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LA LEGISLAZIONE DI DRACONE
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE
Sotto l'arcontato di Aristecmo Dracone isttuì le leggi; questo ordinamento aveva tale carattere. I diritti politici erano attribuiti a coloro che erano in grado di armarsi fra gli opliti; questi eleggevano i nove arconti e i tesorieri fra quelli che avevano un apitale libero da ogni ipoteca non inferiore a dieci mine, e le altre magistrature inferiori fra quelli che potevano armarsi fra gli opliti, gli strateghi e gli ipparchi fra quelli che dimostravano di avere un capitale libero da ogni ipoteca non inferiore a cento mine e figli legittimi, nati da moglie legittima e di età superiore a dieci anni; questi dovevano avere com garanti i pritani, gli strateghi e gli ipparchi usciti di carica fino al rendiconto, ricevendo garanti della stessa classe degli strateghi e degli ipparchi. formavano il Consiglio 401 cittadini con pini diritti, tirati a sorte; si tiravano a sorte per questo Consiglio e per le altre magistrature quelli si età superiore a trenta anni; e lo stesso cittadino non poteva essere magistrato due volte prima che lo fossero satti tutti e solo allora di nuovo ricominciavano il sorteggio, come all'inizio.
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οἱ γὰρ Ἀθηναῖοι τοὺς τῶν τυράννων φίλους, ὅσοι μὴ συνεξαμαρτάνοιεν ἐν ταῖς ταραχαῖς, εἴων οἰκεῖν τὴν πόλιν, χρώμενοι τῇ εἰωθυίᾳ τοῦ δήμου πρᾳότητι· ὧν ἡγεμὼν καὶ προστάτης ἦν Ἵππαρχος. εὐθὺς δὲ τῷ ὑστέρῳ ἔτει, ἐπὶ Τελεσίνου ἄρχοντος, ἐκυάμευσαν τοὺς ἐννέα ἄρχοντας κατὰ φυλὰς ἐκ τῶν προκριθέντων ὑπὸ τῶν δήμων πεντακοσίων, τότε μετὰ τὴν τυραννίδα πρῶτον. οἱ δὲ πρότεροι πάντες ἦσαν αἱρετοί. καὶ ὠστρακίσθη Μεγακλῆς Ἱπποκράτους Ἀλωπεκῆθεν. ἐπὶ μὲν οὖν ἔτη γ΄ τοὺς τῶν τυράννων φίλους ὠστράκιζον, ὧν χάριν ὁ νόμος ἐτέθη, μετὰ δὲ ταῦτα τῷ τετάρτῳ ἔτει καὶ τῶν ἄλλων εἴ τις δοκοίη μείζων εἶναι μεθίσταντο· καὶ πρῶτος ὠστρακίσθη τῶν ἄπωθεν τῆς τυραννίδος Ξάνθιππος ὁ Ἀρίφρονος
Infatti, gli Ateniesi infatti, usando (χρώμενοι, part pres χράομαι) la mitezza (πρᾱότητι dat πραότης) del popolo, permettevano (εἴων imperf ἐάω) a tutti gli amici dei tiranni, per quanti almeno non avessero commesso colpe (συνεξαμαρτάνοιεν, συνεξαμαρτάνω ottat pres 3a pl) durante i tumulti di abitare nella città; capo di questi (ὧν) era Ipparco...(CONTINUA)
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ESOPO INTERVIENE IN UNA QUESTIONE POLITICA A SAMO
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Alfa beta grammata - pag. 126 n. 44
TRADUZIONE n. 1
Esopo parlando in pubblico di un demagogo che era condannato con pena di morte raccontò che una volpe che attraversava il fiume era stata spinta in un burrone, non potendo uscire soffriva per molto tempo e che molte zecche le si attaccavano, e che un riccio vagando, che non appena la vedi, provando compassione chiedeva se dovesse toglierle, non la lasciò andare dunque quello: chiedendole perché: "perché queste" disse " sono già sazie e tirano poco sangue, se me le togliere altre essendo arrivate affamate berranno il mio sangue restante". "ebbene anche voi, o uomini di samo, questo non danneggerà in niente (infatti è ricco), se lo ucciderete, arriveranno altri poveri che consumeranno rubando ciò che resta.
traduzione n. 2
Esopo, parlando una volta in pubblico a Samo, mentre un demagogo era giudicato in un processo capitale (con pena di morte), raccontò che una volpe, mentre attraversava un fiume, era stata spinta in un burrone, e non riuscendo ad uscire, soffriva per lungo tempo e molte zecche le si attaccavano e che, un riccio che passava, quando la vide, provando compassione, le chiese se dovesse toglierle le zecche, ma essa non glielo permetteva; e, chiedendole per quale motivo, "Perché queste" - gli disse - "sono sazie di me e succhiano poco sangue, se invece me le togliete, altre, arrivando affamate succhieranno via il mio sangue restante". "Ebbene, cittadini di Samo, costui non vi danneggerà più in niente (è infatti ricco), ma se lo ucciderete, arriveranno altri poveri, che vi consumeranno rubando ciò che resta"
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PARMENIDE VERSIONE DI GRECO di Platone TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
Παρμενιδης μεν γαρ εοικε του κατα τον λογον ενος απτεσθαι, Μελισσος δε του κατα την υλην (διο και ο μεν πεπερασμενον ο δ' απειρον φησιν ειναι αυτο)· Ξενοφανης δε πρωτος τουτων ενισας (ο γαρ Παρμενιδης τουτου λεγεται γενεσθαι μαθητης) ουθεν διεσαφηνισεν, ουδε της φυσεως τουτων ουδετερας εοικε θιγειν, αλλ' εις τον ολον ουρανον αποβλεψας το εν ειναι φησι τον θεον. Ουτοι μεν ουν, καθαπερ ειπομεν, αφετεοι προς την νυν ζητησιν, οι μεν δυο και παμπαν ως οντες μικρον αγροικοτεροι, Ξενοφανης και Μελισσος· Παρμενιδης δε μαλλον βλεπων εοικε που λεγειν.
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La felicità
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Hellenikon Phronemata
Εστω δη ευδαιμονια ευπραξια μετ' αρετης, η αυταρκεια ζωης, η ο βιος ο μετα ασφαλειας ηδιστος, η ευθενια κτηματων και σωματων μετα δυναμεως φυλακτικης τε και πρακτικης τουτων σχεδον γαρ τουτων εν η πλειω την ευδαιμονιαν ομολογουσιν ειναι απαντες. Ει δη εστιν η ευδαιμονια τοιουτον, αναγκη αυτης ειναι μερη ευγενειαν, πολυφιλιαν, χρηστοφιλιαν, πλουτον, ευτεκνιαν, πολυτεκνιαν, ευγηριαν ετι τας του σωματος αρετας (οιον υγιειαν, καλλος, ισχυν, μεγεθος, δυναμιν αγωνιστικην), δοξαν, τιμην, ευτυχιαν, αρετην η και τα μερη αυτης φρονησιν, ανδρειαν, δικαιοσυνην, σωφροσυνην ουτω γαρ αν αυταρκεστατος τις ειη, ει υπαρχοι αυτω τα τ' εν αυτω και τα εκτος αγαθα· ου γαρ εστιν αλλα παρα ταυτα.
TRADUZIONE
Dunque la felicità sia l'operare bene insieme alla virtù, o indipendenza dalla vita, o la vita piacevolissima con sicurezza, o abbondanza di ricchezze e di schiavi con la forza prudente ed efficace di queste. Infatti tutti quanti ammettono che la felicità sia una o più di queste cose. Se appunto la felicità è tale cose, è necessario che parte di queste siano nobiltà d'animo, gran numero di amici, amicizia con persone perbene, ricchezza, abbondanza di figli, fecondità, felice vecchiaia. Inoltre le virtù del corpo( come la salute, la bellezza, la forza, l'altezza, la forza di lottare) la gloria, l'onore, la felicità, la virtù o anche le parti di questa intelligenza, coraggio, giustizia, temperanza; così infatti uno sarebbe molto indipendente se avesse i beni in lui e fuori di lui; infatti non ci sono altre cose eccetto queste.
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