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L'invasione dei Cimbri e dei Teutoni
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro greco terza edizione
ἄρτι γὰρ ἀπηγγελμένης αὐτοῖς τῆς Ἰουγούρθα συλλήψεως, αἱ περὶ Τευτόνων καὶ Κίμβρων φῆμαι προσέπιπτον, ἀπιστίαν μὲν ἐν ἀρχῇ παρασχοῦσαι πλήθους τε καὶ ῥώμης τῶν ἐπερχομένων στρατῶν, ὕστερον δὲ τῆς ἀληθείας ὑποδεέστεραι φανεῖσαι. μυριάδες μὲν γὰρ αἱ μάχιμοι τριάκοντα σὺν ὅπλοις ἐχώρουν, ὄχλοι δὲ παίδων καὶ γυναικῶν ἐλέγοντο πολλῷ πλείους συμπεριάγεσθαι, γῆς χρῄζοντες ἣ θρέψει τοσοῦτον πλῆθος, καὶ πόλεων ἐν αἷς ἱδρυθέντες βιώσονται, καθάπερ πρὸ αὐτῶν ἐπυνθάνοντο Κελτοὺς τῆς Ἰταλίας τὴν ἀρίστην κατασχεῖν, Τυρρηνῶν ἀφελομένους. αὐτοὶ μὲν γὰρ ἀμειψίᾳ τῇ πρὸς ἑτέρους μήκει τε χώρας ἣν ἐπῆλθον ἠγνοοῦντο, τίνες ὄντες ἀνθρώπων ἢ πόθεν ὁρμηθέντες ὥσπερ νέφος ἐμπέσοιεν Γαλατίᾳ καὶ Ἰταλίᾳ. καὶ μάλιστα μὲν εἰκάζοντο Γερμανικὰ γένη τῶν καθηκόντων ἐπὶ τὸν βόρειον ὠκεανὸν εἶναι τοῖς μεγέθεσι τῶν σωμάτων καὶ τῇ χαροπότητι τῶν ὀμμάτων, καὶ ὅτι Κίμβρους ἐπονομάζουσι Γερμανοὶ τοὺς λῃστάς.
TRADUZIONE
Ora annunziata a loro la cattura di Giugurta giungevano le notizie sui Teutoni e i Cimbri, che in principio dubitavano sopraggiungendo la moltitudine e la forza degli eserciti, in seguito si manifestava minore del vero. Avanzavano trecento mila combattenti con armi, si diceva che conducevano dietro masse di bambini e donne in maggior numero, cercando terreno o nutrisse una così grande moltitudine e stabilendosi in città nelle quali potessero vivere, come prima di loro sapevano avevano fatto i Celti che occuparono la migliore parte dell’Italia tolta ai Tirreni. Essi infatti per lo scambio con altri per la larghezza anche del territorio che invasero non si conosceva quali delle genti erano o da dove erano mossi quasi una nube piombasse addosso in Galazia ed in Italia. E soprattutto si arguiva che fossero la razza Germanica di quelli che abitavano nell’Oceano boreale per la grandezza dei corpi e per il colore degli occhi azzurri e perché i Germani chiamavano ladroni i Cimbri.
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La marcia di Annibale verso l'Italia
VERSIONE DI GRECO di Appiano
TRADUZIONE dal libroGRECO TERZA EDIZIONE
TRADUZIONE
Annibale, dopo aver arruolato il maggior numero possibile di uomini fra i Celtiberi, i Libî ed altri popoli ed aver lasciato il governo dell’Iberia al fratello Asdrubale, attraversò i monti Pirenei nella regione celtica, chiamata oggi Γαλατία. Conduceva con sé novantamila fanti, dodicimila cavalieri e trentasette elefanti. Dei Galati, alcuni li comprò, altri li persuase o usò loro violenza, e così poté attraversare la loro regione. Giunto alle Alpi, non riuscendo a trovare alcuna strada che le attraversasse o le scavalcasse, arrivò alle sue pendici ed avanzò con audacia e non risparmiando fatiche. Vi era una grande coltre di neve e di ghiaccio: fece abbattere e bruciare una foresta e, dopo aver spento questo focolaio immenso con acqua ed aceto e reso friabile la roccia, la frantumò con mazze di ferro e si aprì un varco Il passaggio aperto fra le montagne esiste ancora oggi ed è chiamato “il passo di Annibale”.
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Alessandro cinge d'assedio la città di Gaza
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro greco terza edizione
Ἀπέχει δὲ ἡ Γάζα τῆς μὲν θαλάσσης εἴκοσι μάλιστα σταδίους, καὶ ἔστι ψαμμώδης καὶ βαθεῖα ἐς αὐτὴν ἡ ἄνοδος καὶ ἡ θάλασσα ἡ κατὰ τὴν πόλιν τεναγώδης πᾶσα. μεγάλη δὲ πόλις ἡ Γάζα ἦν καὶ ἐπὶ χώματος ὑψηλοῦ ὤκιστο καὶ τεῖχος περιεβέβλητο αὐτῇ ὀχυρόν. ἐσχάτη δὲ ᾠκεῖτο ὡς ἐπ' Αἴγυπτον ἐκ Φοινίκης ἰόντι ἐπὶ τῇ ἀρχῇ τῆς ἐρήμου. Ἀλέξανδρος δὲ ὡς ἀφίκετο πρὸς τὴν πόλιν, τῇ μὲν πρώτῃ κατεστρατοπέδευσεν ἧ μάλιστα ἐπίμαχον αὐτῷ ἐφαίνετο τὸ τεῖχος. καὶ μηχανὰς συμπηγνύναι ἐκέλευσεν. οἱ δὲ μηχανοποιοὶ γνώμην ἀπεδείκνυντο ἄπορον εἶναι βίᾳ ἑλεῖν τὸ τεῖχος διὰ ὕψος τοῦ χώματος. ἀλλὰ Ἀλεξάνδρῳ αἱρετέον ἐδόκει εἶναι ὅσῳ ἀπορώτερον. ἐκπλήξειν γὰρ τοὺς πολεμίους τὸ ἔργον τῷ παραλόγῳ ἐπὶ μέγα, καὶ τὸ μὴ ἑλεῖν αἰσχρὸν εἶναί οἱ λεγόμενον ἔς τε τοὺς Ἕλληνας καὶ ἐς Δαρεῖον
TRADUZIONE
Gaza dista dal mare venti stadi circa; la via di accesso alla città si snoda su sabbia profonda, e il mare dalla parte della città è paludoso. Gaza era una grande città, edificata su un alto terrapieno e cinta da un muro possente. Era l'ultima città edificata per chi andava dalla Fenicia in Egitto alla soglia del deserto Quando Alessandro giunse alla città si accampò dapprima dove il muro sembrava più facile all'attacco e ordinò di costruire le macchine. Gli ingegneri però espressero il parere che per l'altezza della collina sarebbe stato difficile conquistare di forza il muro. Ma Alessandro riteneva che quanto più era inaccessibile tanto più doveva essere preso: per la sua incredibilità l'impresa avrebbe sbigottito i nemici mentre la notizia della mancata conquista riferita ai greci e a Dario gli avrebbe arrecato vergogna.
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Serse intima la resa ai greci
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione pag. 286 vs138
TRADUZIONE
Essendosi accampati i Persiani presso il fiume Epercheo, Serse inviò ambasciatori presso le Termopili, per indagare su quale opinione avessero sulla guerra contro di lui; assegnò un luogo a quelli per annunciare che il re Serse ordina di deporre tutte le armi, di liberare tutte le cose prive di pericoli e di essere alleati coi Persiani; e realizzando queste cose annunciarono a quelli di dare la regione ai Greci maggiormente e ottimamente tutt'ora lasciata alla distrazione di quelli. Coloro presso Leonida ascoltando i messaggeri risposero che anche gli alleati molto utili per il re saranno con le armi costretti a combattere con i più nobili di loro lotteranno per la libertà; Promette di dare la regione poiché è la patria per i Greci non da conquistare la regione con malignità, ma con coraggio.
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Infelicità del tiranno nell'ade
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro greco nuova edizione
Inizio παροικων ανω τυραννω πανυ ακριβως εωρων τα ...
Fine: κατεγελων οιον καθαρμα ετεθηπειν απο της κνισης τερκαιρομενος αυτου την ευδαιμονιαν και μακαριζων επ αιματι των εν τη λακωνικη θαλλαττη κοχλιδων ...
TRADUZIONE
Abitando durante la vita, sempre con un tiranno e vedendo tutto ciò che aveva fatto lui, a me sembrava che lui fosse simile agli dei e infatti vedendo il fiore ti porpora, il numero di coloro che lo seguivano, le loro coppe tempestate di pietre preziose e i divanetti con i piedi d' argento, lo stimavano beato ed inoltre l' odore della carne di chi preparava il pranzo mi infastidiva, e cosi mi sembrava un uomo fortunatissimo e sovraumano poiché sfidava la sorte, avanzava solennemente, a testa alta colpiva coloro che incontrava. Poiché morì, egli fu visto da me del tutto ridicolo, spogliato del suo lusso ed ancor più ridevo di me stesso, io mi stupivo allora di quale rifiuto fosse diventato prendendo la prova a testimonianza del suo profumo e della sua felicità e lo ritenevo beato per il sangue delle conchiglie nel mar di Laconia.
traduzione di altro utente
Abitando sulla terra vicino a un tiranno avendo visto del tutto chiaramente le cose che gli accadono e a me sembra essere simile agli dei; infatti mi congratulavo vedendo il fiore della porpora, e il numero dei servitori e l’oro e le coppe adorne di pietre preziose e i letti dai piedi d’argento; e ancora mi logorava il profumo di ciò che era stato preparato per il pasto, cosicché mi appariva come un uomo sovrumano e tre volte fortunato, esaltato per la fortuna e avanzando nobilmente e rovesciandosi all’indietro e spaventando i presenti. Dopo che è morto, quello mi sembra del tutto ridicolo spogliato della sua pompa, e deridendomi quale canaglia che si stupiva per il fumo giudicando la sua fortuna e congratulandomi per la porpora.