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Il leone e il cinghiale
VERSIONE DI GRECO di Esopo e Fedro TRADUZIONE
Θερους εν ωρα οτι το καυμα διψαν εμποιει εις μικραν πηγην λεων και κατρος ηρχοντο ινα πινοιεν Ηριζον δε τις προωτος αυτων πινη εκ τουτο δε προς φονον αλληλων διεγειροντο. Αφνω δε επιστρεφομενοι προς το αναπειν, εωρων γυπας εκδεχομενους οστις αν αυτων πιπη, ινα τουτον κατεσΘιωσιν. Δια τουτο λυοντες τη εχΘραν ελεγον "Κρεισσον εστιν ημας φιλους γιγνεσΘαι η βρωμα γυψι και κοραξιν". Ο μυΘος δηλοι οτι τας πονηρας εριδας και τας φιλονεικιας καλον εστι διαλυειν, επειδη πασιν επικινδυνον τελος αγουσιν.
TRADUZIONE
Nella stagione estiva, quando il calore suscita sete, un leone e un cinghiale si dirigevano ad una piccola fonte per bere. Litigavano su chi (dovesse) bere per primo tra loro; prendendo le mosse da questa lite i due si animavano fino al punto di duellare l'uno contro l'altro (lett. partendo da ciò si animavano fino al tentativo di uccisione l'uno dell'altro). Improvvisamente, mentre si volgevano per prendere fiato, vedevano degli avvoltoi in attesa di chi sarebbe caduto per primo, per divorarselo. Perciò, ponendo fine alla lotta, (i due) dicevano: " E' meglio che noi diventiamo amici, piuttosto che cibo per avvolti e corvi". La storia mostra che è bello por fine alle tristi contese e alleivalità, poiché portano a tutti un esito pericoloso
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Il pescatore suonatore di Flauto
VERSIONE DI GRECO di Esopo
Inizio: Aλιευϛ αυλητιϰης εμπειροϛ... fine: τι πραττονταϛ ο λογοϛ ευϰαιροϛ.
Un pescatore esperto del suono del flauto, avendo preso il flauto e le reti, si recò in riva al mare e, postosi su uno scoglio sporgente, dapprima suonava, credendo che i pesci spontaneamente per la dolcezza del suono sarebbero venuti da lui. Ma poichè, nonostante egli si sforzasse a lungo, non otteneva alcun risultato, deposto il flauto, prese le reti e, gettatele in acqua, prese molti pesci. E riversatili dalle reti sulla riva, come li vide dimenarsi, disse: "O pessimi animali, voi non ballavate quando suonavo il flauto, ora invece che ho finito, fate questo". La favola è adatta per quelli che fanno qualcosa fuori di tempo.
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L'albero e il contadino
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Έν τη γεωργοϋ χώρα φυτόν ήν άκαρπον και μόνον στρουΟών και όρνιθίων καταφυγή. Ό δέ γεωργός έκτέμνειν τό φυτόν έβούλετο και τήν άξίνην ελάμβανε και τήν πληγήν έπέφερεν. Οί δέ στρουθοί και τά όρνίθια ίκετεύουσι τήν καταφυγήν μή έκκόπτειν και βούλονται τον γεωργόν ᾡδαϊς τέρπειν. Ό δέ ου πείθεται και δευτέραν πληγήν και τρίτην επιφέρει. Ώς δ'έπειτα κοιλαίνει τό δένδρον, σμήνον μελισσῶν καϊ μέλι ευρίσκει. Γεύεται δέ καϊ τήν άξίνην ρίπτει και τό φυτόν ὠς ἰερόν θεραπεύται.
TRADUZIONE
Nel campo di un contadino c’era un albero senza frutti ed era soltanto rifugio di passeri e di uccelli. Il contadino dunque voleva tagliare l’albero e prese l’ascia e dava colpi. Invece i passeri e gli uccelli supplicavano di non distruggere il rifugio e vogliono rallegrare con i canti il contadino. Mentre il contadino non si curava e dava il secondo colpo ed il terzo. Quando poi scava l’albero trova uno sciame di api e del miele. Assaggia e getta anche l’ascia e si prende cura dell’albero come sacro.
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L'usignolo e lo sparviero
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Antropon odoi
TRADUZIONE
Un usignolo che era posato su di un’alta quercia cantava secondo suo costume. Uno sparviero, visto l’usignolo, dato che era digiuno (carente di cibo), piombandogli addosso, lo ghermì. Quello, che era sul punto di essere divorato, pregò lo sparviero di risparmialo dicendo quanto egli fosse insufficiente per lo stomaco di uno sparviero e consigliava (impf. παραινέω) di dirigersi verso uccelli più grandi. Lo sparviero rispose: «Ma non sono mica stupido! Solo gli stolti infatti trascurano (καταλείπω) un pasto già pronto nelle mani per inseguirne uno non ancora visibile». Così si comportano anche gli uomini sconsiderati che per vuote (κενός - ή, -όν) speranze lasciano passare cose già nelle loro mani (in loro possesso). (by Geppetto)
Altra proposta di traduzione
Un usignolo, stando appollaiato sopra un'alta quercia, come di consueto cantava. Uno sparviero, guardando l'usignolo, lo prendeva assalendolo poiché aveva bisogno di cibo. Quello, essendo sul punto di essere divorato, pregava lo sparviero di liberarlo, dicendo di non essere adatto a saziare lo stomaco dello sparviero e gli consigliava di dirigersi verso altri uccelli. Lo sparviero rispondeva: Non sono stupido: infatti soltanto gli stolti lasciano la parte disponibile in mano, procurandosi affanni. Sono irrazionali coloro che, tra gli uomini, abbandonano le cose che sono disponibili per vuote aspettative
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La formica
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Euloghia