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Πρωτον μεν ουν υποκεισθω πολιτεια καθαπερ εδαφος βεβαιον και ισχυρον η προαιρεσις αρχην εχουσα κρισιν και λογον αλλα μη πτοιαν... εχοντα και ταραχας αγωνται.
Traduzione libera
Per prima cosa l'attività politica deve fondarsi non su una situazione dettata da vanagloria o spirito di rivalità, né sulla mancanza di altre occupazioni, ma su una scelta chiara e sicura derivante dal giudizio o dalla ragione. Alcuni infatti si dedicano agli affari pubblici solo perché non hanno altri impegni meritevoli di attenzione, e cosìì prendono la politica come uno svago, simili a coloro che, non avendo niente di utile da fare in casa, passano la maggior parte del tempo in piazza, anche senza un motivo. Molti entrano in politica per puro caso, e quando poi magari ne provano disgusto fanno fatica a tirarsene fuori come quelli che salgono su una barca solo per dondolarsi finchè sospinti al largo, iniziano a soffrire il mal di mare e presi dal panico e dalla nausea non possono far altro che rimanere li a guardare la riva lontana, vittime di una situazione nella quale essi stessi si sono cacciati. Per di più questi individui, con i loro ripensamenti e col dolersi di averla intrapresa, finiscono per screditare enormemente lattività politica, quando si vedono tanti sogni di gloria andare in fumo e precipitare nell'oscurità coloro che li avevano cullati: i quali, se prima speravano d'incutere negli altri soggezione e timore per il fatto di avere in mano il potere si trovano intrappolati nel rischio e nello sconcerto.
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Ετι δε παις ων ομολογειται φορας μεστος ειναι, και τη μεν φυσει συνετος, τη δε προαιρεσει μεγαλοπραγμων και πολιτικος... και μεγαλην απεργασασθαι.
Essendo ancora fanciullo, si riconosce che è pieno di impeto/ardore, e di natura perspicace, e per sua scelta uomo di grandi imprese e politico. Infatti, trovandosi nei momenti di svago e di ozio dagli studi, non giocava né oziava come la maggior parte dei fanciulli, ma lo si trovava intento a preparare alcuni discorsi e a comporli per sé. E i discorsi erano l'accusa di qualcuno o la difesa dei fanciulli. Per questo il maestro era solito dirgli: 'Tu, o fanciullo, non sarai nulla di piccolo, ma in ogni caso un grande bene o un grande male. E poiché imparava con svogliatezza e senza entusiasmo le educazioni che formavano il carattere o che erano dedicate a qualche piacere e a una grazia liberale, mentre di quelle che riguardavano l'intelligenza o l'azione era evidente che eccelleva oltre la sua età, come affidandosi alla sua natura. Per questo, più tardi, essendo deriso nelle cosiddette occupazioni liberali e raffinate da parte di coloro che credevano di essere stati educati, era costretto a difendersi in modo un po' più brusco, dicendo che non sapeva accordare la lira né maneggiare il salterio, ma che, avendo ricevuto una città piccola e ignota, sarebbe stato capace di renderla illustre e grande.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
A. VERBI
ὢν: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di εἰμί (essere).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
ὁμολογεῖται: Indicativo Presente Medio/Passivo, 3ª persona singolare di ὁμολογέω (ammettere, essere riconosciuto).
Paradigma: ὁμολογέω, ὁμολογήσω, ὡμολόγησα, ὡμολόγηκα, ὡμολόγημαι, ὡμολογήθην.
εἶναι: Infinito Presente Attivo di εἰμί (essere). (Compare due volte, una al futuro)
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
γιγνόμενος: Participio Presente Medio/Passivo, nominativo maschile singolare di γίγνομαι (divenire, trovarsi).
Paradigma: γίγνομαι, γενήσομαι, ἐγενόμην, γέγονα, γεγένημαι, -.
ἔπαιζεν: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di παίζω (giocare).
Paradigma: παίζω, παιξοῦμαι / παίξομαι, ἔπαισα, -, πέπαιγμαι, ἐπαίσθην.
ἐρρᾳθύμει: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di ῥᾳθυμέω (essere negligente, oziare).
Paradigma: ῥᾳθυμέω, ῥᾳθυμήσω, ἐρρᾳθύμησα, -, -, -.
εὑρίσκετο: Indicativo Imperfetto Medio/Passivo, 3ª persona singolare di εὑρίσκω (trovare; al medio: essere trovato, darsi a).
Paradigma: εὑρίσκω, εὑρήσω, ηὗρον / εὗρον, ηὕρηκα / εὕρηκα, ηὕρημαι / εὕρημαι, ηὑρέθην / εὑρέθην.
μελετῶν: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di μελετάω (esercitarsi, studiare).
Paradigma: μελετάω, μελετήσω, ἐμελέτησα, μεμελέτηκα, μεμελέτημαι, ἐμελετήθην.
συνταττόμενος: Participio Presente Medio/Passivo, nominativo maschile singolare di συντάσσομαι (organizzare per sé, comporre).
Paradigma: συντάσσομαι, συντάξομαι, συνεταξάμην, -, συντέταγμαι, συνετάχθην.
Ήσαν: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona plurale di εἰμί (essere).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
εἰώθει: Indicativo Piuccheperfetto Attivo, 3ª persona singolare di ἔθω (essere solito). (Con valore di imperfetto).
Paradigma: ἔθω, -, -, εἴωθα, -, -.
λέγειν: Infinito Presente Attivo di λέγω (dire).
Paradigma: λέγω, ἐρῶ / λέξω, εἶπον / ἔλεξα, εἴρηκα, εἴρημαι / λέλεγμαι, ἐρρήθην / ἐλέχθην.
ἔσει: Indicativo Futuro Attivo, 2ª persona singolare di εἰμί (essere).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
παιδεύσεων: Genitivo femminile plurale (delle educazioni).
σπουδαζομένας: Participio Presente Medio/Passivo, accusativo femminile plurale di σπουδάζω (darsi da fare, curare con interesse; al passivo: essere curato).
Paradigma: σπουδάζω, σπουδάσομαι, ἐσπούδασα, ἐσπούδακα, ἐσπούδασμαι, ἐσπουδάσθην.
ὀκνηρῶς: Avverbio (svogliatamente).
ἐξεμάνθανε: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di ἐκμανθάνω (imparare a fondo, apprendere).
Paradigma: ἐκμανθάνω, ἐκμαθήσομαι, ἐξεμάθον, ἐκμεμάθηκα, -, -.
λεγομένων: Participio Presente Medio/Passivo, genitivo neutro plurale di λέγω (dire; al passivo: essere detto, trattato).
Paradigma: λέγω, ἐρῶ / λέξω, εἶπον / ἔλεξα, εἴρηκα, εἴρημαι / λέλεγμαι, ἐρρήθην / ἐλέχθην.
δῆλος ἦν: Locuzione (era evidente). ἦν è Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di εἰμί.
ὑπερερῶν: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di ὑπερέχω (superare, eccellere).
Paradigma: ὑπερέχω, ὑπερέξω / ὑπερσχήσω, ὑπερέσχον, ὑπερέσχηκα, -, -.
πιστεύων: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di πιστεύω (fidarsi, credere).
Paradigma: πιστεύω, πιστεύσω, ἐπίστευσα, πεπίστευκα, πεπίστευμαι, ἐπιστεύθην.
λεγομέναις: Participio Presente Medio/Passivo, dativo femminile plurale di λέγω (dire; al passivo: essere dette).
Paradigma: λέγω, ἐρῶ / λέξω, εἶπον / ἔλεξα, εἴρηκα, εἴρημαι / λέλεγμαι, ἐρρήθην / ἐλέχθην.
πεπαιδεῦσθαι: Infinito Perfetto Passivo di παιδεύω (educare; al passivo: essere stato educato).
Paradigma: παιδεύω, παιδεύσω, ἐπαίδευσα, πεπαίδευκα, πεπαίδευμαι, ἐπαιδεύθην.
δοκούντων: Participio Presente Attivo, genitivo maschile plurale di δοκέω (sembrare).
Paradigma: δοκέω, δόξω, ἔδοξα, -, δέδογμαι, ἐδόχθην.
χλευαζόμενος: Participio Presente Medio/Passivo, nominativo maschile singolare di χλευάζω (deridere, schernire).
Paradigma: χλευάζω, χλευάσω, ἐχλεύασα, -, -, ἐχλευάσθην.
ἠναγκάζετο: Indicativo Imperfetto Medio/Passivo, 3ª persona singolare di ἀναγκάζω (costringere; al passivo: essere costretto).
Paradigma: ἀναγκάζω, ἀναγκάσω, ἠνάγκασα, ἠνάγκακα, ἠνάγκασμαι, ἠναγκάσθην.
ἀμύνεσθαι: Infinito Presente Medio di ἀμύνω (difendersi, vendicarsi).
Paradigma: ἀμύνω, ἀμυνῶ, ἤμυνα, -, -, -.
ἁρμόσασθαι: Infinito Aoristo Medio di ἁρμόζω (accordare, adattare).
Paradigma: ἁρμόζω, ἁρμόσω, ἥρμοσα, ἥρμοκα, ἥρμοσμαι, ἡρμόσθην.
μεταχειρίσασθαι: Infinito Aoristo Medio di μεταχειρίζομαι (maneggiare, usare).
Paradigma: μεταχειρίζομαι, μεταχειριοῦμαι, μετεχειρισάμην, -, -, -.
ἐπίσταιτο: Ottativo Presente Medio/Passivo, 3ª persona singolare di ἐπίσταμαι (sapere, conoscere).
Paradigma: ἐπίσταμαι, ἐπιστήσομαι, -, -, -, ἠπιστήθην.
παραλαβὼν: Participio Aoristo Attivo, nominativo maschile singolare di παραλαμβάνω (prendere in consegna, ricevere).
Paradigma: παραλαμβάνω, παραλήψομαι, παρέλαβον, παραείληφα, παραείλημμαι, παρελήφθην.
ἀπεργάσασθαι: Infinito Aoristo Medio di ἀπεργάζομαι (fare, realizzare).
Paradigma: ἀπεργάζομαι, ἀπεργάσομαι, ἀπηργασάμην, -, ἀπήργασμαι, -.
B. NOMI (Sostantivi propri e comuni):
παῖς: Nominativo maschile singolare (fanciullo, ragazzo). (Compare due volte)
φορᾶς: Genitivo femminile singolare. Nom: φορά, Gen: φορᾶς (impeto, natura ardente).
φύσει: Dativo femminile singolare. Nom: φύσις, Gen: φύσεως (natura).
προαιρέσει: Dativo femminile singolare. Nom: προαίρεσις, Gen: προαιρέσεως (scelta, intenzione, disposizione).
ἀνέσεσι: Dativo femminile plurale. Nom: ἄνεσις, Gen: ἀνέσεως (riposo, svago).
σχολαῖς: Dativo femminile plurale. Nom: σχολή, Gen: σχολῆς (ozio, tempo libero).
μαθημάτων: Genitivo neutro plurale. Nom: μάθημα, Gen: μαθήματος (studi, insegnamenti).
λόγους: Accusativo maschile plurale. Nom: λόγος, Gen: λόγου (discorsi). (Compare due volte)
κατηγορία: Nominativo femminile singolare. Nom: κατηγορία, Gen: κατηγορίας (accusa).
συνηγορία: Nominativo femminile singolare. Nom: συνηγορία, Gen: συνηγορίας (difesa).
παίδων: Genitivo maschile plurale. Nom: παῖς, Gen: παιδός (dei fanciulli).
διδάσκαλος: Nominativo maschile singolare. Nom: διδάσκαλος, Gen: διδασκάλου (maestro).
παιδεύσεων: Genitivo femminile plurale. Nom: παίδευσις, Gen: παιδεύσεως (educazioni).
ἡδονήν: Accusativo femminile singolare. Nom: ἡδονή, Gen: ἡδονῆς (piacere).
χάριν: Accusativo femminile singolare. Nom: χάρις, Gen: χάριτος (grazia, favore).
σύνεσιν: Accusativo femminile singolare. Nom: σύνεσις, Gen: συνέσεως (intelligenza, comprensione).
πρᾶξιν: Accusativo femminile singolare. Nom: πρᾶξις, Gen: πράξεως (azione).
ἡλικίαν: Accusativo femminile singolare. Nom: ἡλικία, Gen: ἡλικίας (età).
διατριβαῖς: Dativo femminile plurale. Nom: διατριβή, Gen: διατριβῆς (occupazioni, passatempi).
λύραν: Accusativo femminile singolare. Nom: λύρα, Gen: λύρας (lira).
ψαλτήριον: Accusativo neutro singolare. Nom: ψαλτήριον, Gen: ψαλτηρίου (salterio, strumento a corde).
πόλιν: Accusativo femminile singolare. Nom: πόλις, Gen: πόλεως (città).
C. AGGETTIVI:
μεστός: Nominativo maschile singolare. Nom: μεστός, μεστή, μεστόν (pieno).
συνετός: Nominativo maschile singolare. Nom: συνετός, συνετή, συνετόν (intelligente, sagace).
μεγαλοπράγμων: Nominativo maschile singolare. Nom: μεγαλοπράγμων, μεγαλοπράγμον (ambizioso, amante di grandi imprese).
πολιτικός: Nominativo maschile singolare. Nom: πολιτικός, πολιτική, πολιτικόν (abile nella politica).
πολλοὶ: Nominativo maschile plurale. Nom: πολύς, πολλή, πολύ (molti).
τινὰς: Accusativo maschile plurale. Nom: τις, τι (certi).
τινὸς: Genitivo femminile singolare. Nom: τις, τι (di una certa).
μικρόν: Nominativo neutro singolare. Nom: μικρός, μικρά, μικρόν (piccolo).
μέγα: Nominativo neutro singolare. Nom: μέγας, μεγάλη, μέγα (grande).
ἀγαθὸν: Nominativo neutro singolare. Nom: ἀγαθός, ἀγαθή, ἀγαθόν (buono).
κακόν: Nominativo neutro singolare. Nom: κακός, κακή, κακόν (cattivo).
ἠθοποιοὺς: Accusativo femminile plurale. Nom: ἠθοποιός, ἠθοποιόν (che forma il carattere).
ἐλευθέριον: Accusativo femminile singolare. Nom: ἐλευθέριος, ἐλευθερία, ἐλευθέριον (liberale, degno di uomo libero).
ὀκνηρῶς: Avverbio (con svogliatezza).
ἀπροθύμως: Avverbio (senza entusiasmo).
δῆλος: Nominativo maschile singolare. Nom: δῆλος, δήλη, δῆλον (evidente).
ἐλευθερίοις: Dativo femminile plurale. Nom: ἐλευθέριος, ἐλευθερία, ἐλευθέριον (liberali, degni di uomo libero).
ἀστείαις: Dativo femminile plurale. Nom: ἀστεῖος, ἀστεία, ἀστεῖον (urbane, eleganti).
φορτικώτερον: Avverbio comparativo (in modo più gravoso/sgradevole).
μικρὰν: Accusativo femminile singolare. Nom: μικρός, μικρά, μικρόν (piccola).
ἄδοξον: Accusativo femminile singolare. Nom: ἄδοξος, ἄδοξον (ignota, senza gloria).
ἔνδοξον: Accusativo femminile singolare. Nom: ἔνδοξος, ἔνδοξον (illustre, gloriosa).
μεγάλην: Accusativo femminile singolare. Nom: μέγας, μεγάλη, μέγα (grande).
D. PRONOMI, ARTICOLI E CONGIUNZIONI:
Ἔτι δὲ: Avverbio (ἔτι) particella (δὲ). "E ancora".
ὁ: Articolo determinativo, nominativo maschile singolare (soggetto implicito Temistocle).
τῇ μὲν... τῇ δὲ: Correlazione (da una parte per la... dall'altra per la).
Ἐν γὰρ ταῖς: Locuzione preposizionale (ἐν) particella (γὰρ) articolo determinativo (ταῖς). "Infatti nelle".
καὶ: Congiunzione copulativa (e, anche). (Compare 13 volte)
ἀπὸ τῶν: Locuzione preposizionale (ἀπὸ) articolo determinativo (τῶν). "Dagli".
οὐκ... οὐδ᾽: Congiunzioni negative (non... né).
καθάπερ: Congiunzione comparativa (come).
οἱ: Articolo determinativo, nominativo maschile plurale.
ἀλλ᾽: Congiunzione avversativa (ma).
πρὸς ἑαυτόν: Locuzione preposizionale (πρὸς) pronome riflessivo (ἑαυτόν). "Con sé stesso".
δ᾽ οἱ: Particella (δὲ) articolo determinativo (οἱ).
Ὅθεν: Avverbio di luogo/causa (da dove, perciò). (Compare due volte)
πρὸς αὐτὸν: Locuzione preposizionale (πρὸς) pronome personale (αὐτὸν). "Verso di lui".
ὡς: Congiunzione che introduce il discorso diretto/indiretto (come, che).
σὺ: Pronome personale, 2ª persona singolare. "Tu".
πάντως: Avverbio (certamente).
ἢ: Congiunzione disgiuntiva (o). (Compare due volte)
Ἐπεὶ καὶ: Congiunzione causale (ἐπεὶ) congiunzione (καὶ). "Poiché anche".
τὰς μὲν... τῶν δ᾽: Correlazione (le une da una parte... le altre dall'altra).
πρὸς: Preposizione con accusativo (verso).
τινα: Pronome indefinito, accusativo femminile singolare (un certo).
παρ': Preposizione con accusativo (oltre, contro).
ὡς: Congiunzione/avverbio (come, quasi).
ὑπὸ τῶν: Locuzione preposizionale (ὑπὸ) articolo determinativo (τῶν). "Da parte di".
ὅτι: Congiunzione (che).
οὐκ: Negazione (non).
μὲν... δὲ: Correlazione (da una parte... dall'altra).
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Περι δε τουτο τον χρονον Ασπασια διχην εφευγεν ασεβειας, Ερμιππου του κωμωδοποιου διωκοντος ... και δωρων ειτ' αδικιου βουλοιτο τις ονομαζειν την διωξιν.
In questo periodo Aspasia fu accusata di empietà dallo scrittore di commedie Ermippo che lo accusò anche di accogliere donne libere per incontri con Pericle. Diopite inoltre propose che venissero citati in giudizio quelli che non credevano agli dei o che tenevano lezioni sui fenomeni celesti, in tal modo colpendo Anassagora e suscitando sospetti contro Pericle. Il popolo approvò le proposte e ammise le accuse e, così venne ratificato un decreto steso da Dracontide per il quale Pericle doveva dar conto ai pritani della gestione finanziaria, e i giudici esprimere il loro voto in città, dopo aver ritirato la tavoletta del voto dall'altare. Agnone però fece finire questa parte del decreto, e propose che esprimessero il loro parere millecinquecento giudici, qualunque fosse il titolodell'imputazione: furto, concussione o malversazione.
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ἕτερον τοίνυν τῷ γένει Λευκανὸν ἄνδρα προσήγγειλαν οἱ λοχαγοὶ ῥεμβόμενον ἀπὸ τοῦ στρατοπέδου καὶ τὴν τάξιν ἀπολείποντα πολλάκις. ὁ δ' ἠρώτησε, τἆλλα ποῖόν τινα τὸν ἄνθρωπον εἰδεῖεν ὄντα. μαρτυρούντων δὲ πάντων ὅτι ῥᾳδίως ἕτερος οὐκ εἴη στρατιώτης τοιοῦτος, ἅμα τ' αὐτοῦ τινας ἀνδραγαθίας ἐπιφανεῖς καὶ πράξεις λεγόντων, αἰτίαν τῆς ἀταξίας ζητῶν εὗρεν ἔρωτι παιδίσκης κατεχόμενον τὸν ἄνδρα καὶ κινδυνεύοντα μακρὰς ὁδοὺς ἑκάστοτε, φοιτῶντα πρὸς ἐκείνην ἀπὸ τοῦ στρατοπέδου. πέμψας οὖν τινας ἀγνοοῦντος αὐτοῦ καὶ συλλαβὼν τὸ γύναιον ἔκρυψεν ἐν τῇ σκηνῇ, καὶ καλέσας τὸν Λευκανὸν ἰδίᾳ πρὸς αὑτόν "οὐ λέληθας" ἔφη "παρὰ τὰ Ῥωμαίων πάτρια καὶ τοὺς νόμους ἀπονυκτερεύων τοῦ στρατοπέδου πολλάκις· ἀλλ' οὐδὲ χρηστὸς ὢν πρότερον ἐλελήθεις. τὰ μὲν οὖν ἡμαρτημένα σοι λελύσθω τοῖς ἠνδραγαθημένοις, τὸ δὲ λοιπὸν ἐφ' ἑτέρῳ ποιήσομαι τὴν φρουράν." θαυμάζοντος δὲ τοῦ στρατιώτου, προαγαγὼν τὴν ἄνθρωπον ἐνεχείρισεν αὐτῷ καὶ εἶπεν· "αὕτη μὲν ἐγγυᾶταί σε μενεῖν ἐν τῷ στρατοπέδῳ μεθ' ἡμῶν· σὺ δ' ἔργῳ δείξεις, εἰ μὴ δι' ἄλλην τινὰ μοχθηρίαν ἀπέλειπες, ὁ δ' ἔρως καὶ αὕτη πρόφασις ἦν λεγομένη." ταῦτα μὲν περὶ τούτων ἱστοροῦσι.
Allora, i capi comunicarono che un altro uomo, di nome Leucano, stava vagabondando fuori dall'accampamento e che lasciava spesso la formazione. Egli chiese: Egli chiese, quale altro tipo di uomo pensassero che fosse. E poiché tutti testimoniavano che non ci sarebbe stato facilmente un altro soldato come lui, insieme ad alcune sue distinte azioni valorose. E mentre parlavano delle sue azioni, cercando la causa della disorganizzazione, trovarono che l'uomo era preso dall'amore per una giovane donna e rischiava ogni volta lunghe camminate, andando da lei dal campo militare. Avendo quindi inviato alcuni che non lo conoscevano e preso la donna, la nascose nella tenda, e chiamato Leucano privatamente a sé, disse: "Non ti è sfuggito, - disse -, che secondo gli usi e le leggi dei Romani tu hai più volte trasgredito le regole del campo militare. Ma neppure essendo stato virtuoso in passato, non ti è sfuggito. Quindi, ciò che è stato commesso sia risolto con gli atti di valore compiuti, ma per il futuro, la guardia la porrò sotto altri (chi) farà. E mentre il soldato meravigliava, conducendo la donna, gliela consegnò e disse: "Questa ti dà garanzia che rimarrai nel campo con noi. '"Ma tu lo dimostrerai con i fatti, se non te ne andavi per qualche altra malvagità, poiché l'amore era anche questa una giustificazione che veniva detta." Questi sono i racconti su di loro.
(By Starinthesky)
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Βουλομενος εαυτον ανελειν υπο των πιστοτατων εταιρων εκωλυθη, Πομπωνιου και Λικιννιου... ειτα εαυτον επισφαξαντος.
Volendo uccidere se stesso, (ciò gli) fu impedito dai fedelissimi Pomponio e Licinio, che gli tolsero la spada e lo incitarono di nuovo a scappare. Si dice che allora egli si inginocchiò e con le mani protese verso la dea chiese che per quell'irriconoscenza e quel tradimento mai il popolo romano terminasse di essere schiavo. La maggior parte dei Romani, infatti, quando era stata concessa con pubblico bando l'impunibilità, cambiò di campo. (Caio) dunque fuggì, e i nemici all'inseguimento lo raggiunsero al ponte di legno; i due amici gli imposero di continuare a fuggire mentre essi trattenevano gli inseguitori, e combattendo presso il ponte non lasciarono libero il passo a nessuno fin quando caddero uccisi. Con Caio fuggiva un solo servo di nome Filocrate, tutti li incoraggiavano come se si trattasse di una gara, ma nessuno gli portava aiuto e nessuno volle dargli il cavallo che chiedeva, quando gli inseguitori erano vicini. Egli (Caio) riuscì, di poco prevenendoli, a rifugiarsi nel recinto sacro alle Ernni/Furie, e lì fu ucciso da Filocrate che poi uccise se stesso.