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La scimmia e la volpe
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Oi Ellenes
TRADUZIONE
Una volpe e una scimmia procedevano verso i campi in primavera, gareggiando per la nobiltà, discutevano sugli illustri antenati e progenitori. C'erano molte lapidi sulla strada e la scimmia faceva dei profondi gemiti. Ma la scimmia bugiarda, alla volpe che chiedendosi la causa disse: "Piango guardando le lapidi dei molti uomini, i quali erano fedeli schiavi dei miei antenati" E la volpe li difese: " orsù dici menzogne, se discuti; perché nessuno può provare le bugie dei morti". Molti sono bugiardi fra gli uomini, a causa del non poter provare le menzogne.
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La scimmia bugiarda e il delfino
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio: Εθους οντος τοις πλεουσι...
fine: βαπτιζων αυτον απεκτεινεν.
TRADUZIONE
Essendo abitudine per coloro che navigano trasportare cgnolini maltesi e scimmie per sollievo della navigazione, un navigante aveva con se anche una scimmia. Essendo arrivati quelli presso Solone, il promontorio dell'Attica, accadde che ci fù una violenta tempesta. Essendosi rovesciata la nave e essendo caduti tutti nel mare anche la scimmia si tuffava. Così un delfino poiché guardò quella e poiché sembrò essere un uomo, essendosi avvicinato la sollevava portandola sul dorso quando giunse presso il Pireo, il porto degli Ateniesi, chiedeva alla scimmia se era Ateniese di stirpe. Quella avendo detto di essere di illustre famiglia Ateniese, chiese se conoscesse il Pireo. Avendo la scimmia creduto che lui parlasse di un uomo, rispose che era molto suo amico e compagno, E il delfino adiratosi per questa menzogna lo affogò: la favola è per gli uomini che non conoscendo la verità pensanodi ingannare chi la conosce.
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I topi e le donnole VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Corso di greco Lingua e civiltà Lezioni 1
Inizio: Μυσι και γαλαις... fine: κακων αιτια γιγνεται
C'era una guerra fra topi e donnole. I topi erano sempre sconfitti; quelli allora si incontravano per colloqui e pensavano che avevano la peggio a causa dell'anarchia; perciò decidevano di nominare degli strateghi. Essi, volendo apparire distinti, si procurarono delle corna e le legavano alle teste. Verificandosi lo scontro allora i topi combattevano valorosamente, ma accadeva che la vittoria fosse delle donnole (ma accadde che le donnole vinsero ancora) e che tutti i topi fuggissero. Dunque tutti gli altri fuggendo verso le tane (vi) penetrarono facilmente; invece gli strateghi non potendo entrare (nelle tane) a causa delle corna, essendo catturati venivano divorati. Così la vanità (diventa) è causa di mali per molti. Si verificò una guerra tra topi e donnole.
Da altro libro
I topi, sempre sconfitti, si radunarono e si consigliarono sullo stesso assalto: alla fine, a loro sembrava che patissero ciò a causa della mancanza di un capo; per questo, scelsero alcuni di loro e li nominarono strateghi. Ma questi, che volevano distinguersi dagli altri, realizzarono per sé delle corna e prepararono le loro teste. Sopraggiunta la battaglia accadde che tutti i topi furono sconfitti. Dunque, tutti gli altri, fuggiti nelle tane, vi entrarono facilmente, invece, i comandanti non potendo entrare a causa delle loro corna e non sapendo cosa fare furono catturati e divorati. La favola dimostra che per molti la superbia (presunzione) è causa di mali.
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Il leone l'asino e la volpe
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Verso itaca
Un leone, un asino ed un volpe, avendo stretto un patto, andarono a caccia. Essendo dunque l’intera caccia stata raccolta, il leone ordinò all’asino di dividere fra loro. Questo, avendo fatto tre parti uguali, li esortava a scegliere. E il leone irritandosi mangiò l’asino. Quindi ordinò alla volpe di dividere. Questa, avendo raccolto tutto in una parte, lasciò una parte insignificante per sé. E il leone a lei: “O nobile, chi ti ha insegnato a dividere così?” Ella rispose: “La sciagura dell’asino. ” Il racconto mostra che le punizioni sono per gli uomini le sventure dei vicini.
Ulteriore proposta di traduzione
Un leone, un asino ed un volpe, avendo fatto un'alleanza, andarono a caccia. Dunque, essendo stata accumulata molta selvaggina, il leone ordinò all’asino di dividerla fra loro. E quello, avendo fatto tre parti uguali, li esortava a scegliere. E il leone essendosi irritato mangiò l’asino. Poi ordinò alla volpe di fare le parti. E quella, avendo accumulato tutte le cose in una sola parte, tenne per se una piccola parte. E il leone a quella: “Chi ti ha insegnato a dividere così, amica mia?” Ella rispose: “La disavventura dell’asino. ” La favola insegna che le disgrazie di quelli che sono vicini sono avvisi per gli uomini
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La cornacchia e i corvi
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Elafroteron
TRADUZIONE
Una cornacchia differendo per grandezza dalle altre cornacchie e avendo disprezzato la sua razza, giunse presso i corvi e desiderava passare la vita insieme a loro. Costoro non riconoscendo né l'aspetto fiscio né la voce, lo scacciarono via colpendolo. E quella respinta da loro tornava indietro verso le cornacchie che indignate per l'offesa non l'accolsero. Così gli toccò essere privata del modo di vivere di entrambi. In questo modo coloro che tra gli uomini abbandonarono la loro patria e giudicavano gli stranieri prima hanno buona fama presso quello per il fatto che loro stessi sono stranieri e non soppotano essere disprezzati dai cittadini per questo (motivo).