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- Scritto da Anna Maria Di Leo
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Γαλη ερωμενη νεανισκου ευπρεπους ηυχετο τη Αφροδιτη, οπως αυτην μεταμορφοιη εις γυναικα ... και ει φυσιν αλλασσουσι, τον γουν τροπον ου μεταβαλλονται.
Una donnola essendo innamorata di un bel giovane pregò Afrodite perché la trasformasse in una donna. E la dea poiché ebbe compassione del suo desiderio la trasformò in una fanciulla di bell'aspetto. E così il giovane vedendola e innamorandosene la conduceva a casa (sua). Mente essi erano seduti in camera da letto, Afrodite volendo sapere se la donnola avendo cambiato il corpo avesse cambiato anche l'indole (il carattere), collocò un topo al centro (della stanza). Ella essendosi dimenticata dei presenti, essendosi alzata dal letto, inseguiva il topo poiché valeva mangiarlo. Allora la dea sdegnata contro la donnola la trasformava di nuovo nell'antica natura. Così anche i malvagi per natura fra gli uomini anche se mutano l'aspetto non cambiano il carattere.
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Un giorno un leone mangiava insieme ad un gallo. Un leone assaltato l'asino e il gallo gridò il leone fuggì perché dicono che il leone avesse paura della voce del gallo. L'asino pensando che fuggisse per lui inseguì il leone e quando l'ebbe raggiunto tanto che il leone non sentiva (più) la voce del gallo si voltò e lo mangiò tutto il quale morendo con alta voce diceva "Sfortunato e pazzo: se io non sono nato da padre forte e gagliardo perché son venuto io a combattere? La sentenza di questa favola e che gli uomini prima che combattono devono conoscere le proprie forze e così in ogni altra azione
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Un indovino, sedendo in una piazza, riscuoteva denaro per predire il futuro. Essendo andato, all'improvviso un uomo e avendolo avvisato che le porte della sua casa erano state aperte e tutto quello che stava dentro era stato portato via, sconvolto andò di corsa gemendo per vedere il fatto. Tra le persone un uomo vedendolo esclamò:''ehi tu che vanti di prevedere il futuro degli altri, come mai non conosci il tuo?'' questa favola potrebbe applicarsi per quegli uomini che gestiscono infelicemente le loro cose e pretendono di prendersi cura delle cose che non li riguardano affatto.
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Un lupo eletto capobranco dagli altri lupi mettendosi davanti a quelli decretò per tutti una legge, affinché, quando uno di quelli fosse andato a caccia, portasse al centro qualsiasi cosa e la dividesse con tutti. Dunque l'asino avendo sentito le parole (lett. le cose) di quello scosse la criniera e ridendo diceva queste cose: "Hai detto giustamente, o comandante dei lupi, ma in che modo tu ieri hai avuto nella tana una preda che tenevi come tuo nutrimento nascosto? Porta questa affinché tu la divida con tutti". Questo spaventatosi abolì le leggi. La favola dimostra che quelli che sembrano stabilire le leggi nelle quali non rimangono fedeli.
La spina l'asino e il lupo da altro libro
Un asino, mentre pascolava in un prato, quando vide che un lupo si dirigeva verso di lui, faceva finta di zoppicare. Poiché quello gli si avvicinò e gli domandò il motivo per cui zoppicava (l' asino) diceva che, mentre oltrepassava una siepe, aveva calpestato una spina; e lo consigliava in primo luogo di estrarre la spina, poi allora di cibarsi di lui per non essere trafitto mentre mangiava. Mentre quello, essendo persuaso e avendo sollevato il piede di lui, rivolgeva tutta la mente allo zoccolo, l' asino con un calcio sulla bocca gli fece saltare via i denti. e quello ridotto male diceva: "Io però ho patito giustamente; perché infatti, avendomi mio padre insegnato il mestiere di macellaio, io ho intrapreso la professione medica?". Così anche tra gli uomini quelli che tentano imprese non convenienti per nulla, naturalmente hanno cattiva sorte.
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Inizio: Αλειυς καθεις το δικτυον ανηνεγκε μαινιδα. Της δε ικετευουσης αυτον προς το παρον μεθειναι αυτην, .... Fine: του προσδοκωμενου, καν μεγα υπαρχη
Un pescatore, gettata la rete, tirò su (ἀναφέρω) una sardina. A quella che adesso lo supplicava di liberarla (μεθίημι), visto che gli toccava una piccola cosa, mentre poi cresciuta (αὔξω) trovava una risorsa maggiore, il pescatore disse (λέγω): «Ma io sarei molto ingenuo, se inseguissi un guadagno incerto gettando via dalle mani una certezza». Il racconto insegna che è molto preferibile il guadagno attuale, piccolo che sia, di uno avvenire, per quanto sia grande.