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La cerva vanitosa
Versione greco Esopo Traduzione
libro alfa beta grammata nuova pag. 277 n° 30
Ελαφος διψωσα παρεγιγνετο επι πηγην. Ως δε εθεατο την σκιαν κατα του υδατος, τοις μεν κερασιν ευμορφοις ηγαλλετο, τοις δε ποσὶ λεπτοῖςσ φοδρα ἤχθετο. Ἀλλ’ εξαίφνης λέων εφαίνετο και αὐτὴ εις φυγὴν ετρεπετο και της τοῦ λεοντος ταχυτῆτος υπερεῖχεν· αλκὴ γαρ των ελαφων μεν εν τοις ποσί, των λεόντων δε εν καρδιᾳ. Μεχρι μεν οὖν ψιλὸν το πεδίον ἦν, ἡ ελαφος εσῳζετο, επεὶ δε δια της τυκνῆς υλης διεδυετο, τηνικαῡτα συνεβαινε τὰ αυτῆς κερατα τοῖς τῶν θαμνων κλαδοις εμπαλασσεσθαι και αποπαυειν τὴν ελαφον φευγειν, διιοπερ συνελαμβάνετο υπο του λεοντος. Μελλουσα δε οὖν αποθνῃσκειν ελεγε· «Οιμοι, τοισ λεπτοῖσ ποσιν εσῳζομην, τοις δε ευμορφοις κερασιν νῦν απολλυμαι». Ουτως πολλακις εν κινδυνοις των φιλων οι μεν κακοδοκιμοι συμμαχοι εισιν, οι δε τιμιοι προδοται.
Una cerva assetata giungeva ad un ruscello. Mentre contemplava la sua ombra nell'acqua si rallegrava delle sue maestose corna, (mentre) detestava molto le minute zampe. Ma improvvisamente appariva un leone e questa si dava alla fuga e superava la velocità del leone: infatti la forza dei cervi risiede nelle zampe, mentre quella dei leoni nel cuore. Finchè c'era la pianura spoglia, la cerva era in salvo, quando attraversa il bosco fitto, allora avveniva che le corna si impigliavano nei fitti rami e impediscono alle cerva di fuggire, così viene catturata dal leone. In procinto di morte diceva: " ahimè, ero salvata dalle minute zampe, le maestose corna mi fanno perire". Così molte volte tra gli amici quelli disprezzati sono alleati, quelli apprezzati sono traditori.
Traduzione numero 2
Una cerva assetata giungeva alla fonte. Siccome osservava la sua immagine nell'acqia, si rallegrava per le corna dalla bella forma, e odiava molto le zampe esili. Ma all'improvviso appariva un leone e questa si volgeva alla fuga e superava la velocità de leone: la forza dei cervi è nelle zampe, dei leoni nel cuore. Finché dunque la piana era senza alberi, la cerva era salva, dopoché si insinuava attraverso la selva fitta, allora succedeva che le sue corna si impigliavano ai rami degli arbusti e impedivano che la cerva fuggisse, perciò veniva presa dal leone. In procinto dunque di morire diceva: "Ahimè, ero salvata dalle esili zampe, e infine sono uccisa per le belle corna". Così spesso nei pericoli tra gli amici sono alleati i disprezzati, traditori gli apprezzati
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L'astrologo cade nel pozzo
VERSIONE DI GRECO di Esopo e TRADUZIONE
Αστρολογος εθος ειχε, εκαστοτε εσπερας τους αστερας επισκοπειν περιπατων εν ταις της πολεως αγυιαις· και δηποτε περιερχομενος εις το προαστειον και τον νουν εχων εν τω ουρανω, καταπιπτει εις φρεαρ. Οδυρομενου δε αυτου, παροδιτης τις, ακουων των στεναγμων, βοηθεικαι την χειρα τεινων αιτει· "Πως εις το φρεαρ επιπτες; ". Ο δε αποκρινεται· "Τους αστερας επισκοπων, του φρεατος ουκ ησθανομην". Και ο παροδιτης γελων λεγει· "Πως τα εν ουρανω οντα ρλεπειν ρουλτι, ος τα επι της γης ουχ ορας; "
TRADUZIONE
Un astrologo aveva un 'abitudine, di osservare ogni volta di sera gli astri passeggiando nelle vie della città; una volta, mentre passeggiava per il sobborgo e contemplava il cielo, cadde in un pozzo. Poichè si lamentava, un passante, sentendo i gemiti, corse in suo aiuto e tendendogli la mano gli chiese: "Come sei caduto?" e gli rispose: "Guardando gli astri, non mi accorsi del pozzo" E il passante ridendo disse: "come vuoi guardare le cose che sono in cielo, tu che non vedi quelle che sono sulla terra?"
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La pulce e il bue - versione greco Esopo
Una volta una pulce chiese così a un bue: "Perché, oh bue, servi gli uomini, (pur) essendo grandissimo? Io invece sono la più piccola fra gli animali animali, tuttavia non servo nessuno, mordo la carne degli uomini e (ne) bevo il sangue". Quello allora: "Ma spesso sono aiutato dai servi. Infatti gli uomini mi vogliono bene e mi nutrono. Spesso mi accarezzano anche il muso e le spalle. Ciò mi da molto piacere". L'altra: "Allora sei diverso dalle pulci, oh bue, se venendo accarezzato dagli uomini ti rallegri. Infatti noi da ciò più che da ogni altra cosa scappiamo".
Traduzione da altro libro (VEDI QUI)
Traduzione ancora da altro libro
Una volta, una pulce diceva così ad un bue: "Sei stolto, o bue: infatti, ogni giorno servi gli uomini, pur essendo assolutamente smisurato e coraggioso. Io, invece, lacero pietosamente le carni degli uomini e bevo avidamente il loro sangue". E il bue: "sono grato", disse, "alla razza degli uomini: infatti, sono amato dagli uomini e sono apprezzato in modo straordinario, e vengo grattato lungamente al volto e alle spalle". Allora, la pulce: "Ma dunque, lo sfregamento che a te è caro è per me certamente misera un deplorevole destino". La favola mostra che i millantatori con la parola vengono sconfitti anche dal semplice.
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Il lupo che suonava l'aulos
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro n. p.
TRADUZIONE
Un capretto, che era rimasto indietro rispetto al gregge, era inseguito da un lupo. Il capretto voltandosi disse al lupo: è chiaro, o lupo, che io sono il tuo pasto. Su affinché non muoia ingloriosamente, suona l’aulos in modo che io balli. I cani, sentendo il lupo suonare l’aulos e il capretto danzare, inseguirono il lupo. Il lupo voltandosi disse al capretto: ciò mi sta bene, infatti essendo un macellaio non c’era bisogno di rappresentare l’aulos. Così coloro che agiscono senza riflettere e si occupano delle loro cose, sono inferiori.
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L'aquila dalle ali mozze e la volpe VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE n. 1
Una volta un'aquila fu catturata da un uomo. Questi le mozzò le ali e poi la lasciò andare, perché vivesse in mezzo al pollame di casa. L'aquila stava a capo chino e non mangiava più per il dolore: sembrava un re in catene. Poi la comperò un altro, il quale le strappò le penne mozze e, con un unguento di mirra, gliele fece ricrescere. Allora l'aquila prese il volo, afferrò con gli artigli una lepre e gliela portò in dono. Ma la volpe che la vide, ammonì: "I regali non devi farli a questo, ma piuttosto al padrone di prima: questo è già buono per natura; l'altro invece è meglio che tu lo rabbonisca, perché non ti privi delle ali se ti acchiappa di nuovo". Sta bene ricambiare generosamente i benefattori, ma bisogna anche guardarsi prudentemente dai malvagi.
traduzione n. 2 da altro libro
Un'aquila una volta fu catturata da un uomo, che le strappò le penne delle ali e la lasciò in casa con le galline. E quella si sentiva umiliata per la sua sventura. Ma un altro, dopo averla acquistata, fece subito ricrescere le ali all'aquila. E quella levatasi in volo e avendo preso una lepre, la portò immediatamente in dono al suo benefattore. Una volpe, vedendo ciò, gridò: "Non trattare con gratitudine costui, ma quello di prima, affinché lui non ti dia la caccia e di nuovo ti privi delle tue ali". La storia insegna che bisogna nutrire sinceri sentimenti di gratitudine verso i benefattori ed evitare i malvagi.