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Μετοπώρου ἀκμάζοντος Τύριοι λῃσταὶ ἔχοντες Καρικὴν ἡμιολίαν, ὡς ἂν μὴ δοκοῖεν βάρβαροι... ζητει βοηθειαν αλλα ουδενα ευρισκει. (Longo Sofista)
Quando l'autunno era al culmine, pirati tiri (di Tiro), che avevano una gondoletta Caria per non sembrare barbari, approdavano a quei campi e sbarcando con grossi coltelli saccheggiavano qualunque cosa giungeva nelle loro mani: vino fragrante, grano abbondante, miele nei favi. Rubavano alcuni buoi dalla mandria di Dorcone. Prendono anche Dafni che bighellonava (ἁλύω, participio pres. ) vicino al mare. Ed infatti Cloe conduceva le pecore sul monte. Vedendo quindi Dafni un giovanotto grande e bello lo portavano sulla nave mentre piangeva e chiamava a gran voce Cloe. E quelli sciogliendo tosto la gomena e lanciandosi sui remi salpavano verso il mare aperto. Cloe spingendo avanti (κατελαύνω) il gregge portava (con sé) il nuovo flauto, dono per Dafni. Ma ella vedendo le capre di Dafni che erano agitate (ταράσσω part. presente. ) ed ascoltando il suo Dafni che urlava sempre di più, trascura le pecore, getta il flauto, e lo cerca di corsa ma non trova nessuno.
(By Vogue)
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Ἀπῄει μὲν Μυρτάλη κομίσουσα πάντα φυλαττόμενα ἐν πήρᾳ παλαιᾷ· πρῶτος Διονυσοφάνης...ἔθει κατὰ τοῦ παραδείσου, πρῶτος τὸν Δάφνιν φιλῆσαι θέλων. (da Longo Sofista)
Mirtale stava lontano (ἄπειμι) tenendo tutti i segni di riconoscimento custoditi nella vecchia bisaccia: Dionisofane, come prima cosa li esaminò tutti e, vedendo una mantellina color porpora, una fibbia d' oro, un pugnale dall'impugnatura d'avorio, forte gridando "O Zeus signore", chiama la donna per guardare. Ella grida: "O Moire propizie, non esponemmo noi questi segni di riconoscimento per nostro figlio? Non mandammo in questi campi Sofrosine per averne cura? Amato marito, è nostro figlio: è tuo figlio Dafni e ci sono anche le capre dello zio paterno". Inoltre, affermando lei e Dionisofane che aveva trovato i segni dell'amato e piangendo con straordinaria gioia, Astilo avendo capito che à il fratello, gettato via il mantello, correva verso il parco, volendo per primo trattare affettuosamente Dafni.
(By Geppetto)
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Νῦν ἐγὼ νοσῶ μέν, τί δὲ ἡ νόσος ἀγνοῶ· ἀλγῶ, καὶ ἕλκος οὐκ ἔστι μοι· λυποῦμαι, καὶ οὐδὲν τῶν προβάτων απολλυται μοι· κάιομαι, καὶ ἐν σκιᾷ τοσαύτῃ κάθημαι... νῦν δὲ ἐγὼ μὲν ἀγρυ- πνῶ διὰ Δάφνιν, ἡ δὲ μάτην λαλεῖ. (Versione tratta da Longo Sofista)
Io sono malata quindi, ma non so di quale malattia; provo dolore ma non ho una ferita; sono afflitta, ma non mi è morta nessuna delle pecore. Brucio e sono seduta sotto ad un' ombra tanto grande. Quanti rovi spesso mi (imp. ἀμύσσω) pungevano ma io non piangevo? Quante api (mi) immettevano (ενιεσαν imp. Ἐνίημι) aculei ma io non gridavo? Ma ciò che trafigge il mio cuore è fra tutte quelle cose la più dolorosa. E' bello Dafni, e anche i fiori (lo sono), il suo flauto emette un suono bello e anche gli usignoli (lo emettono). Io muoio, care Ninfe, voi non salvate la fanciulla che è cresciuta tra voi. Chi vi adorna di corone? Chi alleva gli agnelli? Chi cura la cavalletta loquace che catturavo per addormentarmi nella grotta mentre cantava? Ora io sto sveglia per Dafni e quella canta invano.
(By Vogue)
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Ο Πελοψ καλλει τω αλλων νεανιων διαφερων γιγνετα ερωμενος Ποσειδωνος ος αυτω διδωσιν αρμα υποπτερον... Ο δε Οινομαος συνιεμενος την επιβουλην τω Μυρτιλω καταραται.
Pelope essendo diverso per bellezza dagli altri giovani diventa l'amato di Poseidone che gli dona il suo cavallo alato. Questo correndo anche per il mare non si bagnava le assi (ἄξων -ονος, ὁ). Pelope giunge a Corinto e desidera per moglie (μνάομαι) Ippodamia, la figlia di Enomao. Enomao lo invita per una gara perché vuole ucciderlo. Ippodamia vedendo la bellezza di Pelope s'innamora di lui e convince Mirtilo, figlio di Ermes e cocchiere di Enomao a portargli aiuto. Dunque Mirtilo innamorato di lei e volendo essere a lei gradito non mettendo i chiodi nei mozzi (χοινικίς -ίδος, ἡ) delle ruote fa in modo che Enomao viene sconfitto nel correre ed essendosi intrecciato con le redini ed essendo travolto (σύρω) morì Ma Enomao pronuncia una maledizione contro (καταράομαι) Mirtilo avendo capito (part.Συνιημι) il complotto.
(By Vogue)
Versione di greco tratta da Apollodoro
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Σενοφων παρελαυνων επι του ιππου τους στρατιωτας παρεκελευετο· "Ανδρες, νυν υπερ της Ελλαδος νομιζετε αμιλλασθαι...εστε ηναγκαζον λαμβανειν την ασπιδα και πορευεσθαι. (versione tratta da Senofonte)
Senofonte passando in rassegna a cavallo incoraggiava i soldati: "Considerate che ora combattete (ἁμιλλάομαι) sia per la Grecia, sia per [sott. vostri] i figli e sia per le [sott. vostre] mogli: soffrendo ancora per poco potete percorrere il cammino senza combattere (ἀμαχεί avverbio: senza combattere). Ma Soterida di Sicione disse: "Senofonte (voc) non siamo ancora in condizioni di parità (=ἐξ ἴσου), tu sei trasportato dal cavallo io sono sofferente poiché porto lo scudo (ἀσπίς -ίδος) con difficoltà. E senofonte udendo ciò scende giù (καταπηδάω) dal cavallo, lo spinge (ὠθέω, ) fuori dalla fila togliendogli via lo scudo e procedeva (πορεύω) il più velocemente possibile (=ὡς τάχιστα); capitava che egli aveva anche la corrazza da cavaliere così che era oppresso(πῐέζω). E agli uni ordinava di procedere avanti, agli altri di seguir(lo) dietro. Ma gli altri soldati colpiscono, gettano a terra e insultano Soterida finchè (ἔστε) lo constringono a prendere lo scudo e a camminare.
(By Vogue)