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Επει δε κατεπλευσεν εις Κρητην, παρα της Αριαδης ερασθεισης το λινον ελαβε· .... απεδωκε τω Θησει τους παιδας και ανηκε τη πολει το δασμον.
Dopo che approdò a Creta (Teseo), come molti scrissero e cantarono, avendo preso il filo dall'innamorata Arianna, uccise il Minotauro e ripartì lasciando Arianna . Damone dice che Teseo uccise Tauro, il generale di Minosse, in una battaglia da lui ingaggiata nel porto mentre Teseo stava per prendere il largo. Ma come Filocoro dice avendo Minosse bandito i Giochi funebri e poiché si prevedeva che Tauro avrebbe vinto di nuovo tutti i contendenti, questi era avversato. La sua potenza, infatti, a causa del suo carattere era molesta ed era accusato di avere rapporti intimi con Pasife. Perciò, avendo Teseo chiesto di misurarsi con lui, Minosse acconsentìNe ebbe piacere anche Minosse soprattutto per la sconfitta di Tauro e per essere stato quasi umiliato. Perciò restituì gli ostaggi a Teseo e condonò il tributo alla città.
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Gi pagina 214-215 numero 140
Inizio: Ευθυς μεν ουν ο Κιμων κατελθων ελυσε τον πολεμον και διηλλαξε τας πολεις· ... Fine: φραζει θανατον αυτω προσημαινειν την οψιν.
Subito ritornato dall'esilio, Cimone pose fine alla guerra e riconciliò le due città nemiche. stabilita la pace, poiché Cimone vedeva che gli ateniesi non erano capaci di starsene tranquilli, ma volevano muoversi e ingrandirsi con le spedizioni militari, affinché non disturbassero i greci, né dirigendosi con molte navi verso le isole del Peloponneso, fossero considerati causa di guerre civili e suscitassero lamentele da parte degli alleati contro la città, allestì una flotta di trecento triremi con l'intento di fare una nuova spedizione di guerra contro l'Egitto e contro Cipro...(continua)
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Φάβιος Φαβρικιανός τοῦ Φαβίου ἒκγονος πέρθει Τούξιον τῶν Σαυνιτῶν και πέμπει εις 'Ρώμην τήν Άφροδίτην τήν παρ’αύτοῖς νικηφόρον θεραπευομένην. Ή ἃλοχος αύτοῦ Πετρωνία μοιχεύεται υπό καλοῦ νεανίου όνομαζομένου Πετρωνίου Ούαλεντίνου και τόν Φάβιον τῷ δόλῳ κτείνει. Φαβία του Φαβίου τόν αδελφόν ἒτι νήπιον Φαβρικιανόν τῶν κινδύνων ρύεται καί κρύφα εις Άσίαν πέμπει. Ό δέ νεανίας άκμαζει, εις τήν οικίαν άναβαίνει καί τήν μητέρα και τον μοιχόν άποκτείνει και άπολύεται υπό τῆς συγκλήτου.
Fabio Fabriciano figlio di Fabio saccheggia Tussio dei Sanniti e manda vincitore a Roma Artemide lei che si è presa cura presso di loro. Sua moglie Petronia è sedotta da un bel giovane che si chiama Petronio Valentino e con l’inganno uccide Fabio. Fabia figlia di Fabio protegge il fratello Fabriciano ancora bambino dai pericoli e di nascosto manda in Asia. Egli è al culmine della giovinezza giunge a casa e uccide sia la madre sia il seduttore ed è assolto dal senato.
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Ἀντιόχου δὲ τὴν μὲν φιλαρχίαν ψέξειεν ἄν τις, ὅτι δ' οὐ παντάπασιν αὐτῇ τὸ φιλάδελφον ἐνηφανίσθη, θαυμάσειεν. ἐπολέμει γὰρ ὑπὲρ τῆς βασιλείας Σελεύκῳ νεώτερος ὢν ἀδελφὸς καὶ τὴν μητέρα συλλαμβάνουσαν εἶχεν· ἀκμάζοντος δὲ τοῦ πολέμου μάχην ὁ Σέλευκος Γαλάταις συνάψας καὶ ἡττηθεὶς οὐδαμοῦ φανερὸς ἦν ἀλλ' ἔδοξε τεθνάναι, πάσης ὁμοῦ τι τῆς στρατιᾶς ὑπὸ τῶν βαρβάρων κατακοπείσης. πυθόμενος οὖν ὁ Ἀντίοχος τὴν πορφύραν ἔθηκε καὶ φαιὸν ἱμάτιον ἔλαβε, καὶτὰ βασίλεια κλείσας ἐπένθει τὸν ἀδελφόν· ὀλίγῳ δ' ὕστερον ἀκούσας, ὅτι σῴζεται καὶ δύναμιν αὖθις ἑτέραν ἀθροίζει, τοῖς τε θεοῖς ἔθυσε προελθὼν καὶ ταῖς πόλεσιν ὧν ἦρχε θύειν καὶ στεφανηφορεῖν ἐπήγγειλεν.
Qualcuno potrebbe biasimare la brama di potere di Antioco ma non meravigliarsi che per questa non perse del tutto l'amore fraterno. Infatti faceva guerra a Seleuco per il regno essendo il fratello più giovane e aveva la madre che lo aiutava. Essendo in pieno sviluppo la battaglia di guerra, Seleuco essendosi unito ai galati e sconfitto non si trovava da nessuna parte (lett. era visibile da nessuna parte) ma sembrava fosse morto tutto il suo esercito fatto a pezzi dai barbari. Antioco venendolo a sapere depositò la veste (regale) di porpora ed indossò il mantello scuro e dopo aver sbarrato la reggia compiangeva il fratello. Poco dopo avendo saputo che era salvo e che radunava di nuovo altra forza, dopo esser uscito sacrificò e comandava alle città di quello di sacrificare (agli dei) ed ordinò di portare una corona.
Verbi:
ἐνηφανίσθη Ἐνἀφανίζω = mediopassivo aoristo passivo indicativo singolare terza
συνάψας συνάπτω participio aoristo maschile singolare nominativo
ἡττηθεὶς ἡττάω participio mediopassivo aoristo passivo maschile singolare nominativo
ἔθηκε τίθημι attiva aoristo b indicativo singolare terza
κλείσας κλείω participio attiva aoristo maschile singolare nominativo
ἐπένθει πενθέω attiva imperfetto indicativo singolare terza
Regole:
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Αλεξανδρος ετι παις ων, πολλα του Φιλιππου κατορθουντος, ουκ εχακἁιρεν, αλλα προς τους συντρεφομενους ελεγε παιδας "Εμοι δε ο πατηρ ουδεν απολειψει". Των δε παιδων λεγοντων οτι "Σοι ταυτα κταται". "Τι δε οφελος ", ειπεν, "εαν εχω μεν πολλα, πραξω δε μηδεν;" Μελλων δε την επι Γρανικω μαχην μαχεσθαι παρεκαλει τους Μακεδονας αφθονως δειπνειν και παντα φερειν εις μεσον ως αυριον δειπνησοντας εκ των πολεμιων.
Quando Alessandro era ancora un bambino, quando Filippo aveva successo in molte cose, non si rallegrava, ma poiché era educato presso i fanciulli diceva, "Mio padre dunque non mi lascerà nulla in eredità." E poichè i fanciulli dicevano che "Per te guadagna tutto questo", "E quale utilità, diceva (letteralmente aoristo = disse), "se ho tutte queste cose, ma non farò nulla?" Essendo sul punto di combattere la battaglia presso Granico esortava i Macedoni ad assumere cibo abbondantemente e portare ogni cosa nel mezzo, cosicché il giorno dopo (il domani) lo avrebbero mangiato tra i nemici.