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DEMARATO
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
TRADUZIONE
dopo la fondazione di roma, demarato giunge nella nazione, procedendo da corinto, e quando i tarquini lo accolsero, nasce Lucumone da una donna del luogo, Diventando amico del re dei romani Anco Marzio, egli regnò e cambiò il nome in Lucio Tarquinio Prisco. Dunquee gli adornò la tirannia, come il padre prima, con l'aiuto degli uomini che lo avevano seguito dalla patria e le ricchezze prese da Roma. Si dice che avesse portato con se' l'ordine politico e consolare e semplicemente quello dei tarquini e i fasci e le asce e le trombe e i riti sacri e la musica della quale i Romani si servivano pubblicamente.
L'esercito di Leonida rimane a difendere il passo delle Termopili - versione greco Diodoro Siculo Gr
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L'ESERCITO DI LEONIDA RIMANE A DIFENDERE
IL PASSO DELLE TERMOPILI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
Οί Έλλενες συνήδρευσαν περί μέσας νύκτας και εβουλεύοντο περί των επιφερομένον. Ένιοι μεν ούν έλεγον δειν παραχρημα τας παρόδους καταλείπειν και διασωζεσται προς συμμάχους· αδύνατον γαρ ειναι τοις μείνασι τυγκάνειν σωτερίας· Λεονίδας δέ ο Βασιλεύς των Λακεδαιμονίον φιλοτιμούμενος αυτώ τε δόξαν παρέκειν μεγάλεν καì τοις Σπαρτιάταις, προσέταξε τούς μεν άλλους Έλληνας άπαντας απέρχεσθαι καί τάς άλλας μάχας συναγωνίζωνται τοις Έλλησιν, αυτους δε τους Λακεδαιμονίους έλεξε δειν μένειν καì τήν φυλακην των παρόδον μη λείπειν.
TRADUZIONE n. 1
I Greci si riunirono in assemblea a mezzanotte e decisero sul da farsi. Alcuni dunque dicevano che bisognava abbandonare i passaggi e di rifugiarsi presso gli alleati; che era impossibile infatti, per coloro che sarebbero rimasti, salvarsi (ottenere la salvezza); Leonida invece, re degli Spartani, poiché aspirava a (ottenere) una grande fama per sé e per gli Spartiati, propose che tutti gli altri Greci si allontanassero e si mettessero in salvo, affinché combattessero durante le altre battaglie con i Greci, disse che solo gli Spartani dovevano restare e non abbandonare la difesa del passo. Subito allora tutti gli altri se ne andavano, mentre Leonida con i cittadini condusse a termine le imprese eroiche e straordinarie, nonostante fossero in pochi. (Tratteneva infatti i soli Tespiesi)
traduzione n. 2
I greci tennero una seduta intorno a mezzanotte e decisero sugli eventi futuri. Alcuni dunque dissero di far franare all'istante i valichi, di abbandnarli e di salvarsi presso gli alleati; dissero infatti che era impossibile per coloro che fossero rimasti trovare la salvezza; Leonida, re dei Lacedemoni, invece ambendo a trovare una grande gloria per sè e per gli Spartiati, comandò che gli altri Greci partissero tutti e salvassero loro stessi, affinché combattessero in altre battaglie insieme agli altri Greci, disse che bisognava che i Lacedemoni rimanessero e nn lasciassero la guardia dei valichi. Quindi immediatamente tutti gli altri partirono, Leonida con i cittadini portò a compimento sorprendenti ed eroiche azioni, sebbene gli Spartani fossero pochi (infatti aveva trattenuto i soli Tespiesi).
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LE PASSIONI
versione di greco
traduzione dal libro greco terza edizione 1 n. 1 pag. 56
Inizio: "Aι επιθυμιαι δακνουσι...". . Fine "...τας της δυστυχιας βλαβας. "
TRADUZIONE n. 1
Le passioni feriscono l'animo e danneggiano il cuore, ma è necessario vincerle con la virtù e con la saggezza. Talvolta cerchiamo il piacere e pensiamo di trovare la felicità ma il piacere spesso produce dolore e senza moderazione e senza buon senso è causa di molti danni. Al contrario, la passione non allontana dalle disgrazie, né porta onore e valore, d'altra parte la virtù è onte di saggezza e sopportiamo attraverso la saggezza i dolori e i danni della sconfitta.
traduzione n. 2
Le passioni mordono l' anima e feriscono il cuore, ma è necessario vincere esse con virtù e abilità. A volte rispettiamo il piacere e pensiamo di scoprire la felicità, ma spesso la gioia genera dolore e senza temperanza è radice di molti danni della ragione. Il piacere non allontana dalle sventure e non porta fama e coraggio, la virtù è fonte di saggezza: con la saggezza sopportiamo i dolori e i danni delle sventure.
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LA LUTTUOSISSIMA GUERRA PERSIANA
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione - pag. 302 n. 173
Τῶν δὲ πρότερον ἔργων μέγιστον ἐπράχθη τὸ Μηδικόν, καὶ τοῦτο ὅμως δυοῖν ναυμαχίαιν καὶ πεζομαχίαιν ταχεῖαν τὴν κρίσιν ἔσχεν. τούτου δὲ τοῦ πολέμου μῆκός τε μέγα προύβη, παθήματά τε ξυνηνέχθη γενέσθαι ἐν αὐτῷ τῇ Ἑλλάδι οἷα οὐχ ἕτερα ἐν ἴσῳ χρόνῳ. οὔτε γὰρ πόλεις τοσαίδε ληφθεῖσαι ἠρημώθησαν, αἱ μὲν ὑπὸ βαρβάρων, αἱ δ' ὑπὸ σφῶν αὐτῶν ἀντιπολεμούντων (εἰσὶ δ' αᾔ καὶ οἰκήτορας μετέβαλον ἁλισκόμεναι), οὔτε φυγαὶ τοσαίδε ἀνθρώπων καὶ φόνος, ὁ μὲν κατ' αὐτὸν τὸν πόλεμον, ὁ δὲ διὰ τὸ στασιάζειν. τά τε πρότερον ἀκοῇ μὲν λεγόμενα, ἔργῳ δὲ σπανιώτερον βεβαιούμενα οὐκ ἄπιστα κατέστη, σεισμῶν τε πέρι, οᾔ ἐπὶ πλεῖστον ἅμα μέρος γῆς καὶ ἰσχυρότατοι οἱ αὐτοὶ ἐπέσχον, ἡλίου τε ἐκλείψεις, αᾔ πυκνότεραι παρὰ τὰ ἐκ τοῦ πρὶν χρόνου μνημονευόμενα ξυνέβησαν, αὐχμοί τε ἔστι παρ' οἷς μεγάλοι καὶ ἀπ' αὐτῶν καὶ λιμοὶ καὶ ἡ οὐχ ἥκιστα βλάψασα καὶ μέρος τι φθείρασα ἡ λοιμώδης νόσος· ταῦτα γὰρ πάντα μετὰ τοῦδε τοῦ πολέμου ἅμα ξυνεπέθετο. ἤρξαντο δὲ αὐτοῦ Ἀθηναῖοι καὶ Πελοποννήσιοι λύσαντες τὰς τριακοντούτεις σπονδὰς αᾔ αὐτοῖς ἐγένοντο μετὰ Εὐβοίας ἅλωσι
TRADUZIONE
Delle antecedenti imprese, la più importante fu la guerra persiana: eppure si risolse rapidamente con due soli scontri navali e di fanterie. Questa guerra si è trascinata invece a lungo, generando dolori e parimenti in Grecia, quali mai, in tale tratto di tempo, si erano avuti. Mai tante città, travolte nel conflitto, languirono spopolate. Fu opera dei barbari per alcune, per altri degli stessi condendenti (non mancano esempi di città espugnate che mutarono i propri abitanti). Mai tanto profughi e tanto sangue, versato combattendo negli infiniti episodi di guerra o nelle lotte civili. Molti casi straordinari, trasmessi prima per tradizione orale, ma raramente verificati alla prova dei fatti, confermarono la loro indubbia esistenza: terremoti ad esempio, che sconvolsero zone molto ampie, intensificandosi con inusitata violenza. Eclissi solari che intervennero più frequenti di quelle accadute, a memoria d'uomo, nelle epoche andate. Certe siccità interminabili flagellavano talune contrade, onde carestie imperversanti e quell'epidemia che tanta desolazione e lutto seminò per la Grecia: tutte sventure esplose parallele al decorso di questa guerra. La fecero scoppiare ateniesi e pelopponesi, abrogando i patti trentennali che avevano stipulato dopo l'occupazione dell'Eubea. Espongo dapprima le cause e gli attriti che produssero quest'atto d'abrogazione, perché nessuno debba più, in seguito, indagare le origini di questa guerra. Sono convinto che la motivazione più autentica, quella però che meno traspariva dai discorsi ufficiali, fosse la formidabile potenza conseguita da Atene e l'apprensione che ne derivava per Sparta: e la guerra fu inevitabile. Le ragioni invece, addotte nelle ispettive dichiarazioni rilasciate dai belligeranti, per la rottura dei patti e lo scoppio delle ostilità, erano le seguenti.
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Φιλόνικος ὁ Θεσσαλὸς ἦγε Φιλίππῳ, τῷ τῆς Μακεδονίας μονάρχῳ, ἵππον Βουκεφάλαν ὡς ἀπεμπολῴη. Ὁ μὲν Φίλιππος εἰς τὸ πεδίον κατέβαινεν σὺν τῷ Ἀλεξάνδρῳ τῷ υἰῷ ῖνα τὸν ἵππον ὁρᾷ καὶ δοκιμάζῃ. Ὁ δὲ ἐδόκει χαλεπὸς εἶναι καὶ κομιδῇ δύσχρηστος ἐπεὶ οὔτε ἀναβάτην οὔτε φωνὴν ὑπέμενεν. Οἱ περὶ τὸν Φίλιππον τὸ ζῷον δαμάζειν ὲπεχείρουν, ἀλλ’ οὐκ κατώρθουν. Διὸ ὁ μόναρχος τῷ ἵππῳ ἀπαγορεύειν ἐβρύλετο ὅτι μὴ χειροῖτο. Τότε πειρᾶσθαι ἔθελε καὶ Ἀλεξανδρος· ὁ δὲ τὸ πρῶτον μὲν τὸν ἵππον ἐπράϋνεν καὶ εἰς τὸν ἥλιον ἔτρεπε ὅτι διεγίγνωσκε τὸν ἵππον φοβεῖσθαι τὴν ἰδίαν σκιὰν. Εἶτα δὲ ἐπὶ τοῦ ζῴου ἵππευε καὶ τολμηρὸς τῷ δρόμῳ ἐδάμαζεν. Ὁ Φίλιππος οὖν πρὸς τὴν χαρὰν ἐδάκρυε καὶ ὅτε ὁ υἱὸς κατέβαινεν, ἔλεγεν· «Ὦ φίλε Ἀλέξανδρε, μακρᾶς βασιλείας ἄξιος εἶ· ἡ Μακεδονία γὰρ ἄγαν μικρά ἐστίν».