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I greci in pericolo
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro agon
Μετὰ ταῦτα ἐδόκει πάλιν διασκηνητέον εἶναι εἰς στέγας. ἔνθα δὴ οἱ στρατιῶται σὺν πολλῇ κραυγῇ καὶ ἡδονῇ ᾖσαν ἐπὶ τὰς στέγας καὶ τὰ ἐπιτήδεια· ὅσοι δὲ ὅτε τὸ πρότερον ἀπῇσαν τὰς οἰκίας ἐνέπρησαν ὑπὸ ἀτασθαλίας, δίκην ἐδίδοσαν κακῶς σκηνοῦντες. ἐντεῦθεν ἔπεμψαν νυκτὸς Δημοκράτην Τημνίτην ἄνδρας δόντες ἐπὶ τὰ ὄρη ἔνθα ἔφασαν οἱ ἀποσκεδαννύμενοι καθορᾶν τὰ πυρά· οὗτος γὰρ ἐδόκει καὶ πρότερον πολλὰ ἤδη ἀληθεῦσαι τοιαῦτα, τὰ ὄντα τε ὡς ὄντα καὶ τὰ μὴ ὄντα ὡς οὐκ ὄντα. πορευθεὶς δὲ τὰ μὲν πυρὰ οὐκ ἔφη ἰδεῖν, ἄνδρα δὲ συλλαβὼν ἧκεν ἄγων ἔχοντα τόξον Περσικὸν καὶ φαρέτραν καὶ σάγαριν οἵανπερ καὶ ‹αἱ› Ἀμαζόνες ἔχουσιν. ἐρωτώμενος δὲ ποδαπὸς εἴη Πέρσης μὲν ἔφη εἶναι, πορεύεσθαι δ' ἀπὸ τοῦ Τιριβάζου στρατοπέδου, ὅπως ἐπιτήδεια λάβοι. οἱ δὲ ἠρώτων αὐτὸν τὸ στράτευμα ὁπόσον τε εἴη καὶ ἐπὶ τίνι συνειλεγμένον. ὁ δὲ εἶπεν ὅτι Τιρίβαζος εἴη ἔχων τήν τε ἑαυτοῦ δύναμιν καὶ μισθοφόρους Χάλυβας καὶ Ταόχους· παρεσκευάσθαι δὲ αὐτὸν ἔφη ὡς ἐπὶ τῇ ὑπερβολῇ τοῦ ὄρους ἐν τοῖς στενοῖς ᾗπερ μοναχῇ εἴη πορεία, ἐνταῦθα ἐπιθησόμενον τοῖς Ἕλλησιν.
TRADUZIONE n. 1
Dopo queste cose sembrava che bisognasse acquartierarsi nei villaggi presso le abitazioni. Allora i soldati con un grande grido e soddisfazione erano presso le abitazioni e i viveri. Da lì inviarono di notte Democrate di Temno avendogli dato degli uomini presso la montagna dove quelli che erano stati respinti avevano detto di aver visto (dall'alto) dei fuochi; questo infatti sembrava aver già precedentemente detto la verità molte volte riguardo cose simili, per vero ciò che era vero e per non vero ciò che vero non era. Essendo giunto disse di non aver visto il fuoco, giungeva avendo catturato un uomo e conducendolo armato di arco persiano, faretra e ascia come anche le amazzoni hanno. Essendo(gli) stato chiesto di quale paese fosse disse di essere Persiano, di provenire dall'accampamento di Tiribazo, affinché prendesse i viveri. Questi chiedevano a lui quanto grande fosse l'esercito e contro chi fosse radunato. Quello disse che era Tiribazo con il suo esercito e mercenari... disse che lui si preparava come per valicare il monte nelle strettoie là dove solamente era il passaggio, di lì avrebbero attaccato i Greci.
traduzione n. 2
Dopo di che, si decise di alloggiare nuovamente divisi nelle case. Allora i soldati, tra grida di gioia, si precipitarono alle abitazioni e sui viveri: chi prima, al momento di lasciare le case, le aveva incendiate, spinto dalla propria insensatezza, la pagò cara, perché fu costretto ad accontentarsi di un alloggio scomodo. Di notte, quindi, mandarono alcuni uomini, guidati da Democrate di Temno, a perlustrare i monti, dove i soldati allontanatisi dal campo avevano detto di aver avvistato i fuochi. Egli infatti già in passato era parso sempre attendibile: se diceva che c'era una cosa, c'era; se diceva che non c'era, non c'era. Al suo ritorno disse di non aver visto nessun fuoco, ma condusse con sé un prigioniero che portava un arco persiano, una faretra e un'ascia di foggia uguale a quelle delle Amazzoni. Gli chiesero di dove fosse; rispose che era persiano e che si era spinto lontano dal campo di Tiribazo in cerca di viveri. Gli domandarono quale fosse la consistenza del loro esercito e a quale scopo l'avessero radunato. Rispose che Tiribazo aveva con sé i propri effettivi e truppe mercenarie, Calibi e Taochil: si teneva pronto per un agguato ai Greci durante il valico del monte. C'era un passaggio obbligato tra le gole montane: avrebbe teso lì la trappola ai greci
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Promesse e bugie dei sofisti VERSIONE DI GRECO di Isocrate TRADUZIONE dal libro agon
tίς γὰρ οὐκ ἃν μισήσειεν ἅμα καὶ καταφρονήσειε πρῶτον μὲν τῶν περὶ τὰς ἔριδας διατριβόντων, οἳ προσποιοῦνται μὲν τὴν ἀλήθειαν ζητεῖν, εὐθὺς δ’ ἐν ἀρχῇ τῶν ἐπαγγελμάτων ψευδῆ λέγειν ἐπιχειροῦσιν; οἶμαι γὰρ ἅπασιν εἶναι φανερὸν ὅτι τὰ μέλλοντα προγιγνώσκειν οὐ τῆς ἡμετέρας φύσεώς ἐστιν, ἀλλὰ τοσοῦτον ἀπέχομεν ταύτης τῆς φρονήσεως, ὥσθ’ Ὅμηρος ὁ μεγίστην ἐπὶ σοφίᾳ δόξαν εἰληφὼς καὶ τοὺς θεοὺς πεποίηκεν ἔστιν ὅτε βουλευομένους ὑπὲρ αὐτῶν, οὐ τὴν ἐκείνων γνώμην εἰδώς, ἀλλ’ ἡμῖν ἐνδείξασθαι βουλόμενος ὅτι τοῖς ἀνθρώποις ἓν τοῦτο τῶν ἀδυνάτων ἐστίν. οὗτοι τοίνυν εἰς τοῦτο τόλμης ἐληλύθασιν, ὥστε πειρῶνται πείθειν τοὺς νεωτέρους ὡς, ἢν αὐτοῖς πλησιάζωσιν, ἅ τε πρακτέον ἐστὶν εἴσονται καὶ διὰ ταύτης τῆς ἐπιστήμης εὐδαίμονες γενήσονται. καὶ τηλικούτων ἀγαθῶν αὑτοὺς διδασκάλους καὶ κυρίους καταστήσαντες, οὐκ αἰσχύνονται τρεῖς ἢ τέτταρας μνᾶς ὑπὲρ τούτων αἰτοῦντες. ἀλλ’ εἰ μέν τι τῶν ἄλλων κτημάτων πολλοστοῦ μέρους τῆς ἀξίας ἐπώλουν, οὐκ ἂν ἠμφεσβήτησαν ὡς εὖ φρονοῦντες τυγχάνουσι, σύμπασαν δὲ τὴν ἀρετὴν καὶ τὴν εὐδαιμονίαν οὕτως ὀλίγου τιμῶντες, ὡς νοῦν ἔχοντες διδάσκαλοι τῶν ἄλλων ἀξιοῦσι γίγνεσθαι. καὶ λέγουσι μὲν ὡς οὐδὲν δέονται χρημάτων, ἀργυρίδιον καὶ χρυσίδιον τὸν πλοῦτον ἀποκαλοῦντες, μικροῦ δὲ κέρδους ὀρεγόμενοι μόνον οὐκ ἀθανάτους ὑπισχνοῦνται τοὺς συνόντας ποιήσειν. ὃ δὲ πάντων καταγελαστότατον, ὅτι παρὰ μὲν ὧν δεῖ λαβεῖν αὐτούς, τούτοις μὲν ἀπιστοῦσιν, οἷς μέλλουσι τὴν δικαιοσύνην παραδώσειν, ὧν δ’ οὐδεπώποτε διδάσκαλοι γεγόνασι, παρὰ τούτοις τὰ παρὰ τῶν μαθητῶν μεσεγγυοῦνται, πρὸς μὲν τὴν ἀσφάλειαν εὖ βουλευόμενοι, τῷ δ’ ἐπαγγέλματι τἀναντία πράττοντες.
TRADUZIONE
Chi infatti non potrebbe odiare e insieme potrebbe disprezzare innanzitutto quelli che passano il tempo in dispute, che fanno mostra di cercare la verità, e subito all’inizio dei progetti cominciano a dire cose false. Io penso infatti che sia a tutti chiaro che conoscere le cose future non è proprio della nostra natura, ma siamo così lontani da questa percezione che Omero, il quale ha conquistato grandissima fama per la saggezza, ha descritto gli dei che talora prendono decisioni su ciò, non conoscendo il loro pensiero, ma volendo mostrarci che questa è una delle cose impossibili per gli uomini. Essi dunque sono giunti a tal punto di audacia, da provare a persuadere i giovani che, qualorasaranno loro seguaci, conosceranno ciò che bisogna fare e attraverso questa conoscenza saranno felici. E, pur presentandosi come maestri e signori di tali beni non si vergognano di chiedere tre o quattro mine per essi. Ma se vendessero qualcuno tra gli altri beni a una piccolissima parte del valore, non sosterrebbero che si dà il caso che siano saggi, invece, stimando così poco tutta quanta la virtù e la felicità, come se avessero senno, pensano di essere degni di diventare maestri degli altri. E dicono che non hanno per niente bisogno di beni, stimando la ricchezza un poco di oro e di argento, e invece, aspirando a un piccolo guadagno, soltanto non promettono che renderanno i discepoli immortali. che a quelli, dai quali devono avere un compenso per le lezioni, negano fiducia, pur essendo in procinto di trasmettere loro la rettitudine; e proprio da quelli di cui mai sono stati maestri, si fanno garantire quanto devono ricevere dai loro discepoli, bene consigliandosi, in verità, per la propria sicurezza, ma comportandosi in pratica in modo contrario al loro programma
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Caldo monito a lottare contro i Barbari
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Agon
φημην δε και μνημην και δοξαν ποσην τινα χρη νομιζειν η ζωντας εξειν η τελευτησαντας καταλειψειν τους εν τοις τοιουτοις εργοις αριστευσαντας; οπου γαρ οι προς Αλεξανδρον πολεμησαντες και μιαν πολιν ελοντες τοιουτων επαινων ηξιωθησαν, ποιων τινων χρη προσδοκαν εγκωμιων τευξεσθαι τους ολης της Ασιας κρατησαντας; τις γαρ ᾒ των ποιεν δυναμενων ᾒ των λεγειν επισταμενων ου πονησει και ϕιλοσοϕησει βουλεμενος αμα της θ' αυτον διανοιας και της εκεινων απετης μνημειον εις απαντα τον ϰρονον καταλιπειν; ου την αυτον δε τυγϰανω γνωμην εϰων εν τε τω παροντι και περι τας αρϰας του λογου. τοτε μεν γαρ ωμην αξιον δυνησεσθαι των πραγματων ειπειν. νυν δ' ουκ εφικνουμαι του μεγεθους αυτων, αλλα πολλα με διαπεϕευγεν ὧν διενοηθην. αυτους ουν ϰρη συνδιοραν, οσης αν ευδαιμονιας τυϰοιμεν ει τον μεν πολεμον τον νυν οντα περι ημας προς τους ηπειρωτας ποιησαιμεθα την δ' ευδαιμονιαν την εκ της ασιας εις την ευρωπην διακομισαιμεν
TRADUZIONE
Che fama, che rinomanza e che gloria dobbiamo credere che avranno da vivi o lasceranno dietro di sé dopo morti gli eroi di questa impresa? Se chi combattè contro Alessandro e prese una sola città meritò le splendide lodi che sappiamo, quali celebrazioni devono aspettarsi i vincitori dell'intera Asia? Quale poeta oratore non si metterà all'opera con tutta la sua arte per lasciare un monumento perenne del suoi ingegno e del loro valore? Ma giunto a questo punto mi accorgo di non pensarla più come all'inizio del discorso. Allora infatti credevo di poter trovare parole adeguate all'argomento: ora invece non riesco a elevarmi alla sua altezza e mi sfuggono molte idee che avevo in mente. Siete dunque voi che dovete valutare l'opportunità di convertire contro i persiani la guerra intestina e di trasferire un'enorme ricchezza dall'asia all'Europa.
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Travolge le consuetudini ...
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro AGON pag 185 num 104
Testo greco originale
Ἐπίεσε δ' αὐτοὺς μᾶλλον πρὸς τῷ ὑπάρχοντι πόνῳ καὶ ἡ ξυγκομιδὴ ἐκ τῶν ἀγρῶν ἐς τὸ ἄστυ, καὶ οὐχ ἧσσον τοὺς ἐπελθόντας. οἰκιῶν γὰρ οὐχ ὑπαρχουσῶν, ἀλλ' ἐν καλύβαις πνιγηραῖς ὥρᾳ ἔτους διαιτωμένων ὁ φθόρος ἐγίγνετο οὐδενὶ κόσμῳ, ἀλλὰ καὶ νεκροὶ ἐπ' ἀλλήλοις ἀποθνῄσκοντες ἔκειντο καὶ ἐν ταῖς ὁδοῖς ἐκαλινδοῦντο καὶ περὶ τὰς κρήνας ἁπάσας ἡμιθνῆτες τοῦ ὕδατος ἐπιθυμίᾳ. τά τε ἱερὰ ἐν οἷς ἐσκήνηντο νεκρῶν πλέα ἦν, αὐτοῦ ἐναποθνῃσκόντων· ὑπερβιαζομένου γὰρ τοῦ κακοῦ οἱ ἄνθρωποι, οὐκ ἔχοντες ὅτι γένωνται, ἐς ὀλιγωρίαν ἐτράποντο καὶ ἱερῶν καὶ ὁσίων ὁμοίως. νόμοι τε πάντες ξυνεταράχθησαν οἷς ἐχρῶντο πρότερον περὶ τὰς ταφάς, ἔθαπτον δὲ ὡς ἕκαστος ἐδύνατο. καὶ πολλοὶ ἐς ἀναισχύντους θήκας ἐτράποντο σπάνει τῶν ἐπιτηδείων διὰ τὸ συχνοὺς ἤδη προτεθνάναι σφίσιν· ἐπὶ πυρὰς γὰρ ἀλλοτρίας φθάσαντες τοὺς νήσαντας οἱ μὲν ἐπιθέντες τὸν ἑαυτῶν νεκρὸν ὑφῆπτον, οἱ δὲ καιομένου ἄλλου ἐπιβαλόντες ἄνωθεν ὃν φέροιεν ἀπῇσαν.
TRADUZIONE
L 'imperversare dell'epidemia era reso più insopportabile dal continuo afflusso di contadini alla città: la prova più dolorosa colpiva gli sfollati. Poiché non disponevano di abitazioni adatte e vivevano in baracche soffocanti per quella stagione dell'anno: il contagio mieteva vittime con furia disordinata. I cadaveri giacevano a mucchi e tra essi, alla rinfusa, alcuni ancora in agonia. Per le strade si voltolavano strisciando uomini già prossimi a morire, disperatamente tesi alle fontane, pazzi di sete. I santuari che avevano offerto una sistemazione provvisoria, erano colmi di morti: individui che erano spirati lì dentro, uno dopo l'altro. La violenza selvaggia del morbo aveva come spezzato i freni morali degli uomini che, preda di un destino ignoto, non si attenevano più alle leggi divine e alle norme di pietà umana. Le pie usanze che fino a quell'epoca avevano regolato le esequie funebri caddero travolte in abbandono. Ciascuno seppelliva come poteva. Molti si ridussero a funerali indecorosi per la scarsità di arredi necessari, causata dal grande numero di morti che avevano già avuto in famiglia: deponevano il cadavere del proprio congiunto su pire preparate per altri e vi appiccicavano la fiamma prima che i proprietari vi facessero ritorno, mentre altri gettavano sul rogo già acceso per un altro il proprio morto, allontanandosi subito dopo.
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Le inutili speculazioni sulle cause
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Agon
ἤρξατο δὲ τὸ μὲν πρῶτον, ὡς λέγεται, ἐξ Αἰθιοπίας τῆς ὑπὲρ Αἰγύπτου, ἔπειτα δὲ καὶ ἐς Αἴγυπτον καὶ Λιβύην κατέβη καὶ ἐς τὴν βασιλέως γῆν τὴν πολλήν. ἐς δὲ τὴν Ἀθηναίων πόλιν ἐξαπιναίως ἐσέπεσε, καὶ τὸ πρῶτον ἐν τῷ Πειραιεῖ ἥψατο τῶν ἀνθρώπων, ὥστε καὶ ἐλέχθη ὑπ' αὐτῶν ὡς οἱ Πελοποννήσιοι φάρμακα ἐσβεβλήκοιεν ἐς τὰ φρέατα· κρῆναι γὰρ οὔπω ἦσαν αὐτόθι. ὕστερον δὲ καὶ ἐς τὴν ἄνω πόλιν ἀφίκετο, καὶ ἔθνῃσκον πολλῷ μᾶλλον ἤδη. λεγέτω μὲν οὖν περὶ αὐτοῦ ὡς ἕκαστος γιγνώσκει καὶ ἰατρὸς καὶ ἰδιώτης, ἀφ' ὅτου εἰκὸς ἦν γενέσθαι αὐτό, καὶ τὰς αἰτίας ἅστινας νομίζει τοσαύτης μεταβολῆς ἱκανὰς εἶναι δύναμιν ἐς τὸ μεταστῆσαι σχεῖν· ἐγὼ δὲ οἷόν τε ἐγίγνετο λέξω, καὶ ἀφ' ὧν ἄν τις σκοπῶν, εἴ ποτε καὶ αὖθις ἐπιπέσοι, μάλιστ' ἂν ἔχοι τι προειδὼς μὴ ἀγνοεῖν, ταῦτα δηλώσω αὐτός τε νοσήσας καὶ αὐτὸς ἰδὼν ἄλλους πάσχοντας. Τὸ μὲν γὰρ ἔτος, ὡς ὡμολογεῖτο, ἐκ πάντων μάλιστα δὴ ἐκεῖνο ἄνοσον ἐς τὰς ἄλλας ἀσθενείας ἐτύγχανεν ὄν· εἰ δέ τις καὶ προύκαμνέ τι, ἐς τοῦτο πάντα ἀπεκρίθη.
TRADUZIONE
A quanto si dice, comparve per la prima volta in Etiopia al di là dell'Egitto, calò poi nell'Egitto e in Libia e si diffuse in quasi tutti i domini del re. Su Atene si abbatté fulmineo, attaccando per primi gli abitanti del Pireo. Cosicché si mormorava che ne sarebbero stati colpevoli i Peloponnesi, con l'inquinare le cisterne d'acqua piovana mediante veleno: s'era ancora sprovvisti d'acqua di fonte, laggiù al Pireo. Ma il contagio non tardò troppo a dilagare nella città alta, e il numero dei decessi ad ampliarsi, con una progressione sempre più irrefrenabile. Ora chiunque, esperto o profano di scienza medica, può esprimere quanto ha appreso e pensa sull'epidemia: dove si possa verosimilmente individuare il focolaio infettivo originario e quali fattori siano sufficienti a far degenerare con così grave e funesta cadenza la situazione. Per parte mia, esporrò gli aspetti in cui si manifestava, enumerandone i segni caratteristici, il cui studio riuscirà utile, nel caso che il flagello infierisca in futuro, a riconoscerlo in qualche modo, confrontando i sintomi precedentemente appurati. La mia relazione si fonda su personali esperienze: ho sofferto la malattia e ne ho osservato in altri il decorso. . Quell'anno, a giudizio di tutti, era trascorso completamente immune da altre forme di malattia. E se qualcuno aveva contratto in precedenza un morbo, questo degenerava senza eccezione nella presente infermità.