontro una troia gravida e bianca e che questa scappata dalle mani del sacrificatore andò a ripararsi sopra un certo colle dove partorì trenta porcelletti e che Enea ammirando siffatto portento e ricordandosi la risposta dell'oracolo pensò di fondare in quel luogo la città che poi vide che ciò gli era chiarissimamente vietato e che gli diceva che soltanto dopo trent'anni come appunto quei porcelletti erano trenta dover fabbricare la città e cosi avere abbandonata l'opera.
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Agatocle doma una rivolta dei suoi
durante una guerra con cartagine
VERSIONE DI GRECO di Diodoro siculo
TRADUZIONE dal libro verso itaca