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Εισι δε Αθηναιοις εικονες εν τω θεατρω και τραγωδιας και κωμμωδιας ποιητων αι πολλαι των αφανεστερον· ... ραστα ηδη πειρωμενος ποιειν.
Nel Teatro ad Atene ci sono ritratti di poeti tragedia, e commedia, la maggior parte dei più oscuri: a parte infatti di Menandro non vi era alcun poeta di commedia tra quelli arrivati alla fama. Di tragedia tra gli illustri si trovano Euripide e Sofocle. Narrano che, dopo la morte di Sofocle, i Lacedemoni fecero invasione nell'Attica, e che il loro capitano vide presentargli Dioniso, che ordinò alla novella Sirene di porre agli onori stabiliti per defunti: gli sembrava che il sogno riguardasse Sofocle, e la poesia di Sofocle, e ancora oggi alla Sirene solita di rappresentare la seduttrice dei poemi e dei discorsi. Io credo che il ritratto di Eschilo sia stato fatto molto dopo la morte e il dipinto, che rappresenta la giornata di Maratona. Eschilo diceva, che essendo ragazzo mentre guardava le uve si addormentò in campagna, ed apparendogli Dioniso esortò a far tragedie: e che come si fece giorno, - di voler obbedire- messosi alla prova, di farcela ormai in modo molto agevole.
(By Stuurm)
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Κατα δε της ες Ολυμπιαν οδον, πριν η διαβηναι τον Αλφειον, εστιν ορος εκ Σκιλλουντος ερχομενω πετραι... το επειτα επι τοις γυμνασταις γυμνους σφας ες τον αγωνα εσερχεσθαι.(da Pausania)
Lungo la strada per Olimpia, prima di attraversare l"Alfeo per chi viene da Scillunte, c'è un monte scosceso con alte rocce: il monte si chiama Tipeo. Gli Elei avevano la legge [= dativo di possesso: era legge per gli Elei] di precipitare da questo le donne che ( φωράω – aoristo passivo congiuntivo) fossero state scoperte ad andare all'agone olimpico o che avessero attraversato l'Alfeo nei giorni loro interdetti. Dicono che non ne sia mai stata presa alcuna ad eccezione della sola Callipatira; costei, dopo che gli morì il marito, travestitasi in tutto e per tutto come un uomo allenatore, condusse ad Olimpia il figlio che gareggiava; avendo il figlio vinto (gen. Assoluto). Callipatira mentre scavalcava la protezione entro la quale tenevano gli allenatori, apparve ( ἐφάνη = aoristo mediopassivo di φαίνω ) come una donna [=rimase nuda]. Avendo scoperto ( φωραθείσης = participio aoristo mediopassivo di φωραω) [genitivo assoluto] che era una donna, la rimandarono via senza tuttavia punirla per riguardo al padre, ai fratelli e al figlio – tutti avevano conseguito vittorie olimpiche – ma in seguito stabilirono una legge riguardo agli allenatori, in base alla quale essi dovevano andare nudi all'agone.
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Μενανδρος, Αθηναιος, κωμικος αρχαιος. Και Μενανδρος ετερος, Αθηναιος, ο Διοπειθους και Ηγεστρατης· περι ου πολυς παρα πασιν ο λογος· κωμικος της νεας κωμωδιας στραβος τας οψεις, οξυς δε τον νουν και περι γυναικας εκμανεστατος. Γεγραφε κωμωδιας ρη και επιστολας προς Πτολεμαιον τον βασιλεα, και λογους ετερους πλειστους καταλογαδην. (Suda)
Menandro, ateniese, antico commediografo. Anche un altro Menandro, ateniese detto Diopeite e Egestrato: su tutti questo non molto (riporta la storia) la storia; il comico della nuova commedia, strabico di vista, acuto di mente e appassionatissimo di donne. Scrisse 108 commedie e messaggi per il re Tolomeo ed altri discorsi in prosa. (by Geppetto)
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Α μεν γαρ εν ταις θυσιαις οι ματαιοι πραττουσι και ταις εορταις και προσοδοις των θεων και α αιτουσι και α ευχονται... ουτως αρα βαθεως καθικετο αυτης η των ιερειων διαφορα.
Infatti ciò che gli uomini sciocchi fanno nei sacrifici, nelle feste e nelle processioni degli dei, ciò che chiedono, ciò che pregano, i voti e ciò che pensano di esse, non credo che ci sia (lett. se c'è) qualcuno così triste e addolorato che non riderà avendo considerato la stoltezza di quelle cerimonie (τὰ δρώμενα = cerimonia). E io credo anche che molto prima di ridere considererà tra se, quale delle due cose conviene loro, definirsi pii o al contrario nemici verso gli dei e malvagi (=posseduti da un cattivo genio = κακοδαίμονας), hanno (ὑπολαμβάνω) stimato la divinità così misera e vile che abbia bisogno degli uomini, si compiaccia dell'adulazione e della non curanza si sdegni. E perciò gli avvenimenti etolici, le disgrazie dei Calidoni con tante stragi e con l'uccisione di Meleagro, tutte affermano esser fatto di Artemide corrucciata, perché da Oineo non fu considerata nel sacrificio così che tanto profondamente ricevette ella nell'animo quel sacro dissidio. (by Anna Maria Di Leo)
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Γαμει δε Ζηθος μεν Θηβην, αφ' ης η πολις Θηβαι, Αμφιων δε Νιοβη την Τανταλου, η γεννα παιδας μεν επτα, ... εν Κιθαιρωνι Απολλων κυνηγετουντας απεκτειν. (da Pseudo-Apollodoro, Biblioteca)
Zeto da una parte sposa Tebe, da questa (viene chiamata) la città di Tebe, dall'altra Anfione (sposa) Niobe, figlia di Tantalo che genera sette figli, e altrettante figlie. Esiodo afferma che partorì dieci figli e dieci figlie. Erodoro dice due maschi e tre femmine. Omero dice che abbia generato sei maschi e sei femmine. Niobe, essendo prolifica, disse di essere più feconda di Latona. Allora, Latona, (essendo) adirata, istigò Artemide ed Apollo contro di loro e Artemide uccise con dardi le femmine nel palazzo, invece, Apollo uccise tutti insieme i maschi che cacciavano sul Citerone.