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AL'uomo dalla moglie insopportabile
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Synes
TRADUZIONE
Un tale, avendo una maglie con un indole molto difficile, con tutti quelli della casa, gli venne voglia di sapere se questa si comportava così anche nella famiglia di suo padre, e trovò un pretesto plausibile per mandarla da lui. Tornata dopo pochi giorni, le chiese come l'avessero accolta quelli della sua casa : "C'erano i bavari e i pecorari" rispose quella "i quali non potevano volermi" e il marito allora: "O moglie, allora se sei riuscita a farti odiare da quelli che escono all'alba per portare fuori le bestie e non rientrano neanche la sera, che cosa ci si può aspettare da quelli con cui trascorrevi l'intero giorno"Così spesso dalle cose piccole si discutono quelle gravi, dalle cose manifeste si arguiscono quelle vere.
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La cicala e la formica
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro
La lingua greca
TRADUZIONE
libro: 'la lingua greca'- EDIZIONI il capitello
Durante la stagione dell’inverno, quando il clima è aspro, la cicala aveva fame: allora si avvicinava alla formica e (le) chiedeva del cibo; infatti le formiche avevano tane piene di frutti (provviste). Allora la formica diceva alla cicala: ‘Perché, oh cicala, durante l’estate, non raccoglievi cibo nei campi e nei prati?’ La formica rispondeva: ‘Non ero oziosa, ma mi dilettavo al canto’ Allora la formica diceva alla cicala: ‘Allora se d’estate ti rallegravi col canto, in inverno balla!’ gli imperfetti sono lasciati tali e tra parentesi le espressioni sottintese e le traduzioni libere"
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L'uomo pauroso e i corvi
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE da 2 libri diversi
Traduzione n. 1
Un uomo pauroso stava partendo per la guerra, quando udì dei corvi gracchiare e, depose le armi, restò immobile. Riprese poi le armi e si rimise in marcia, ma i corvi gracchiarono dinuovo e l'uomo ancora si fermò. "Strepitate pure a più non posso" esclamò infine, " tanto, la mia carne, non l'assaggerete!" La favola è per gli uomini eccessivamente paurosi
Traduzione n. 2
Un uomo pauroso stava partendo per la guerra, quando ad un tratto dei corvi si misero a gracchiare, ed egli, deposte le armi, rimase lì immobile. Poi le riafferrò e si incamminò nuovamente. I corvi gracchiarono ancora. Allora egli si fermò definitivamente ed esclamò: ”Gridate pure con tutta la vostra voce. Della mia carne, tanto, non ne assaggerete neanche un po’ ”.
Favola per i vigliacchi.
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La scimmia ed i pescatori
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
TRADUZIONE
Una scimmia appollaiata su un alto albero/ sulla parte superiore dell'albero (posizione attributiva o predicativa varia con le diffferenti versioni) come vedeva dei pescatori che gettavano le reti da pesca nel fiume, osservava le cose fatte da quelli.
Ritirando quelli le loro reti da pesca e consumando lontano il loro pasto di mezzogiorno (genitivi assoluti) la scimmia scende e cerca di fare le stesse cose da sola. Dicono/si dice infatti che questo animale sia un imitatore, ma come rimase annodata, fu presa con la rete da pesca e rischiava di essere soffocata, diceva fra sè e sè: "Dunque io soffro per un giusto motivo (letterale. cose giuste) perché infatti ho messo mano a questo non avendo mai imparato a pescare. La favola mostra che il tentativo di fare cose che non ci competono non soltanto è inutile, ma anche dannoso.
Regole e costrutti principali:
participi e loro utilizzo; participi che modificano il verbo che accompagnano; participio negatino preceduto da particella "me"utilizzo di "os" con valore temporale; genitivo assoluto da tradure con proposizione implicita o esplicita; pronome "autos"; complemento di causa, infinito mediopassivo; pronomi interrogativi "tis tì", proposizione dichiarativa
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Le donne pagate per piangere
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE
dal libro Gymnasion
Γυναικες εκλαιον επι μισθω τον θανατον της θυγατρος ανθρωπου πλουσιου· τας τριχας μεν ουν ετιλλοντο, τας παρειας δε ημυσσον, τας εσθητας δε δια την λυπην διεσπαρασσον. Παροιδιτης δε, επιγιγνομενος εκεισε και το μεγα πενθος ορων, θαυμαζει και τας γυναικας οικτειρων λεγει· «Ω ταλαιπωροι, δια τι ουτως αθλιως κλαιετε επι ουκ ιδια, αλλ' αλλοτρια συμφορα; ». Αι δε γυναικες αποκρινονται· «Μη θαυμαζε, ω ξενε, ει κλαιομεν επι ουκ ιδια, αλλ' αλλοτριο; συμφορα· προκρινομεν γαρ κλαιειν νυν επι πενθει προσποιητοι, μαλλον η αυριον επι λιμω αληθινω».
Traduzione n. 1
Delle donne piangevano per denaro la morte della figlia di un uomo ricco; dunque si strappavano i capelli, si graffiavano le guance, si stracciavano le vesti per il dolore. Un viandante allora, arrivando lì e vedendo il grande dolore, si meraviglia e, provando pietà per le donne, dice: “O sventurate, perché piangete così infelicemente non per una disgrazia vostra ma di un altro?”. Le donne rispondono: “Non meravigliarti, straniero, se non piangiamo per una disgrazia nostra ma altrui; preferiamo infatti piangere adesso per un dolore artificiale piuttosto che domani per una fame reale”.
Traduzione n. 2
Alcune delle donne piangevano dietro compenso la morte della figlia di un uomo ricco: si strappavano realmente i capelli, si graffiavano le guance, si laceravano le vesti per il dolore. Un viandante che sopraggiunge in quel luogo vedendo il grande dolore si meraviglia e compangendo le donne dice: "O infelici perché piangete così miseramente (in questo modo pietoso)? Le donne rispondono "Non meravigliarti o straniero se piangiamo non per sventura personale (interessi privati) ma per sciagura altrui: preferiamo infatti ora per finto dolore piuttosto che domani per vera fame".
Traduzione n. 3
Le donne per paga piangevano la morte della figlia di un uomo ricco: dunque si strappavano i capelli, si graffiavano le guance, si laceravano le vesti per il dolore. Un viandante venendo là e vedendo il grande dolore si meraviglia e compatendo le donne dice: " oh infelici, perché così miseramente piangete non per una disgrazia propria, ma altrui?" le donne risposero: " non meravigliarti, o forestiero, se non piangiamo per la nostra disgrazia, ma per quella altrui: infatti preferiamo piangere ora per il dolore finto piuttosto che domani per la fame vera. "