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TRADUZIONE DAL LIBRO ANTROPON ODOI
inizio: Λύκος τῶν λοιπῶν στρατηγήσας. .. fine: ...δικάζουσιν οὐκ ἐμμένουσιν.
Un asino, mentre pascolava in un prato, non appena vide che un lupo si dirigeva verso di lui, faceva finta di zoppicare. Poiché quello gli si avvicinò e gli domandò il motivo per cui zoppicava (l' asino) diceva che, mentre oltrepassava una siepe, aveva calpestato una spina; e lo consigliava in primo luogo di estrarre la spina, poi allora di cibarsi di lui per non essere trafitto mentre mangiava. Mentre quello, essendo persuaso e avendo sollevato il piede di lui, rivolgeva tutta la mente allo zoccolo, l' asino con un calcio sulla bocca gli fece saltare via i denti. e quello ridotto male diceva: "Io però ho patito giustamente; perché infatti, avendomi mio padre insegnato il mestiere di macellaio, io ho intrapreso la professione medica?". Così anche tra gli uomini quelli che tentano imprese non convenienti per nulla, naturalmente hanno cattiva sorte.
L'asino e il lupo versione anthropon odoi pagina 98 numero 80
Un asino, che pascolava in un prato, quando vedeva un lupo che stava per attaccare, fingeva di essere zoppo. Poiché quello gli si avvicinava e gli domandava (gen ass) il motivo del zoppicare (l' asino) diceva che, mentre stava passando su una siepe, calestava una spina E l'asino esortava il lupo di estrarre la spina prima e di mangiarlo in seguito se non voleva essere trafitto mentre lo mangiava. Persuadendosi il lupo mentre sollevava la zampa dell'asino, l'asino con la zampa verso la bocca del lupo gli faceva vibrare i denti. Quello avendo male diceva: “Io patisco cose giuste; benchè mettevo in scena l'arte di macellaio di padre intraprendevo l'arte medica. Così anche fra gli uomini (gen part) coloro ai quali non intraprendono i propri doveri giustamente sono sventurati.
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Il cane e il lupo
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro n. p
TRADUZIONE
un cane, si era addormentato vicino ad un podere, un lupo avendo visto questo correndo verso di lui e avendolo preso stava per divorarlo. il cane chiedeva a questo, di non sacrificare quello proprio allora, dicendo : " Ora o mio padrone sono gracile e magro e povero. ma aspettami un poco. i miei padroni sono sul punto di sposarsi, se mi lasci un poco, mangiando di più diventerò più grasso e apparirò a te un pò più vigoroso. " Quello essendo stato convinto da lui allora a lasciarlo, giungendo dopo pochi giorni lo cercava e lo trovò che dormiva presso la casa. Quello dal bosco lo chiamava ricordandogli gli accordi. il cane rispondendo gli disse : " o lupo se mi vedi per il momento davanti la casa, non ancora aspetta le nozze " la favola dice che i saggi tra gli uomini, quando correndo pericolo per qualsiasi cosa sfuggono, in seguito stanno attenti a queste cose.
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I pescatori
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti pag. 286 n°1
TRADUZIONE n. 1
Dei pescatori escono per la pesca. Si affannavano per molto tempo ma non prendevano niente; si scoraggiavano molto e si preparavano a ritirarsi. Subito un tonno che era inseguito da un grande pesce, balza nella loro imbarcazione. Questi lo prendono e si ritirano con gioia. La favola dimostra che spesso la sorte regala le cose che l'abilita non offre.
traduzione n. 2
I pescatori escono per la preda: soffrivano molto tempo, ma non prendevano niente: si perdevano assai d'animo e i preparavano per ritirarsi.
Ma subito un tonno che era inseguito da un grande pesce, salta dentro la nave di questi.
Essi lo prendono e si ritirano con piacere.
Il racconto mostra che spesso l'arte non procura ciò che la sorte dona.
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I viandanti ingrati e il platano versione greco Esopo

Dei viandanti verso mezzogiorno, quando il sole splende violentemente, sono affaticati a causa del lungo tragitto e per il caldo. Perciò quando vedono un platano presso la strada, contenti si siedono sotto l'ombra dell'albero e riposano. Poi guardano verso le foglie e discutono sull'utilità dell'albero: i viandanti non consideravano il platano utile, poiché è senza frutti. Ma all'improvviso l'albero acquisisce voce e dice " O ingrati, prima avete goduto del beneficio dell'ombra, poi chiamate inutile il platano". Così non pochi tra gli uomini, anche se sono benefattori degli altri, non godono della giusta riconoscenza. {/imgscramble
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Un serpente ed un granchio passavano il tempo nello stesso modo. E da una parte il granchio si comportava puramente e benevolmente con il serpente. L'altro, invece, era sempre ingannevole e anche cattivo. Nonostante il granchio continuamente ammonisse il serpente ad essere buono e ad imitare il suo comportamento, quello non gli dava retta. Perciò adirandosi, aspetta che quello dorma, (poi) assalendolo per la gola lo uccide. Vedendolo disteso diceva: "Tu non dovevi essere buono ora che sei morto, ma quando lo esortavo. Non ti avrei ucciso". Questo racconto stesso giustamente parla agli uomini che essendo malvagi verso gli amici nella vita, con la morte assicurano alla memoria una buona condotta.