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La Prima fatica di Eracle: Il leone di Nemea
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE libro Sapheneia
TRADUZIONE n. 1
Eracle andò a Tirinto e compì ciò che era stato ordinato da Euristeo. Prima quindi gli comandò di portargli la pelle del leone di nemea; quello era un animale invulnerabile. . Allora incamminandosi verso il leone giunse a Cleone e fu accolto da un pover uomo Malorco. E a colui che voleva sacrificare una vittima disse di custodirla fino al trentesimo giorno e qualora fosse tornato incolume dalla caccia di sacrificare a Zeus salvatore, qualora fosse morto, allora di offrire un sacrificio a lui come ero. così andando a Nemea e avendo raggiunto il leone per prima cosa cercò di colpirlo con l'arco, sicchè capì che non si era ferito, lo inseguì alzando una clava. Fuggendo insieme chiuse un entrata della tana a due aperture di quello e poi andò attraverso l'altra conto la belva e la trattenne strangolandola finchè non soffocò, portò così a Cleone il leone sulle spalle. Trovando Malorco nell'ultimo dei giorni quando era in procinto di sacrificare una vittima al morto, dopo aver sacrificato a Zeus salvatore portò il leone a Micene.
Traduzione n. 2
da altro libro stesso titolo ma diversa
Giunto a Delfi, (Eracle) chiese al dio dove avrebbe dovuto dimorare. La Pizia lo chiamò Eracle allora per la prima volta: invece in precedenza veniva chiamato Alcìde. Gli rispose di stabilirsi a Tirinto, ponendosi al servizio di Euristeo per dodici anni, e di compiere le dodici fatiche che gli sarebbero state imposte, e disse che così, dopo aver portato a termine le fatiche, sarebbe diventato immortale. Udito ciò, Eracle andò a Tirinto e compiva quanto gli veniva imposto da Euristeo. Per prima cosa dunque gli comandò di portargli la pelle del leone Nemeo: questo era una belva invulnerabile, generata da Tifone. Giunto a Nemea e messosi in caccia dal leone, dapprima (gli) scagliò una freccia; ma quando s'accorse che era invulnerabile, afferata la clava, cominciò ad inseguirlo. Poiché quello si era rifugiato nella sua grotta a due uscite, (Eracle) sbarrò un'uscita ed attraverso l'altra giunse fino alla belva e, dopo avergli circondato il collo con una mano, continuò a stringere fino a soffocar(lo), e (poi), caricatolo sulle spalle, portò il leone a Micene.
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Saturno e i suoi figli
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Ellenion
TRADUZIONE
Avendo sposato la sorella Rea, poiché Gea e Urano gli facevano una profezia dicendo che la sua autorità sarebbe stata sottratta da un figlio, divorava i figli. E divorò Vesta che era stata generata per prima, poi Demetra ed Era, dopo queste Platone e Poseidone. Rea, adirata per queste cose, giunse presso Creta, quando era incinta di Zeus, generò Zeus in una grotta di Dicte. E diede questo ai Cureti e a tutte le ninfe di Melisso, Adrestea e Ida, per essere allevato. Queste dunque allevarono il fanciullo con il latte di Amaltea, i Cureti armati custodendo il neonato nella grotta battevano insieme gli scudi di pelle, affinché Crono non sentisse la voce del neonato. Rea avendo avvolto in fasce una pietra la diede a Crono da inghiottire come se fosse il bambino che aveva generato.
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Ermes e Apollo
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
Ermes trova una tartaruga che abita davanti alla grotta. Dopo averla tolta via, dopo aver steso le corde sulla corazza, dalle vacche che sacrificò e dopo averle lavorate, costruì la lira: e lui per primo fece cuocere la carne, scoprì la lira e il plettro. Apollo, mentre cercava le vacche, arriva a pilo e interrogava coloro che abitavano. quelli dicevano di vedere un fanciullo che correva, ma dicevano di non sapere dove allora lo nascondessero in quanto non riuscivano a trovarne l'orma. Dopo avere saputo dall' indovino che quello aveva rubato a Maya, giunge a cillene, e accusava Ermes. E quello lo mostrò nelle fasce. Apollo, avendolo condotto a zeus richiedeva le vacche. Ordinando zeus di restituirle, rifiutava. Non persuadendolo conduce Apollo a Pilo e gli consegna le vacche. Avendo ascoltato la lira, Apollo accetta le vacche.
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Deucalione e Pirra
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Remata
TRADUZIONE n. 1
quando zeus volle annientare la generazione di bronzo avendo prometeo consigliato deucalione dopo aver costruito un arca e dopo aver posto soèra il necessario si imbarcòl su questo con prima. zeus avendo versato un grande diluvio dal cielo innoindò moltissime zone della grecia cosicche uccise tutti gli uomini a parte pochi che fuggirono sugli alti monti vicini. allora separò i monti della tessaglia e tutte le cose furono gettate fuori dall istmo e dal peloponneso. ma deucalione procedendo nell arca per 9 giorni e un ugual numero di notti approdò sul pernaso.
traduzione n. 2
Quando Zeus decise di annientare la generazione di bronzo istuita da Prometeo, Deucalione avendo costruito un'arca e avendo imbarcato i viveri salì a bordo con Pirra. E Zeus facendo cadere una pioggia abbondante inondò la maggior parte della Grecia, cosicchè uccise tutti gli uomini, a parte pochi che fuggirono verso gli alti monti vicini. E anche allora si divisero i monti della Tessaglia e tutte le cose furono turbate eccetto l'istmo di Corinto e il Peloponneso.
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Eros dio della bellezza
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE
TRADUZIONE
Quando dunque nacque Afrodite, gli dei diedero un banchetto, c’erano anche tutti gli altri e Poro il figlio di Meti. Dopo che mangiarono, giunse Penia per chiedere l’elemosina quando ancora era a pranzo, ed era sulle porte: lo stesso Poro, essendo ubriaco di nettare ( non c’era ancora il vino) essendo andato verso il giardino di Giove, si addormentò oppresso dal sonno. Penia dunque, avendo in animo per la sua penuria di avere un figlio da Poro giace con lui e partorì Eros. Eros divenne servo e ministro di Giove ed Afrodite, poiché nacque durante quel genetliaco e fu insieme per natura amante appassionato per il bello, poiché è la bellezza di Afrodite.