Pericle spiega con un esempio che cosa sia un'eclissi solare - Plutarco versione greco da Verso Itac
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PERICLE SPIEGA CON UN ESEMPIO CHE COSA SIA UN'ECLISSI SOLARE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
αῦτα βουλόμενος ἰᾶσθαι καί τι παραλυπεῖν τοὺς πολεμίους, ἑκατὸν καὶ πεντήκοντα ναῦς ἐπλήρου, καὶ πολλοὺς καὶ ἀγαθοὺς ὁπλίτας καὶ ἱππέας ἀναβιβασάμενος ἔμελλεν ἀνάγεσθαι, μεγάλην ἐλπίδα τοῖς πολίταις καὶ φόβον οὐκ ἐλάττω τοῖς πολεμίοις ἀπὸ τοσαύτης ἰσχύος παρασχών. ἤδη δὲ πεπληρωμένων τῶν νεῶν καὶ τοῦ Περικλέους ἀναβεβηκότος ἐπὶ τὴν ἑαυτοῦ τριήρη τὸν μὲν ἥλιον ἐκλιπεῖν συνέβη καὶ γενέσθαι σκότος, ἐκπλαγῆναι δὲ πάντας ὡς πρὸς μέγα σημεῖον. ὁρῶν οὖν ὁ Περικλῆς περίφοβον τὸν κυβερνήτην καὶ διηπορημένον, ἀνέσχε τὴν χλαμύδα πρὸ τῶν ὄψεων αὐτοῦ, καὶ παρακαλύψας ἠρώτησε μή τι δεινὸν ἢ δεινοῦ τινος οἴεται σημεῖον: ὡς δ' οὐκ ἔφη, “τί οὖν, ” εἶπεν, “ἐκεῖνο τούτου διαφέρει, πλὴν ὅτι μεῖζόν τι τῆς χλαμύδος ἐστὶ τὸ πεποιηκὸς τὴν ἐπισκότησιν
TRADUZIONE
Pericle volendo tormentare i nemici allestì centocinquanta navi vi imbarcò molti valenti opliti e cavalieri e si accinse a prendere il mare suscitando grande speranza nei cittadini e un a paura non inferiore ai nemici considerata la grande potenza messa in campo. Ma quando già le navi erano pronte e Pericle era salito sulla sua trireme si eclissò il sole e si fece buio e tutti furono sbigottiti come di fronte ad un grande prodigio. Pericle vedendo che il timoniere era atterrito e non sapeva che fare alzò la clamide dinnanzi ai suoi occhi e coprendogli la vista gli chiese se pensava ad un pericolo od ad un segno di pericolo quello disse di no. E Pericle: "che differenza c'è tra questo fatto e quello se non che più grande della clamide è ciò che produce questo oscuramento?".
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UN'ASTUZIA DI ALESSANDRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Alessandro, durante l' estate, conduceva l' esercito nei pressi di un fiume e nel frattempo i nemici avanzavano. Vedendo i doldati che, assetati, si drigevano verso il corso del fiume affinché bevendo non spezzassero le fila e non rallentassero la velocità della marcia ordinò al messaggero di annunciare: " Allontaniamoci dal fiume: l' acqua è avvelenata. " Quelli, avendo timore, si allontanarono e velocizzarono il passo. Alessandro dopo la ripresqa del percorso si fremò pose un accampamento in quel posto e assieme ali altri comandanti bevve dal fiume. I soldati dunque si misero a bere dal fiume comprendendo la causa dell' inganno.
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IL SOGNO DI PIRRO VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
Νυκτος δ' η μαχη διεκριθη ... εσεσθαι την πολιν.
La traduzione è completa di analisi grammaticale del testo
La battaglia si concluse di notte e Pirro, mettendosi a dormire, fece questo sogno (letteralmente: vide questa visione in sogno). Gli sembrava che Sparta fosse colpita con fulmini da un'aquila e che bruciasse tutta, e che lui ne gioisse. Destandosi per la gioia, ordinò ai comandanti di tenere l'esercito preparato e raccontò agli amici il sogno dicendo che avrebbe conquistato la città con la forza. Mentre gli altri obbedivano con meraviglia, la visione non piaceva a Lisimaco, anzi diceva di temere che, come i luoghi colpiti dai fulmini rimangono inaccessibili, anche a Pirro la divinità indicasse che la città sarebbe stata interdetta all'accesso
Analisi del testo
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Incorruttibilità Spartana Versione grecolibro Verso Itaca
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ASTUTA RISPOSTA DI LISANDRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Lo spartano Lisandro, avendo Dioniso tiranno della Sicilia mandato alle figlie di quello mantelli sontuosi, non li prese dicendo di temere che a causa di questi sembrassero più brutte che belle. Ma poco dopo apparve presso lo stesso tiranno della città di Sparta l'ambasciatore, al quale Dioniso inviò due vesti e ordinò di dire: " O Lisandro, avendo scelto la veste che tu vuoi portala alla figlia. Ma lo spartano rispondendo disse che la figlia avrebbe scelto quella meglio: e avendo preso entrambe se ne andò
Traduzione n. 1
Lisandro lo spartano, poiche il re Dionigi di Sicilia mandò alle figlie dello stesso delle vesti suntuose, non le prese dicendo che le stesse potessero sembrare più brutte o più belle tra tutte. Ma poco tempo dopo giunse presso lo stesso tiranno, dalla città spartana, un'ambasciatore, al quale Dioniso inviò due vesti e ordinò di dire: " O Lisandro, presa la veste che vuoi, portala a tua figlia. " Lo spartano prese la parola, dicendo che la ragazza avrebbe scelto quello migliore e prendendoli entrambi, se ne andò.
traduzione n. 2
Lo spartano Lisandro, poiché il tiranno di Sicilia Dionigi gli aveva mandato delle sontuose vesti per le figlie, non le accettò dicendo che temeva che a causa di queste esse sembrassero più vergognose o più belle. Ma poco tempo dopo giunse al medesimo tiranno dalla città di Sparta un ambasciatore, al quale Dionigi aveva inviato due vesti e aveva ordinato di dire: « Lisandro, presa la veste che vuoi, portala a tua figlia ». Lo spartano allora, presa la parola, disse che la fanciulla l'avrebbe scelta meglio; e, presele entrambe, se ne andò.
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