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Λυκος, υπο κυνων διωκομενος και βιαιως δακνομενος, εις αντρον τινα κατεφευγεν· εν ω χαμαι επι πολυ κατακειμενος δια πεινην και διψην ωδυρετο ... Ο λογος ευκαιρος προς ανδρα κακουργον δί υποκρισεως ενδρευοντα. (da Esopo)
Un lupo, braccato e morso con forza dai cani, si rifugiava in una grotta; in questa, disteso per terra, assai si lamentava per la fame e la sete, poiché non era in grado di trovare per sé del nutrimento. Per potere allora sopravvivere (mantenersi in vita), vedendo una pecora che si avvicinava alla grotta, a questa chiedeva perché gli portasse dell'acqua dal fiume che lì scorreva. "Se infatti tu mi darai (δίδωμι e διδόω) l'acqua io troverò (εὑρίσκω) il cibo per me". La pecora rispondeva: "Dici ben, lupo! Se infatti io ti porterò l'acqua, tu troverai anche il cibo in me". Racconto adatto per l'uomo che fa del male con l' insidia dell'ipocrisia.
(By Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
Un lupo inseguito e morso violentemente dai cani, trovava scampo presso un antro; nel quale giacendo per terra per molto tempo, gemeva per fame e sete, non potendo provvedere a sé stesso nutrimento. Stando ormai sul punto di morire, vedendo una pecora che passava davanti vicino all'antro, gli chiedeva di portargli acqua dal fiume che scorre vicino: "se infatti mi darai acqua, io troverò per me il cibo". La pecora rispondeva: "Dici bene, o lupo; se infatti io condurrò a te acqua, anche ti servirai di me come cibo". Il racconto è appropriato all'uomo perverso che tende agguato con simulazione.
(By Stuurm)
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Έν τῇ ὒλῃ δρυτύμοι τήν πεύκην έπιπόνως σχίζουσι· ή δέ γάρ ύψηλή καί κρατερά έστι. Οί δέ δρυτόμοι μηχανήν εύρίσκονται καί έκ τῆς αύτῆς πεύκης σφηνάρια έργάζονται· διά τούτων εύκόλως αύτήν σχίζουσιν. Ή δέ πεύκη λέγει· «Εγώ δεινά πάσχω· ού τήν άξίνην μέμφομαι άλλά τά σφηνάρια· ή δέ άξίνη άλλοτρία έστί, τά δέ έκ έμοῦ έπίγονά είσιν». Ό μῦθος δηλοῖ ὂτι ού τοσούτόν έστι δεινόν ὂτε’ ό άνθρωπος ύπό τῶν άλλοτρίων πάσχει κακά ὂσον ύπό τῶν οίκείων.
TRADUZIONE LETTERALE
Nel bosco i taglialegna con fatica spaccano il pino; quello infatti è alto e possente. Ma i taglialegna trovano un espediente e dallo stesso pino fanno piccoli cunei; tramite questi lo spaccano facilmente. Il pino dice: "Soffro in modo terribile: non biasimo l'ascia ma i piccoli cunei; l'ascia è estranea, mentre essi sono discendenti da me". Il racconto mostra che non tanto è cosa terribile quando l'uomo subisca i mali dagli estranei quanto dai familiari.
(By Stuurm)
Altra proposta di traduzione
In un bosco abbattono a fatica un pino: questo è davvero alto e vigoroso. I taglialegna cercano un modo e ricavano da quel pino dei cunei: dopodiché facilmente lo abbattono.
Il pino dice: " Quali cose terribili soffro: io non rimprovero l'ascia, ma i cunei; l'ascia è normale, quelli invece sono ricavati da me (sono miei discendenti)".
Il racconto mostra che non è tanto terribile quello che l'uomo soffre da parte degli altri quanto per la cattiveria dei prossimi. (by Geppetto)
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Έν λειμῶνι έκαστης ημέρας πρωί έπι ύψηλῶν δένδρων άηδών κατά την συνήθειαν ήδέως ᾄδει. Ίέραξ δέ ποτε άκούει τῆς ῴδῆς καί βρώματος έπιθυμίᾳ καταπετεται, επιπίπτει τῇ αηδόνι καί αρπάζει. Ή δέ τόν ίέρακα ίκετεύει· «Ὦ γενναῖε, ὧ μεγαλόψυχε ὂρνις, φείδου μου λεπτόν γάρ όρνίτθιόν είμι καί ίκανόν παρέχειν μικρόν βρῶμα και όλίγην τροφήν· πρόσμενε, ὧ φίλε, τούς έ- μούς τοκέας, οί πσλύσαρκοί είσιν». Ό δέ ιέραξ πείθεται καί άπολύει την άηδόνα· ή δέ ταχέως άποφεύγει καί τῷ άνοήτῳ ίέρακι λέγει «Ὦ μάταιε, είc τόν λοιπόν χρόνον μή άποβάλλε τά άγαθά έν χερσίν ὂντα κενῶν έλπίδων ἒνεκα».
In un prato, tutti i giorni di buon mattino, un usignolo su alti alberi, per abitudine, canta dolcemente. Una volta uno sparviero ode il canto e vola giù con brama di cibo, piomba sull'usignolo e (lo) afferra. Quello supplica lo sparviero: " O nobile, magnanimo uccello, abbi compassione di me: infatti sono un gracile uccellino e capace di fornire un piccolo pasto ed un piccolo nutrimento; aspetta, o amico, i miei genitori, i quali sono molto grossi". Lo sparviero si persuade e lascia andare l'usignolo; egli subito fugge via e dice allo stolto sparviero: "O sciocco, non lasciare per il futuro le cose buone che sono nelle mani per vane speranze". (by Stuurm)
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Σαλπιγκτης τους στρατιωτας επισυναγει και εις την μαχην οτ ρυνει. Ο δε εν τη μαχη λαμβανεται υπο της πολεμιας στρατιας ... Ουτως η τεχνη ολλυσι τον σαλπιγκτην.
Un trombettiere raduna i soldati e li esorta alla battaglia. Costui nella battaglia viene preso dall'esercito nemico e supplica così: "Non uccidetemi, io sono un trombettiere e non combatto e non uccido i soldati ma sono solo la tromba." Ma i nemici dicono: "Non sei in grado di uccidere ma ecciti i soldati alla battaglia e all'omicidio. Così l'arte uccide il trombettiere.
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Il Leone poiché sentiva una Rana, si fermò, e pensò che fosse la voce di qualcosa di grande, e attendeva con timore. Quando vide quella bestiola così piccolina, rise, e la calpestò con le zampe. Questa favola ci vieta i timori vani, come quell’altra del parto del Monte.