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Il signore e il conciapelli versione greco Esopo
Πλούσιος βυρσοδέψῃ παρῳκίσθη. μὴ δυνάμενος δὲ τὴν δυσωδίαν φέρειν διετέλει ἑκάστοτε αὐτῷ ἐπικείμενος, ἵνα μεταθῇ. Ὁ δὲ ἀεὶ αὐτὸν διανεβάλλετο λέγων μετ᾿ ὀλίγον χρόνον μεταθήσεσθαι. Τούτου δὲ συνεχῶς γενομένου, συνέβη, χρόνου διελθόντος, τὸν πλούσιον ἠθάδα τῆς ὀσμῆς γενόμενον μηκέτι αὐτῷ διενοχλεῖν. Ὁ λόγος δηλοῖ ὅτι ἡ συνήθεια καὶ τὰ δυσχερῆ τῶν πραγμάτων καταπραΰνει.
Un ricco signore andò ad abitare vicino ad una conceria e, non potendo resistere a quel puzzo, ad ogni occasione, faceva pressioni perché essa fosse trasferita altrove. Ma il proprietario tirava in lungo, promettendo sempre che presto avrebbe traslocato. Mentre questa scena continuava a ripetersi, il ricco signore finì con l'abituarsi alla puzza, non seccò più il conciacapelli. La favola mostra come l'abitudine rende tollerabili anche le cose spiacevoli.
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Il ladro e la vedova Libro: Gymnasion vol. 1 pag. 58 n° 31
Κλεπτης νυκτωρ το της θυρας κλειθρον ανοιγει και εις ερημον οικον εισερχεται, τας σκευας κλεπτειν βουλομενος. Η δε της οικιας δεσποινα τω ψοφω εγειρεται, τον κλεπτην καταλαμβανει και κλαιομενη λεγει• «Κατοικτειρε, ω αγαθε, την τυχη ν αθλιας χηρας• δειλαια γαρ και πτωχη ειμι, και ταπεινως τον βιον διαγω. Εν τω οικω πλουτον ουκ εχω, αλλα πολλακις ασιτος αναγκαζομαι καθευδειν και ολιγου λιμω αποθνησκω». Τοτε ο κλεπτης αισχυνεται και, τοις ο'ικτισμοις κατεχομενος, ευθυς ολα τα λαφυρα τη χηρα καταλειπει, συν αφθονω ελεημοσυνη, και ανευ του φορτιου ανερχεται. Τοτε η χηρα συν χαρα το αργυριον λογιζεται και λεγει• «Ενιοτε ο ληστης ληστευεται».
Un ladro di notte apre la serratura della porta ed entra in una casa deserta, volendo subare le suppellettili. Ma la padrona della casa si sveglia al rumore, sorprende il ladro e piangendo dice: - Abbi compassione, o caro, della condizione infelice di una verdova: infelice e povera sono, vivo la vita miseramente. in casa non ho ricchezza, anzi spesso sonocostretta a dormire senza mangiare e per poco non muoio di fame. Allora il ladro si vergogna e, commosso dalle alcrime, restituiscesubito tutto il bottino alla vedova e, conabbondante elemosina, torna senza bottino. Subito la vedova conta con gioia il denaro e dice: - Talvolta il ladro viene derubato
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Il corvo ed Ermes
Versione di greco di Esopo
Versione dal libro greco terza edizione Un corvo dopo che venne intrappolato da una rete, pregò ad Apollo di liberarlo e promise un sacrificio. Egli però si salvò dal pericolo ma si dimenticò della promessa. Poiché cadde nuovamente in un' altra trappola abbandonò Apollo ma ad Ermes promise un sacrificio. Egli disse al corvo: "Oh sciagurato, come pensi di essere degno di fiducia dopo che hai abbandonato il tuo primo padrone?"Il racconto mostra che coloro che sono ingrati verso i benefattori, quando incappano nel bisogno, non incontrano soccorrit or i. Versione da altro libro il corvo cadendo in una trappola pregava Apollo e annunciava il sacrificio. "signore Apollo, abbi compassione per un corvo sfortunato, infatti sono disposto ad offrire doni e ricompense nel tuo templio e preparare presso l'altare la purificazione. Il dio non solo liberava il volatile, ma si era dimenticato della promessa. invece l'altro che è caduto in trappola, ha messo Apollo da parte e promette di offrire sacrificio ad Ermes. In aggiunta il corvo disse: "o cattiveria, com'è lecito rispettare, quando prima il padrone mi ha abbandomato e lasciato?". La storia del racconto narra chè come se non bastasse le ingratitudini dei benefattori, qualche volta incorrono nel destino, i soccorritori non aiutano.
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Il ladro e la vedova Libro: Antropoi pagina 58
Ου μονον οι μακροι πλυουτοι αλλα και αι μετριαι ουσιαι ενιοτε τας των κλεπτων επιβουλας ουκ εκφευγουσιν. Κλεπης νυκτωρ το της Θυρας κλειΘρον συντριβει και εις ερημον οικιαν εισερχεται τας σχευας κλεπειν βουλομενος. - δε της οικιας δεσποινα τω ψοφω εγειρεται, τον κλεπτην καταλαμβανει και κλαιει και ικετευει "Κατοικτειρε, ω αγαΘε, την αλΘλιας χηρας τυχην δειλαια γαρ και πτωκην ειμι, και ταπεινως τον βιον διαγω ουδε πλυοτον εχω, αλλα πολλακις ασιτος καΘευδω και ολιγου πεινα αποΘνησκω" τοτε ο Κλεπτης αισχυνεται της επιβουλης και την χηραν της ατυχιας ενεκα οικτειρει προΘυμος ολα τα εν τω σακκω λαφυρα τη πενιχρα χηρα παρεχει και επανερχεται.
Non solo le grandi ricchezze, ma anche le modeste sostanze talvolta non sfuggono alle insidie dei ladri. Un ladro di notte spezza la serratura della porta e si introduce in una casa solitaria volendone rubare le suppellettili. La padrona della casa è svegliata dal rumore, sorprende il ladro e piange e supplica: “Abbi compassione, obuono, della sfortuna di una povera vedova; sono misera e povera, infatti, e passo la vita miseramente: nn ho ricchezza, ma spesso digiuna vado a dormire e quasi muoio di fame”. Allora il ladro si vergogna dell’insidia e prova compassione della vedova per la sua cattiva sorte: offre benevolmente tutto il bottino che ha nel sacco alla vedova e se ne va.
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La volpe e il taglialegna versione greco Esopo traduzione libro NUOVI ESERCIZI GRECI
Versione tratta da nuovo esercizi greci
Una volpe scampando i cacciatori, quando vide un taglialegna supplicava questo di nasconderla. Egli consigliò a quella di nascondersi nella sua capanna. Dopo non molto sopraggiungono i cacciatori e domandano al taglialegna se avesse visto una volpe, e quello con la voce negava di averla vista, invece facendo un segnale con la mano segnalava dove era nascosta. Quelli credendo non a ciò che segnalava ma prestando fede a ciò che diceva, la volpe dopo che i cacciatori si allontanarono se ne andava senza rivolgere parola. Rimproverandola il taglialegna, poiché essendo stata salvata da quello né lo ritenne degno di una parola, disse in risposta: “Ma in che modo dovrei essere grato a te, che non hai le azioni della mano e i modi simili alle parole?”