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Le classi censitarie nella costituzione di Solone versione greco Plutarco traduzione libro synesis
δεύτερον δὲ Σόλων τὰς μὲν ἀρχὰς ἁπάσας, ὥσπερ ἦσαν, τοῖς εὐπόροις ἀπολιπεῖν βουλόμενος, τὴν δ' ἄλλην μῖξαι πολιτείαν, ἧς ὁ δῆμος οὐ μετεῖχεν, ἔλαβε τὰ τιμήματα τῶν πολιτῶν, καὶ τοὺς μὲν ἐν ξηροῖς ὁμοῦ καὶ ὑγροῖς μέτρα πεντακόσια ποιοῦντας πρώτους ἔταξε καὶ πεντακοσιομεδίμνους προσηγόρευσε: δευτέρους δὲ τοὺς ἵππον τρέφειν δυναμένους ἢ μέτρα ποιεῖν τριακόσια: καὶ τούτους ἱππάδα τελοῦντας ἐκάλουν: ζευγῖται δ' οἱ τοῦ τρίτου τιμήματος ὠνομάσθησαν, οἷς μέτρον ἦν συναμφοτέρων διακοσίων. οἱ δὲ λοιποὶ πάντες ἐκαλοῦντο θῆτες, οἷς οὐδεμίαν ἄρχειν ἔδωκεν ἀρχήν, ἀλλὰ τῷ συνεκκλησιάζειν καὶ δικάζειν μόνον μετεῖχον τῆς πολιτείας. ὃ κατ' ἀρχὰς μὲν οὐδέν, ὕστερον δὲ παμμέγεθες ἐφάνη: τὰ γὰρ πλεῖστα τῶν διαφόρων ἐνέπιπτεν εἰς τοὺς δικαστάς.
In un secondo momento Solone volendo lasciare ai ricchi tutte le cariche come erano, ma volendo far partecipare il popolo al resto della vita pubblica, da cui era escluso, fece un censimento dei cittadini e costituì un primo gruppo fra quelli che avevano un reddito in derrate secche o fresche di cinquecento medimni chiamandoli "pentacosiomedimnoi" al secondo gruppo collocò quelli che potevano mantenere un cavallo o avevano un reddito di trecento medimni e li chiamarono "hippadateluntes" "zeugiti" furono chiamati quelli della terza classe i quali avevano una rendita di duecento medimni in prodotti freschi e secchi, mentre tutti i rimanenti erano chiamati "teti": a questo non concesse di ricoprire alcuna carica, ma partecipavano al governo della città solo come membri dell'assemblea e del tribunale del popolo. Quest'ultimo incarico sembrò dapprima cosa di alcun conto, ma risultò poi di grande importanza perché la risoluzione della maggior parte delle controversie toccò ai giudici popolari. infatti Solone concesse anche tutte le questioni assegnate ai magistrati, per chi lo volesse, venissero demandate a questi giudici.
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L'incontro fra Antonio e Cleopatra
versione greco Plutarco
ἡ δὲ καὶ Δελλίῳ πεισθεῖσα, καὶ τοῖς πρὸς Καίσαρα καὶ Γναῖον τὸν Πομπηίου παῖδα πρότερον αὐτῇ γενομένοις ἀφ' ὥρας συμβολαίοις τεκμαιρομένη, ῥᾷον ἤλπιζεν ὑπάξεσθαι τὸν Ἀντώνιον. ἐκεῖνοι μὲν γὰρ αὐτὴν ἔτι κόρην καὶ πραγμάτων ἄπειρον ἔγνωσαν, πρὸς δὲ τοῦτον ἔμελλε φοιτήσειν ἐν ᾧ μάλιστα καιροῦ γυναῖκες ὥραν τε λαμπροτάτην ἔχουσι καὶ τὸ φρονεῖν ἀκμάζουσι. διὸ πολλὰ μὲν συνεσκευάσατο δῶρα καὶ χρήματα καὶ κόσμον, οἷον εἰκὸς ἦν ἀπὸ πραγμάτων μεγάλων καὶ βασιλείας εὐδαίμονος κομίζειν, τὰς δὲ πλείστας ἐν ἑαυτῇ καὶ τοῖς περὶ αὑτὴν μαγγανεύμασι καὶ φίλτροις ἐλπίδας θεμένη παρεγένετο
Ella persuasa da Dellio e giudicando dal tipo di rapporti che grazie alla sua bellezza aveva avuto con Cesare e con Gneo figlio di Pompeo sperò di catturare molto facilmente Antonio. Quelli infatti l'avevano conosciuta ancora fanciulla ed inesperta mentre ora stava per incontrare Antonio nel momento in cui al bellezza delle donne è al suo massimo splendore e l'intelligenza sviluppa tutta la sua maturità. Quindi preparò molti doni, denaro e ornamenti quali era conveniente portasse da un grande stato e da un prospero regno, ma si presentò ponendo le maggiori speranze in se stessa, negli incanti, nel fascino e nelle attrattive che possedeva
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L'incontro fra Antonio e Cleopatra
versione greco Plutarco
Τοιούτῳ δ' οὖν ὄντι τὴν φύσιν Ἀντωνίῳ τελευταῖον κακὸν ὁ Κλεοπάτρας ἔρως ἐπιγενόμενος καὶ πολλὰ τῶν ἔτι κρυπτομένων ἐν αὐτῷ καὶ ἀτρεμούντων παθῶν ἐγείρας καὶ ἀναβακχεύσας, εἴ τι χρηστὸν ἢ σωτήριον ὅμως ἀντεῖχεν, ἠφάνισε καὶ προσδιέφθειρεν. ἁλίσκεται δὲ τοῦτον τὸν τρόπον. ἁπτόμενος τοῦ Παρθικοῦ πολέμου, ἔπεμψε πρὸς αὐτὴν κελεύων εἰς Κιλικίαν ἀπαντῆσαι, λόγον ὑφέξουσαν ὧν ἐνεκαλεῖτο τοῖς περὶ Κάσσιον δοῦναι πολλὰ καὶ συμβαλέσθαι πρὸς τὸν πόλεμον. ὁ δὲ πεμφθεὶς Δέλλιος ὡς εἶδε τὴν ὄψιν καὶ κατέμαθε τὴν ἐν τοῖς λόγοις δεινότητα καὶ πανουργίαν, εὐθὺς αἰσθόμενος ὅτι κακὸν μὲν οὐδὲ μελλήσει τι ποιεῖν γυναῖκα τοιαύτην Ἀντώνιος, ἔσται δὲ μεγίστη παρ' αὐτῷ, τρέπεται πρὸς τὸ θεραπεύειν καὶ προτρέπεσθαι τὴν Αἰγυπτίαν, τοῦτο δὴ τὸ Ὁμηρικόν, "ἐλθεῖν εἰς Κιλικίαν εὖ ἐντύνασαν ἓ αὐτὴν", καὶ μὴ φοβεῖσθαι τὸν Ἀντώνιον, ἥδιστον ἡγεμόνων ὄντα καὶ φιλανθρωπότατον
Essendo tale il carattere di Antonio, l'amore per Cleopatra sopraggiunto come male conclusivo risvegliato e portato al delirio molte delle passioni ancora latenti e sopite nel suo animo, distrusse completamente quel poco di bene che pure gli era ancora rimasto e poteva salvarlo. In questo modo fu preso nella rete. Mentre si accingeva alla guerra contro i Parti le mandò l'ordine di raggiungerlo in Cilicia perché si giustificasse dalle accuse che le venivano mosse, di aver fornito molti mezzi a Cassio ed ai suoi seguaci e di averli aiutati nella guerra. Dellio a lei inviato, come vide il bellissimo aspetto e riconobbe l'abilità e la scaltrezza nei suoi discorsi subito si rese conto che Antonio non avrebbe fatto alcun male a una donna, che anzi avrebbe goduto grande ascendente su di lui. Si diede allora a blandire ed a esortare l'Egiziana a recarsi in Cilicia dopo essersi ben adornata come dice Omero e a non temere Antonio che era il più amabile e il più benevolo dei comandanti
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Muzio scevola
versione greco libro Ostraka pagina 75 numero 102
μουκιος εν ανερ εις πασαν αρετεν ... και ατρεπτο προσοπο
Muzio era un uomo valido rispetto ad ogni virtù, il migliore nelle faccende di guerra; tramando allora di uccidere Porsenna, si presentava all'accampamento. Portando una veste Etrusca e usando una lingua simile. Girando intorno alla tribuna del re che stava seduto e non conoscendolo con sicurezza, e poiché temeva di chiedere di lui, estrasse la spada ed uccise quello che pensava fosse proprio lui tra quelli che sedevano intorno. A questo punto lo catturano e lo giudicano; e tenendo la mano destra sopra un focolare che aveva del fuoco, che veniva portato a Porsenna che stava per sacrificare, mentre veniva bruciata la carne, rimase in piedi volgendo lo sguardo verso Porsenna con il volto audace e impassibile (fiero ).
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Dopo un momento di crisi Pericle ritorna al potere
versione greco Plutarco traduzione libro dialogoi
τῆς δὲ πόλεως πειρωμένης τῶν ἄλλων στρατηγῶν εἰς τὸν πόλεμον καὶ ῥητόρων, ὡς δ' οὐδεὶς βάρος ἔχων ἰσόῤῥοπον οὐδ' ἀξίωμα πρὸς τοσαύτην ἐχέγγυον ἡγεμονίαν ἐφαίνετο, ποθούσης ἐκεῖνον καὶ καλούσης ἐπὶ τὸ βῆμα καὶ τὸ στρατήγιον, ἀθυμῶν καὶ κείμενος οἴκοι διὰ τὸ πένθος ὑπ' Ἀλκιβιάδου καὶ τῶν ἄλλων ἐπείσθη φίλων προελθεῖν. ἀπολογησαμένου δὲ τοῦ δήμου τὴν ἀγνωμοσύνην πρὸς αὐτόν, ὑποδεξάμενος αὖθις τὰ πράγματα καὶ στρατηγὸς αἱρεθεὶς ᾐτήσατο λυθῆναι τὸν περὶ τῶν νόθων νόμον, ὃν αὐτὸς εἰσενηνόχει πρότερον, ὡς μὴ παντάπασιν ἐρημίᾳ διαδοχῆς τὸν οἶκον ἐκλίποι τοὔνομα καὶ τὸ γένος. εἶχε δ' οὕτω τὰ περὶ τὸν νόμον. ἀκμάζων ὁ Περικλῆς ἐν τῇ πολιτείᾳ πρὸ πάνυ πολλῶν χρόνων, καὶ παῖδας ἔχων, ὥσπερ εἴρηται, γνησίους, νόμον ἔγραψε μόνους Ἀθηναίους εἶναι τοὺς ἐκ δυεῖν Ἀθηναίων γεγονότας. ἐπεὶ δὲ τοῦ βασιλέως τῶν Αἰγυπτίων δωρεὰν τῷ δήμῳ πέμψαντος τετρακισμυρίους πυρῶν μεδίμνους ἔδει διανέμεσθαι τοὺς πολίτας, πολλαὶ μὲν ἀνεφύοντο δίκαι τοῖς νόθοις ἐκ τοῦ γράμματος ἐκείνου τέως διαλανθάνουσι καὶ παρορωμένοις, πολλοὶ δὲ καὶ συκοφαντήμασι περιέπιπτον. πράθησαν δ' οὖν ἁλόντες ὀλίγῳ πεντακισχιλίων ἐλάττους, οἱ δὲ μείναντες ἐν τῇ πολιτείᾳ καὶ κριθέντες Ἀθηναῖοι μύριοι καὶ τετρακισχίλιοι καὶ τεσσαράκοντα τὸ πλῆθος ἐξητάσθησαν. ὄντος οὖν δεινοῦ τὸν κατὰ τοσούτων ἰσχύσαντα νόμον ὑπ' αὐτοῦ πάλιν λυθῆναι τοῦ γράψαντος, ἡ παροῦσα δυστυχία τῷ Περικλεῖ περὶ τὸν οἶκον, ὡς δίκην τινὰ δεδωκότι τῆς ὑπεροψίας καὶ τῆς μεγαλαυχίας ἐκείνης, ἐπέκλασε τοὺς Ἀθηναίους, καὶ δόξαντες αὐτὸν νεμεσητά τε παθεῖν ἀνθρωπίνων τε δεῖσθαι συνεχώρησαν ἀπογράψασθαι τὸν νόθον εἰς τοὺς φράτορας, ὄνομα θέμενον τὸ αὑτοῦ.
La città mise alla prova per la guerra gli altri strateghi e politici, ma nessuno dimostrava di aver peso proporzionato alla situazione ed un prestigio che si confacesse a tale carica: allora (la città) sentì la nostalgia di Pericle e lo chiamò alla tribuna e alla sede del governo. Egli se ne stava a casa affranto per il dolore, Alcibiade a altri amici lo persuasero a presentarsi. Il popolo si scusò dell'ingratitudine dimostrata nei suoi riguardi, ed egli assunse nuovamente le funzioni di governo; eletto stratego chiese che venisse abrogata la legge sui figli illegittimi che egli stesso aveva proposto in un tempo precedente perché per mancanza di eredi non si estinguesse del tutto il suo nome e la stirpe. Per questa legge le cose andarono così. Quando Pericle era all'apogeo della sua attività politica, parecchio tempo prima e come si è detto aveva figli legittimi, propose una legge per la quale si dovevano considerare ateniesi soltanto i figli di due ateniesi. Quando il re d'Egitto mandò in dono agli ateniesi quarantamila medimni di grano e bisognava dividerlo tra i cittadini in forza di quella legge furono intentati molti processi agli illegittimi che fino a quel momento non erano noti per tali e non davano nell'occhio, e molti furono accusati da sicofanti. Furono dunque presi e venduti come schiavi non meno di 5000 individui, mentre quelli di cui fu riconosciuta la piena cittadinanza e furono giudicati ateniesi furono 14040. Era dunque grave che una legge applicata contro tante persone fosse poi abrogata dallo stesso proponente, ma la sventura familiare di Pericle che in un certo senso aveva pagato quella sua superbia e fierezza colpì gli ateniesi cui sembrava che egli fosse vittima di una nemesi e che meritasse umanità: perciò gli concessero di inscrivere tra i frateri il figlio illegittimo con il suo nome.