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Ο Κυρος λεγεται Λυσανδρω τον εν Σαρδεσι παραδεισον επιδεικνυναι .... ω Κυρω, οβλιζεται, αγαθος ων ανηρ."
Si dice che Ciro mostrava a Lisandro un giardino. Quando ammirava il luogo poiché c’erano da una parte belle piante, dall’altra gli alberi erano eretti e le aiuole dagli angoli regolari, Lisandro diceva: "O Ciro io ammiro il giardino per la bellezza ma mi meraviglio di colui che ha distribuito tutte le piante (lett. cose). Ciro sentendolo si compiaceva e rispondeva: Lisandro diceva: “Ma io, o Ciro, ammiro tutte queste cose per la bellezza, ma molto di più ammiro colui che per te ha misurato e distribuito ciascuna di queste piante”. Sentendo queste cose Ciro diceva: “Il giardino, o Lisandro lo distribuisco e lo metto in ordine io coltivando alcune piante."E Lisandro guardando la bellezza degli abiti e degli anelli del sovrano diceva:" forse effettivamente pianti tu con le tue mani gli alberi?" E Ciro rispondeva: "Giuro di non mangiare mai prima di dedicarmi alle faccende di guerra o ai lavori rurali." Lisandro abbracciava Ciro e diceva: "Giustamente ti giudico felice o Ciro, perché sei un uomo buono".
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Αι Αθηναι και η Σπαρτη εν τιμη εισι δια την των πολιτω... και δια την ευκλειαν ηρωικωςαποθνησκουσιν.
Atene e Sparta sono in onore (per la gloria) dei cittadini. Quando i Persiani attaccano la regione ellenica, gli Ateniesi e gli Spartani combattono per la difesa e si predispongono per la gloria. I poeti elogiano nelle odi la vittoria a Maratona, là dove infatti si manifestano il valore e la dignità di Milziade, perché il comandante incoraggia i cittadini e guida gli opliti contro i Persiani. Il valore dei soldati di Milziade è la conseguenza della sconfitta dei Persiani: i Persiani sono messi in fuga e sono cacciati indietro verso il mare. Ma viene anche giustamente commemorata la battaglia presso le Termopili, dove Leonida con gli Spartiati invano cercano di fermare i Persiani e per la gloria eroicamente muoiono.
(By Geppetto)
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Eulogos pagina 70 numero 1
Μετα την αγραν λεινα εν τη υλη καθευδει εν τη σκια αριας. Εξαιφνης μυια πλησιαζει ... "Η βασιλεια των ζωων ηδη αποφευγει:"
Dopo la caccia una leonessa si riposa nel bosco all'ombra di un leccio. Improvvisamente una mosca si avvicina e ammira la robustezza della leonessa. Poi si rende conto dell'inerzia e dell'immobilità della leonessa e decide di posarsi sulla testa. La mosca si inorgoglisce e dice: " Io supero la leonessa e di conseguenza sono la regina degli animali". Alla voce della mosca la leonessa si sveglia e urla spaventosamente; la mosca si spaventa e fugge via. La leonessa si rende conto della fuga della mosca, scuote la testa e dice: " La regina degli animali è già fuggita? ".
(By Stuurm)
Versione da Heos 1 pagina 57 numero 1
Dopo la caccia una leonessa si distende all'ombra di un leccio. Ad un tratto una mosca si avvicina e guarda con ammirazione (θαυμαζω) il vigore della leonessa. In seguito si rende conto dell'inoperosità e dell'immobilità della leonessa ed ardisce (διασκέπτομαι) a posarsi sulla testa. A quel punto (δέ la mosca sta più in alto e dice: "Sto al di sopra della leonessa e quindi sono io la regina degli animali". A causa della voce della mosca la leonessa si desta ed urla (ὠρύω) spaventosamente; la mosca allora si spaventa (ὑποταράσσω) e scappa via. La leonessa si accorge della fuga della mosca, scuote la testa e dice: "La regina degli animali è già fuggita via?".
(By Geppetto)
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Eulogos 2 Pagina 47 numero 208
Οι δε Περσαι το μεν πεζον στρατευμα δί εαυτων κατεσκευαζον, το δε ναυτικον κομιειν εμελλον εκ τε Φοινικης και Κυπρου και Κιλικιας· .... αι δε νηες κεναι των βοηθΘουντων ουσαι τοις πολεμιοις εγιγνοντο υποχειριοι.
I Persiani preparavano la campagna militare della loro fanteria, dovevano governare la flotta della Fenicia, di Cipro e della Cilicia: comandava le forze persiane Titrauste, che era figlio illegittimo di Serse. Cimone, saputo che l’esercito persiano passava da Cipro e navigando contro i barbari, ingaggia battaglia navale con 250 navi contro 340. Essendo difficile il combattimento e lottando vigorosamente gli Ateniesi su ambedue le ali alla fine vincevano e distruggevano molte navi nemiche, molto più di 100 uomini con altri catturarono (αἱρέω). Le restanti navi fuggirono verso Cipro, con quelle gli uomini ritornarono (ἀποχωρέω) a terra, le navi che erano vuote di soccorritori caddero nelle mani dei nemici. (by Geppetto)
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Eulogos pagina 359 numero 126
Αντιγονω τοινυν δυο υιω εκ Στρατονικης της Κορραγου εγιγνοντο, τον μεν Δημητριον, τον δε Φιλιππον ωνομαζεν. .... ειρηνην προς ευφροσυνην και χαριν εμμελαστατον.
Ad Antigono, da Stratonice, nascevano due figli e uno chiamava Demetrio, l’altro Filippo. Demetrio era inferiore al padre in statura, pur essendo grande, mirabile e attraente per aspetto e bellezza di viso, come giammai scultori e pittori crearono di più somigliante: infatti mostrava insieme grazia e sagacia nella presenza e al giovanile ardore univa insieme regale dignità. Tanto che il (suo) costume poteva insieme spaventare e affascinare gli uomini. Dato che era piacevolissimo nei banchetti, pur dedicandosi a simposi e mollezze e arbitrati, era assai energico ed assai ardente nelle azioni. Degli dei ammirava soprattutto Dioniso, in guerra era solito essere molto temibile e, con gioia e grazia, abilissimo per la pace. (by Geppetto)