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Δυο φιλοι την αυτην οδον εβαδιζον· αρκτος δ'αυτοις επεφαινετο και ο μεν των φιλων επι τι δενδρον ανεβαινε και ενταυθα εκρυπτετο, ο δ'ετερος επι της γης κατεπιπτε και νεκρον προσεποιειτο. Της αρκτου περιοσφαινομενης τας αναπνοας συνειχεν· λεγεται γαρ το ζωον νεκρου μη απτεσθαι. Η δε αρκτος απηλλαττετο. Πυνθανομενου δìυστερον του εταιρου· "Τι η αρκτος σοι ελεγεν:", ο δε απεκρινετο· "Του λοιπου τοιουτοις φιλοις μη συμπορευεσθαι οι εν τοις κινδυνοις ου παραμενουσιν."
Due amici percorrevano la stessa strada; davanti ad essi apparve un’orsa e uno degli amici salì su un albero e qui rimase nascosto, mentre l’altro si gettò a terra e si finse morto. Mentre l’orsa lo annusava egli tratteneva il respiro: si dice infatti che questo animale non attacca un cadavere. L’orsa allora si allontanò. Quando l’altro amico chiese: “Cosa ti ha detto l’orsa?”, egli rispose: “Non viaggiare più con quegli amici che non restano al tuo fianco nei pericoli”.
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Il dio Mercurio e il contadino onesto
versione di latino e traduzione
Un misero contadino taglia la legna sulle rive del fiume. Tuttavia l'ascia cade nell'acqua discende sotto le onde. Il contadino triste si siede sulla riva e piange. In cielo Mercurio vede la scena, scende dal cielo, si immerge nel fiume. Balza fuori dall'acqua con un'ascia aurea e dice al contadino: " L'ascia è tua: tieni!" "Ti ringrazio, o padre ma non è mia". Per la seconda volta il dio si immerge nel fiume e tira fuori una d'argento e il contadino di nuovo rispose: "Questa ascia è bella ma non è mia". Per la terza volta il dio si immerge ed estrae un'ascia ferrea e la offre al contadino. " Questa è veramente mia!" esclama il contadino. Il dio, lieto per l'onesta risposta, restituisce l'ascia ferrea, dona anche l'argentea e l'ascia d'oro.
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Il topo di campagna e il topo di città
versione di greco e traduzione Esopo
Traduzione libro Anthropon odoi pagina 116
Traduzione by Geppetto (eccellente)
Un topo di campagna un giorno invitò a pranzo un amico cittadino: questo subito raggiunse i campi. Ma mangiando chicchi d’orzo e grano, disse: «Tu vivi veramente una vita da formica: nella mia casa c’è un mucchio di cose buone. Vieni dunque in città, dove trovi tutte le comodità». E quando giungono in città, il cittadino offrì legumi, formaggio, miele e rape: il campagnolo elogiò molto il cibo. Ma improvvisamente degli uomini aprirono la porta e i topi, temendoli, infilarono la tana nascondendosi nei buchi. Il topo di campagna, sul punto di (μέλλων) ritornare nei campi, disse: «Sii lieto, amico: goditi le tue buone cose con gioia anche nel pericolo e nella paura: io desidero, sgranocchiando orzo e grano, vivere senza paura». (By Geppetto)
Traduzione da altro libro
Una volta il topo di campagna invitò a pranzo in una povera tana il topo di città, suo vecchio amico, e servì in un’umile tavola ceci ed uve aride e dure ghiande del bosco vicino. Il topo di città toccava appena con morsi sdegnosi l’umile cibo e disprezzava gli alimenti rustici. Finalmente esclamò così: “Perché, amico, conduci una vita tanto misera in campagna? Vieni con me in città, dove troverai grande abbondanza di cibo soave e vivrai beato senza preoccupazioni”. Il consiglio piacque al topo rustico e migrò con il compagno in una magnifica casa di città. Qui, mentre pranzano tranquilli e sicuri e gustano delicate vivande, subito risuonano i latrati dei cani e i servi irrompono. I topi spaventati corrono per tutta la stanza e cercano rifugio. Allora il topo di campagna dice al topo di città: ”Ti saluto, amico mio; tu rimani in città con i tuoi cibi squisiti, io ritorno in campagna alla mia povera ma sicura vita”.
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Il corvo ammalato
Versione di greco di Esopo
Inizio: Κὸραζ νοσῶν ἔφη τῇ μητρὶ·
Fine: οὐδὲνα φὶλον ἐν ἀνάγκῃ εὑρήσουσιν.
Un corvo, dato che era ammalato disse a sua madre: ''Madre prega gli dei e non lamentarti''. E quella rispondendo disse: ''Figlio, chi degli dei avrà compassione di te? La carne di chi infatti non hai rubato?'' Il racconto mostra che quelli che hanno molti nemici in vita non troveranno nessun amico in una situazione di bisogno.
Altro testo e altra traduzione per questo stesso titolo
Un corvo ammalato disse alla madre: "Prega gli dei mamma, invece di piangere". "Ma chi sarà il dio che avrà pietà di te, figliolo mio?" gli rispose quella. "Ce n'è forse uno a cui tu non sia andata a rubare la carne?". La favola mostra che chi nella vita si fa molti nemici, al momento del bisogno, non trova nessuno che lo aiuti.
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Ermes e lo statuario versione di greco di Esopo
Traduzione libro Libro: Mondo Greco n° 132 e dal libro i greci e noi
Ermes volendo conoscere in quale onore fosse presso gli uomini entrava nel laboratorio di uno statuario assomigliando ad un uomo. (Ovvero fece finta di essere un uomo). Dapprima vedeva la statua di Zeus e chiedeva a quanto la vendesse (vendesse questa). Lo statuario diceva che la vendeva ad una dracma. Ermes dunque rideva poi avvicinandosi alla statua di Era di nuovo chiedeva a quanto vendesse questa. Poichè diceva (dicendo) poi lo statuario anche (un prezzo) maggiore infine il dio guardava anche la sua statua e pensava che gli uomini lo stimassero di più perché era (è) anche il messaggero degli dei e utile ai guadagni ugualmente chiedeva a quanto vendesse la statua di Ermes e lo stuatuario diceva"Se compri le statue di Zeus e di Era", questa te la do gratis. " Versione alternativa per il libro mondo greco e i greci e noi Ermes, volendo sapere in quale stima fosse presso gli uomini, rendendosi simile a un uomo entrava nel laboratorio di uno scultore. Dapprima, vedeva una statua di Zeus e chiedeva a quanto la vendesse; lo scultore diceva che la vendeva a una dracma. Ermes dunque rideva e poi, avvicinandosi alla statua di Era, domandava a quanto (la vendesse). Poiché lo scultore diceva (che costava) ancora di più, il dio infine vedeva anche la sua statua e pensava che gli uomini lo stimassero moltissimo, poiché era sia un messaggero degli dei sia vantaggioso per il guadagno. Dunque analogamente chiedeva a quanto vendesse la statua, e lo statuario diceva: “Ma se tu comprassi quella di Zeus ed Era, quella te la offro gratis ”.
Versione libro GYMNASION