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GLI AMICI HANNO UN PREZZO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon pag. 74 n. 50
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EROISMO DI SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro agon
πολὺ μᾶλλον αἱροῦμαι ὧδε ἀπολογησάμενος τεθνάναι ἢ ἐκείνως ζῆν. οὔτε γὰρ ἐν δίκῃ οὔτ᾽ ἐν πολέμῳ οὔτ᾽ ἐμὲ οὔτ᾽ ἄλλον οὐδένα δεῖ τοῦτο μηχανᾶσθαι, ὅπως ἀποφεύξεται πᾶν ποιῶν θάνατον. καὶ γὰρ ἐν ταῖς μάχαις πολλάκις δῆλον γίγνεται ὅτι τό γε ἀποθανεῖν ἄν τις ἐκφύγοι καὶ ὅπλα ἀφεὶς καὶ ἐφ᾽ ἱκετείαν τραπόμενος τῶν διωκόντων· καὶ ἄλλαι μηχαναὶ πολλαί εἰσιν ἐν ἑκάστοις τοῖς κινδύνοις ὥστε διαφεύγειν θάνατον, ἐάν τις τολμᾷ πᾶν ποιεῖν καὶ λέγειν.
TRADUZIONE n. 1
Preferisco molto più morire che vivere in questo modo dopo essermi così difeso. Nè io né nessun altro infatti deve trovare stratagemmi per evitare la morte facendo di tutto, né in un processo né in guerra. Infatti anche nelle battaglie spesso diventa evidente che sì qualcuno potrebbe evitare la morte sia abbandonando le armi sia fuggendo dalle tortute degli inseguitori e ci sono molti altri stratagemmi per ciascun pericolo così da evitare la morte se qualcuno abbia il coraggio di dire a fare qualsiasi cosa.
traduzione n. 2
Tuttavia, io non ritenni allora doveroso comportarmi in modo indegno di un uomo libero per paura del pericolo, e non mi pento ora di essermi difeso così, ma preferisco di gran lunga morire con questa autodifesa che vivere in quel modo. Perché né in tribunale, né in guerra, né altrove, nessuno deve ricorrere a espedienti di quel genere per sfuggire in tutti i modi alla morte. Anche nelle battaglie spesso si rende chiaro che qualcuno potrebbe evitare di morire gettando le armi e voltandosi a supplicare chi lo insegue; e in tutti i pericoli ci sono molti altri espedienti per sfuggire alla morte, se non ci si fa scrupolo di fare e dire qualunque cosa.
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COLLOQUI TRA CINEA E PIRRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Agon - pag. 14 n. 16
TRADUZIONE
C'era un uomo Tessalo di nome Cinea sembrando che fosse eccellente a consigliare saggiamente essendo uditore dell'oratore Demostene sembrava l'unico fra gli oratori di allora a ricordare come un'icona agli ascoltatori di quel tempo la forza e l'eloquenza di quello, essendo insieme a Pirro, essendo inviato presso la città confermava il detto di Euripide: il discorso vince tutto, anche quello che l'arma dei nemici potrebbe fare. Pirro certamente diceva che molte città furono conquistate per opera di Cinea con le parole piuttosto che da lui stesso con le armi; e continuava a eloggiare l'uomo servendosi queste parole. Questo dunque vedendo che Pirro si muoveva di lì verso l'Italia, avendo visto che quello ritardava lo persuase con tali parole: " o Pirro, i romani sono chiamati guerrieri e hanno il comando su molte popolazioni di guerrieri, se un dio concedesse di vincere sugli uomini che cosa faremo della vittoria?". Pirro disse: "chiedi. o Cinea, un fatto che è evidente, una volta vinti i romani non c'è per noi lì una città barbara o greca degna di combattere ma subito tutta l'Italia di cui conviene ad un altro più che a te non riconoscere la grandezza, l'importanza, la forza. "
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LA NEVE PUO' FERMARE L'ESERCITO MA NON SENOFONTE
Versione di greco di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
Inizio: Εντευθεν δ'επορευθησαν σταθμους τρεις δια πεδιου παρασαγγας πεντεκαιδεκα
Fine: Εκ δε των αυτων τουτων και μυρον ηυρισκετ
TRADUZIONE n. 1
Di lì procedettero in tre tappe verso la pianura per quindici parasanghe, li seguiva Tiribazo con tutto il suo esercito essendo lontano circa dieci stadi; giunsero alla reggia e ai molti villaggi tutt'intorno pieni di molti viveri. Dopo che questi si accamparono nella notte ci fu molta neve, tanto che nascose sia le armi sia gli uomini che giacevano stesi. La neve ostacolò anche gli animali da soma; c'era molta esitazione ad alzarsi, giacendo sdraiati infatti era caldo se la neve caduta addosso non si fosse sciolta. Quando Senofonte denudato ebbe il coraggio, dopo essersi alzato, di spaccare la legna, essendosi subito alzato ma anche un altro avendo sottratto di quello spaccò (la legna). Da questo momento essendosi alzati anche gli altri accesero un fuoco e si unsero; trovarono infatti lì molti unguenti che utilizzavano al posto dell'olio, di maiale, di sesamo, di mandorle amare e ricavato dal terebinto e da queste stesse cose trovarono anche un'essenza profumata.
traduzione n. 2
Da lì percorsero tre stazioni attraverso la pianura; e Tiribalto li seguiva avendo le proprie truppe distanti di circa dieci stadi e arrivarono a una reggia circondata da molti villaggi pieni di viveri. Accampatosi quelli in quei luoghi, di notte cadde tanta neve che nascose sia le armi sia gli uomini che dormivano. e la neve intirizzì gli animali da soma e c'era molto setento ad alzarsi; infatti la neve che era caduta era calda per chi dormiva e per chiunque non fosse penetrata. Ma Senofonte, nudo ebbe il coraggio di spaccare la legna ed essendosi alzato e poi un altro spaccò la legna al suo posto. Da ciò anche gli altri, alzandosi, accesero il fuoco e si unsero. Infatti lì si trovava molto grasso che usavano al posto dell'olio di oliva: cioè grasso di maiale, olio di sesamo, olio di mandorle amare, olio di terebinto. Di tutti questi fu trovata anche l'essenza profumata.
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L'AMICIZIA DI ORESTE E PILADE
RAFFIGURATA IN UN AFFRESCO
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE
ciascuno non si cura dei nemici che vanno contro di lse respinge quelli che si scagliano contro l'altro e tenta di porsi a difesa di quello contro le frecce e non si cura di nulla se non di morire dopo aver salvato l'amico pensammo che tale affetto tra loro e la comunanza nelle difficoltà la fedeltà l'amicizia e la sincerità e l'amore grande reciproco queste cose non apparivano doti umane ma di qualche mente divina al di sopra di tutti gli uomini i quali finchè procede la navigazione con vento favorevole si adirano con gli amici se non condividono i piaceri con allo stesso modo ma se un piccolo alito di vento li spinge contro di loro fuggono lasciandoli soli di fronte ai pericoli.