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Usanze Persiane
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Agon
ταῦτα μὲν ἀτρεκέως ἔχω περὶ αὐτῶν εἰδὼς εἰπεῖν· τάδε μέντοι ὡς κρυπτόμενα λέγεται καὶ οὐ σαφηνέως περὶ τοῦ ἀποθανόντος, ὡς οὐ πρότερον θάπτεται ἀνδρὸς Πέρσεω ὁ νέκυς πρὶν ἂν ὑπ᾽ ὄρνιθος ἢ κυνὸς ἑλκυσθῇ. Μάγους μὲν γὰρ ἀτρεκέως οἶδα ταῦτα ποιέοντας· ἐμφανέως γὰρ δὴ ποιεῦσι. κατακηρώσαντες δὲ ὦν τὸν νέκυν Πέρσαι γῆ κρύπτουσι. Μάγοι δὲ κεχωρίδαται πολλὸν τῶν τε ἄλλων ἀνθρώπων καὶ τῶν ἐν Αἰγύπτῳ ἱρέων. οἳ μὲν γὰρ ἁγνεύουσι ἔμψυχον μηδὲν κτείνειν, εἰ μὴ ὅσα θύουσι· οἱ δὲ δὴ Μάγοι αὐτοχειρίῃ πάντα πλὴν κυνὸς καὶ ἀνθρώπου κτείνουσι, καὶ ἀγώνισμα μέγα τοῦτο ποιεῦνται, κτείνοντες ὁμοίως μύρμηκάς τε καὶ ὄφις καὶ τἆλλα ἑρπετὰ καὶ πετεινά. καὶ ἀμφὶ μὲν τῷ νόμῳ τούτῳ ἐχέτω ὡς καὶ ἀρχὴν ἐνομίσθη, ἄνειμι δὲ ἐπὶ τὸν πρότερον λόγον
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Atene è bella e viva culturalmente
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro test di greco e libro agon
Καὶ γὰρ θεάματα πλεῖστα καὶ κάλλιστα κέκτηται, τὰ μὲν ταῖς δαπάναις ὑπερβάλλοντα, τὰ δὲ κατὰ τὰς τέχνας εὐδοκιμοῦντα, τὰ δ' ἀμφοτέροις τούτοις διαφέροντα· καὶ τὸ πλῆθος τῶν εἰσαφικνουμένων ὡς ἡμᾶς τοσοῦτόν ἐστιν ὥστ' εἴ τι ἐν τῷ πλησιάζειν ἀλλήλοις ἀγαθόν ἐστιν, καὶ τοῦθ' ὑπ' αὐτῆς περιειλῆφθαι. Πρὸς δὲ τούτοις καὶ φιλίας εὑρεῖν πιστοτάτας καὶ συνουσίαις ἐντυχεῖν παντοδαπωτάταις μάλιστα παρ' ἡμῖν ἔστιν, ἔτι δ' ἀγῶνας ἰδεῖν μὴ μόνον τάχους καὶ ῥώμης ἀλλὰ καὶ λόγων καὶ γνώμης καὶ τῶν ἄλλων ἔργων ἁπάντων, καὶ τούτων ἆθλα μέγιστα. Πρὸς γὰρ οἷς αὐτὴ τίθησιν, καὶ τοὺς ἄλλους διδόναι συναναπείθει· τὰ γὰρ ὑφ' ἡμῶν κριθέντα τοσαύτην λαμβάνει δόξαν ὥστε παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις ἀγαπᾶσθαι. Χωρὶς δὲ τούτων αἱ μὲν ἄλλαι πανηγύρεις διὰ πολλοῦ χρόνου συλλεγεῖσαι ταχέως διελύθησαν, ἡ δ' ἡμετέρα πόλις ἅπαντα τὸν αἰῶνα τοῖς ἀφικνουμένοις πανήγυρίς ἐστιν.
TRADUZIONE
E Infatti anch'essa offre spettacoli in gran numero e di grande bellezza, alcuni straordinariamente fastosi, altri celebri per pregi artistici, altri ancora eccellenti sotto entrambi gli aspetti; vi conviene una folla grandiosa e perciò la nostra città è la dispensatrice anche di tutti quei vantaggi che traiamo dal riunirci. Inoltre, da noi più che altrove è possibile trovare le amicizie più fedeli e intrattenere relazioni di ogni genere e assistere ad agoni non solo di velocità e di intelletto e di tutto il resto, nonchè ammirare i loro meravigliosi premi. E oltre ad offrire riconoscimenti lei stessa induce altresì gli altri a farlo infatti ciò che viene apprezzato da noi acquista una tale fama da essere celebrato ovunque. Inoltre mentre le Panegire si riuniscono ogni tanto e subito si sciolgono la nostra città è una Panegira perenne per chi vi arriva.
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Imitare gli antichi
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Agon
Τὰ μὲν γὰρ μικρὰ παιδία τῶν πατέρων ὁρῶντες ἐπιχειροῦντα τὰς κρηπῖδας ὑποδεῖσθαι καὶ τοὺς στεφάνους περιτίθεσθαι μετὰ παιδιᾶς γελῶμεν, οἱ δ' ἄρχοντες ἐν ταῖς πόλεσιν ἀνοήτως τὰ τῶν προγόνων ἔργα καὶ φρονήματα καὶ πράξεις ἀσυμμέτρους τοῖς παροῦσι καιροῖς καὶ πράγμασιν οὔσας μιμεῖσθαι κελεύοντες ἐξαίρουσι τὰ πλήθη, γέλωτά τε ποιοῦντες οὐκέτι γέλωτος ἄξια πάσχουσιν, ἂν μὴ πάνυ καταφρονηθῶσι. πολλὰ γὰρ ἔστιν ἄλλα τῶν πρότερον Ἑλλήνων διεξιόντα τοῖς νῦν ἠθοποιεῖν καὶ σωφρονίζειν, ὡς Ἀθήνησιν ὑπομιμνήσκοντα μὴ τῶν πολεμικῶν, ἀλλ' οἷόν ἐστι τὸ ψήφισμα τὸ τῆς ἀμνηστίας ἐπὶ τοῖς τριάκοντα· καὶ τὸ ζημιῶσαι Φρύνιχον τραγῳδίᾳ διδάξαντα τὴν Μιλήτου ἅλωσιν· καὶ ὅτι, Θήβας Κασάνδρου κτίζοντος, ἐστεφανηφόρησαν· τὸν δ' ἐν Ἄργει πυθόμενοι σκυταλισμόν, ἐν ᾧ πεντακοσίους καὶ χιλίους ἀνῃρήκεσαν ἐξ αὑτῶν οἱ Ἀργεῖοι, περιενεγκεῖν καθάρσιον περὶ τὴν ἐκκλησίαν ἐκέλευσαν· ἐν δὲ τοῖς Ἁρπαλείοις τὰς οἰκίας ἐρευνῶντες μόνην τὴν τοῦ γεγαμηκότος νεωστὶ παρῆλθον. ταῦτα γὰρ καὶ νῦν ἔξεστι ζηλοῦντας ἐξομοιοῦσθαι τοῖς προγόνοις· τὸν δὲ Μαραθῶνα καὶ τὸν Εὐρυμέδοντα καὶ τὰς Πλαταιάς, καὶ ὅσα τῶν παραδειγμάτων οἰδεῖν ποιεῖ καὶ φρυάττεσθαι διακενῆς τοὺς πολλούς, ἀπολιπόντας ἐν ταῖς σχολαῖς τῶν σοφιστῶν.
TRADUZIONE
Vedendo i bambini piccoli che tentano per gioco di calzare le ciabatte dei padri o di cingerne le corone, noi rìdiamo; i governanti che nelle città stoltamente invitano a imitare le opere, i pensieri e i fatti egregi degli antenati che sono così poco intonati con le circostanze e i problemi attuali, eccitano le masse suscitando il rìso, ma debbono poi subire conseguenze che nulla hanno di ridicolo, a meno che non siano completamente disprezzati. Sono molti e vari gli esempi dei greci di un tempo, percorrendo i quali è dato a quelli di adesso farsi un carattere e adoperare saggezza: come in Atene, richiamando alla memoria il decreto sui trenti tiranni piuttosto che le guerre" e l'aver punito Frìnico che aveva fatto recitare in una tragedia la presa di Mileto, e poiché i cittadini avevano cinto le corone sul capo quando Cassandro cinse nuovamente di mura la città di Tebe e quando vennero a conoscenza dello serialismo in Argo. Quando gli Argivi avevano eliminato mille e cinquecento dei loro, comandarono che fosse condotto tutto intorno all'assemblea il rito purificatore e infine, dopo aver fatto ricerche in tutte le case, in seguito allo scandalo di Arpalo, tralasciarono solo quella di uno sposato da poco. Cercando di imitare questi modelli è possibile anche per noi assomigliare oggi ai nostri progenitori, e lasciare alle scuole dei sofisti la battaglia di Maratona, dell'Eurimedonte, di Platea e quanti altri esempi inducono a gonfiarsi e a insuperbire vanamente le moltitudini.
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LA BATTAGLIA DI EGOSPOTAMI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Agon
TRADUZIONE
Lisandro, dopo che era il quinto giorno cha navigavano contro gli Ateniesi, disse a coloro che lo seguivano che, quando avrebbero visto che gli Ateniesi erano arrivati e si erano sparsi lungo il Chersoneso, cosa che facevano ogni giorno sempre più per acquistare provviste sia per sottovalutare Lisandro, perché egli non aveva ancora attaccato la flotta salpando in senso contrario rispetto a lui, innalzando uno scudo nel mezzo della navigazione. questi fecero le cose che ordinò. Lisandro subito diede ordine di navigare più veloce, era accanto anche Torace, avendo un fante. Conone vedendo la spedizione navale, comandò di accorrere in aiuto verso le navi con tutte le forze. Essendosi sparsi gli uomini c'erano le navi biremi quelle con una sola squadra di rematori e quelle interamente vuote. Arrivarono in massa anche Conone e altre sette intorno a lui e a Paralo fornite di equipaggio, Lisandro portò via tutte le altre verso la terra. Radunò a terra la maggior parte degli uomini, questi fuggirono verso piccole fortificazioni.
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La morte non è un male versione greco Plutarco
Traduzione dal libro Agon
Εἴ γε μὴν ὁ θάνατος τελεία τίς ἐστι φθορὰ καὶ διάλυσις τοῦ τε σώματος καὶ τῆς ψυχῆς (τὸ τρίτον γὰρ ἦν τοῦτο τῆς Σωκρατικῆς εἰκασίας), οὐδ' οὕτω κακόν ἐστιν· ἀναισθησία γάρ τις κατ' αὐτὸν γίγνεται καὶ πάσης ἀπαλλαγὴ λύπης καὶ φροντίδος. ὥσπερ γὰρ οὔτ' ἀγαθὸν ἡμῖν ἔπεστιν οὕτως οὐδὲ κακόν· περὶ γὰρ τὸ ὂν καὶ τὸ ὑφεστηκὸς καθάπερ τὸ ἀγαθὸν πέφυκε γίγνεσθαι, τὸν αὐτὸν τρόπον καὶ τὸ κακόν· περὶ δὲ τὸ μὴ ὂν ἀλλ' ἠρμένον ἐκ τῶν ὄντων οὐδέτερον τούτων ὑπάρχει. εἰς τὴν αὐτὴν οὖν τάξιν οἱ τελευτήσαντες καθίστανται τῇ πρὸ τῆς γενέσεως. ὥσπερ οὖν οὐδὲν ἦν ἡμῖν πρὸ τῆς γενέσεως οὔτ' ἀγαθὸν οὔτε κακόν, οὕτως οὐδὲ μετὰ τὴν τελευτήν. καὶ καθάπερ τὰ πρὸ ἡμῶν οὐδὲν ἦν πρὸς ἡμᾶς, οὕτως οὐδὲ τὰ μεθ' ἡμᾶς οὐδὲν ἔσται πρὸς ἡμᾶς·
Se appunto la morte è una completa rovina e dissoluzione e del corpo e dell’anima (era questo il terzo tipo di paragone di Socrate) senz’altro non è un male: difatti avviene una insensibilità per questo e la liberazione di ogni dolore e preoccupazione. Come infatti a noi sopraggiunge questo bene così non sopraggiunge alcun male; per quanto riguarda l’essere e l’essere esistito è stato naturale sia avvenuto esattamente come un bene, la stessa maniera anche il male; per quanto riguarda il non essere ma che è stato tolto dal mondo delle cose non esiste né l’uno né l’altro di questi. I morti dunque si trovano nello stesso stato in cui erano prima della nascita; come quindi prima della nascita non abbiamo né bene né male, così nulla dopo la morte; ed esattamente come le cose che non erano prima di noi per noi, allo stesso modo non saranno dopo di noi per noi.
traduzione n. 2
Ma se è vero che la morte sia (è) una intera distruzione e svanimento dell'anima e del corpo (che fu la terza similitudine adotta da Socrate) parimenti non ci sarà nella morte nulla di male, perché sarà privazione di tutti i sentimenti e per conseguenza liberarazione di ogni travaglio e pensiero noioso, così che chi non sente il bene non possa provare il male, perché il bene e il male non possono essere collocati sopra cosa che non abbia ne vita ne sussistenza, e chi non è, e fu tolto dal mondo non sente ne l'uno ne l'altro. I morti dunque sono nel medesimo stato che furono prima della nascita. Come dunque prima del nascere non provammo ne bene ne male, così così noi proveremo dopo la morte, e siccome il passato non ci appartiene, altresì non ci apparterrà ciò che avverrà dopo di noi