ESOPO INTERVIENE IN UNA QUESTIONE POLITICA A SAMO
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Alfa beta grammata - pag. 126 n. 44
TRADUZIONE n. 1
Esopo parlando in pubblico di un demagogo che era condannato con pena di morte raccontò che una volpe che attraversava il fiume era stata spinta in un burrone, non potendo uscire soffriva per molto tempo e che molte zecche le si attaccavano, e che un riccio vagando, che non appena la vedi, provando compassione chiedeva se dovesse toglierle, non la lasciò andare dunque quello: chiedendole perché: "perché queste" disse " sono già sazie e tirano poco sangue, se me le togliere altre essendo arrivate affamate berranno il mio sangue restante". "ebbene anche voi, o uomini di samo, questo non danneggerà in niente (infatti è ricco), se lo ucciderete, arriveranno altri poveri che consumeranno rubando ciò che resta.
traduzione n. 2
Esopo, parlando una volta in pubblico a Samo, mentre un demagogo era giudicato in un processo capitale (con pena di morte), raccontò che una volpe, mentre attraversava un fiume, era stata spinta in un burrone, e non riuscendo ad uscire, soffriva per lungo tempo e molte zecche le si attaccavano e che, un riccio che passava, quando la vide, provando compassione, le chiese se dovesse toglierle le zecche, ma essa non glielo permetteva; e, chiedendole per quale motivo, "Perché queste" - gli disse - "sono sazie di me e succhiano poco sangue, se invece me le togliete, altre, arrivando affamate succhieranno via il mio sangue restante". "Ebbene, cittadini di Samo, costui non vi danneggerà più in niente (è infatti ricco), ma se lo ucciderete, arriveranno altri poveri, che vi consumeranno rubando ciò che resta"