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Eulogos 2 pagina 87 numero 228
Δημαδης ο ρητωρ δημηγορων ποτε εν Αθηναις, Αθηναιων δε μη πανυ τι αυττω προσεχοντων, ητησατο παῥαυτω οπως επιτρεψωσιν αυτω Αισωπειον μυθον ειπειν... προς ηδονην μαλλον αιρουνται.
L'oratore Demande una volta parlando in pubblico ad Atene, poiché gli Ateniesi non gli prestavano affatto attenzione, gli chiese di permettergli di raccontare una favola di Esopo. Avendoglielo concesso iniziando diceva: "Demetra, una rondine e un'anguilla camminavano lungo la stessa via. Quando essi giungono presso un fiume, la rondine vola via mentre l'anguilla si immerge". E dopo aver detto ciò tace. Chiedendogli di loro risponde: " Demetra è dunque adirata con voi, che alcuni, tralasciando gli affari della città, che vi soffermate ad ascoltare una storia di Esopo". Anche moltissimi uomini sono così stolti che, da una parte sono negligenti delle necessità, dall'altra preferiscono piuttosto le cose per il piacere
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Eulogos numero 418
Επαινεῖται δ’ αύτοῦ καί τό περί τόν δίγλωσσον ἒργον έν τοῖς πεμφθεῖσιν υπό βασιλέως επί γῆς καί ὒδατος αἳτησιν. ...πρός ὂ καί Χείλεων τόν Άρκάδα μάλιστα συναγωνίσασθαι λέγουσι.(Plutarco)
Viene lodata la sua opera sull’interprete venuto con gli ambasciatori e chiedono dal re terra ed acqua. Infatti avendo preso l’interprete per deliberazione fece uccidere, perché osò utilizzare la lingua greca con ordini barbari. Ancora viene lodato per ciò che fece riguardo Artmio Zelite; infatti avendo Temistocle parlato anche costui fu ascritto nelle persone disonorate anche i suoi figli e la discendenza perché costui portò oro dai Medi ai Greci. Cosa più importante di tutte viene lodato l’aver fatto cessare i nemici Greci e riconciliare le città fra di loro, persuadendo a differire le inimcizie per la guerra; dicono per la qualcosa che soprattutto Chileo d’Arcadia abbia coadiuvato. (by Stuurm)
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Eulogos 2 pagina 197 numero 250
Οι δε Αθηναιοι το Βυζαντιον επολιορκουν περιτειχισαντες. Εν δε τω Βυζαντιω ην Κλεαρχος Λακεδαιμονιος αρμοστης και συν αυτω οι συμαχοι. Οι δ'Αθηναιοι ως ουδεν εδυναντο διαπραζασθαι ... το γαρ ενοντα σιτον Κλεαρχον τοις Λακεδαιμονιων στρατιωται διδοναι.
Gli Ateniesi, dopo aver bloccato la città di Bisanzio, l'assediavano. A Bisanzio c'era Clearco armosta spartano e con lui gli alleati. Gli Ateniesi che non potevano compiere niente per forza, convinsero alcuni degli abitanti di Bisanzio a tradire la città. L'armostata Clearco pensando che nessuno potesse facesse ciò, attraversò a fianco di Farnabazo, prendendo da lui lo stipendio per i soldati e radunando le navi. Quelle erano nell'Ellesponto. Dopo che Clearco navigò, Anassilao e altri degli abitanti di Bisanzio consegnarono la città. Anassilao diceva di non consegnare la città, ma di salvarla, vedendo i figli e le mogli morire di fame essendo bisanzio e non spartana: infatti Clearco dava il cibo disponibile ai soldati spartani.
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Eulogos 1 pagina 201numero 49
Inizio: Τεττιξ επι τινος υψηλου δενδου ηδεν. ... Fine: αι των πελας συμφοραι σωφρονιζουσιν.
Una cicala cantava su un alto albero. Una volpe voleva mangiarsela ed escogitava (συντίθημι imperfetto) una cosa di questo genere. (La volpe) ferma di fronte ammirava e la sua bella voce la esortava a scendere perché voleva ammirare l'animale che emetteva un suono (φθέγγομαι) di tale portata. Ma poiché quella sospettava le sue imboscate (lett. Le imboscate di quella) recideva una foglia e la gettava a terra. La volpe accorreva come sulla cicala e la cicala diceva: "Ti sei sbagliata, cara mia (ὦ αὕτη), se supponevi (ὑπολαμβάνω imperf 2a sing) che una cicala scendeva. Io infatti evito le volpi da quando nell'escremento (=nella cacca) di una volpe ho visto delle ali di cicala. La favola dimostra che le sventure dei congiunti rendono saggi gli assennati fra gli uomini.
(By Vogue)
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Eulogos pagina 83 numero 227
Inizio: Ἐκεῖνος γὰρ ὁρῶν τὴν Ἑλλάδα πολέμων καὶ στάσεων καὶ πολλῶν...τῶν κινδύνων, ὅρους δὲ τῆς τῶν Ἑλλήνων χώρας
Vedendo costui che la Grecia era piena di guerre e conflitti civili e molti altri mali, avendo interrotto queste cose e avendo fatto alleare fra loro le città, mostrò ai discendenti con chi e contro chi bisognava fare una guerra. Avendo fatto una spedizione contro Troia, che aveva allora il potere più grande fra i popoli dell’Asia, superò in abilità militare quelli che combatterono in un secondo momento contro quella stessa città tanto che quelli, con tutto l’esercito dei Greci, la assediarono con difficoltà in dieci anni, mentre lui, avendo combattuto in meno di dieci giorni e con pochi uomini, facilmente la conquistò con la forza. .E dopo queste cose uccise tutti i re dei popoli che abitavano la costa da entrambi i lati; e non li avrebbe mai ammazzati, se non si fosse impossessato anche del loro potere. Avendo fatto queste cose, eresse le colonne dette di Eracle, trofeo contro i barbari, ricordo della sua virtù e dei pericoli corsi, confine della terra dei Greci.
Traduzione di altro utente
Quello ( Eracle) vedendo l'Ellade che era colma di guerre e di numerosi cattivi e pur avendo interrotto queste cose e mettendo d'accordo le città mostrava a coloro che vengono dopo ( i discendenti) con chi e contro chi fare le guerre infatti avendo fatto una spedizione contro Troia, il quale precisamente in quel tempo aveva il potere più grande tra quelli ( i popoli) dell'Asia, superò in forza quelli che avevano combattuto in un secondo momento contro la stessa ( città); infatti tanto quelli che con l'esercito degli Elleni assediarono la stessa in 10 anni a stento, invece lui in minor tempo e con pochi soldati, facilmente conquistò la stessa con la forza. e dopo uccise tutti ire dei popoli i quali abitano la costa da entrambe le terre ( Da 2 lati). Dopo queste cose fece le colonne chiamate di Ercole, trofeo contro i barbari ricordo della sua virtù e dei pericoli corsi, confine della terra dei Greci.