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L'OLIMPO è SOVRAFFOLLATO: VIA I CLANDESTINI
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Agon
TRADUZIONE
(Momo) O Zeus, in conclusione, se vuoi, leggerò a proposito di questi problemi un decreto che è già scritto. (Zeus) Leggi: infatti non hai denunciato tutti i fatti senza ragione. E bisogna arginare la maggior parte d’essi, affinché non si verifichino più oltre. (Momo) Dell’assemblea convocata a norma di legge nel giorno sette del mese era presidente generale1 Zeus e primo presidente1 Posidone, secondo presidente1 Apollo, segretario Momo, figlio di Notte, e Sonno propose l’argomento. Poiché molti degli stranieri, non solo Greci ma anche barbari, non essendo affatto degni di condividere con noi la cittadinanza, iscritti non so come e considerati dei, hanno riempito il cielo, tanto che la sala dei banchetti è piena di una folla confusa di uomini che parlano lingue diverse e raccogliticci, e inoltre sono venuti a mancare il nettare e l’ambrosia: sia deciso dal consiglio e dal popolo che si riunisca l’assemblea sull’Olimpo nel solstizio d’inverno e che scelga come ispettori sette dei a pieno titolo; questi ispettori si riuniscano essi stessi e Ermes, diffondendone bando, convochi tutti coloro che ritengono di essere degni di far parte del sinedrio, e questi vengano conducendo testimoni giurati e certificati di nascita
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SEUTE E SENOFONTE A FIANCO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
Ἡνίκα δ᾽ ἦν μέσον ἡμέρας, ἤδη τε ἦν ἐπὶ τοῖς ἄκροις καὶ κατιδὼν τὰς κώμας ἧκεν ἐλαύνων πρὸς τοὺς ὁπλίτας καὶ ἔλεγεν·« Ἀφήσω ἤδη καταθεῖν τοὺς μὲν ἱππέας εἰς τὸ πεδίον, τοὺς δὲ πελταστὰς ἐπὶ τὰς κώμας. Ἀλλ᾽ ἕπεσθε ὡς ἂν δύνησθε τάχιστα, ὅπως ἐάν τις ὑφιστῆται, ἀλέξησθε. »Ἀκούσας ταῦτα ὁ Ξενοφῶν κατέβη ἀπὸ τοῦ ἵππου. Καὶ ὃς ἤρετο· « Τί καταβαίνεις ἐπεὶ σπεύδειν δεῖ; Οἶδα, ἔφη, ὅτι οὐκ ἐμοῦ μόνου δέῃ· οἱ δὲ ὁπλῖται θᾶττον δραμοῦνται καὶ ἥδιον, ἐὰν καὶ ἐγὼ πεζὸς ἡγῶμαι. »
TRADUZIONE
A mezzogiorno è già in vetta e, scrutando dall'alto, avvista i villaggi. Ritorna di gran carriera presso gli opliti e dice: "Tra poco darò ai cavalieri via libera per piombare nella pianura e ai peltasti per assalire i villaggi. Seguiteci con la massima celerità: nel caso che dovessimo trovare resistenza, ci darete manforte". ascoltato ciò Senofonte allora smontò da cavallo. E Seute: "Perché scendi, ora che c'è bisogno di sbrigarci?". "So", rispose, "che non hai bisogno solo di me: gli opliti correranno più veloci e con maggior entusiasmo, se anch'io sarò a piedi".
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LISANDRO è BATTUTO DAI TEBANI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
TRADUZIONE
I Tebani, allontanatisi, si preparavano a difendersi, gli Ateniesi invece a venir loro in aiuto. E a questo punto gli Spartani non indugiavano più, ma il loro re Pausania procedeva alla volta della Beozia con l’esercito spartano e quello del Peloponneso, tranne i Corinzi che non li seguivano. Lisandro invece, al comando dell’esercito della Focide, di Orcomeno e dei territori di quella zona, giunse ad Aliarto prima di Pausania. Una volta arrivato poi, non stava ad aspettare tranquillo l’esercito di Sparta, ma con quelli che aveva con sé avanzava verso le mura di Aliarto. E in un primo tempo cercava di convincere gli abitanti della città a ribellarsi e a rendersi autonomi; ma, poiché alcuni Tebani, che si trovavano entro la cinta muraria, tentavano di resistere, passò all’attacco delle mura. Appena udita questa notizia, i Tebani, opliti e cavalieri, si lanciarono di corsa al soccorso. Ora, non è ben chiaro quale delle due cose sia avvenuta, se, senza che Lisandro se ne fosse reso conto, gli fossero piombati addosso oppure, anche accortosi che venivano all’attacco, egli li aspettasse convinto che sarebbe riuscito vincitore; viceversa questo è chiaro, che la battaglia avvenne presso le mura; e il trofeo fu innalzato alle porte della città di Aliarto. Quando poi gli altri, morto Lisandro, si davano alla fuga verso il monte, i Tebani li inseguivano con forza.
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Agòn pagina 105 numero 25
INIZIO: Ἐπει δε ησαν επι θυραις ταις τισσαφερυους, οι μεν στρατηγοι παρακληθησαν εισω...
FINE: προσελθειυ εκελευον ει τις ειη τῶν ελληνὠν στρατηγος ή λοχαγος, ιυα απαγγειλωσι τα παρα βασιλεως
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LA BATTAGLIA DI NOZIO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
TRADUZIONE
Alcibiade, sentito dire che Trasibulo era uscito fuori dall’Ellesponto per bloccare con una cinta muraria Focea, si diresse per mare contro di lui, dopo aver lasciato sulle navi il suo timoniere Antioco, con l’ordine di non far vela contro le navi di Lisandro. Antioco, direttosi con la sua ed un’altra nave da Notion verso il porto di Efeso, navigava proprio a fianco delle prue delle navi di Lisandro. Allora Lisandro in un primo tempo, tirate in mare poche navi, si metteva al suo inseguimento, ma, quando gli Ateniesi cercavano di venire in aiuto di Antioco con più navi, allora sì che, schieratele tutte quante insieme, si mise a navigargli contro. In seguito, anche gli Ateniesi, tirate in mare le altre triremi da Notion, salparono, a seconda di come ciascuno riuscì a farsi strada in mare. Di conseguenza vennero allo scontro navale gli uni in un ordine preciso, mentre gli Ateniesi con le navi sparpagliate, fino a che, perdute quindici triremi, si dettero alla fuga. Degli uomini la maggior parte fuggì via, altri invece furono catturati vivi. Lisandro, prese con sé le navi e, innalzato un trofeo su Notion, si mise in mare alla volta di Efeso, gli Ateniesi invece alla volta di Samo.
Senofonte,