- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 5
Επει εν ταμειω επεξεχυθη μελι, μυιαι προσεπετοντο και καθησθιον...- λιχνεια κακων αιτια γιγνεται.
Poiché nella dispensa si era versato del miele, delle mosche giunsero a volo e lo mangiarono. Per la dolcezza del prodotto non se ne staccano, ma anzi le loro zampette vi restavano piantate (ἐμπήγνῡμι): poiché non potevano liberarsi, restavano asfissiate (ἀποπνίγω) e dicevano: "Noi infelici! Infatti moriamo per un piccolo godimento!". Così anche per gli uomini la golosità genera occasione di cose dannose.
(By Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 5
Αιγοβοσκος τας αγιγας ανηγε προς τον σταθμον... κεκλασμενον την αληθειαν δεικυσιν".
Un pastore conduceva (ἀνάγω) le capre nel recinto. Una di esse restava nel campo per brucare. Il pastore lanciava (κατάγνῡμι) una pietra contro la capra e le spezzava un corno. L'uomo credeva necessario non rivelare (δηλόω) il fatto al padrone. E la capra: "Se anche tengo il segreto, le mie corna spezzate provano la verità".
(By Geppetto)
Versione stesso titolo ma diversa
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 5
Γυνὴ τις χήρα ὄρνιν εἶχε καθ’ ἑκάστην ἡμέραν ὠὸν αὐτῇ τίκτουσαν. Νομίσασα δὲ ὡς, εἰ πλείους τῇ ὄρνιθι κριθὰς παραβάλλοι, δὶς τέξεται τῆς ἡμέρας, τοῦτο πεποίηκεν. Ἡ δ’ ὄρνις τιμελὴς γενομένη οὐδ’ ἅπαξ τῆς ἡμέρας τεκεῖν ἠδύνατο. Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι οἱ διὰ πλεονεξίαν τῶν πλειόνων ἐπιθυμοῦντες καὶ τὰ παρόντα ἀποβάλλουσι.
Una donna vedova aveva una gallina (ὄρνις - ῑθος) che le forniva un uovo ogni giorno: la donna nutriva generosamente la gallina pensando che le potesse dare due uova. La gallina, per l'abbondanza diventata grassa, non poteva più fornire neanche un uovo come prima. Il racconto dimostra che coloro che mirano (i miranti) alla ricchezza sono spogliati anche delle poche cose (che hanno) nelle mani.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 5
Κώροοψ προς λέοντα ήρχετο και ελεγεν· «Δυνατώτερός μου ουκ ει· πιστεύεις δυνάμει μεγίστη, οτι τοις παχέσιν όδοΰσιν έρρωμενέστατα δάκνεις και τοις όνυξι ξύεις, αλλά και γυνή τ ω άνδρί μάχεται και ουτω ποιεί. Έγώ ειμί σου ισχυρότερος. Εις τον πόλεμον έρχώμεθα, εί θέλεις.» Και ό κώνωψ τω λέοντι έπεχείρει, τό του ζώου πρόσωπον άτριχον περί τάς ρίνας δάκνων. Ό δε λέων τοις ιδίοις όνυξι τον κώνωπα έτίτρωσκε και τέλος άπηύδα. Ό δέ κώνωψ μετά την νίκην αδων έξεπέτετο, άλλα αράχνης δεσμ ω και έσθιόμενος ωμωζεν οτι, τοις μεγίστοις μαχόμενος υπό ζ ωου μικρότατου ένικάτο. Ό μΰθός έστι προς τους καταβάλλοντας τους μεγάλους και υπό των μικρών καταβαλλομένους.
Una zanzara giungeva presso un leone e diceva: "Non sei certo più forte di me: confidi in una grandissima forza poiché mordi con le zanne (ὀδούς - ὀδόντος) acuminate le cose più dure e ferisci con gli artigli, ma persino una donna che combatte con un uomo fa questo. Io sono assai più forte di te. Se vuoi, battiamoci in guerra". E la zanzara attaccava il leone mordendo la faccia glabra (dove non ha peli) dell'animale fra le narici. Il leone con i suoi artigli (ὄνυξ - ῠχος) attentava alla zanzara e alla fine rinunciava (ἀπαυδάω). La zanzara, dopo la vittoria, volava via (ἐκπέτομαι) inneggiando, ma, catturata da una ragnatela, si lamentava (οἰμώζω) del fatto che, dopo aver combattuto con i più forti, periva contro un animale più piccolo. I l racconto si rivolge a coloro che vogliono demolire i grandi e vengono demoliti dai piccoli.
(By Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 5
Ανηρ πενης νοσων ευξατο τοις θεοις, ει διασωθειη, βους εκατον εις θυσιαν προσοισειν... Ο μυθος δηλοι οτι τοις ψευδεσιν των ανθρωπων εχθραινει το θειον.
Un uomo povero essendo malato fece voto agli dei che, se fosse sopravvissuto, avrebbe offerto cento buoi per un sacrificio. E gli dei volendo metterlo alla prova lo liberarono dalla malattia. Ed egli, dopo essersi alzato poiché era privo di buoi, dopo aver plasmato cento buoi di grasso, posti (questi) sull'altare li bruciò. Ma gli dei, volendo ricambiarlo avendogli mandato un sogno gli dissero: "Vai sulla spiaggia in questo luogo. Là infatti troverai mille dramme attiche. E quello dopo essersi destato con piacere e in fretta si recò al luogo indicato. Ma lì appunto, imbattutosi nei pirati, fu da loro catturato. E fatto prigioniero chiedeva ai pirati di essere lasciato libero promettendo di dare loro mille talenti d'oro. Ma poiché non veniva creduto, portato via da loro fu messo in vendita per mille dramme. La favola dimostra che la divinità è ostile a coloro che sono falsi tra gli uomini.