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Un giovane avendo preso moglie, per l'eccessivo pensiero diventò così esile e magro che non si poteva muore. Un giovane, mentre era al sole gli passò vicino un lupo che era inseguito da cani e dietro (di lui) i cacciatori, che gli domandarono se aveva visto correre da quelle parti un lupo inseguito da dei cani. Egli rispose "il lupo corre così velocemente che io ritengo che lui non abbia una moglie, perché se avesse avuto una moglie, non correva così veloce.
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Διογένης ὁ κύων ὁδοιπορῶν γίγνεται κατά ποταμὸν πλημμυροῦντα, ἱσταταει πρὸς τὸ διαβαινειν ἀμηχανῶν. Άνθρωπος δέ τῶν διαβιβάζειν συνήθων, θεώμενος αὐτὸν έν άπορίᾳ, πρόσεισι καί διαπερᾷ αύτόν. Ό δὲ ἀγάμενος αὐτοῦ τὴν φιλοφροσύνην, τὴν αὑτοῦ πενίαν μέμφεται έπει άμείβεσθαι τὸν εύεργέτχχν οὐ δύναταί. ’Έτι δὲ αὐτοῦ ταῦτα διανοουμένου, ἐκεῖνος θεώμενος ἕτερον ὁδοιπόρον διέρχεσθαι μή δυνάμενον, προστρέχων και αύτόν διαπερᾷ. Καὶ ὁ Διογένης προσιών αὐτῷ ἒφη· ἀλλ' ἔγωγε οὐκέτι σοι χάριν ἔχω· ὁρῶ γάρ, ὅτι οὐ κρίσει ἀλλὰ νόσῳ τοῦτο ποιεῖς. Ό λόγος δηλοῖ, ὅτι οἱ μετὰ τῶν σπουδαίων καὶ τοὺς ἀνεπιτηδείους εὐεργετοῦντες οὐκ εὐεργεσίας δόξαν, ἀλογιστίαν δὲ μᾶλλον ὀφλισκάνουσι.
Diogene il cinico mentre viaggia giunge ad un fiume che è in piena e si ferma essendo privo di mezzo per attraversare. Un uomo tra quelli che hanno l’abitudine a traghettare vedendolo in difficoltà si avvicina e lo traghetta. Egli, ammirando la sua benevolenza, si lamenta della propria povertà, poiché non può ricompensare il benefattore. Mentre ancora pensa queste cose, quello vedendo un altro viandante che non può attraversare, accorrendo presso anche lo traghetta. Allora Diogene avvicinandosi a lui disse: “ Ma io non ti sono più grato; perché vedo che lo fai per malattia non per scelta”. Il racconto dimostra che coloro che beneficano oltre ai meritevoli anche gli indegni si guadagnano non fama di beneficenza, ma piuttosto fama di stoltezza. (by Stuurm)
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Αλεκτρυονας τις εν τη οικια εχων περιετυγχανε περδικι τιθασω και τουτον αγορασας εισεκομισεν εν τη οικια αυτο του δυνανατρεφειν τοις ορνιθος ενεκα ... οταν ορωσιν αυτους μηδε των οικειων απεχομενους.
Un uomo che aveva a casa dei galli, trovava per caso una pernice domestica e dopo averlo comprato lo portò a casa per allevarlo con gli (altri) uccelli Ma poiché i galli la colpivano e la cacciavano, la pernice era molto afflitta poiché riteneva che ciò fosse perché lei era di un'altra stirpe (razza). Ma poco dopo, vede i galli che combattevano fortemente e che si colpivano l'uno con l'altro. La pernice vedendo queste cose, avendo fine la (sua) sofferenza diceva: "Ma io dopo questo non soffro; infatti vedo questi che combattono l'uno con l'altro". La favola dimostra che i superbi fra gli uomini talvolta sopportano facilmente le prepotenze da quelli (che gli sono) vicino, qualora vedano che quelli non si allontanino dai parenti.
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Φυτον εστιν εν τω του γεωργου αγρω, καρπον μη φερει, αλλα μονον στρρουθων εστι καταφυγη. Ο δε γεωργος εκτεμνειν το ακαρπον φυτον βουλεται εκ της αποθηκης το σκεπαργον λαμβανει και προς αγρον βαινει ... τα ορνεα, προθυμα αδειν, εν τω δενδρω μενει.
Nel campo di un contadino c’è una pianta, non porta frutti, ma è solo un rifugio peri passeri. Il contadino vuole tagliare la sterile pianta, prende dal ripostiglio la scure e si avvia verso il campo. Qui assesta un fendente con la scure. Gli uccelli (lo) implorano di non tagliare la pianta: infatti la pianta è un rifugio per gli uccelli e dal rifugio sono soliti rallegrare con canti il contadino. Egli non si cura degli argomenti dei volatili ed assesta un secondo ed un terzo fendente. Quando sotto la scure l’albero si squarcia, all’interno il contadino trova uno sciame di api e del miele. Egli (lo) gusta e lascia cadere in terra l’ascia e si prende cura della pianta: così l’albero viene ritenuto sacro e viene risparmiato dal contadino. Gli uccelli, celebrano (sogg. neutro pl. , verbo al singolare) l’offerta, rimangono nell’albero. (by Geppetto)
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Η γαλεη εραται νεανιου και ευχεται τη Αφροδιτης ουτως: "Μεθιστη την εμην μορφην εις την της κορης". Η δε θεα υπακουει της γαλεης και εις την κορην καλην μεθιστησι ... εις την αρχαιαν μορφην την γαλενην. (da Esopo)
La donnola è innamorata di un giovane e prega così Afrodite: "trasforma il mio aspetto in una fanciulla". La dea ascolta la donnola e la trasforma in una fanciulla. Il giovane vede la fanciulla si innamora e la conduce a casa. Il giovane e la fanciulla sono sul letto ma Afrodite poiché...(continua) vuole sapere se la donnola è diventata veramente una fanciulla (καθίημι ) manda un topo nella casa. Ma quella scende dal letto ed insegue il topo. La dea si adira e fa tornare la donnola nell'originale aspetto.