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GLI AMICI NON HANNO UN PREZZO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
INIZIO: Ηκουσα δε ποτε και αλλον αυτου λογον. .
FINE: . .ουτω και των φιλων εισιν αξιαι.
TRADUZIONE
Una volta io sentii un altro suo discorso, il quale mi sembrava esortare colui che ascolta a riconoscere quello di così grande (importanza) come fosse equivalente agli amici. Avendo visto infatti qualcuno tra quelli che si trovavano insieme che trascurava un amico oppresso dalla povertà, sceglieva Antistene (come) nemico di quello che trascurava e di molti altri: “Dunque, disse, o Antistene, quali meriti sono degli amici come (quelli) dei familiari? Tra i familiari, come io penso, uno è equivalente a due mine, un altro neanche mezza mina, un altro cinque cariche esplosive, un altro dieci mine; si dice che Nicia figlio di Nicerato avesse comprato per un talento un direttore per le (sue) miniere d’argento.
Atra traduzione stesso passo
Ho udito una volta anche un altro suo discorso che mi sembra indirizzasse chi lo ascoltava a domandarsi di quale stima fosse degno di fronte agli amici. Vedendo che uno di coloro che lo frequentavano non si preoccupava per un amico oppresso dalla povertà chiese ad Antistene, mentre erano presenti sia l'amico negligente sia molti altri: "forse che gli amici hanno un prezzo o Antistene, come gli schiavi?" Infatti tra gli schiavi vi è chi vale all'incirca due mine, chi neanche mezza mina, chi cinque e chi dieci. E si dice che Nicia di Nicerato ne comprò uno al prezzo di un talento come sovraintendente alle miniere, così io indago appunto questo" continuò "se mai come per i servi così per gli amici esistano dei prezzi"
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EGOSPOTAMI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
Λυσανδρος δ', επει ην ημερα πεπτη επιπλεουσι τοις Αθηναιοις ειπε τοις παρ αυτου επομενοις, επαν κατιδωσιν αυτους εϰβεβηϰοντας ϰαι εσϰεδασμενους κατα την χερρονησον, οπερ εποιουν πολυ μαλλον ϰαθ' εϰαστην ημεραν, τα τε σιτια πορρωθεν ωνουμενοι και καταφρονουντες δη του Λυσανδρου, οτι ουκ αντανηγεν, αποπλεοντας τουμπαλιν παῥ αυτον αραι ασπιδα κατα μεσον τον πλουν. Οι δε ταυτα εποιησαν ως εκελευσε. Λυσανδρος δ' ευθυς εσημηνε εην ταχιστην πλειν; συμπαρηει δε και Θωραξ το εχων. Κονων δε ιδων τον επιπλουν, εσημηνεν εις τας ναυς βοηθειν κατα κρατος. Διεσκεδασμενων δε των ανθρωτων, αι μεν των νεων δικροτοι ησαν, αι δε μονοκροτοι, αι δε παντελως κεναι; η δε Κονωνος και αλλαι περι αυτον επτα πληρεις ανηχθησαν αθροαι και η Παραλος, τας δ' αλλας πασας Λυσανδρος ελαβε προς τη γη. Τους δε πλει στους ανδρας εν τη γη συνελεξεν; οι δε και εφυγον εις τα τειχυδρια.
TRADUZIONE n. 1
Lisandro, passato il quinto giorno che navigavano contro gi Ateniesi, disse a coloro che lo seguivano che quando avrebbero visto gli Ateniesi che sbarcavano e si erano sparpagliati lugo il Cheroneo, cosa che facevano ogni giorno sempre più per acquistare provviste infischiandosene di Lisandro, poiché egli non aveva ancora attaccato la flotta, che salpassero in senso contrario rispetto a lui, innalzando uno scudo nel mezzo della navigazione. Questi fecero le cose che egli aveva ordinato. Subito Lisandro ordinò di navigare più velocemente possibile. Anche Torace avanzava per terra con lui, essendo un fante. Conone quando vide la spedizione navale, ordinò alle navi di correre in aiuto con tutte le forze. Poichè gli uomini si erano sparpagliati, c'erano le navi biremi, quelle con una squadra di rematori e altre compleamente vuolte. Quelle di Conone e le altre sette intorno a lui erano vicine a quelle di Paralo ma Lisandro portò tutte le altre verso terra. Raccolse la maggior parte degli uomini a terra e questi fuggirono verso piccole fortezze.
traduzione n. 2
Lisandro, dopo che fu il quinto giorno che navigavano contro gli Ateniesi, disse a coloro che lo seguivano che, quando avrebbero visto che gli Ateniesi erano arrivati e si erano sparpagliati lungo il Chersoneso, cosa che facevano ogni giorno sempre più sia per acquistare provviste sia per deridere( disprezzare, sottovalutare) Lisandro, perché egli non aveva ancora attaccato la flotta, ( disse che) salpassero in senso contrario rispetto a lui, innalzando uno scudo nel mezzo della navigazione. Questi obbedirono a questi comandi come egli aveva ordinato. Subito, Lisandro, indicò la strada più veloce per navigare; anche Torace era presente, essendo un fante. Conone, quando vide la spedizione navale, ordinò( diede segnale) alle navi di correre in aiuto con tutte le forze. Dal momento che gli uomini si erano sparpagliati, c'erano le navi biremi, le navi con una sola squadra di rematori e quelle completamente vuote. La nave di Conone ed altre sette equipaggiate intorno a lui e anche la Paralo erano state dispiegate tutte compatte, ma Lisandro portò tutte le altre verso terra. Raccolse la maggior parte degli uomini a terra. Questi fuggirono verso piccole fortezze.
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Una sortita contro il nemico
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
ἀκούσασι τοῖς στρατηγοῖς ταῦτα ἔδοξε τὸ στράτευμα συναγαγεῖν· καὶ εὐθὺς φύλακας καταλιπόντες καὶ στρατηγὸν ἐπὶ τοῖς μένουσι Σοφαίνετον Στυμφάλιον ἐπορεύοντο ἔχοντες ἡγεμόνα τὸν ἁλόντα ἄνθρωπον. ἐπειδὴ δὲ ὑπερέβαλλον τὰ ὄρη, οἱ πελτασταὶ προϊόντες καὶ κατιδόντες τὸ στρατόπεδον οὐκ ἔμειναν τοὺς ὁπλίτας, ἀλλ᾽ ἀνακραγόντες ἔθεον ἐπὶ τὸ στρατόπεδον. οἱ δὲ βάρβαροι ἀκούσαντες τὸν θόρυβον οὐχ ὑπέμειναν, ἀλλ᾽ ἔφευγον· ὅμως δὲ καὶ ἀπέθανόν τινες τῶν βαρβάρων καὶ ἵπποι ἥλωσαν εἰς εἴκοσι καὶ ἡ σκηνὴ ἡ Τιριβάζου ἑάλω καὶ ἐν αὐτῇ κλῖναι ἀργυρόποδες καὶ ἐκπώματα καὶ οἱ ἀρτοκόποι καὶ οἱ οἰνοχόοι φάσκοντες εἶναι. ἐπειδὴ δὲ ἐπύθοντο ταῦτα οἱ τῶν ὁπλιτῶν στρατηγοί, ἐδόκει αὐτοῖς ἀπιέναι τὴν ταχίστην ἐπὶ τὸ στρατόπεδον, μή τις ἐπίθεσις γένοιτο τοῖς καταλελειμμένοις. καὶ εὐθὺς ἀνακαλεσάμενοι τῇ σάλπιγγι ἀπῇσαν, καὶ ἀφίκοντο αὐθημερὸν ἐπὶ τὸ στρατόπεδον.
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Le avversità di una difficile ritirata
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
Parte I e Parte II
Parte I
Tῇ δ᾽ ὑστεραίᾳ ἐδόκει πορευτέον εἶναι, ὅπῃ δύναιντο τάχιστα, πρὶν ἢ συλλεγῆναι τὸ στράτευμα πάλιν καὶ καταλαβεῖν τὰ στενά. συσκευασάμενοι δ᾽ εὐθὺς ἐπορεύοντο διὰ χιόνος πολλῆς ἡγεμόνας ἔχοντες πολλούς· καὶ αὐθημερὸν ὑπερβαλόντες τὸ ἄκρον, ἐφ᾽ ᾧ ἔμελλεν ἐπιτίθεσθαι Τιρίβαζος, ατεστρατοπεδεύσαντο. ἐντεῦθεν δ᾽ ἐπορεύθησαν σταθμοὺς ἐρήμους τρεῖς, παρασάγγας πεντεκαίδεκα ἐπὶ τὸν Εὐφράτην ποταμόν, καὶ διέβαινον αὐτὸν βρεχόμενοι πρὸς τὸν ὀμφαλόν. ἐλέγοντο δ᾽ οὐδ᾽ αἱ πηγαὶ πρόσω εἶναι. ἐντεῦθεν ἐπορεύοντο διὰ χιόνος πολλῆς καὶ πεδίου σταθμοὺς τρεῖς, παρασάγγας πεντεκαίδεκα. ὁ δὲ τρίτος ἐγένετο χαλεπὸς καὶ ἄνεμος βορρᾶς ἐναντίος ἔπνει παντάπασιν ἀποκαίων πάντα καὶ πηγνὺς τοὺς ἀνθρώπους. ἔνθα δὴ τῶν μάντεών τις εἶπε σφαγιάσασθαι τῷ ἀνέμῳ, καὶ σφαγιάζεται· καὶ πᾶσι δὴ περιφανῶς ἔδοξεν λῆξαι τὸ χαλεπὸν τοῦ πνεύματος. ἦν δὲ τῆς χιόνος τὸ βάθος ὀργυιά· ὥστε καὶ τῶν ὑποζυγίων καὶ τῶν ἀνδραπόδων πολλὰ ἀπώλετο καὶ τῶν στρατιωτῶν ὡς τριάκοντα.
parte II
L'inizio è Διεγενοντο δε τήν νυκτα καιοντες
La fine Επειδή δε τι εμφαγοιεν, ανισταντο και επορευοντο
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Un Armir ante litteram
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro AGON Pagina 198
Inizio: Πορειομενων δε Χειρισοφος μεν αμφι κνεφας προς κωμην αφικνειται, και υδροφορουσας εκ της κρηνη γυναικας και κορας καταλανβανει εμπροσθεν του ερυματος ...
fine: οι τε υπο του ψυχους τους δακτυλος των ποδων αποσεσηποτες.