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Γυνη χηρα εν τη οικια τας θεραπαινας εχει. Η δεσποινα καθ' ημεραν τας θεραπαινας επι τας εργασιας εγειρει ... τοις πολιταις αι γνωμαι των συμφορων αιτια γιγγνονται.
Una donna vedova in casa aveva delle schiave. La padrona giorno e notte sveglia le ancelle per i lavori quelle soffrono e decidono di strozzare il gallo in casa, ritengono infatti il gallo causa dei mali perché sveglia la padrona, così la padrona non capisce l'ora e sveglia le schiave durante la notte per i lavori. Così per i cittadini le decisioni diventano causa delle sciagure.
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Δυο φιλοι ομου βαδιζουσι. Ως εξαπιναιως αρκτος φαινεται ο μεν αναβαινει επι πευκην και ενταυθα κρυπτεται ... οι εν κινδυνοις ου παραμενουσι.
Due amici percorrono la stessa strada. Quando all'improvviso appare un'orsa, uno sale su un pino e li si nasconde mentre l'altro sta per essere raggiunto cade a terra e si finge morto. Quando l'orsa si avvicina all'uomo e lo fiuta, l'uomo contiene i respiri. Dicono infatti che l'orsa non attacca i morti. Quando l'amico scende dall'albero domanda che cosa l'orsa gli sussurra(va). E quello risponde (lett. dice): "L'orsa dice che non è conveniente avere come compagni di viaggio amici che nei pericoli non ti stanno vicino".
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Ελαφος διψη συνεχομενη παρεγιγνετο επι πηγην· πινουσα δε, ως εθεατο την εαυτη σκιαν επι του υδατος ... οι δε πιστοι νομιζομενοι προδοται.
Una cerva tormentata dalla sete giungeva ad una fonte; ma bevendo, quando vedeva la sua stessa ombra sopra l'acqua da un lato era fiera delle corna poiché vedeva la loro varietà di colori e la (loro) grandezza, dall'altro le erano proprio odiose le zampe poiché erano esili. Mentre ancora ella meditava, spuntando un leone la inseguiva: quella si volgeva in fuga e per un po'lo superava; la forza infatti dei cervi è nelle zampe, dei leoni è nel cuore. Finché dunque era nella pianura, questa si salvava. Ma poi quando era in un luogo coperto di selve allora lo incontrava, poiché le sue corna si intrecciavano ai rami e non potendo correre, veniva presa. Mentre era sul punto di essere uccisa diceva a se stessa: "Io sono di certo sventurata, venivo salvata dalle cose che criticavo, sono rovinata dalle cose in cui confidavo intensamente. "Così spesso nei pericoli quelli sospettati fra gli amici sono causa di salvezza, mentre (sono) traditori quelli che si ritengono fedeli.
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Κυνες λιμωττουσαι, ως εωρων εν τινι ποταμω βυρσας βρεχομενα, μη δυναμεναι εφικνεισθαι αυτων συνετιθεντο οπως πρωτον το υδωρ εκπινωσι, ειθ' ουτως επι τας βυρσας παραγιγνωνται. Συνεβαινε δε αυταις πινουσαις διαρρηγνυσθαι πριν των βυρσων εφικνεισθαι. Ουτως ενιοι των ανθρωπων, υφισταμενοι επισφαλεις μοχθους δί ελπιδα κερδους, φθανουσι καταναλισκομενοι πριν περιγιγνεσθαι τουτων α βουλονται.
Delle cagne che soffrivano la fame poiché vedono in un fiume delle pelli che erano state immerse non riuscendo a raggiungerle (ἐφικνέομαι regge il genitivo αυτων) si organizzavano prima per bere l'acqua poi (ειθ' = εἶτα) per arrivare vicino alle pelli. Accadeva loro invece di scoppiare mentre bevevano. [lett. Accadeva invece che a loro che bevevano di scoppiare] prima di raggiungere le pelli. Così alcuni fra gli uomini, per la speranza di un profitto affrontano pericolose fatiche, prima di raggiungere le cose che vogliono.
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Εν νησιδιω ταυρος ενεμετο· τη δε κοπρω αυτου κανθαροι ετρεφοντο δυο. Και δη οτε η χειμερια ωρα ενιστατο, ο κανθαρος τω ετερω ελεγεν ως βουλοιτο εις την ηπειρον διαπετεσθαι, ινα η τροφη ικανως υπαρχη τω λειπομενω μονω εν τω νησιδιω και αυτος εκεισε την χειμεριαν ωραν διαγιγνηται. Ελεγε δε οτι, οταν αφθονον την νομην ευρισκη, και αυτω φεροι. Ο δε κανθαρος παρεγιγνετο εις την χερσον, κατελαμβανεν αφθονον την κοπρον αλλα, οτι υγρα ην, εμενε και ετρεφετο ενταυθα. Επει δε εαρινη ωρα ην, ο κανθαρος παλιν εις το νησιδιον διεπετετο. Ο δε ετερος, οτε εθεατο αυτον λιπαρον, ητιατο αυτον διοτι εψευδετο. Ο δε ελεγε· "Μη εμε μενφου, τον δε τοπον· εκει τροφη εστιν αλλα εκειθεν ου δυναται εκφερεσθαι". Ο μυθος αν αρμοζοι τοις βουλομενοις ειναι φιλοις τοις μεν λογοις, ου δε εργω.
In un'isoletta pascolava un toro; i due si nutrivano con il suo sterco. E quando/poiché incombeva la stagione invernale lo scarabeo diceva all'altro che avrebbe voluto volare verso il continente cosicché sarebbe stato disponibile il cibo sufficiente per quello lasciato solo nell'isoletta e lui avrebbe trascorso là la stagione invernale. Diceva che se avesse trovato abbondante foraggio, l' avrebbe portato a lui. Ma lo scarabeo giungeva alla terraferma e trovava abbondante sterco ma, poiché era umido, rimaneva e si cibava. Quando c'era la stagione primaverile di nuovo lo scarabeo volava verso l'isoletta. Ma l'altro, quando lo vedeva l'altro ben pasciuto, lo accusava perché (lo) aveva ingannato. Ma egli diceva: "Non biasimare me ma il luogo; là il cibo c'è, ma laggiù non può essere portato via." La favola potrebbe essere adatta per coloro che vogliono essere amici con le parole ma non con i fatti (lett. presente "fatto")