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Eulogos 2 Pagina 82 numero 226
Του δ'επιγιγνομενου εαρος ευθυς αρχομενων προιτατα δη οι Λακεδαιμονιοι ..: ταις ολκασι τους οπλιτας εις την Σικελιαν. (Da Tucidide)
Iniziata subito la successiva primavera, assai presto gli Spartani e gli alleati invasero l'Attica; li guidava Agide, figlio di Archidamo, re degli Spartani. E dapprima saccheggiarono i territori della regione dalle parti della pianura, poi fortificarono Decelea, dopo essersi divisi il compito città per città. Decelea è distante dalla città degli Ateniesi circa centoventi stadi, e altrettanto (a una distanza simile) o non molto di più dalla Beozia. . Allo scopo di danneggiare, sulla pianura e sui luoghi più vantaggiosi della regione era costruita la fortezza, visibile fino alla città degli Ateniesi. Anche i Peloponnesiaci e gli alleati che stavano nell'Attica la edificavano mentre quelli del Peloponneso mandavano nello stesso momento i soldati in Sicilia con navi da carico.
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Eulogos pagina 427 numero 157
Inizio: Ο Αρισταγορας ο Μίλητου τύραννος εις την Σπαρτην Fine: εις τα μέγιστα ανήκετε περι αρετής.
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Της Τροιας αλουσης Αινειας μετα τινων ημυνετο.... της Τρωδας μετα πασης ασφελειας και οποι βουλεται.
Essendo stata catturata Troia (dopo la presa di Troia), Enea si difendeva con alcuni. I greci lasciando andare questi in seguito ad accordi, e avendo concesso a ciascuno di prendere quante cose delle proprie potesse, mentre tutti gli altri presero sia l’argento sia l’oro ed altre cose di lusso, invece Enea avendo preso il vecchio padre sulle spalle senza esitare lo portò via. Per questa cosa avendo ricevuto l’ammirazione dei Greci ricevette nuovamente il permesso di sciegliere ciò che voleva delle cose della casa. Avendo raccolto gli oggetti greci sacri della patria ancora di più accadde che fosse lodata la virtù. Fu lodato anche dai nemici. Infatti l’uomo mostrò nei più grandi pericoli di preoccuparsi molto del rispetto dei genitori e di pensare alla devozione per gli dei. Per questo dicono che a lui era stata concessa insieme a quelli che erano rimasti (a Troia) di lasciare la Triade con ogni tranquillità.
traduzione n. 2
Essendo stata catturata Troia Enea si allontava con alcuni. I Greci lasciando andare questi protetti dalla tregua, e avendo concesso a ciascuno di prendere quante cose delle proprie potesse, mentre tutti gli altri presero sia l'argento sia l'oro e altre cose di lusso, invece Enea avendo preso il vecchio padre sulle spalle senza esitare lo portò via. Per questa cosa avendo ricevuto l'ammirazione dei Greci ricevette nuovamente il permesso di scegliere ciò che voleva delle cose della casa. Avendo raccolto gli oggetti sacri della patria ancora di più accadde che fosse lodata la (sua) virtù, e essendo segnalato dai nemici. Infatti l'uomo dimostrò nei più grandi pericoli di preoccuparsi molto del rispetto dei genitori e di pensare alla devozione per gli dei. Per questo dicono che a lui era stata concessa assieme a quelli che erano rimasti a Troia di lasciare la Troade con ogni tranquillità con quanti lui volesse.
Traduzione numero 3
Dopo la presa di Troia Enea si difendeva insieme ad alcuni. Quando i Greci permisero loro una tregua, e concessero a ciascuno di prendere quante cose dei beni privati poteva, tutti gli altri presero argento, oro, o qualcos'altro di prezioso, mentre Enea si portò via il padre che era assolutamente anziano, caricandoselo sulle spalle. Essendo stato ammirato per questo dai Greci, ottenne il permesso di scegliere di nuovo ciò che volesse delle cose della sua casa. Allora, quando egli prese le cose sacre della patria, accade che la sua virtù fu elogiata molto di più, la quale ottenne stima anche da parte dei nemici.
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Διῆγε ἐν τῇ τῶν Μαριανδυνῶν γῇ Ἱέραξ, ἄνθρωπος δίκαιος καὶ λαμπρός. Οὗτος ἱερὰ τῆς Δήμητρος' ἱδρύετο καὶ ἡ θεὰ αὐτῷ ἀφθόνους καρποὺς παρεῖχε. Ἐκ μακροῦ χρόνου οἱ Τευκροὶ τὰ ἱερὰ ἀναγκαῖα Ποσειδῶνι᾽ οὐ παρεῖχον, ἀλλ᾿ ὑπ᾽ ὀλιγωρίας ἐξέλειπον καὶ ὁ δὲ θεὸς ἐχαλεπαίνετο, καὶ τοὺς μὲν ἐκείνης τῆς γῆς καρποὺς διέφθειρε, κνώδαλον δ᾽ ἐξαίσιον ἐκ τῆς θαλάσσης ἀνίστη αὐτοῖς. Ἐπεὶ δὲ οἱ Τευκροὶ οὐκ ἐδύναντο πρὸς τὸ κνώδαλον καὶ τὸν λιμὸν ἀντέχειν. ἀπέστελλον τότε πρὸς τὸν Ἱέρακα ἀγγέλους καὶ βοήθειαν ἐδέοντο πρὸς τὸν λιμόν· καὶ ἐκεῖνος πυρὸν καὶ ἄλλην τροφὴν τῷ τῶν Τευχρῶν δήμῳ ἔπεμπε. Ἀλλ᾿ ὁ Ποσειδῶν τῷ Ἱέρακι ὠργίζετο καὶ αὐτὸν εἰς ὄρνεον μετήλλασσε, ὃ καὶ νῦν ἔτι ἱέραξ ὀνομάζεται. (da Antonino Liberale)
Ierace, uomo giusto e illustre, viveva nella terra dei Mariandini. Egli cosrtuiva templi di Demetra e la dea gli dava abbondanti frutti. Da lungo tempo i Teucri non offrivano i riti sacri dovuti a Poseidone, ma lo trascuravano per incuria e il dio si adirava e distruggeva i frutti di quella terra, uno straordinario dragone li assale dal mare....(CONTINUA)
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Ην ποτε Ψυχη, κορη φαιδρας καλοτητος και Χαριτος· πανταχοθεν γαρ εις την χωραν... τω Ερωτι ενυμφευε.
C'era una volta Psiche, fanciulla splendente di bellezza e grazia, da ogni parte infatti giungevano nella regione giovani pretendenti e alcuni degli indigeni la veneravano come una dea. Perciò Afrodite certamente indignata invia il figlio Eros a punirla, ma Eros era conquistato dalla grazia della fanciulla e la conduce in una mirabile casa. La Psiche trascorre una vita felice, ma il dio sta vicino alla ninfa solamente la notte; Una volta la fanciulla si sveglia durante la notte, per curiosità guarda di nascosto l'amante alla luce di una lampada, ma all'improvviso, una goccia d'olio cadeva dalla lampada sull'ala di Eros e il dio si svegliava e fuggiva. Afrodite desiderava vendicarsi e spingeva (o costringeva) la fanciulla a lavori duri e gravosi. Tra le prove la dea ordinava di giungere nell'Ade e di prendere da Persefore una boccetta (o scatoletta/vasetto ecc. ). E Psiche si lasciava persuadere dalla dea, ma per curiosità apriva la boccetta (meglio vasetto) e cadeva in un sonno profondo. Infine Erme aveva pietà della panciulla infelice e domandava agli dei di giudicarla con benevolenza. Zeus certamente placava l'ira di Afrodite e risvegliava la fanciulla e la ''dona'' in sposa a Eros.