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LA MORTE DI SOCRATE NEL GIUDIZIO DI SENOFONTE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
Socrate per glorificare se stesso in tribunale convinse di più i giudici a condannare lui suscitando invidia. Dunque a me pare che lui abbia trovato una sorte cara agli Dei; infatti lasciò la parte più aspra della vita, ma conseguì la più felice delle morti. ...Anche della forza dell'anima, infatti quando riconobbe che per lui era meglio morire invece che vivere non mostrà viltà davanti alla morte, ma la accolse e la subì serenamente. io, comprendendo la saggezza e la nobiltà d'animo di quell'uomo, non posso non ammirarlo, né ammirandolo non riesco a non lodarlo.
traduzione n. 2
Socrate, per il fatto di magnificare se stesso in tribunale, convinse ancor di più i giudici a condannarlo perché si attirava l'invidia. Mi sembra dunque che lui abbia ottenuto una sorte cara agli dèi. ; lasciò infatti la parte più dura della vita, ma conseguì la più felice delle morti. Diede prova inoltre della forza del suo animo; quando infatti decise che era meglio per lui morire piuttosto che continuare a vivere, non si comportò con viltà neppure di fronte alla morte, ma la accolse e la subì con serenità. Io, comprendendo la saggezza e la nobiltà d'animo di quell'uomo, non riesco a non ammirarlo nè, ammirandolo, non riesco a non apprezzarlo.
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FATALE IMPRUDENZA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
Ο στρατηγος, επει εωρα τους ανθρωπους ως ειχον δεινως τη ενδεια, βουλομενος αυτοις χαριζεσθαι, ευρων τινα ανθρωπον Ηπακλεωτην, ος εφη κωμας εγγυς ειδεναι οθεν εξειη λαβειν τα επιτηδεια, εκηῤυξ τον βουλομενον ιεναι επι τα επιτηδεια, ως εγημονος εσομενου. Εξερχονται δη συν δορατιοις και ασκοις και θυλακοις και αλλος αγγειοις δισχιλιοι ανθρωποι. Επειδέ δέ ησαν εν ταις κωμαις και διεσπειροντο ως επι το λαμβανειν, επιπιπτουσιν αυτοις οι Φαρναβαζου ιππεις πρωτοι·βεβοηθηκοτες γαρ ησαν τοις Βιθυνοις, βουλομενοι συν τοις Βιτυνοις, ει δυναιντο, αποκωλυσαι τους Ελληνας μη ελθειν εις την Φρυγιαν·ουτοι οι ιππεις αποκτεινουσι των ανδρων ου μειον πεντακοσιους·οι δε λοιποι επι το ορος ανεφυγον. Εκ τουτου τις των αποφυγοντων ταυτα απαγγελλει εις το στρατοπεδον.
TRADUZIONE
Il comandante, poiché vedeva che che gli uomini erano in una situazione grave per la mancanza di viveri, volendo ingraziarseli, trovato un tale di Eraclea, che diceva di conoscere dei villaggi vicini, da dove era possibile prendere i viveri, fece proclamare che chi voleva andasse alla ricerca di vettovaglie, poiché lui sarebbe stato loro di guida. Escono dunque duemila uomini con bastoni, otri e borse e altri recipienti. Quando però furono nei villaggi e si sparpagliarono con l'intenzione di andare a prendere del bottino, piombarono su di loro per primi i cavalieri di Farnabazo; avevano infatti soccorso i Bitinii, poiché volevano, insieme coi Bitinii, se potevano, impedire che i Greci giungessero in Frigia; questi cavlieri uccidono (uccisero) non meno di cinquecento uomini; i restanti fuggirono verso la montagna. Dopo di ciò uno di quelli che erano fuggiti riferì ciò al campo.
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CONSIDERAZIONI DOPO LA BATTAGLIA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
INZIO: Μείνας δέ ο Κυρος μέτριον χρόνον αυτου σύν τω στρατεύματι ...
Ciro, rimasto in quel luogo per un po' con l'esercito, dato che nessuno gli veniva incontro con idee bellicose (nel senso che nessuno aveva voglia di commbattere), si accampò.
Dopo aver posto le sentinelle, stando al centro chiamò a se i suoi soldati e disse queste cose: " O persiani, innanzitutto io ringrazio gli dei tanto quanto posso, e anche voi, spero; infatti ottenemmo la vittoria e la libertà" Noi abbiamo abbiamo dunque bisogno di porre sacrifici in ringraziamento agli dei. Io vi conosco tutti e vi lodo, adesso infatti sta a voi portare a termine l'impresa. E tutti voglio che rammentiate, diceva, queste cose; Allora infatti vedeste delle cose in questa battaglia, non cessate di pensare a ciò che vedeste in questa battaglia, per potere in voi stessi ritenere sempre che la virtù piuttosto che la fuga salvi gli animi e quale forma di piacere la vittoria offra.
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Gli uomini primitivi, non conoscendo le cose utili per la vita, vivevano faticosamente; quando ancora erano senza vesti, privi di case, costretti a dormire sugli alberi, completamente inconsapevoli del cibo quotidiano. Poichè non si procuravano i frutti per i loro bisogni, non conoscendo l'arte della caccia, innumerevoli uomini morivano durante gli inverni per il freddo e per la mancanza di cibo, molti tra l'altro erano sbranati da animali selvaggi. Dopo poco invece, imparando dall'esperienza, si rifugiavano nelle grotte d'inverno, cacciando via bestie selvatiche e raccoglinedo i frutti. Dopo la scoperta del fuoco e di altre cose necessarie alla vita, a poco a poco scoprivano anche le arti e altre cose che giovavano alla vita sociale.
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Versione greco Diodoro Siculo
traduzione libro Verso Itaca
Συνεβη δε τον Γελωνα, τον Συρακουσων τυραννον, νικησαι τους Καρχηδονιουϛ προϛ τη πολει των Ιμεραιων. Οι δε Καρχηδονιοι παῤ ελπιδαϛ μεγαλη συμφορα περιπεσοντες επι τοσουτο κατεπλαγεσαν, ωστε τας νυκτας διαγρυπνειν απαντας φυλαττοντας την πολιν. Δια δε το πληθος των αποτεθνηκοτων η τε πολις επενθησε κοινη και κατ' ιδιαν αι των ιδιωτων οικιαι κλαυθμου και πενθους επληρουντο. Οι μεν γαρ υιους, οι δε αδελφους επεζητουν, πλειστοι δε παιδες ορφανοι πατερων γεγονοτες ερημοι ωδυροντο τον τε των γεγεννηκοτων θανατον και την ιδιαν ερημιαν των βοηθουντων. Οι δε Καρχηδονιοι φοβουμενοι μη φθαση διαβας εις Λιβυην Γελων, ευθυς εξεπεμψαν προς αυτον πρεσβευτας αυτοκρατορας τους δυνατωτατους ειπειν τε και βουλευσασθαι
TRADUZIONE n. 1
Accadde che Gelone, il tiranno di Siracusa, vincesse i Cartaginesi presso la città di Imera. I Cartaginesi, al di là delle aspettative, caduti in questo grande evento, furono colpiti al punto tale da rimanere svegli durante tutte le notti tutti quanti a custodire la città. Per il gran numero di morti dopo che furono a lutto collettivamente anche lungo la propria terra, le case dei cittadini si riempivanodi pianto e di lutto. Moltissimi orfani abbandonati, infatti, da una parte cercavano, generati i bambini, i figli dei padri dall'altra i fratelli piangevano la morta dei generati e soccorrevano in aiuto alla patria terra (solitaria) deserta. I Cartaginesi temendo che oltrepassando Gelone presso la Libia la distruggesse, subito mandarono presso quello ambasciatori per dire e per pretendere le guide più autorevoli.
traduzione n. 2
Accadde che Gelone, il tiranno di Siracusa, vincesse i Cartaginesi dopo essere caduti in una grande sconfitta senza ogni aspettativa, si spaventarono a tal punto che tutti quelli che sorvegliavano la città(le guardie) vegliavano di notte(tutte le notti). A causa del gran numero dei morti, la città era in lutto comune(insieme era in lutto) e le case dei soldati si riempivano (erano colme) di pianto e di lutto. Chi cercava i figli, chi i fratelli, la maggior parte dei fanciulli che erano rimasti soli e orfani di padri piangevano la morte dei genitori e in privato la personale solitudine di coloro che erano accordi in aiuto. I Cartaginesi, temendo che Gelone sarebbe giunto dopo aver valicato la Libia, subito inviarono verso di lui ambasciatori dotati di pieni poteri e molto abili a parlare e a tenere un consiglio.
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