- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 7
Il GIOVANE LADRO E SUA MADRE VERSIONE DI GRECO
Παις εκ διδασκαλείου την του συμφοιτητού δέλτον αφελόμενος τη μητρί εκόμισε. Της δε ου μόνον αυτόν μη επιπληξάσης, αλλά και επαινεσάσης αυτόν εκ δευτέρου ιμάτιον κλέψας ήνεγκεν αυτή. Έτι δε μάλλον αποδεξαμενης αυτής προϊών τοις χρόνοις ως νεανίας εγένετο, ήδη και τα μείζονα κλέπτειν επεχείρει. Ληφθείς δε ποτέ επ’ αυτοφώρω και περιαγκωνισθείς επί τον δήμιον απήγετο. Της δε μητρός επακολουθούσης αυτώ και στερνοκοπούσης, είπε βούλεσθαι τι αυτή προς το ους ειπείν και προσελθούσης αυτής ταχέως του ωτίου επιλαβόμενος καταδήξας αφείλετο. Της δε κατηγορούσης αυτού δυσσέβειαν, είπερ μη αρκεσθείς οις ήδη πεπλημμέληκε και την μητέρα ελωβήσατο, εκείνος υπολαβών έφη. Αλλ’ ότε σοι πρώτον την δέλτον κλέψας ήνεγκα, ει επέπληξας μοι, ουκ αν μέχρι τούτου εχώρησα και επί θάνατον ηγόμην. Ο λόγος δηλοί, ότι το κατ’ αρχάς μη κολαζόμενον επί μείζον αύξεται
Un fanciullo, avendo rubato dalla scuola una tavoletta di un compagno, la portò a sua madre. Ella non solo non lo rimproverò ma lodò addirittura il figlio, una seconda volta, il fanciullo rubò un mantello e lo portò alla madre. La madre lodava ancor di più il figlio, il fanciullo, quando diventa un giovane comincia a rubare anche oggetti più preziosi. Preso un volta sul fatto, lo portò dal boia. Poichè la madre segue il figlio e si mette una mano sul petto il giovane dice " desidero parlarti all’ orecchio" e dopo che ella si avvicina velocissima, il figlio prende lo orecchio e lo stacca con un morso. Ella accusò il figlio di essere empio, il figlio risponde " ma se tu mi avessi picchiato quando, dopo aver rubato la prima volta la tavoletta te la portai, non mi rimproveravi e quindi non sarei condannato a morte " la favola dimostra che un comportamento che non viene punito all’ inizio si aggrava sempre di più.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
SI PUO' IMPARARE ANCHE DAGLI ANIMALI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
INIZIO: ερυξ τη διψε κετεχομενος κατελθεν...
FINE: εστιν η σωτηρια τοις μη αγαν ευτυχουσιν
TRADUZIONE
una formica essendo presa dalla sete scese alla fonte volendo bere ma corse il pericolo di annegare. una colomba sedendosi vicino a un albero quando guardò vide ciò, avendo beccato una foglia dall'albero, la gettò nella fonte; la formica saliva sopra questa e si metteva in salvo. Un cacciatore passando la davanti tendeva l'arco volendo colpire la colomba. La formica avendo visto, morse i piedi del cacciatore, lui avendo urlato molto per il dolore spaventò la colomba e la fece fuggire e inutilmente lasciò cadere l'arma. Un pescatore avendo tirato fuori le reti dal mare e avendo preso molti e grandi pesci, li gettò sulla spiaggia; nelle reti c'erano i più piccoli dei pesci, che sfuggirono attraverso la trama della rete si gettarono nel mare. Il destino della colomba, insegna che bisogna sempre dare in cambio ricompensare coloro che hanno fatto del bene. La sorte dei pesci insegna che è facile la salvezza per coloro che sono molto fortunati.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
IL LUPO E LA PECORA
Versione di greco di Esopo
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione - pag. 159 n. 79

TRADUZIONE n. 1
Un lupo, essendo morso da cani ed essendo oppresso da terribili dolori, si adagiò in una (qualche) caverna e pianse per la mancanza di cibo, soffrendo tutti i mali per la fame e per la sete. Dovendo ormai abbandonare la vita, vedendo una pecora che si avvicinava alla caverna, (la) chiamò e chiese di portagli dell'acqua dal fiume che scorreva accanto: " Se farai questo, diceva il lupo, avrai un gran de favore da me per sempre; oltre questi, se tu darai a me l'acqua, io mi guadagnerò un cibo a me stesso". La pecora rispose: "Parli bene, o lupo; se io ti darò l'acqua, darò anche cibo; tu infatti userai me per cibo"
traduzione n. 2
Un Lupo essendo morso dai cani ed essendo afflitto da terribili dolori si sdraiò in un antro e si lamentava per la mancanza del cibo, soffrendo molti mali per sete e fame. Essendo ormai sul punto di morire, vedendo una pecora passare davanti all'antro, la chiamava chiedendo di portargli dell'acqua dal fiume che scorreva vicino. "Se farai questo, disse il lupo, avrai da me una grande riconoscenza per sempre: inoltre, se mi darai dell'acqua, io mi prenderò del cibo". La pecora rispose: "Dici bene, o lupo": "se io ti darò acqua, ti darò anche del cibo: infatti tu mi userai come cibo".
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
L'USIGNOLO E LO SPARVIERO
Versione greco Esopo Traduzione libro Gymnasion
Un usignolo, stando su un alta quercia, cantava secondo il solito, ma uno sparviero avendolo visto poichè mancava di cibo piombandogli sopra lo catturò; quello allora stando per essere ucciso lo pregava di lasciarlo libero dicendo che non era sufficiente a riempire lo stomaco di uno sparviero; se aveva bisogno di nutrimento esso doveva volgersi ad uccelli più grossi.E quello replicando disse : " ma io sarei sciocco se lasciato il pranzo pronto fra gli artigli inseguissi ciò che non si mostra ancora" . La favola dimostra che così anche gli uomini sono sciocchi coloro che per la speranza di beni più grandi si lasciano sfuggire quelli che hanno tra le mani.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
Il lupo avido
Versione greco Esopo
Αρποτης ελυε το ζευγος και απηγε εις το πινειν· λυκος δε λιμωσσων τροφην εζητει και περιτυγκἁνν το αροτρω το μεν προτον τας των ταυρων ζευγλας περιελειχε, κατα δε μικρον καθηκων τον αυχενα ανασπαν μη δυναμενος, επι την αρουραν το αροτρον εσυρεν. Ο δε αροτης επανερχεται και τον λυκον θεωμενος ελεγε· "Ειθε γαρ ω κακη κεφαλη, κολαζοιτο τη κακοπραξια· νυν δε καταλειπων τας αρπαγας και αδικιας επι το γεωπονειν αν τρεποιτο, αλλα δηλον εστι οτι ου δυναται κακη φυσις μεταλλασσεσθαι". Ο μυθος δελοι οτι οι πονηροι των ανθρωπων, και οτε την δικην διδοασιν, ουκ οικτιζονται.
Un contadino liberava i buoi e li conduceva ad abbeverarsi; un lupo essendo affamato poi cercava una preda e, imbattendosi nell’aratro, prima lambiva le cinghie dei tori, dopo infilando il collo (e) non essendo capace di tirarlo fuori, tirava l’aratro per il campo. L’agricoltore poi torna e vedendo il lupo dice: “Oh se non fosse condannata alla malvagità, o bestia cattiva: ora quindi potrebbe coltivare la terra abbandonando saccheggi e ingiustizie, ma è chiaro che una cattiva natura non può cambiare. ” Il racconto mostra che i malvagi fra gli uomini, anche quando si dedicano alla giustizia, non suscitano compassione.