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Matricidio di Nerone versione latino so tradurre
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Rex Latinus, qui in Latio regnabat, Amatam in matrimonium duxerat... «Filia tua non Turni, sed advenae uxor erit».
Il re Latino, che regnava nel Lazio, aveva condotto in matrimonio Amata e aveva generato una figlia di grande bellezza, il cui nome fu Lavinia. Quando la fanciulla diventò adolescente, la regina Amata la promise (in sposa) a Turno, re dei Rutuli e fissò il tempo per le nozze solenni con lui. Ma quando Turno arrivò nel Lazio, portando i doni delle nozze, per celebrare le nozze decise, il matrimonio fu sconvolto ed impedito da un improvviso prodigio, perché era stato stabilito dal fato che Lavinia andasse sposa ad un condottiero straniero. Infatti le fiamme all'improvviso incendiarono le chiome e la corona con le gemme che la vergine portava, e non toccarono tuttavia il suo volto. Poiché quel prodigio atterrì gli animi di tutti, il re Latino andò nella selva più vicina nella quale si trovava un altare solenne altare per interrogare gli dei sulle nozze interrotte. Quelli risposero tramite l’aruspice: “Tua figlia sarà la moglie non di Turno, ma di uno straniero”.
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Antiqui scriptores Romanum populum natum a pastoribus arbitrantur. Narrant enim Faustulum, qui duos geminos fratres educavit,...cognominatae sunt, ut Fabii a faba, Cicerones a cicere, Pisones a piso.
Gli scrittori antichi ritengono che il popolo Romano sia nato da pastori. Raccontano infatti che Faustolo, colui che educò i due fratelli gemelli fu un pastore e che Romolo fondò Roma nel giorno consacrato alla dea Pale, che è la dea dei pastori. Gli antichi chiamavano il denaro "peculium" in quanto se lo procuravano vendendo il "pecus" (il bestiame). Nei sacrifici agli dei sacrificavano animali per accaparrarsi il favore dei numi o per espiare le loro colpe. Varrone, scrittore assai esperto di cose antiche, tramandò che il sacrificio più importante era chiamato "suovetaurilia" poiché i sacerdoti per purificare il popolo, usavano sacrificare un "sus" (maiale), un "ovis" (pecora) e un "taurus" (toro). Anche molti cognomi di uomini erano stati tratti da cose relative alla campagna. Tra tutti è noto infatti che Porci, Tauri, Asinio presero i loro nomi dai porci, dai tori, dagli asini. Molte famiglie presero nome anche dai frutti della terra come per esempio i Fabi dalla fava, i Cicerone dal cece, i Pisoni dal pisello.
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Druides rebus divinis intersunt, sacrificia publica ac privata procurant, religiones interpretantur. Ad hos magnus adulescentium numerus disciplinae causa concurrit magnoque hi sunt apud eos in honore. Nam fere de omnibus controversiis publicis privatisque constituunt et, si quod est admissum facinus, si caedes facta, si de hereditate, si de finibus controversia est, iidem (loro) decernunt, praemia poenasque constituunt. Si qui aut privatus aut populus, eorum decreto non stetit, eum a sacrificiis amovent. Qui noxii iudicantur, hi numero impiorum ac sceleratorum habentur; ab his omnes decedunt, aditum sermonemque defugiunt ne quid ex contagione incommodi accipiant. His autem omnibus druidibus praeest unus, qui summam inter eos habet auctoritatem. Hi certo anni tempore in finibus Carnutum, quae regio totius Galliae media habetur, in loco consecrato considunt. Huc omnes undique conveniunt qui controversias habent eorumque decretis iudiciisque parent.
I druidi prendono parte alle cose divine, procurano sacrifici pubblici e privati, interpretano i prodigi divini. Gran numero di giovani accorre verso di loro per la formazione ed essi sono in loro grande onore. Infatti deliberano intorno a quasi tutte le controversie pubbliche e private e, se è stato commesso qualche delitto, se è stato commesso un omicidio, se vi è una controversia per un’eredità o per i confini, loro deliberano e stabiliscono ricompense e punizioni. Se chi, pubblico o privato, non si attenne alla loro sentenza, lo allontanano dai sacrifici. Coloro che sono ritenuti colpevoli vengono inclusi nel novero degli empi e degli scellerati; da questi tutti si tengono lontani, evitano l’incontro e la conversazione per non ricevere qualche danno per il contatto. A tutti questi druidi, poi, ce n’è uno a capo che ha la massima autorità fra di loro. Costoro dimorano per un determinato tempo di anni in un luogo consacrato entro i confini dei Cornuti, regione che si trova nel mezzo di tutta la Gallia. In questo luogo convengono da ogni parte tutti coloro che hanno delle controversie e si conformano alle loro sentenze.
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Apud veteres rerum scriptores scriptum Lysimachum, qui Alexandrum in Asiam contra Persas secutus erat,... in os ferae immersisse et eius linguam uno tractu abripuisse tanta vi ut statim fera mortua humi iacuerit.