Πίστις 2 della πρόκλησις. Perchè Nicomaco ha rifiutato la proposta di interrogare sotto tortura i mi
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PERCHè NICOMACO HA RIFIUTATO LA PROPOSTA DI INTERROGARE SOTTO TORTURA I MIEI SERVI?
TRADUZIONE dal libro Agon - pag. 294 n. 212
TRADUZIONE
Inoltre, o bulè, traete le vostre considerazioni dalle altre cose. Infatti, mi recai da lui con i testimoni, dicendo che lavoravano ancora tutti presso di me i servitori che avevo contattato dopo che presi il terreno, e sono pronto, qualora egli lo desideri, a permettere che vengano interrogati sotto tortura, ritenendo così che la prova sarebbe più forte delle parole di questo e delle mie azioni. Questo, però, non voleva, dicendo che niente fosse credibile ai servi. Mi sembra incredibile, se coloro che sono interrogati sotto tortura accusino se stessi, sapendo che moriranno, invece dei padroni, verso cui sono portati per natura ad essere davvero ostili, che sceglierebbero più di sopportare di essere torturati piuttosto che di liberarsi dagli accusatori in vista (presentandosi) le torture. E quindi, o bulè, ritengo che sia chiaro a tutti che, se non avessi consegnato gli uomini, avendomelo chiesto Nicomaco, sarei potuto sembrare complice di me stesso: dopo che, dunque, avendoglieli io consegnati, questo non voleva riceverli, è giusto anche avere la stessa opinione su questo, specialmente non essendoci per entrambi lo stesso pericolo giudiziario.
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Le prime fasi dell'espansione romana VERSIONE DI GRECO di Strabone TRADUZIONE dal libro agon
Εἰ δὲ δεῖ τῶι περὶ τῆς Ἰταλίας λόγωι προσθεῖναί τινα λόγον κεφαλαιώδη καὶ περὶ τῶν Ῥωμαίων τῶν κατασχόντων αὐτὴν καὶ κατεσκευασμένων ὁρμητήριον πρὸς τὴν σύμπασαν ἡγεμονίαν, προσειλήφθω καὶ ταῦτα, ὅτι Ῥωμαῖοι μετὰ τὴν κτίσιν τῆς Ῥώμης βασιλευόμενοι διετέλεσαν σωφρόνως ἐπὶ πολλὰς γενεάς· ἔπειτα τοῦ ἐσχάτου Ταρκυνίου μοχθηρῶς ἄρχοντος, τὸν μὲν ἐξέβαλον πολιτείαν δὲ συνεστήσαντο μικτὴν ἔκ τε μοναρχίας καὶ ἀριστοκρατίας, κοινωνοῖς δ᾽ ἐχρήσαντο Σαβίνοις τε καὶ Λατίνοις· οὐκ εὐγνωμόνων δ᾽ οὔτε ἐκείνων ἀεὶ τυγχάνοντες οὔτε τῶν ἄλλων τῶν πλησιοχώρων ἠναγκάζοντο τρόπον τινὰ τῆι ἐκείνων καταλύσει τὴν σφετέραν ἐπαύξειν. οὕτω δ᾽ αὐτοῖς κατ᾽ ὀλίγον προϊοῦσιν εἰς ἐπίδοσιν συνέβη τὴν πόλιν αἰφνιδίως ἀποβαλεῖν παρὰ τὴν ἁπάντων δόξαν, παρὰ δόξαν δὲ καὶ ἀπολαβεῖν· ἐγένετο δὲ τοῦτο,
I romani dopo la fondazione di Roma vissero prudentemente governati da re per molte generazioni; ma poi signoreggiando malvagiamente l'ultimo dei Tarquinii, lo cacciarono e formarono un governo misto di monarchia e di aristocrazia. Avevano allora come alleati i sabini ed i latini, ma non trovando ne costoro ne gli altri popoli vicini d'animo costantemente benevolo furono in un certo modo necessitati a procurare con la loro distruzione il proprio ingrandimento. Essendosi poi così a poco a poco ampliati, accadde loro che persero in un attimo la città contro l'opinione di tutti e contro l'opinione di tutti la riconquistarono
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I filosofi e la longevità
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Agon pagina 22
inizia con Δημόκριτος μεν Αβδηρίτης. .
e finisce con ἐξέλιπε τὀν βίον
TRADUZIONE
Democrito abitante di Abdera morì essendosi privato del cibo a 104 anni. Il cantore Xenofilo, come dice Aristosseno visse ad Atene dedicandosi alla filosofia di Pitagora fino a 105 anni. Solone, Tealete e Pittaco, i quali erano tra i sette chiamati saggi, ciascuno visse 100 anni, mentre Zenone fondatore della filosofia stoica 98 anni; il quale dicono che parlasse mentre entrava nell'assemblea e inciampasse. " Perchè mi chiami gridando?" E che morì mentre tornava a casa per mancanza di cibo. Invece Cleante allievo e successore di Zenone essendo vissuto 99 anni ebbe un tumore alle labbra e poiché si lasciava morire di fame essendo giunte delle lettere da parte di alcuni compagni dopo aver inghiottito del cibo e dopo aver ascoltato fatti riguardo ciò che pensavano gli amici, smettendo di nuovo di mangiare morì.
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Morte di Pompeo
VERSIONE DI GRECO di Appiano
TRADUZIONE dal libro agon
Ὁ δὲ Πομπήιος ὑπώπτευε μὲν ἅπαντα, καὶ τὴν παράταξιν τοῦ στρατοῦ καὶ τὴν τοῦ σκάφους εὐτέλειαν καὶ τὸ μὴ τὸν βασιλέα αὐτόν οἱ παραγενέσθαι μηδὲ τῶν ἐπιφανῶν τινας πέμψαι· τοσοῦτο δ' ἐκ τῶν Σοφοκλέους ἰαμβείων πρὸς ἑαυτὸν ἀνενεγκών· ὅστις γὰρ ὡς τύραννον ἐμπορεύεται, κείνου υστὶ δοῦλος, κἂν ἐλεύθερος μόλῃ, " ἐνέβαινεν ἐς τὸ σκάφος. Καὶ ἐν τῷ διάπλῳ σιωπώντων ἁπάντων ἔτι μᾶλλον ὑπώπτευε· καὶ τὸν Σεμπρώνιον εἴτε ἐπιγινώσκων Ῥωμαῖον ὄντα καὶ ἐστρατευμένον ἑαυτῷ, εἴτε τοπάζων ἐκ τοῦ μόνον ἑστάναι, κατὰ δὴ τὴν στρατιωτικὴν ἄρα διδασκαλίαν οὐ συνεδρεύοντα αὐτοκράτορι, ἐπιστραφεὶς ἐς αὐτὸν εἶπεν· « Ἆρά σε γινώσκω, συστρατιῶτα; » Καὶ ὃς αὐτίκα μὲν ἐπένευσεν, ἀποστραφέντα δ' εὐθὺς ἐπάταξε πρῶτος, εἶθ' ἕτεροι. Καὶ τὸ μὲν γύναιον τοῦ Πομπηίου καὶ οἱ φίλοι ταῦτα μακρόθεν ὁρῶντες ἀνῴμωζόν τε καὶ χεῖρας ἐς θεοὺς ἐκδίκους σπονδῶν ἀνίσχοντες ἀπέπλεον τάχιστα ὡς ἐκ πολεμίας. 86. Πομπηίου δὲ τὴν μὲν κεφαλὴν ἀποτεμόντες οἱ περὶ Ποθεινὸν ἐφύλασσον Καίσαρι ὡς ἐπὶ μεγίσταις ἀμοιβαῖς (ὁ δὲ αὐτοὺς ἠμύνατο ἀξίως τῆς ἀθεμιστίας), τὸ δὲ λοιπὸν σῶμά τις ἔθαψεν ἐπὶ τῆς ἠϊόνος καὶ τάφον ἤγειρεν εὐτελῆ· καὶ ἐπίγραμμα ἄλλος ἐπέγραψε· « Τῷ ναοῖς βρίθοντι πόση απάνις ἔπλετο τύμβου. »
TRADUZIONE libera
Pompeo viste le milizie in schiera, la meschinità della barca, né arrivato a lui il re, ne alcuno dei più ragguardevoli, tenne tutto in sospetto. Nondimeno applicando tra se quei giambi si Sofocle "chiunque vien presso il tiranno, ei resta, benchè libero sia, schiavo di lui" entrò nella barca. E poiché navigando tutti tacevano, se ne insospettì ancora. E rivolto a Sempronio, sia che lo raffigurasse come romano e già stato suo soldato, sia che lo argomentasse dal vedere lui solo ritto in piedi, come è la disciplina militare e non seduto col generale disse" Io ti conosco camerata" e Sempronio glielo consentiva. Mentre si rivolgeva così, Sempronio lo pugnalò alla schiena per primo e poi gli altri. Al vedere ciò la moglie e gli amici di Pompeo, lontani com'erano alzarono tra cupi lamenti le mani supplichevoli ai numi vendicatore dell'ospite tradito e velocissimi navigarono fuggendo da una terra nemica. I ministri di Potino recisa la testa di Pompeo la riservarono per Cesare come per averne grandissima ricompensa. Ma Cesare ne punì meritatamente la perfidia. Il resto del cadavere fu sepolto da un tale sulla maremma, dopo avergli alzatogli un piccolo munumento con l'iscrizione "Quanto vil tomba a chi non cape un tempio!"
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καὶ μὴν οὐδὲ τοῦτ’ εἰπεῖν ὀκνήσω, ὅτι ὁ τὸν ῥήτορα βουλόμενος δικαίως ἐξετάζειν καὶ μὴ συκοφαντεῖν οὐκ ἂν οἷα σὺ νῦν ἔλεγες, τοιαῦτα κατηγόρει, παραδείγματα πλάττων καὶ ῥήματα καὶ σχήματα μιμούμενος (πάνυ γὰρ παρὰ τοῦτο, οὐχ ὁρᾷς; γέγονεν τὰ τῶν Ἑλλήνων, εἰ τουτὶ τὸ ῥῆμα, ἀλλὰ μὴ τουτὶ διελέχθην ἐγώ, ἢ δευρὶ τὴν χεῖρα, 18. 233ἀλλὰ μὴ δευρὶ παρήνεγκα), ἀλλ’ ἐπ’ αὐτῶν τῶν ἔργων ἂν ἐσκόπει τίνας εἶχεν ἀφορμὰς ἡ πόλις καὶ τίνας δυνάμεις, ὅτ’ εἰς τὰ πράγματ’ εἰσῄειν, καὶ τίνας συνήγαγον αὐτῇ μετὰ ταῦτ’ ἐπιστὰς ἐγώ, καὶ πῶς εἶχε τὰ τῶν ἐναντίων. εἶτ’ εἰ μὲν ἐλάττους ἐποίησα τὰς δυνάμεις, παρ’ ἐμοὶ τἀδίκημ’ ἂν ἐδείκνυεν ὄν, εἰ δὲ πολλῷ μείζους, οὐκ ἂν ἐσυκοφάντει. ἐπειδὴ δὲ σὺ τοῦτο πέφευγας, ἐγὼ ποιήσω· καὶ σκοπεῖτ’ εἰ δικαίως χρήσομαι τῷ λόγῳ.
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