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UN FANCIULLO, DOPO CHE AVEVA RUBATO DALLA SCUOLA LA TAVOLETTA DI UN COMPAGNO, LA PORTO` DALLA MADRE. QUESTA NON SOLO PUNI`, MA LO INCORAGGIO` PURE DI PIU`, PER LA SECONDA VOLTA, DOPO CHE AVEVA RUBATO IL MANTELLO, LO PORTO` DALLA QUESTA. POICHE` QUELLA LO LODO` ANCORA DI PIU`, QUANDO DIVENNE UN RAGAZZO SI METTEVA GIA` A RUBARE COSE ANCORA PIU` IMPORTANTI. MA UNA VOLTA COLTO IN FLAGRANTE E LEGATE LE MANI DIETRO LA SCHIENA, VENIVE PORTATO PRESSO IL GIUDICE. MA QUELLA SICCOME LO SEGUIVA E SI BATTEVA IL PETTO, IL RAGAZZO DISSE DI VOLER DIRE QUALCOSA A LEI ALL`ORECCHIO, E DOPO CHE ELLA SI AVVICINO` VELOCEMENTE, PRENDENDO L`ORECCHIO, LO DILANIO`. POICHE` QUESTA ACCUSAVA QUELLO DI EMPIETA`, SICCOME NON SODDISFATTO DEGLI ERRORI CHE AVEVA COMMESSO, AVEVA ANCHE DANNEGGIATO LA MADRE, QUESTO REPLICANDO DISSE: MA QUANDO PER LA PRIMA VOLTA, DOPO AVER RUBATO LA TAVOLETTE TE LE PORTAI, SE NON MI AVESSI PICCHIATO, NON SAREI ARRIVATO FINO A QUESTO, DA ESSERE CONDANNATO ALLA MORTE.
Versione contenuta nel libro gymasion
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Δρῦν ἄνεμος ἐξορύττει καὶ ῥίπτει εἰς ποταμόν. Ἡ δὲ φερομένη τῶν καλάμων πυνθάνεται· «Πῶς ὑμεῖς, ἀσθενεῖς ὄντες καὶ λεπτοί, ὑπὸ τῶν βιαίων ἀνέμων οὐκ ἐξορύττεσθε;». Οἱ δὲ ἀποκρίνονται· «Ὑμεῖς μὲν τοῖς ἀνέμοις μάχεσθε καὶ ἐξορύττεσθε· ἡμεῖς δέ, παντὶ ἀνέμῳ ὑποπίπτοντες, ἀβλαβεῖς διαμένομεν». Καὶ ἡ δρυς λέγει «Ἀλλὰ τὸν θάνατον προκρίνω τοῦ βίου ταπεινοῦ· ἐγὼ γὰρ ἐλευθέρα ἀποθνῄσκω μαχομένη, ὑμεῖς δὲ τὸν βίον σώζετε, εἴκοντες πάσῃ σ δυνάμει καὶ πάσῃ βία».
Un vento sradica una quercia e la getta nel fiume. Ed essa mentre viene trasportata domanda alle canne: "Come mai voi, essendo deboli e sottili, non venite sradicate dai venti violenti?" Quelle rispondono: "Voi combattete con/contro i venti e venite sradicate noi invece, piegandoci ad ogni vento rimaniamo illese" E la quercia dice: "Ma io preferisco la morte a una vita misera; io infatti muoio libera combattendo, voi invece vi salvate la vita cedendo ad ogni forza e ad ogni violenza".
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
ἐξορύττει: verbo, presente indicativo attivo, terza persona singolare da ἐξορύσσω .
ῥίπτει: verbo, presente indicativo attivo, terza persona singolare da ῥίπτω.
φερομένη: participio presente medio-passivo, nominativo femminile singolare da φέρω
πυνθάνεται: verbo, presente indicativo medio-passivo (deponente), terza persona singolare da πυνθάνομαι (
ὄντες: participio presente attivo, nominativo maschile plurale da εἰμί
ἐξορύττεσθε: verbo, presente indicativo passivo, seconda persona plurale da ἐξορύσσω .
ἀποκρίνονται: verbo, presente indicativo medio (deponente), terza persona plurale da ἀποκρίνομαι
μάχεσθε: verbo, presente indicativo medio (deponente), seconda persona plurale da μάχομαι
ὑποπίπτοντες: participio presente attivo, nominativo maschile plurale da ὑποπίπτω
διαμένομεν: verbo, presente indicativo attivo, prima persona plurale da διαμένω.
λέγει: verbo, presente indicativo attivo, terza persona singolare da λέγω
προκρίνω: verbo, presente indicativo attivo, prima persona singolare da προκρίνω
ἀποθνῄσκω: verbo, presente indicativo attivo, prima persona singolare da ἀποθνῄσκω
μαχομένη: participio presente medio (deponente), nominativo femminile singolare da μάχομαι
σώζετε: verbo, presente indicativo attivo, seconda persona plurale da σῴζω
εἴκοντες: participio presente attivo, nominativo maschile plurale da εἴκω
Sostantivi
Δρῦν: Sostantivo, accusativo femminile singolare. (Δρῦς, Δρυός)
ἄνεμος: Sostantivo, nominativo maschile singolare. (ἄνεμος, -ου)
ποταμόν: Sostantivo, accusativo maschile singolare. (ποταμός, -οῦ)
καλάμων: Sostantivo, genitivo maschile plurale. (κάλαμος, -ου)
ἀνέμων: Sostantivo, genitivo maschile plurale. (ἄνεμος, -ου)
ἀνέμοις: Sostantivo, dativo maschile plurale. (ἄνεμος, -ου)
ἀνέμῳ: Sostantivo, dativo maschile singolare. (ἄνεμος, -ου)
δρυς: Sostantivo, nominativo femminile singolare. (Δρῦς, Δρυός)
θάνατον: Sostantivo, accusativo maschile singolare. (θάνατος, -ου)
βίους: Sostantivo, genitivo maschile singolare. (βίος, -ου)
βίον: Sostantivo, accusativo maschile singolare. (βίος, -ου)
δυνάμει: Sostantivo, dativo femminile singolare. (δύναμις, -εως)
βία: Sostantivo, dativo femminile singolare. (βία, -ας)
Aggettivi
ἀσθενεῖς: Aggettivo, nominativo maschile plurale. (ἀσθενής, -ές)
λεπτοί: Aggettivo, nominativo maschile plurale. (λεπτός, -ή, -όν)
βιαίων: Aggettivo, genitivo maschile plurale. (βίαιος, -α, -ον)
παντὶ: Aggettivo indefinito, dativo maschile singolare. (πᾶς, πᾶσα, πᾶν)
ἀβλαβεῖς: Aggettivo, nominativo maschile plurale. (ἀβλαβής, -ές)
ταπεινοῦ: Aggettivo, genitivo maschile singolare. (ταπεινός, -ή, -όν)
ἐλευθέρα: Aggettivo, nominativo femminile singolare. (ἐλεύθερος, -α, -ον)
πάσῃ: Aggettivo indefinito, dativo femminile singolare. (πᾶς, πᾶσα, πᾶν)
D. Pronomi
ὑμεῖς: Pronome personale, nominativo 2ª persona plurale.
ὑπὸ: Preposizione con genitivo.
ἐγὼ: Pronome personale, nominativo 1ª persona singolare.
Avverbi, Congiunzioni, Preposizioni e altro:
καὶ: Congiunzione copulativa.
εἰς: Preposizione con accusativo.
Πῶς: Avverbio interrogativo.
οὐκ: Avverbio di negazione.
Ἀλλὰ: Congiunzione avversativa.
γὰρ: Congiunzione causale.
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I due muli
versione di greco Libro: Mondo Greco
Due muli camminavano, carichi di some; uno portava dei sacchi con del denaro, l'altro dei sacchi rigonfi di molto orzo. Il primo ricco del suo carico se ne va a testa alta e, altezzoso, scuoteva con il collo il campanello, il compagno lo segue con andatura lenta e tranquilla. Improvvisamente dei ladroni da un nascondiglio volano loro addosso e durante la strage con una spada il feriscono il mulo ricco, rubano le monete ed ignorarono il vile orzo. Quindi, mentre il mulo derubato piangeva le sue disgrazie, l'altro disse: "Io davvero sono felice di essere stato disprezzato; infatti non ho perso niente, e non sono stato ferito".
Secondo questa favola è difesa la povertà degli uomini, (mentre) le grandi ricchezze sono esposte al pericolo
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Il gatto e il topo
versione di greco di Esopo
Ἔν τινι οἰκίᾳ πολλοὶ μύες ἦσαν. Αἴλουρος δὲ τοῦτο γϝοὺς ἧκεν ἐνταῦθα καὶ συλλαμβάνων ἕνα ἕκαστον κατήσθιεν. Οἱ δὲ μύες συνεχῶς ἀναλισκόμενοι κατὰ τῶν ὀπῶν ἔδυνον, καὶ ὁ αἴλουρος μηκέτι αὐτῶν ἐφικνεῖσθαι δυνάμενος, δεῖν ἔγνω δι᾿ἐπινοίαις αὐτοὺς ἐκκαλεῖσθαι. Διόπερ ἀναβὰς ἐπί τινα πάσσαλον καὶ ἑαυτὸν ἐνθένδε ἀποκρεμάσας προσεποιεῖτο τὸν νεκρόν. Τῶν δὲ μυῶν τισ παρακύψας, ὡς ἐθεάσατο αὐτόν, εἶπεν· 'Ἀλλ᾿, ὦ οὗτος, σοί γε, κἂν θῦλαξ γένῃ, οὐ προσελεύσομαι'.
TRADUZIONE n. 1
dal libro la lingua greca
In una casa c'erano molti topi: venuto a conoscenza di ciò, era giunto un gatto e, catturandoli, li divorava uno ad uno. Dunque i topi rimanenti, giacchè venivano presi di continuo, si nascosero nelle proprie tane, ed il gatto, poiché non riusciva più a catturarli, si rese conto che era necessario attirarli fuori dalle tane. Perciò, dopo esser salito su un ramoscello, e lasciatosi di qui penzolare, si finse morto. Avendo dunque qualcuno dei topi fatto capolino per guardarlo, disse: 'Ma, proprio a costui, se anche diventasse una scatola di tonno, non m'avvicinerò.
traduzione n. 2
C'era una casa piena di topi. Lo venne a sapere un gatto, che andò a stabilirvisi e, prendendoli uno alla volta se li mangiava. I topi, oggetto di quella sistematica distruzione, si rimpiattavano nelle loro tane, finché il gatto, non arrivando più a prenderli, capì che bisognava farli uscire fuori con qualche tranello. Perciò salì sopra un piolo e lasciandosi penzolare giù fingeva di essere morto. Ma quando un topo facendo capolino lo scorse, esclamò: - Caro mio, puoi diventare anche un sacco, ma noi vicino a te non ci verremo!Questa favola mostra come gli uomini prudenti, una volta fatta esperienza della malvagità di qualcuno, non si lasciano più ingannare dalle sue finzioni.
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Il leone, il lupo e la volpe
Versione greco Esopo traduzione Libro: anthropoi e altri libri
Traduzione n. 1
Il leone, l’asino, e la volpe fecero società fra loro e se ne andarono a caccia. Quand’ebbero fatto un buon bottino, il leone invitò l’asino a dividerlo tra di loro. L’asino fece tre parti uguali e invitò il leone a scegliere. La belva inferocita gli balzò addosso, lo divorò e poi ordinò alla volpe di far lei le parti. Essa radunò tutto in un mucchio, lasciando fuori per sé solo qualche piccolezza, e poi lo invitò a scegliere. Il leone allora le chiese chi le aveva insegnato a fare le parti così. “E’ stata la disgrazia dell’asino”, rispose la volpe.
Traduzione n. 2
Un leone, divenuto vecchio, giaceva ammalato in una caverna. E, tranne la volpe, vennero a visitare il loro re tutti gli animali. Allora il lupo, cogliendo l’occasione opportuna, si mise ad accusare la volpe davanti al leone, perché essa non teneva in alcuna stima il sovrano di tutti loro e per tale ragione si era astenuta finanche da venire a visitarlo. Ma proprio allora arrivò anche la volpe e poté sentire le ultime parole dette dal lupo. Il leone dunque le lanciò contro un ruggito. Ma la volpe, dopo averlo pregato di concederle un momento per giustificarsi, disse: “E chi, fra tutti questi che sono qui convenuti, ti ha recato un aiuto tanto grande quanto è quello che ti porto io, che sono andata in giro dappertutto, per domandare ai medici un rimedio che ti giovasse e che io sono riuscita a trovare?”. Subito allora il leone la esortò a dirgli quale fosse la cura per guarirsi; e la volpe dichiarò: “Se tu, scuoiato un lupo vivo, ne indosserai la pelliccia ancora calda”. E appena il lupo giacque ucciso, la volpe ridendo così disse: “Non bisogna spingere il padrone all’ostilità, ma alla benevolenza”.
Traduzione da altro libro DIALOGOI