- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
MISERIA E NOBILITà DI UNA PRIGIONIERA
Versione greco Senofonte traduzione libro Greco terza edizione
INIZIO: Οτε μεν εισηλθομεν εις την σκηνην αυτης FINE: τα μεν κατα των πεπλων τα δε και επι τους ποδας.
Ότε μέν ε'ισήλθομεν' εις την οκηνήν αυτής, το πρώτον ού διέγνωμεν αυτήν χαμαί τε γαρ έκαθίζετυ και α'ι Βεράπαιναι πάοαι περί αυτήν και τοίνυν ύμυίαν ταϊς δούλαις είχε τήν έοΒήτα· έπεϊ δέ γνώναι βουλύμενοι ποία εϊη ή δέσποινα πάοας περιε ϊλέψαμεν, ταχύ καϊ παοών έψαίνετο διαφέρουσα των άλλων, καίπερ καθιζομένη κεκαλυμμένη τε καϊ εις γήν ύρώσα. Ώς δέ άναοτήναι αυτήν έκελεύσαμεν, αυνανέατησαν μέν αυτή άπαοαι α'ι α μα' αυτήν, διήνεγκε ο' ενταύθα πρώτον μέν τώ μεγέΗει. έπειτα δέ και τή αρετή και τή εύοχημοούνη. καίπερ έν ταπεινώ αχήματι στάααι δήλα ο' ην αυτή και τά δάκρυα στάζοντα. τά μέν κατά τών πέπλων, τά δέ και έπϊ τούς πύόας.
TRADUZIONE n. 1
Quando entrammo nella tenda, inizialmente non la riconoscemmo: infatti era seduta per terra e tutte le ancelle intorno a lei; e dunque aveva l'abito uguale alle ancella; guardando in giro volendo sapere quale fosse la padrona, sebbene seduta velate e sebbene guardasse a terra era subito evidente che si distingueva da tutte le altre. Quando le ordinammo di alzarsi si alzarono insieme a lei tutte quelle che lei aveva intorno, ma allora si distinse in primo luogo per la maestà ma anche per portamento e decoro, sebbene si trovasse in una misera tenda; erano evidenti anche le lacrime che le cadevano, alcune sui pepli altre fino ai piedi
Traduzione n. 2
In verità, quando entrammo nella tenda in cui (la prigionera) si trovava, inizialmente non la notammo: era seduta in terra circondata da tutte le sue ancelle e con indosso una veste non dissimile dalla loro. Ma poi, quando le esaminammo a una a una per sapere chi fosse la loro padrona, subito ci è apparsa di gran lunga superiore alle altre benché sedesse avvolta da un velo e con gli occhi fissi al suolo. E, allorché ordinammo a lei di levarsi in piedi, tutte quelle che le stavano intorno si levarono anch'esse: a dispetto della modestia della posa ella spiccava già per la statura e poi per la nobiltà e la grazia dell'aspetto. Potevamo vedere le sue lacrime stillare giù per la veste e fino ai piedi.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
LO SCUDO E LA SPADA DI ROMA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
Inizia co n Annibou d'embalontos eis Italian ...
TRADUZIONE
Avendo Annibale invaso l’Italia, Marcello fu mandato in Sicilia per condurre l’esercito: dopo l’insuccesso a Canne e la morte in battaglia di moltissimi soldati romani, i sopravissuti, si erano rifugiati a Canne, mentre tutti temevano che Annibale avanzasse dritto alla volta di Roma. Innanzitutto Marcello per mezzo delle navi inviò alla città mille e cinquecento uomini, come difesa, poi mostratasi la volontà del senato, giunse a Cenosa, e trovati i soldati che si erano radunati là, uscì dalle mura per non distogliersi dal suo obiettivo. Alcuni dei più valorosi e preparati comandanti romani morirono in queste battaglie, ma Fabio Massimo, avendo una grandissima considerazione della lealtà e della perspicacia, si applicava con troppa precisione nell’uso della ragione per non comportarsi passivamente, che lo giudicarono inoperoso e privo di ardore; e ritenendo che avesse questo le qualità adatte per la difesa, ma non per l’attacco ricorsero a Marcello e adattando e temperando la sua operosità e audacia all’accortezza e alla previdenza di quello, talvolta eleggendo entrambi consoli, talora separatamente, mandavano uno in qualità di console l’altro di proconsole. Dunque Poseidone dice di nomirare Fabio “lo scudo”, Marcello “la spada”.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
SERENITà DI SOCRATE DAVANTI ALLA MORTE
VERSIONE GRECO Senofonte
TRADUZIONE libro Greco versioni
καὶ ἧκεν ὁ τῶν ἕνδεκα ὑπηρέτης καὶ στὰς παρ᾽ αὐτόν, « Ὦ Σώκρατες, ἔφη, οὐ καταγνώσομαί γε σοῦ ὅπερ ἄλλων καταγιγνώσκω, ὅτι μοι χαλεπαίνουσι καὶ καταρῶνται ἐπειδὰν αὐτοῖς παραγγείλω πίνειν τὸ φάρμακον ἀναγκαζόντων τῶν ἀρχόντων. Σὲ δὲ ἐγὼ καὶ ἄλλως ἔγνωκα ἐν τούτῳ τῷ χρόνῳ γενναιότατον καὶ πρᾳότατον καὶ ἄριστον ἄνδρα ὄντα τῶν πώποτε δεῦρο ἀφικομένων, καὶ δὴ καὶ νῦν εὖ οἶδ᾽ ὅτι οὐκ ἐμοὶ χαλεπαίνεις, γιγνώσκεις γὰρ τοὺς αἰτίους, ἀλλὰ ἐκείνοις. Νῦν οὖν, οἶσθα γὰρ ἃ ἦλθον ἀγγέλλων, χαῖρέ τε καὶ πειρῶ ὡς ῥᾷστα φέρειν τὰ ἀναγκαῖα. » Καὶ ἅμα δακρύσας μεταστρεφόμενος ἀπῄει. Καὶ ὁ Σωκράτης ἀναβλέψας πρὸς αὐτόν, « Καὶ σύ, ἔφη, χαῖρε, καὶ ἡμεῖς ταῦτα ποιήσομεν. » Καὶ ἅμα πρὸς ἡμᾶς, « Ὡς ἀστεῖος, ἔφη, ὁ ἄνθρωπος· καὶ παρὰ πάντα μοι τὸν χρόνον προσῄει καὶ διελέγετο ἐνίοτε καὶ ἦν ἀνδρῶν λῷστος, καὶ νῦν ὡς γενναίως με ἀποδακρύει. Ἀλλ᾽ ἄγε δή, ὦ Κρίτων, πειθώμεθα αὐτῷ, καὶ ἐνεγκάτω τις τὸ φάρμακον, εἰ τέτριπται· εἰ δὲ μή, τριψάτω ὁ ἄνθρωπος. »
Poi entrò il funzionario degli Undici che gli andò vicino e gli disse: «Socrate, con te, non mi toccherà quello che spesso mi capita con gli altri, che se la prendono con me e mi maledicono, quando porto loro il veleno per ordine dei magistrati. In tutti questi giorni, invece, io ho capito che tu sei l'uomo più nobile, più mite, più buono di quanti sono entrati finora qua dentro; io so benissimo, ora, che tu non ce l'hai con me ma con i responsabili e tu li conosci bene. E, ora, addio, perché sai quel che son venuto ad annunziarti e cerca di sopportare come meglio puoi la tua sorte. » Non finì di parlare che gli venne da piangere, si voltò dall'altra parte e se ne andò. Socrate lo seguì con lo sguardo: «Addio anche a te, » disse. «faremo come tu dici. » E rivolto a noi, «che brav'uomo che è; in tutti questi giorni è venuto a trovarmi e, spesso, s'è messo anche a parlare con me, proprio una degna persona e ora, che caro, con quel suo pianto. Ma via, Critone, obbediamogli, che portino il veleno, se è già stato preparato; altrimenti che facciano presto. »
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
libro Greco terza edizione - pagina 346 numero 107
Inizio πελιας, ο της Ιωλκου βασιλευς, εκελευε τον Ιασονα επι ... fine ...ωστε τους απαντας ειναι πεντηκοντα και τεσσαρας.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
LA PARTE...DEL LEONE Versione di greco Esopo TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione - pag. 221 n. 66
Λέων και ονος και αλώπηξ κοινωνίαν συνετίθεσαν ΐνα συνεξέρχοιντο εις άγραν και πολλήν θήραν συνελαμβανον. Επει δ' εν τω γλαφυρω σπηλαίω ησαν, ο λέων εκέλευε τον ονον τας μερìδας ποιειν. Ο δέ τρεις μεριδας ως σπουδαιος θεραπων εξ ισου διανεμει και εκλεγεσθαι τοις εταιροις παραινει, αλλ'ο λεων αγανακτει και τον σχετλιον ονον κατεσθιει. Ειτα τω αλωπεκι μεριξειν προστασσει. Ή δέ παντα εις μιαν μεριδα συναθροιζει ξαι μικρα εαυτη υπολειπεται και παραινει τω λεοντι αφθονως αιρειν. Ο δέ αρπαξ λεων, οτι εθαυμαζε την αλωπεκα ουτω σοφην γιγνεσθαι, λεγει: "Πως ουτως ποιεις; ". Ή δέ αλωπηξ απεκρινετο: " Η του ονου δυστυχια παραδειγμα εμοι εστι, ουδε βουλομαι τους ονυχας και τους οδοντας του λεοντος πειραν". Ο λογος δηλοι οτι αιτια σωφροσυνης γιγνεται τοις ανθρωποις τα των αλλων δυστυχηματα.
TRADUZIONE
Un leone e un asino e una volpe facevano società per andare a caccia insieme e prendevano molta preda. Dopo che furono nella terribile spelonca il leone ordinava all'asino di fare le parti. Esso come un servo obbediente divide in tre parti poi invita i compagni a scegliere. Ma il leone si adira e divora il misero asino. Poi ordina alla volpe di fare le parti e quella riunisce tutto in una sola parte e lasciò per sè stessa una piccola(parte) ed esorta il leone a prendere abbondantemente. Il rapace leone poiché si meraviglia che la volpe fosse così saggia dice: "Perchè fai così?" E la volpe risponde: "La digrazia dell'asino è per me un esempio: non voglio provare gli artigli e i denti del leone". La favola insegna che le disgrazie degli altri sono causa di saggezza per gli uominI