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Giasone aggioga i tori e sbaraglia i soldati seminati
versione greco Pseudo Apollodoro libro Ellenisti
Ιασων δε τουτο ακουσας και χρισαμενος τω φαρμακω, παραγενομενος εις το του νεω αλσος, εμαστευε τους ταυρους, και συν πολλω πυρι ορμησαντας αυτους κατεζευξε. Σπειραντος δε αυτου τους οδοντας, ανετελλον εκ της γης ανδρες ενοπλοι· ο δε οπου πλειονας εωρα, βαλλων αφανως λιθους, προς αυτους μαχομενους προς αλληλους προσιων ανηρει. Και κατεζευγμενων των ταυρων ουκ εδιδου το δερας Αιητης, εβουλετο δε την τε Αργω καταφλεξαι και κτειναι τους εμπλεοντας. Φθασασα δε Μηδεια τον Ιασονα νυκτος επι το δερας ηγαγε και τον φυλασσοντα δρακοντα κατακοιμισασα τοις φαρμακοις μετα Ιασονος, εχουσα το δερας, επι την Αργω παρεγενετο. Συνειπετο δε αυτη και ο αδελφος Αψυρτος. Οι δε νυκτος μετα τουτων ανηχθησαν.
Avendo Giasone ascoltato (Dopo aver ascoltato) e essendosi spalmato con l'unguento (magico), pervenuto nel bosco sacro del tempio, andò in cerca dei tori, e li aggiogò sebbene lo avessero assalito con molto fuoco. Poi, dopo aver seminato i denti, dalla terra spuntarono uomini armati: egli, dove ne vedeva di più, gettando invisibilmente pietre, una volta avvicinatosi, li uccideva mentre combattevano gli uni contro gli altri. Giasone si avvicinò e li uccise. Nonostante il giovane fosse riuscito ad aggiogare i tori, il re Eeta rifiutò di dargli il Vello d'Oro: e anzi macchinò di bruciare la nave Argo e di uccidere tutto l'equipaggio. Ma prima che potesse mettere in atto il suo piano, Medea di notte andò da Giasone, lo condusse al Vello d'Oro, e con i suoi filtri magici fece addormentare il drago che stava di guardia. Così poté impossessarsi del Vello, e poi salì sulla nave. Anche il fratello Apsirto andò con lei E durante la notte ripresero il mare.
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Medea si innamora di Giasone e lo aiuta Versione greco Pseudo Apollodoro libro Ellenisti
Απορουντος δε του Ιασονος πως αν δυναιτο τους ταυρους καταζευξαι, Μηδεια αυτου ερωτα ισχει ην δε αυτη Θυγατηρ Αιητου και Ειδυιας της Ωκεανου φαρμακις. Δεδεοικυια δε μη προς των ταυρων διαφΘαρη κρυψα του πατρος συνεργησειν αυτω προς την καταζευξιν των ταυρων απηγγειλατο και το δερας εγχειριειν, εαν ομοση αυτην εξειν γυναικα και εις Ελλαδα συμπλουν αγαγηται. Ομοσαντος δε Ιασονος φαρμακον διδωσιν, ω καταζευγνυναι μελλοντα τους ταυρους εκελευσε χριναι την τε ασπιδα και το δορυ και το σωμα τουτω γαρ χισΘεντα εφε προς μιαν ημεραν μητ' αν απο Πυρος αδεκηΘησεσΘαι μητε υπο διδηρου. Εδηλωσε δε αυτω σπειρομενων των οδοντων εκ γης ανδρας μελλειν αναδυεσΘαι επ'αυτον καΘωπλισμενους ους ελεγεν επειδαν αΘροους Θεασηται βαλλειν εις μεσον λιΘους αποΘεν, οταν δε υπερ τουτο μαχωνται προς αλληλους, τοτε κτεινειν αυτος.
Non sapendo Giasone come avrebbe potuto aggiogare i tori, Medea ha brama di lui : questa era una maga figlia di Eeta e di Eiduia, figlia di Oceano. Dunque, temendo che egli venisse ucciso nell'andare contro i tori, di nascosto dal padre promise che lo avrebbe aiutato nell'aggiogamento dei tori e che gli avrebbe consegnato il vello a patto che giurasse di prendere lei come sposa e che la portasse come compagna di viaggio in Grecia. Avendo Giasone giurato, gli dà un unguento con il quale gli ordinò, quando stesse per aggiogare i tori, di spalmare lo scudo, la lancia ed il corpo: infatti, unto con questo, disse che per un solo giorno non sarebbe stato danneggiato né dal fuoco né dal ferro. Poi, gli rivelò che, seminati i denti, dalla terra sarebbero spuntati uomini armati contro di lui che diceva, qualora li avesse visti in massa, di gettare in mezzo da lontano delle pietre, e se per questo avessero combattuto tra loro, allora, (diceva) di ucciderli.
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Eurito nega ad Eracle le nozze con la propria figlia versione greco da Apollodoro
Μετά δέ τους άθλους Ηρακλής άφικόμενος εις Θήβας Μεγάραν μεν έδωκεν Ίολάω, αυτός δέ γήμαι αΰθις θέλων έπυνθάνετο Εΰρυτον, Οιχαλίας δυνάστην, άθλον προτεθεικέναι τόν Ιόλης της θυγατρός γάμον τω νικήσαντι τοξική αυτόν τε καί τους παίδας αύτώ υπάρχοντας. Άφικόμενος οΰν εις Οίχαλίαν καί τή τοξική κρείττων αυτών γενόμενος ούκ έτυχε τοϋ γάμου, Ίφίτου μεν του πρεσβυτέρου των παίδων λέγοντος διδόναι τω Ήρακλεί τήν Ίόλην, Εύρύτου δέ καί των λοιπών άπαγορευόντων καί λεγόντων δεδοικέναι μή τεκνοποιησάμενος τά γεννηθησόμενα πάλιν άποκτείνη.
Eracle, dopo le fatiche essendo dopo essere arrivato a Tebe, diede a Iolao (la città di) Megara, mentre lui stesso che voleva sposarsi di nuovo, veniva a sapere che Eurito, re di Ecalia, aveva istituito come premio il matrimonio della figlia Iole per colui che avesse vinto nella gara con l'arco lui stesso e i figli che erano con lui. Poi, essendo giunto ad Ecalia e pur essendo risultato nella gara con l'arco il più valente di loro, non ottenne le nozze, in quanto mentre Ifito, il più anziano dei figli diceva di dare ad Eracle Iole, al contrario, Eurito e gli altri lo proibivano e dicevano di temere che egli dopo aver generato dei figli, uccidesse nuovamente coloro che sarebbero nati.
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Cadmo e Armonia da Pseudo Apollodoro Biblioteca
Ο δε Καδμος μετα Αρμονιας Θηβας εκλειπει και προς Εγχελεας παραγινεται. Τουτοις δε υπο Ιλλυριων πολεμουμενοις ο Θεος χραται. Ιλλυριων κρατησει εαν ηγεμονας Καδμον και Αρμονιαν εχωσιν. Οι δε πειθονται και ποιυνται κατα Ιλλυριων ηγεμονας τουτους και κρατουσι. Και βασιλευει Καδμος Ιλλυριων, και παις Ιλλυριος αυτω γινεται. Αυθις δε μετα Αρμονιας εις δρακοντα μεταβαλλεται και εις Ηλυσιον πεδιον υπο Διος εκπεμπεται.
Cadmo lascia Tebe con Armonia ed arriva nel paese degli Enchelei. A costoro che erano contrastati dagli Illiri il dio profetizza che avrebbero sconfitto gli Illiri se avessero preso come condottieri Cadmo ed Armonia. Costoro, dunque, obbediscono e fanno (ed eleggono) questi condottieri contro gli Illiri e li vincono. E Cadmo diventa re degli Illiri, e gli nasce un figlio illirio. Poi, con Armonia viene trasformato in drago e da Zeus viene mandato al campo Elisio".
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Come Zeus riuscì ad ottenere l'amore di Alcmena
Προ του Αμφιτρύωνα παραγενέσθαι εις Θήβας Ζευς, δια νυκτός έλθών και τριπλασιάσας την μίαν νύκτα, όμοιος Αμφιτρύωνι γενόμενος, Αλκμήνη συνευνάσθη και τά γενόμενα περί Τηλεβόων διηγήσατο. Άμφιτρύων δέ παραγενόμενος, ώς ούχ έώρα φιλοφρονουμένην προς αυτόν την γυναίκα, έπυνθάνετο την αίτίαν ειπούσης δέ ότι τη πρότερα νυκτι παραγενόμενος αύτη συνεκοιμήθη, μανθάνει παρά Τειρεσίου την γενομένην του Διός συνουσίαν. Αλκμήνη δέ δύο έγέννησε παιδας, Διί μέν Ήρακλέα, μια νυκτι πρεσβύτερον, Αμφιτρύωνι δέ Ίφικλέα. Του δέ παιδός όντος όκταμηνιαίου δύο δράκοντας υπερμεγέθεις "Ηρα επί την εύνήν έπεμψε, διαφθαρήναι τό βρέφος θέλουσα. Έπιβοωμένης δέ Αλκμήνης Αμφιτρύωνα, Ηρακλής δια-ναστάς αγχών έκατέραις ταΐς χερσίν αυτούς διέφθειρε.
Prima che Anfitrione ritornasse a Tebe, Zeus, una volta arrivato di notte e dopo aver triplicato l'unica notte, prese le sembianze di Anfitrione, si sdraiò nel letto con Alcmena e le raccontò le vicende relative ai Teleboi. Quando, poi, Anfitrione fece ritorno, come vide che la moglie non si mostrò amorevole verso di lui, chiese il motivo: quando ella disse che egli, ritornato la sera prima, aveva giaciuto con lei, apprese da Tiresia l'avvenuta unione di Zeus. Alcmena, poi, partorì due bambini, Eracle da Zeus, maggiore di una notte, e Ificle da Anfitrione. Quando il bambino aveva otto mesi Era inviò alla sua culla due serpenti spaventosi, poiché voleva che il bambino fosse ucciso. Allora, mentre Alcmena chiamava in aiuto Anfitrione, Eracle, alzatosi, li uccideva strangolandoli con le mani