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LE PERCOSSE SONO COLPE GRAVISSIME
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Agon
ἴσως οὖν Λοχίτης ἐπιχειρήσει μικρὸν ποιεῖν τὸ πρᾶγμα, διασύρων τὴν κατηγορίαν καὶ λέγων ὡς οὐδὲν ἐκ τῶν πληγῶν κακὸν ἔπαθον, ἀλλὰ μείζους ποιοῦμαι τοὺς λόγους ἢ κατὰ τὴν ἀξίαν τῶν γεγενημένων. ἐγὼ δ’ εἰ μὲν μηδεμία προσῆν ὕβρις τοῖς πεπραγμένοις, οὐκ ἄν ποτ’ εἰσῆλθον εἰς ὑμᾶς· νῦν δ’ οὐχ ὑπὲρ τῆς ἄλλης βλάβης τῆς ἐκ τῶν πληγῶν γενομένης, ἀλλ’ ὑπὲρ τῆς αἰκίας καὶ τῆς ἀτιμίας ἥκω παρ’ αὐτοῦ δίκην ληψόμενος, ὑπὲρ ὧν προσήκει τοῖς ἐλευθέροις μάλιστ’ ὀργίζεσθαι καὶ μεγίστης τυγχάνειν τιμωρίας. ὁρῶ δ’ ὑμᾶς, ὅταν του καταγνῶθ’ ἱεροσυλίαν ἢ κλοπήν, οὐ πρὸς τὸ μέγεθος ὧν ἂν λάβωσι τὴν τίμησιν ποιουμένους, ἀλλ’ ὁμοίως ἁπάντων θάνατον καταγιγνώσκοντας, καὶ νομίζοντας δίκαιον εἶναι τοὺς τοῖς αὐτοῖς ἔργοις ἐπιχειροῦντας ταῖς αὐταῖς ζημίαις κολάζεσθαι.
TRADUZIONE
Lochite forse tenterà di rendere insignificante la cosa, ridicolizzando l'accusa e dicendo che non subii alcun danno dalle percosse, ma che rendo le (mie) parole più grandi di quanto non sia il valore di ciò che è accaduto. Io però, se non ci fosse stato nessun oltraggio in ciò che è stato compiuto, non mi sarei mai presentato da voi; ora sono venuto per ricevere soddisfazione su di lui non per il resto del danno che si è originato per le percosse, ma per l'insulto e il disonore, per i quali si addice soprattutto agli uomini liberi adirarsi e ottenere la massima punizione. Vedo che voi, quando condannate qualcuno per saccheggio di un tempio o per furto, non fissate la valutazione della pena in base all'importanza di ciò che prendono, ma condannate tutti ugualmente a morte e ritenete che sia giusto che quelli che intraprendono le medesime azioni siano puniti con le medesime pene.
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Cherefonte amico di Socrate
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Agon n. 73 pagina 49
I nizia così: Χαιρεφωντα γαρ ιστε που. Ουτος εμος τε εταιρος ην εκ νεου και υμων τω πληθει εταιρος τε και συνεφυγε θην φυγην ταυτην και μεθʹυμων κατηλθε.
Finisce così: επειτα μογις πανυ επι ζητησιν αυτου τοιαυτην τινα ετραπομην.
TRADUZIONE
Conoscete in qualche modo Cherefonte. Costui era il mio compagno fin da giovane ed era amico alla maggior parte di voi e venne esiliato e giunse insieme a voi. Sapete anche chi era Cherefonte, come fosse audace suciò che intraprendeva. Precisamente una volta giunto a Delfi, osò chiedere ciò all'oracolo - e, per ciò che dico, non vi scandalizzate, oh giudici - infatti chiedeva se qualcuno fosse più saggio di me. Dunque la pizia rispose che nessuno era più saggio. Il fratello di quello testimonierà su queste cose a voi, dal momento che era morto. Considerate per quale motivo dico ciò, infatti ho intenzione di insegnarvi da dove è nata l'accusa contro di me. Infatti io dopo aver ascoltato queste cose riflettevo così: "Che cosa mi dice mai il dio? A che cosa mai allude? Io infatti non mi considero ne grande ne piccolo essendo saggio; dunque che mai intende dicendo che io sono il più saggio? Probabilmente infatti mente: questo non è sua consuetudine. " E per molto tempo era faticoso capire cosa mai dice, allora molto faticosamente si dedicò ad una tale indagine.
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Cloe innamorata
VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista
TRADUZIONE dal libro Agon
Νῦν ἐγὼ νοσῶ μέν, τί δὲ ἡ νόσος ἀγνοῶ· ἀλγῶ, καὶ ἕλκος οὐκ ἔστι μοι· λυποῦμαι, καὶ οὐδὲν τῶν προβάτων ἀπόλωλέ μοι· κάομαι, καὶ ἐν σκιᾷ τοσαύτῃ κάθημαι. Πόσοι βάτοι με πολλάκις ἤμυξαν, καὶ οὐκ ἔκλαυσα· πόσαι μέλιτται κέντρα ἐνῆκαν, ἀλλὰ ἔφαγον· τουτὶ δὲ τὸ νύττον μου τὴν καρδίαν πάντων ἐκείνων πικρότερον. Καλὸς ὁ Δάφνις, καὶ γὰρ τὰ ἄνθη· καλὸν ἡ σῦριγξ αὐτοῦ φθέγγεται, καὶ γὰρ αἱ ἀηδόνες. Ἀλλ᾽ ἐκείνων οὐδείς μοι λόγος. Εἴθε αὐτοῦ σῦριγξ ἐγενόμην, ἵν᾽ ἐμπνέῃ μοι· εἴθε αἴξ, ἵν᾽ ὑπ᾽ ἐκείνου νέμωμαι. Ὦ πονηρὸν ὕδωρ, μόνον Δάφνιν καλὸν ἐποίησας, ἐγὼ δὲ μάτην ἀπελουσάμην. Οἴχομαι, Νύμφαι φίλαι· οὐδὲ ὑμεῖς σῴζετε τὴν παρθένον τὴν ἐν ὑμῖν τραφεῖσαν. Τίς ὑμᾶς στεφανώσει μετ᾽ ἐμέ; τίς τοὺς ἀθλίους ἄρνας ἀναθρέψει; τίς τὴν λάλον ἀκρίδα θεραπεύσει, ἣν πολλὰ καμοῦσα ἐθήρασα, ἵνα με κατακοιμίζῃ φθεγγομένη πρὸ τοῦ ἄντρου; νῦν δὲ ἐγὼ μὲν ἀγρυπνῶ διὰ Δάφνιν, ἡ δὲ μάτην λαλεῖ.
TRADUZIONE
" sono triste, ma non ho perso nessuna delle mie pecore; mi sento bruciare, anche se me ne sto qui seduta all'ombra. Quante volte mi hanno graffiato le spine, e io non ho versato una lacrima; quante api mi hanno punto con il loro pungiglione, ma io non ho perso l'appetito! Ma quel che ora mi ferisce il cuore punge più di tutte queste cose messe assieme. È bello Dafni, ma anche i fiori sono belli; dolce è il suono del suo flauto, ma anche il canto degli usignoli lo è. Eppure, di fiori e usignoli non mi importa nulla. 3 Ah, se potessi trasformarmi nel suo flauto, in modo da ricevere il suo soffio! Oppure diventare una capra, per essere da lui condotta al pascolo! Crudele acqua di fonte, solo Dafni hai reso bello, e inutilmente ti ho usato per lavarmi! Muoio, amate Ninfe: nemmeno voi volete salvare la fanciulla che pure è cresciuta in mezzo a voi. Chi dopo di me intreccerà ghirlande di fiori per voi? Chi farà crescere i miei poveri agnelli? Chi si prenderà cura del grillo chiacchierino che ho catturato con tanta fatica per potermi addormentare nella grotta al suono del suo canto? Al momento, trascorro notti insonni pensando a Dafni, e il grillo cicaleggia invano"
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LA BATTAGLIA DI NOTION
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
TRADUZIONE n. 1
Alcibiade avendo sentito che Trasibulo giunto fuori dall'Ellesponto avendo fortificato Focea navigò verso di lui, avendo lasciato la flotta al suo luogotenente Antioco, ordinando di non attaccare le navi di Lisando. Ma Antioco con la sua nave e le altre da Notion avendo navigato verso il porto di Efeso navigava presso quelle prore delle navi di Lisandro. Ma Lisandro prima lo inseguiva con le poche tra le navi che aveva messo in acqua, dopo che gli ateniese venivano in aiuto di Antioco con parecchie navi, avendole schierate tutte attaccava. Dopo queste cose anche gli ateniesi da Notion avendo messo in acqua le restanti trireme presero il largo, come ognuno poteva. In seguito a ciò alcuni combatterono in mare in schiere, ma gli ateniesi con le navi disparate fino a quando fuggirono avendo perso quindici trireme. Degli uomini la maggior parte fuggirono, altri furono catturati. Lisandro avendo preso le navi e avendo trionfato a Notion navigò verso Efeso, gli ateniesi verso Samo.
traduzione n. 2
Alcibiade, avendo udito che Trasibulo aveva fortificato ed era giunto fuori dall'Ellesponto, navigò attraverso Focea verso di lui, avendo lasciato il timoniere Antioco sulle sue navi, avendolo mandato a navigare presso le navi di Lisandro. Antioco con la sua nave e un'altra navigava da Nozio verso il porto di Efeso, lungo le prore (prue) delle navi di Lisandro. Lisandro, avendo fatto scendere in mare poche navi per primo lo seguiva, dopo che gli Ateniesi accorrevano in aiuto di Antioco con le navi piene, allora dunque navigò anche con tutti coloro che erano schierati. Con questo anche gli Ateniesi avendo fatto scendere in mare le restanti triremi da Nozio, si sparsero, così ognuno raggiunse il mare aperto. Da questo alcuni (ateniesi) combatterono sul mare in schieramenti, altri Ateniesi in navi disseminate, fino a quando non fuggirono avendo perso quindici triremi. La maggior parte degli uomini fuggì via, altri furono fatti prigionieri. Lisandro avendo radunato le navi e avendo posto un trofeo presso Nozio navigò verso Focea, gli Ateniesi invece (navigarono) verso Samo.
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Inizio: Βασιλεὺς Ἀντίγονος Ζήνωνι φιλοσόφῳ χαίρειν. fine: ὡς ἐπὶ τὸ πολὺ γίγνεσθαι καὶ τοὺς ὑποτεταγμένους