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LA GATTA E AFRODITE
Questa versione ha testo diverso e quindi traduzione diversa a seconda del libro di testo scolastico noi abbiamo tutte le traduzioni: libro anthropoi, greco nuova edizione, meletan gymnasion dialogoi Alfa beta grammata
Favola originale (e versione di antropoi)
Γαλῆ ἐρασθεῖσα νεανίσκου εὐπρεποῦς ηὔξατο τῇ Ἀφροδίτῃ, ὅπως αὐτὴν μεταμορφώσῃ εἰς γυναῖκα. καὶ ἡ θεὸς ἐλεήσασα αὐτῆς τὸ πάθος μετετύπωσεν αὐτὴν εἰς κόρην εὐειδῆ. καὶ οὕτως ὁ νεανίσκος θεασάμενος αὐτὴν καὶ ἐρασθεὶς οἴκαδε ὡς ἑαυτὸν ἀπήγαγε. καθημένων δ' αὐτῶν ἐν τῷ θαλάμῳ ἡ Ἀφροδίτη γνῶναι βουλομένη, εἰ μεταβαλοῦσα τὸ σῶμα ἡ γαλῆ καὶ τὸν τρόπον ἤλλαξε, μῦν εἰς τὸ μέσον καθῆκεν. ἡ δὲ ἐπιλαθομένη τῶν παρόντων ἐξαναστᾶσα ἀπὸ τῆς κοίτης τὸν μῦν ἐδίωκε καταφαγεῖν ἐθέλουσα. καὶ ἡ θεὸς ἀγανακτήσασα κατ' αὐτῆς πάλιν αὐτὴν εἰς τὴν ἀρχαίαν φύσιν ἀποκατέστησεν. οὕτω καὶ τῶν ἀνθρώπων οἱ φύσει πονηροί, κἂν φύσιν ἀλλάξωσι, τὸν γοῦν τρόπον οὐ μεταβάλλονται.
Una gatta, innamoratasi di un bel ragazzo pregò Afrodite di trasformarla in donna. E la dea mossasi a compassione del suo sentimento la cambiò in una bella ragazza. E così il giovane avendola vista ed essendosi innamorato la condusse a casa propria. E mentre essi giacevano nel talamo Afrodite volendo sapere se la gatta, avendo cambiato il fisico, avesse modificato anche il carattere, gettò nel mezzo un topo. Ed essa, dimenticandosi delle circostanze presenti, alzatasi dal letto inseguì il topo volendolo divorare. E la dea, sdegnatasi contro di lei, di nuovo la restituì all'aspetto primitivo. Così anche tra gli uomini quelli cattivi per natura, anche se cambiano aspetto, certamente non cambiano il carattere.
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Il contadino e il serpente VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro .... pag.113 n°29
Un serpente nascondendosi nel portone di un contadino uccise il figlio piccolo.un grande dolore venne ai genitori.il padre per il dolore avendo preso l'ascia stava sul punto di uccidere il serpente che usciva. quando quello si affacciò un poco ,il contadino essendosi affrettato a colpirlo sbagliò il bersaglio ,avendo soltanto una pietra davanti all'apertura del buco,essendosi allontanato il serpente,il contadino avendo ritenuto che il serpente non serbava piu rancore,avendo preso del pane e del sale li pose nel buco.il serpente avendo fischiato leggermente disse:<< non ci sarà tra noi da questo momento,ne fiducia,ne amicizia,finchè io ved la pietra e tu la tomba di tuo figlio.la favola dimostra che le grandi inimicizie non hanno facili cambiamenti
Da altro libro
Γεωργὸς χειμῶνος ὥραν ὄφιν εὑρὼν ὑπὸ κρύους πεπηγότα τοῦτον ἐλεήσας καὶ λαβὼν ὑπὸ κόλπον ἔθετο. θερμανθεὶς δὲ ἐκεῖνος καὶ ἀναλαβὼν τὴν ἰδίαν φύσιν ἔπληξε τὸν εὐεργέτην καὶ ἀνεῖλε. ὁ δὲ θνῄσκων ἔλεγε· δίκαια πάσχω τὸν πονηρὸν οἰκτείρας. ὁ λόγος δηλοῖ, ὅτι ἀμετάθετοί εἰσιν αἱ πονηρίαι, κἂν τὰ μέγιστα φιλανθρωπεύωνται.
Traduzione
Durante la stagione invernale un contadino dopo aver trovato un serpente rinsecchito dal gelo, essendosi mosso a pietà di lui e avendo(lo) raccolto (lo) mise in grembo. E quello, scaldatosi e avendo ripreso la propria natura morse il benefattore e (lo) uccise. E quello, morendo, disse: "Subisco giuste conseguenze, dato che ho avuto pietà del malvagio". Il racconto dimostra che le persone cattive sono immodificabili anche se ricevono grandissimi benefici.
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Il capraio e le capre selvatiche
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro synesis
Αἰπόλος τὰς αἶγας αὐτοῦ ἐπὶ νομὴν ἀπελάσας ὡς ἐθεάσατο ἀγρίαις αὐτὰς ἀναμιγείσας, ἑσπέρας ἐπιλαβούσης πάσας εἰς τὸ ἑαυτοῦ σπήλαιον εἰσήλασε. τῇ δὲ ὑστεραίᾳ χειμῶνος πολλοῦ γενομένου μὴ δυνάμενος ἐπὶ τὴν συνήθη νομὴν αὐτὰς παραγαγεῖν ἔνδον ἐτημέλει, ταῖς μὲν ἰδίαις μετρίαν τροφὴν παραβάλλων πρὸς μόνον τὸ μὴ λιμώττειν, ταῖς δὲ ὀθνείαις πλείονα παρασωρεύων πρὸς τὸ καὶ αὐτὰς ἰδιοποιήσασθαι. παυσαμένου δὲ τοῦ χειμῶνος ἐπειδὴ πάσας ἐπὶ νομὴν ἐξήγαγεν, αἱ ἄγριαι ἐπιλαβόμεναι τῶν ὀρῶν ἔφευγον. τοῦ δὲ ποιμένος ἀχαριστίαν αὐτῶν κατηγοροῦντος, εἴ γε περισσοτέρας αὐταὶ τημελείας ἐπιτυχοῦσαι καταλείπουσιν αὐτόν, ἔφασαν ἐπιστραφεῖσαι· ἀλλὰ δι' αὐτὸ τοῦτο μᾶλλον φυλαττόμεθα· εἰ γὰρ ἡμᾶς τὰς χθὲς προσεληλυθυίας μειζόνως τῶν πάλαι σὺ προετίμησας, δῆλον ὅτι, εἰ καὶ ἕτεραί σοι μετὰ ταῦτα προσπελάσουσιν, ἐκείνας ἡμῶν προκρινεῖς. ὁ λόγος δηλοῖ μὴ δεῖν τούτων ἀσμενίζεσθαι τὰς φιλίας, οἳ τῶν παλαιῶν φίλων ἡμᾶς τοὺς προσφάτους προτιμῶσι, λογιζομένους, ὅτι καί, ἂν ἡμῶν ἐγχρονιζόντων ἑτέροις φιλιάσωσιν, ἐκείνους προκρινοῦσιν.
Un capraio avendo condotto al pascolo le proprie capre, quando vide che esse si erano mescolate a (delle capre) selvatiche, sopraggiunta la sera (le) spinse tutte nella propria spelonca. E il giorno successivo essendo venuto un grande temporale, non potendo condurle al pascolo abituale, le accudiva dentro, alle proprie mettendo vicino cibo sufficiente soltanto al fatto che non fossero affamate, e invece alle forestiere mettendo accanto più cibo per appropriarsi anche di quelle. Ed essendo cessato il temporale, quando (le) condusse fuori tutte al pascolo, le (capre) selvatiche raggiungendo i monti fuggirono. E poiché il pastore le accusava di ingratitudine, visto che esse, (pur) avendo ricevuto maggior cura, lo abbandonavano, voltesi indietro dissero: "Ma proprio per questo stiamo più in guardia: se infatti tu hai riverito noi, che siamo arrivate ieri, più delle (capre di) prima, (è) chiaro che, se anche altre si avvicineranno a te d'ora in avanti, preferirai quelle a noi. " Il racconto dimostra che non bisogna accettare volentieri le amicizie di coloro che preferiscono ai vecchi amici noi, i nuovi arrivati, considerando che anche se, mentre noi invecchiamo, stringeranno amicizia con altri, preferiranno quelli.
traduzione da altro libro
Un capraio che aveva portatol e sue capre a pascolare s'accorse che a loro si erano mescolate altre selvatiche al calar della sera le condusse tutte alla sua spelonca. il giorno successivo vi fu una grande tempesta e non potendole ricondurre allo stesso pascolo se ne prese cura dentro e diede foraggio a sufficenza ad ognuno delle sue capre per non morire di fame e mettendone un bel mucchio davanti alle selvatiche per farle sue. quando fini la tempesta le condusse tutte al pascolo quelle selvatiche giungendo ai monti scapparono. il pastore le accusò di ingratitudine poiché lo abbandonavano dopo aver ricevuto più attenzioni delle altre. ed esse volgendosi indietro dissero "ma è proprio per questa ragione che stiamo in guardia infatti anche se siamo arrivate ieri abbiamo avuto un trattamento di favore rispetto a quelle che ti appartengono da tempo questo vuol dire che se domani te ne capiteranno altre le tratterai meglio di noi". la favola dimostra che dobbiamo rallegrarci delle premure degli amici di vecchia età considerando che costoro quando noi invecchiamo, stringeranno amicizia con altri, preferiranno quell
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Le due pentole VERSIONE DI GRECO di Esopo
χυτραν οστρακινην και χαλκην ποταμος κατέφερεν. Η δε οστρακινη τη χαλκη ελεγεν· "Μακροθεν κολυμβα και μη πλησιον· εαν γαρ προσψαυη, κατακλωμαι, καν μη θελω προσψαυειν". Ο λογος δηλοι οτι σφαλερος εστι βιος πτωχου οτε δυναστου αρπακτικου πλησιον παροικει
Un fiume trasportava una pentola di coccio ed una di bronzo. La pentola di coccio diceva a quella di bronzo: "Nuota alla lontana da me, e non vicino: se infatti tu tu mi urtassi, io mi spezzo, e anche se io urtassi (TE) non volente. La favola insegna che è pericolosa la vita per un povero che abita nelle vicinanze di un potente rapace
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Lo sparviero e l'usignolo
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
i
un usignolo appollaiato su un'alta quercia cantava come d'abitudine. Uno sparviero vedendo l'usignolo, poiché aveva bisogno di cibo, lo catturava piombando(gli) addosso. Ella (l'usignolo), essendo sul punto di essere divorata, pregava lo sparviero di lasciarla andare, dicendo di non essere abbastanza grande per riempire lo stomaco dello sparviero, suggeriva che lui si rivolgesse a uccelli più grandi. Lo sparviero rispondeva: "ma non sono stupido; soltanto gli sciocchi infatti abbandonano il cibo pronto nelle mani, per inseguire ciò non ancora visto".
in questo modo anche tra gli uomini alcuni sono stupidi a causa di vane speranze poiché abbandonano ciò che hanno nelle mani