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LA VOLPE E L'UVA VERSIONE DI GRECO di Esopo
Αλωπηξ λιμωττουσα, ως εθεατο απο τινος αναδενδραδος βοτρυας κρεμαμενους ηβοληθη αυτων περιγενεσθαι και ουκ ηδυνατο. Απαλλαττομενη δε προς εαυτην ειπεν "Ομφακες εισιν" Ουτω και τω ανθρωπων ενιοι πραγματων εφικεσΘαι μη δυναμενοι δίασθενειαν τους καιρους αιτιωνται.
Una volpe affamata come vide dei grappoli d'uva che pendevano da un pergolato voleva superarli. Ma non ci riusciva. Allontanandosi diceva tra sè: "Sono acerbi. Così anche fra gli uomini alcuni non potendo raggiungere (inf ἀφικνέομαι gen) le cose che interessano per mancanza di forze ritengono responsabili/incolpano le opportunità.
(By Vogue)
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I LUPI TRADITORI
VERSIONE DI GRECO DI ESOPO
TRADUZIONE dal libro verso itaca
TRADUZIONE
Alcuni lupi, che tendevano insidie ad un gregge di pecore, poiché erano impediti ad aggredirle dai cani che le custodivano, stabilirono che dovevano ciò con l'inganno. E, mandando ambasciatori, ichiedevano alle pecore di consegnar(gli) i cani, affermando che quelli erano la causa dell'inimicizia (fra loro), e cercavano di convincerle offrendo (loro) in cambio la pace. Le pecore allora, non prevedendo il futuro, consegnavano i cani. E i lupi, aggredendo quelli, facilmente annientavano il gregge incustodito.
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Il noce versione greco Esopo
Καρύα παρά τινα ὁδὸν πεφυκυῖα καὶ ὑπὸ τῶν παριόντων λίθοις βαλλομένη στενάξασα πρὸς ἑαυτὴν εἶπεν· ἀθλία ἔγωγέ εἰμι, ἥτις κατ' ἐνιαυτὸν ἐμαυτῇ ὕβρεις καὶ λύπας προφέρω. ὁ λόγος πρὸς τοὺς ἐπὶ τοῖς ἰδίοις ἀγαθοῖς λυπουμένους.
Un noce cresciuto presso una strada e colpito con sassi da coloro che passavano, lamentandosi tra sè disse: "Sono proprio sventurato io che ogni anno produco insulti e sofferenze per me stesso. Il racconto (è rivolto) a coloro che soffrono per le proprie buone azioni.
Versione numero 2 (testo greco diverso)
Καρύα τις. έν όδώ ούσα. καρπόν έφερε πολύν. Οί δέ παροδίται. βουλόμενοι τά κάρυα δρέπειν. λίΟοις και βάκλοις εθραυον τούς κλάδους, τούς καρπούς έλάμ-βανον και άπήρχοντο άνευ ευχαριστίας. Ή δέ καρύα οίκτρώς στενάζουσα έλε-γεν «ΤΩ άθλια εγώ, ότι1, ους τω καρπω μου ευφραίνω, ύπό τούτων δεινάς άντιλαμβάνω χάριτας». Τούς αχάριστους και κακούργους, οΐ τό αγαθό τοις κακοίς έκτίνουσιν. ό μΰθος ελέγχει.
Un noce, che si trovava in strada, produceva frutto abbondante. Ma i passanti, volendo cogliere le noci, con pietre e bastoni rompevano i rami, prendevano i frutti e se ne andavano senza ringraziamento. Allora, il noce, gemendo grandemente, disse: "Ahimè, infelice, quelli che rallegro col mio frutto, da costoro ricevo terribili ringraziamenti. La favola biasima gli ingrati e i malfattori che ripagano le buoni azioni con le cattive. "
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Il giardiniere che innaffiava gli ortaggi
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un tale si fermò davanti a un ortolano che innaffiava le sue verdure e gli domandò perché mai le piante selvatiche sono fonde e robuste, mentre quelle coltivate sono gracili e stente. E quello rispose: “Di quelle la terra è la madre, ma di queste è soltanto la matrigna. " Anche tra i ragazzi, chi è allevato dalla matrigna non mangia come quelli che ha la propria madre.
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La zanzara e il toro Esopo versione greco e traduzione
Κώνωψ ἐπιστὰς κέρατι ταύρου καὶ πολὺν χρόνον ἐπικαθίσας ἐπειδὴ ἀπαλλάττεσθαι ἔμελλεν, ἐπυνθάνετο τοῦ ταύρου, εἰ ἤδη βούλεται αὐτὸν ἀπελθεῖν. ὁ δὲ ὑποτυχὼν ἔφη· ἀλλ' οὔτε, ὅτε ἦλθες, ἔγνων οὔτε, ἐὰν ἀπέλθῃς, γνώσομαι. τούτῳ τῷ λόγῳ χρήσαιτο ἄν τις πρὸς ἄνδρα ἀδύνατον, ὃς οὔτε παρὼν οὔτε ἀπὼν ἐπιβλαβὴς ἢ ὠφέλιμός ἐστι.
Una zanzara posatasi su un corno di un toro e rimastavi appoggiata molto tempo, quando stava per allontanarsi chiese al toro se voleva già che lei se ne andasse. E quello rispondendole disse: "Ma né quando sei venuta me ne sono accorto, né se te ne vai lo saprò". Questo racconto si potrebbe usare per un uomo incapace che né essendo presente né essendo assente è dannoso o utile.