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Il mito di Io amata da Zeus e trasformata in giovenca
versione greco Pseudo apollodoro
Κάστωρ ὁ συγγραφεὺς καί τινες τῶν τραγικῶν λέγουσι τὴν Ἰὼ τοῦ Ἰναχου θυγατέρα εἷυαι˙ Ἡσίοδος δὲ καὶ Ἀκουσίλαος τοῦ Πειρῆνος αὐτήν φασιν εἶναι. Τὴν Ἰὼ οὖν, ἱερωσύνην τῆς Ἣρας ἔχουσαν, ὁ Ζεύς στέργει, ἀλλά, συλλαμβανόμενος ὑφ' Ἣρας καὶ τῆς Ἰους ἅπτων, τὴν κόρην μετεμόρφου εἰς βοῦν λευκήν. Αὐτήν τῆς Ἣρας αἰτούσης παρὰ τοῦ Διός, ἐπεὶ τὴν βοῦν ἐδεσμευεν, ἣ ἐν τῷ τῶν Μυκηναίων ὑπῆρχεν ἄλσει.
lo storico Castore e alcuni dei tragici dicono che Io fosse la figlia di Inaco; Esiodo e Acusilao dicono che lo fosse di Perieno. Zeus dunque ama io, che ha la carica di sacerdotessa di Era, ma, essendo sorpreso da Era mentre aveva una relazione anche con Io, mutava la fanciulla in una vacca bianca. Chiedendola Era a Zeus, poiché incatenava la vacca, che si trovava nel bosco di Micene
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SALMONEO
VERSIONE DI GRECO di APOLLODORO
TRADUZIONE dal libro np
Σαλμωνεύς τό μεν πρῶτον περì Θεσσαλìαν κατᾡκει, παραγἑνομενος δε αὖθις εἰς Ἦλιν, ἐκεῖ πòλιν ἒκτισεν· ὑβριστὴς δε ὢν και τω Διì εξισοῦσθαι Θέλων, διά τήν ἁσέβειαν ἑκολάσθη· ἒλεγε γαρ ἐαυτόν εἶναι Δια, και τας ἐκείνου Θυσίας ἀφελόμενος, ἐαυτῷ προσέτασσε θύειν, και βύρας μεν ἐξηραμμένας εξ ἃρματος μετά λεβὴτων χαλκών σὺρων ἒλεγε βροντᾶν, βάλλων δε εις ουρανόν αιθομένας λαμπάδος ἒλεγε αστράπτειν. Ζευς δε αυτον κεραυνώδας, την κτισθεῖσαν υπ' αυτοῦ πόλιν και τοῦς οικὴτορας ηφάνισε πάντας.
TRADUZIONE
imgscramblerSalmoneo in un primo momento abitava nella Tessaglia, ma poi, trasferitosi nell' Elide, fondò lì una città; essendo però tracotante e volendo uguagliarsi a Zeus, fu punito per la sua empietà; diceva infatti che lui era Zeus e, dopo aver annullato i sacrifici in onore di quello, ordinò di sacrificare a lui stesso e, trascinando pelli seccate con recipienti di bronzo legati a un carro, diceva di tuonare, e scagliando fiaccole accese verso il cielo, diceva di fulminare. Allora Zeus, avendolo colpito con un fulmine, distrusse la città da lui fondata e tutti gli abitanti.
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Edipo e la sfinge VERSIONE DI GRECO di Apollodoro TRADUZIONE dal libro parole e civiltà dei greci
Inizia così: Οιδιπους το αινιγμα αϰουει ϰαι λυει·... E finisce così: ...θυγατεπας δε Ιομηνην ϰαι Αντιγονην.
Edipo ascoltò l'enigma della Sfinge e riuscì a risolverlo: la soluzione era "l'uomo". Infatti da bambino ha quattro piedi, perché cammina a quattro zampe; da adulto due piedi; e da vecchio tre, perché si appoggia al bastone. La Sfinge allora si gettò giù dalla rocca, mentre Edipo ebbe il regno e senza saperlo sposò sua madre, ed ebbe da lei due figli maschi, Eteocle e Polinice, e due femmine, Ismene e Antigone
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Peripezie di Bellerofonte Versione greco Apollodoro
Traduzione dal libro gymnasion
Ό Βελλεροφόντης, ό Γλαύκου, επειδή έκτεινε άκων άδελφόν Δηλιάδην, της πατρίδος έξέφευγε και προς ΠροΤτον ερχόμενος καταφυγήν ηυρισκε. νΕνθα ή Σθενέβοια, ή του Προίτου γυνή, είς έρωτα τοΰ Βελλεροφόντου άφικνουμένη, πειράται σύν αύτω κοιμάσθαι. Έπεΐ δέ ό Βελλεροφόντης άπηρνεΐτο, ή γυνή αγανακτούσα τον ξένον προς τον ΠροΤτον διέβαλλε. Ό δέ Προιτος τή γυναικι πιστεύων έδίδου1 τω Βελλεροφόντη έπιστολάς 'ίνα προς Ίοβάτην κομίζη* εν ταΐς έπιστολάϊς ό Προΐτος ένέγραφε τον Βελλεροφόντην αποκτείνειν. Ίοβάτης δέ αναγιγνώσκων τάς έπιστολάς έπίταττε τω Βελλεροφόντη Χίμαιραν κτείνειν, νομίζων αυτόν ύπό τοΰ θηρίου διαφθείρεσθαι. Τό δέ θηρίον άμαχον ην, είχε δέ προτομήν μεν λέοντος, ούράν δέ δράκοντος και δια της κεφαλής φλόγας άνίει.
Bellerofonte, figlio di Glauco, dopo aver ucciso involontariamente il fratello Deliade, fuggì dalla patria, e giunto da Preto trovò asilo. Qui Stenebea, la moglie di Preto, innamoratasi di Bellerofonte, cerco di unirsi in amore con lui. Poiché Bellerofonte si rifiutò, la donna, adiratasi, calunniò l’ospite dinanzi a Preto. Allora Preto, fidandosi della donna, diede a Bellerofonte una lettera affinché la consegnasse a Iobate: nella lettera Preto aveva scritto di uccidere Bellerofonte. Iobate, avendo letto la lettera, ordinò a Bellerofontedi uccidere la Chimera, pensando che questo sarebbe stato ucciso dal mostro. La belva infatti era invincibile, aveva il busto dileone, la coda di serpente ed emetteva fiamme dalla testa
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Deianira e il centauro Nesso
versione greco Apollodoro
Ἄγων δὲ Δηιάνειραν ἐπὶ ποταμὸν Εὔηνον ἧκεν, ἐν ᾧ καθεζόμενος Νέσσος ὁ Κένταυρος τοὺς παριόντας διεπόρθμευε μισθοῦ, λέγων παρὰ θεῶν τὴν πορθμείαν εἰληφέναι διὰ δικαιοσύνην. αὐτὸς μὲν οὖν Ἡρακλῆς τὸν ποταμὸν διέβη, Δηιάνειραν δὲ μισθὸν αἰτηθεὶς ἐπέτρεψε Νέσσῳ διακομίζειν. ὁ δὲ διαπορθμεύων αὐτὴν ἐπεχείρει βιάζεσθαι. τῆς δὲ ἀνακραγούσης αἰσθόμενος Ἡρακλῆς ἐξελθόντα Νέσσον ἐτόξευσεν εἰς τὴν καρδίαν. ὁ δὲ μέλλων τελευτᾶν προσκαλεσάμενος Δηιάνειραν εἶπεν, εἰ θέλοι φίλτρον πρὸς Ἡρακλέα ἔχειν, τόν τε γόνον ὃν ἀφῆκε κατὰ τῆς γῆς καὶ τὸ ῥυὲν ἐκ τοῦ τραύματος τῆς ἀκίδος αἷμα συμμῖξαι. ἡ δὲ ποιήσασα τοῦτο ἐφύλαττε παρ᾽ ἑαυτῇ.
Arrivò con Deianira al fiume Eveno, presso il quale il centauro Nesso sedeva e traghettava i passanti a pagamento, dicendo di aver ricevuto dagli dei il traghettare a causa della sua rettitudine. Eracle dunque attraversò il fiume da solo, ma, poiché gli era stato richiesto il pagamento, affidò a Nesso da traghettare Deianira. Ma lui, mentre la traghettava, tentava di farle violenza. Eracle, udendola gridare, colpì Nesso con una freccia al cuore non appena uscì. Ed egli, essendo sul punto morire, chiamata accanto Denianira, disse che, se voleva avere un filtro per Eracle, (doveva) mescolare insieme lo sperma che aveva emesso per terra e il sangue che era sgorgato dalla ferita provocata dalla (della) freccia. E lei, fatto ciò, lo conservava presso di sé.